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venerdì 8 gennaio 2010

Rosarno. La tensione resta alta

ROSARNO. Sono da poco passate le ore sette è nel tratto della Statale 18 che attraversa la località Bosco, un’avanguardia di circa 30 lavoratori extracomunitari si abbandona ad atti di vandalismo, rovesciando cassonetti, incendiando di tutto dai vecchi pneumatica alle cassette della frutta. Marciano compatti al centro della strada brandendo minacciosi spranghe e bastoni. A fronteggiarli ci sono sei sette carabinieri. E’ un avanti indietro. Ora i militari dell’Arma riescono a convincere i più esagitati a fermarsi, ora sono costretti ad indietreggiare a sirene spiegate, incitando con vigore i residente a rinchiudersi in casa. E’ proprio in uno di questi momenti che echeggiano dei colpi. Gli spari sono seguiti da una piaggia di pallini di piombo segno inequivocabile che chi ha sparato lo ha fatto in area imbracciando un fucile da caccia. I dimostranti perdono la testa tentato di entrare in alcune abitazioni da dove secondo loro si è sparato. I giovani carabinieri, in servizio continuato dalla sera precedente, devono usare l’arma della diplomazia in attesa di rinforzi che tardano a giungere. Si tratta e si giunge all’accordo di compire un controllo in una delle abitazioni. Poi, ritorna la calma. Il gruppo continua la marcia verso il centro di Rosarno con l’intenzione di ricongiungersi agli altri extracomunitari che abitano in quella fogna dell’ex cartiera. I due cortei si incontrano e, sotto la stretta vigilanza di Polstato, carabinieri e Guardia di finanza in assetto antisommossa, si dirigono in municipio continuando ad abbandonarsi ad atti di vandalismo. Nel Palazzo di città, il commissario prefettizio Domenico Bagnato riceve una delegazione di manifestanti. Intanto, davanti l’ingresso del Palazzo, la folla si ingrossa notevolmente. “Razzisti, Razzisti” urlano all’unisono. Intanto dalla Questura di Reggio Calabria, giunge il primo dirigente Benedetto Sanna e con lui i vice questori aggiunti Domenico Crea (Digos) e Mario Lucisano (Divisione anticrimine). Sanna riesce a convincere i dimostranti a tornare nei loro ghetti di residenza, promettendo una sorveglianza fissa H24 nei due fatiscenti dormitori. La calma sembra ritornata. E’ solo una illusione. Adesso sono i rosarnesi a protestare. Un gruppo si porta in comune per chiedere di essere ricevuto dal commissario prefettizio. In altre zone del centro, si incontrano donne intende a ripulire dai residui delle devastazioni l’uscio di casa. C’è chi inveisce contro i concittadini che affittano le case agli stranieri, c’è chi impreca contro le forze dell’ordine ree, secondo loro, di non aver usato le maniere forti. Tutta Rosarno è invece accomunata nel contestare gli organi di stampa troppa benevolenza nei confronti degli extracomunitari. Così, lungo la Statale 18, la situazione già pesante degenera ed a farne le spese è una troupe del TG 2. La stragrande maggioranza dei rosarnesi non è certamente razzista ma è altrettanto vero che qui bisogna stare attenti a quello che si riprende o si fotografa. Nel corso dei disordini di ieri sera due cittadini extracomunitari, sono rimasti feriti e medicati presso l’Ospedale di Polistena. Il Commissariato Gioia Tauro ha tratto in arresto tre cittadini extracomunitari, per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, devastazione e danneggiamento, inoltre, per gli stessi reati, i carabinieri hanno arrestato quattro extracomunitari. In occasione dei disordini sono state medicate e refertate 14 persone presso gli ospedali della zona e sono stati medicati e refertati 10 poliziotti e 8 carabinieri.

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