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sabato 23 gennaio 2010

Accoltella per un posto letto. Rumeno in manette

REGGIO CALABRIA. E’ ritenuto il responsabile dell’accoltellamento di un giovane campano avvenuto alle ore 21 di mercoledì scorso presso la casa di accoglienza “Nuova Solidarietà”, del rione Catona, il rumeno Doru Sirghi, 40 anni, arrestato dal personale del Nucleo Volanti della Questura. Mercoledì sera, infatti, gli agenti operanti hanno accertato che Sirghi dieci minuti prima aveva violentemente colpito al capo ed al volto un coetaneo, quest’ultimo con precedenti di polizia per stupefacenti. Alla base della sanguinosa aggressione vi sarebbero futili motivi riconducibili all’occupazione di un posto letto. L’accoltellatore, poi era fuggito portando con se l’arma del delitto ma lasciando sul luogo del reato alcuni effetti personali e, soprattutto, una carta d’identità rumena. La vittima del cruento episodio criminoso ha riportato gravissime ferite lacero contuse al capo ed al volto che hanno procurato la frattura del seno mascellare e delle ossa nasali. A questo punto, è stata immediatamente diffusa la nota di ricerca a tutti gli equipaggi in servizio di controllo del territorio e grazie alla carta di identità rumena persa dall’aggressore, è stata diramata la foto di Sirghi. Le ricerche sono costantemente continuate nei giorni seguenti in tutta la città, attraverso attività informativa svolta sul territorio e, grazie alla proficua opera investigativa, ieri mattina, a seguito dei servizi di appostamento nella zona della stazione ferroviaria di Catona il personale della Polstato ha intercettato l’aggressore. Quest’ultimo, alla vista della polizia, si è dato a precipitosa fuga, ma è stato immediatamente bloccato all’interno della stazione e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il fermo è stato eseguito sia per il pericolo di fuga sia per gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa svolta, anche attraverso le testimonianze rese da altre persone presenti sul posto dell’accoltellamento. Dopo gli adempimenti di rito, Doru Sirghi è stato tradotto presso la Casa circondariale di via San Pietro in attesa della convalida del provvedimento restrittivo.

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