REGGIO CALABRIA. Continuano gli incontri di fonazione promossi dal Centro Servizi al Volontariato organizza con l'Associazione Maestri di Speranza. Venerdì alle ore 17 presso la sala convegni del Palazzo storico della Provinciale si svolgerà il terzo incontro del ciclo “Da nessun luogo all'utopia”. Ospiti dell’incotro: padre Fabrizio Valletti e Alessandro Scazziota.Padre Fabrizio Valletti, gesuita, dal 2001 animatore del “Progetto Scampia” e direttore del “Centro Hurtado” di Napoli. Ha partecipato alla fondazione dell’università del Tempo libero “Primo Levi” a Bologna (di cui è stato presidente per i primi tre anni e successivamente docente) e del “Centro Poggeschi”,un centro non confessionale, che cerca però di indirizzare i giovani sulla via della responsabilità (verso se stessi e verso gli altri) e dell’autorealizzazione vera. Dal settembre del 2001 a Napoli, anima il “progetto Scampia” per una presenza di sevizio pastorale, culturale e sociale nel quartiere. Ha dato vita al “Centro Hurtado” che unisce un’associazione di volontariato, un ente di formazione ed una cooperativa sociale. Attualmente, con il “Progetto Scampia” e il “Centro Hurtado”, sta aiutando i giovani della parte più problematica di Napoli a crearsi un futuro. Nel 2008 ha ricevuto il premio “Testimone di Pace”.
Alessandro Scazziota dell’Associazione San Pancrazio di Cosenza, è il fondatore della Comunità dell’Arca di Noè che ha sede presso le Serre di Carolei. Nato e cresciuto in una famiglia borghese, giovanissimo studente universitario, decise di “cambiare vita” assecondando il forte desiderio di autenticità e il bisogno di fare scelte impegnative e radicali. Così, insieme ad un gruppo di amici, andò a vivere in un appartamento nel centro storico di Cosenza, improntando la convivenza ad uno stile di sobrietà e di povertà, di preghiera e di servizio agli ultimi. Alessandro e gli amici si dedicarono all’animazione di strada, al sostegno scola stico, e al ridare dignità ai tanti disabili che vivevano rinchiusi ed emarginati nelle loro case. Una piccola grande svolta si ebbe quando, più di dieci anni fa, i compagni dell’Arca di Noè, individuarono in una vallata a ridosso del fiume Busento, delle grandi serre per l’agricoltura, totalmente ricoperte di rovi e di arbusti, costruite al solo scopo di ottenere contributi, mai utilizzate e abbandonate. Alessandro decise che quelle serre andavano restituite, per una questione di giustizia, ai poveri e agli emarginati. Da quel momento iniziò una vera e propria gara di solidarietà che ha visto coinvolti tanti giovani di tutta Italia nel lavoro che ha portato alla rinascita delle serre. Oggi quasi tutte le serre sono diventate produttive.









Lo stesso risultava inoltre sprovvisto della periodica revisione. Sono stati denunciati a piede libero S.A. conducente, C.S. passeggero e C.A titolare della ditta che ha commissionato il trasporto illecito dei rifiuti. Dopo vari appostamenti e controlli disposti dalla Procura della Repubblica di Palmi la pattuglia della Stazione Forestale di Sant’Eufemia d’Aspromonte, ha segnalato all’Autorità giudiziaria il signor O.G. che effettuava pascolo abusivo col suo gregge di ovini in località Persicara in agro del comune di Seminara ed ha intensificato i posti di controllo a seguito di denuncia di rapina ai danni di un cacciatore in località San Pietro di Sant’Eufemia d’Aspromonte.I reati ambientali e gli incendi boschivi sono funzioni prioritarie degli agenti Corpo Forestale dello Stato, inoltre la sorveglianza e gli accertamenti degli illeciti commessi in violazione delle norme in materia di tutela delle acque dall’inquinamento ed il relativo danno ambientale, nonché la repressione di traffici illeciti e gli smaltimenti illegali di rifiuti sono obbiettivi del controllo quotidiano degli agenti del Corpo Forestale dello Stato. 



Il primo attentato risale al 2 dicembre 1993, quando, nella zona di Saracinello, almeno due raffiche di mitra M12 furono esplose frontalmente contro una pattuglia del Nucleo radiomobile. In quella circostanza i due carabinieri rimasero miracolosamente illesi. Poi il massacro del 18 gennaio 1994. E’ sera e l’aberrante follia si abbatte contro gli appuntati Vincenzo Garofalo e Antonino Fava, in forza all’aliquota radiomobile della Compagnia di Palmi, trucidati lungo la corsia sud dell’autostrada, nei pressi dello svincolo di Scilla. I due giovani servitori dello Stato, cui è stata concessa la medaglia d’oro alla memoria e dedicata la Scuola Allievi carabinieri di Reggio, vengono centrati dalle micidiali raffiche di un M12. Trascorrono quattordici giorni e l’M12 ritorna a cantare la sua tragica melodia accordata dalle mute detonazioni di un fucile calibro 12. Sono le 21 e la “gazzella” del Radiomobile percorre la corsia sud della Statale 106. All’altezza del distributore di Saracinello, i membri dell’equipaggio, l’appuntato Salvatore Serra e il carabiniere Bartolomeo Musicò vengono centrate da vari colpi di arma da fuoco. Serra, seppur colpito, risponde al fuoco e gli aggressori sono costretti ad allontanarsi senza avere compiuto la folle missione di morte. Provvidenziale l’intervento di un’ambulanza dei vigili del fuoco che trasporta agli Ospedali Riuniti i due militari feriti. I due carabinieri, sottoposti ad intervento chirurgico, scampano alla morte, ma ancora oggi portano i segni di quell’azione terroristica. 














