REGGIO CALABRIA. Ci risparmino i Giovani Democratici applausi e note stampa di comodo sulle dichiarazioni di Angela Napoli. Dov’erano quando l’onorevole Napoli chiedeva a gran voce lo scioglimento di questo consiglio regionale? O nelle sue mille altre battaglie? Non certo al nostro fianco, né al suo. Ma ben riparati dietro spalle larghe e poggiate su comode poltrone di governo della regione. Oggi c’è da scegliere, piuttosto, tra la lotta alla mafia fatta di parole e quella segnata da gesti politici concreti. Non è difficile. Nell’agosto scorso, ad esempio, concordammo con i Giovani Democratici la creazione di un gruppo di lavoro provinciale congiunto per esprimere, tra l’altro, poche e chiare proposte comuni ai candidati governatori sul tema della lotta alla mafia. Una cosa importante, innovativa e crediamo seria. Applausi. Ma da oltre quattro mesi i nostri componenti sono loro noti. E da allora attendiamo i nomi dei Democratici per poter avviare i lavori. È questa volontà concreta di combattere la mafia? Ci aspettiamo una risposta definitiva. Anche sul merito delle affermazioni dei Gd e, di riflesso, dell’onorevole Napoli è utile spendere qualche riflessione. Ebbene sì, capita persino a me di pensarla, a volte, diversamente da Angela Napoli. Perché mai ridurre il problema della classe politica calabrese ad una mera questione di infiltrazioni di ‘ndrangheta? Non sbagliamo, ancora una volta, prospettiva ! I calabresi hanno diritto a liste elettorali ripulite non dai collusi, dai truffatori o dai corrotti, ma da una categoria purtroppo ben più ampia nel desolato panorama regionale. Gli incapaci. Gli incapaci di governare. E gli incapaci di fare opposizione. Gli incapaci per grassa ignoranza o per troppo sottile furbizia. Gli incapaci per prudente convenienza e quelli per ingordigia di potere e di clientele. Potremmo andare avanti per pagine, la categoria è variegatissima. Ma ha, nel suo complesso, due enormi vantaggi. Il primo, che la capacità politica si misura, non con le sentenze, ma con i risultati che gli eletti riescono a concretizzare. Il secondo, che l’incapacità ha un unico grande giudice, senza toghe, che è il popolo. Ora, chiedo, in una regione che sprofonda da decenni ormai nella miseria, nell’anarchia e nell’inefficienza quale calabrese può, in buona fede, pensare di riaffidarsi ad un’intera classe dirigente mummificata, sempre uguale a se stessa, ed esperta solo in fallimenti ? Certo, alcune di queste mummie saranno anche pupazzi delle cosche, altri incalliti truffatori, altri ancora abilissime quaglie pronte a saltare sul carro del vincitore. Ma sono state, prima di tutto, mummie incapaci di governare, a destra come a sinistra, la nostra salute, il nostro sviluppo, il nostro ambiente. Il nostro futuro. Per questo è onere di tutti i partiti, che del popolo dovrebbero essere avanguardia, impedire che anche quest’anno le mummie escano dai sarcofaghi per affollare di nuovo le liste regionali. Per questo è onere di tutti i partiti assicurare al popolo la possibilità di scegliere tra donne e uomini nuovi e selezionati perchè, prima di ogni cosa e al di là delle stesse valutazioni dei tribunali, capaci di risolvere i drammi della Calabria. Delegando, invece, il nostro riscatto alle valutazioni della magistratura ci impantaneremo, come sempre, in uno stagno di querele, di prescrizioni e di esibizione di fedine penali di cui i calabresi, per condannare politicamente chi li ha sgovernati per decenni, possono fare a meno.Francesco Spanò
presidente provinciale Azione Giovani – Giovane Italia
presidente provinciale Azione Giovani – Giovane Italia

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