Rosarno.Un escavatore rubato lo scorso mese di aprile in un cantiere della “Salerno-Reggio Calabria” è stato recuperato dal personale della polizia giudiziaria dei Commissariati di Gioia Tauro e Villa San Giovanni, rispettivamente diretti dal primo dirigente Leoluca Rocchè e dal commissario capo Antonio Rugolo. Gli agenti della Polstato hanno anche denunciato in stato di libertà C. G., 34 anni, proprietario del fondo dove è stata trovata la pala meccanica. Il giovane è accusato di ricettazione. I poliziotti, attraverso una ricognizione compiuta da un elicottero del V Reparto volo di Reggio Calabria, hanno individuato l’escavatore in un terreno lungo la Statale 18. A carico di C. G., risultano precedenti di polizia per associazione mafiosa, violazione della legge sugli stupefacenti, armi e ricettazione. Il furto era stato perpetrato ai danni della ditta “Chiavaroli srl”, lo scorso 17 aprile, presso i cantieri della A3, ubicati nei pressi dello svincolo di Bagnara Calabra. Il mezzo è sottoposto a sequestro per gli ulteriori accertamenti investigativi. Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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martedì 30 giugno 2009
Rosarno. La Polizia ritrova un escavatore rubato nei cantieri dell’A3
Rosarno.Un escavatore rubato lo scorso mese di aprile in un cantiere della “Salerno-Reggio Calabria” è stato recuperato dal personale della polizia giudiziaria dei Commissariati di Gioia Tauro e Villa San Giovanni, rispettivamente diretti dal primo dirigente Leoluca Rocchè e dal commissario capo Antonio Rugolo. Gli agenti della Polstato hanno anche denunciato in stato di libertà C. G., 34 anni, proprietario del fondo dove è stata trovata la pala meccanica. Il giovane è accusato di ricettazione. I poliziotti, attraverso una ricognizione compiuta da un elicottero del V Reparto volo di Reggio Calabria, hanno individuato l’escavatore in un terreno lungo la Statale 18. A carico di C. G., risultano precedenti di polizia per associazione mafiosa, violazione della legge sugli stupefacenti, armi e ricettazione. Il furto era stato perpetrato ai danni della ditta “Chiavaroli srl”, lo scorso 17 aprile, presso i cantieri della A3, ubicati nei pressi dello svincolo di Bagnara Calabra. Il mezzo è sottoposto a sequestro per gli ulteriori accertamenti investigativi. Palmi. La Guardia Costiera sequestra una discarica abusiva di eternit
Palmi. Posta sotto sequestro dal personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro e della locale Delegazione di Spiaggia un’area demaniale marittima adibita a discarica abusiva. La zona, che si trova in località Scinà, in prossimità di una delle spiagge maggiormente frequentate da bagnanti, ha un’estensione di circa 110 metri quadrati. ed è stata interessata da uno smaltimento illegale di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi di tipo eternit. Le aree dove era presente il materiale pericoloso sono state poste sotto sequestro preventivo urgente dai militari della Delegazione di Spiaggia ed i fatti sono stati riferiti alla Procura della Repubblica di Palmi. L’eternit è considerato un rifiuto pericoloso proprio per l’ eventuale liberazione di fibre di amianto, normalmente legate con la malta cementizia e che incoscientemente è stato abbandonato proprio in un tratto di arenile, in questo periodo particolarmente frequentato da bagnanti. Le indagini sono state avviate dalla Sezione Polizia Marittima ed Ambiente della Capitaneria di Porto di Gioia Tauro, su disposizione del comandante capitano di fregata Giuseppe Andronaco. Il reato accertato è previsto dal decreto legislativo, meglio conosciuto come “Testo unico in materia ambientale”, che punisce con l’arresto fino a due anni l’abbandono di rifiuti su aree non autorizzate. Palizzi. Sedici persone denunciate per furto d’acqua
Palizzi. Sedici persone sono state denunciate per furto di acqua. Sin dal mese di maggio, i carabinieri delle Stazioni di Palizzi Marina e di Palizzi Superiore stanno conducendo, una vera e propria metodica attività di contrasto volta all’individuazione di allacci abusivi alla rete idrica comunale, finalizzati all’irrigazione abusiva di terreni coltivati di proprietà privata ubicati nelle campagne circostanti il comune. Sino al momento, tali servizi hanno portato alla localizzazione di 16 allacci, con contestuale deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Locri di altrettante persone, in gran parte allevatori e coltivatori, che senza alcuna autorizzazione o controllo deviavano grandi flussi mediante tubature di fortuna. Palizzi è uno dei Comuni che più soffre la crisi idrica estiva, sia per l’aumento di densità demografica che interessa il Comune durante le vacanze estive, sia per il gran numero di allacci abusivi e furti d’acqua che impediscono all’Amministrazione comunale una regolare erogazione del prezioso liquido.Catturato in Romagna il latitante Rocco Zagari
Il latitante Rocco Zagari, 47 anni, originario di Rosarno, è stato catturato dai carabinieri in un residente in un piccolo centro termale sulle colline romagnole vicino a Forlimpopoli. Zagari era ricercato per associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di cocaina. A portare i carabinieri della Compagnia Duomo di Milano, diretta dal maggiore Giovanni Pellegrino, sulle tracce del latitante è stata involontariamente la compagna di Zagari, oltre al lavoro d’intelligence compiuto dall’Arma. L'uomo, dall'inizio della latitanza, aveva lasciato la sua abitazione a Bollate, nel milanese, dove lavorava come autotrasportatore. Proprio l'attività di autotrasportatore aveva permesso a Zagari di occuparsi del trasporto della droga, per conto delle ‘ndrine calabresi, dall'estero in varie regioni italiane. Arrestato due volte per detenzione di cocaina, una volta in Italia e una volta in Spagna, nel suo curriculum criminale non mancano altre accuse: dal porto abusivo di armi a reati contro il patrimonio. Beni per 10 milioni di euro sequestrati ai Piromalli
1. appezzamento di terreno sito nel comune di Gioia Tauro, di proprietà della moglie di Giuseppe Piromalli;
2. terreno sito nel comune di Gioia Tauro di natura kiweto di 30.000 mq sito in località “Sovereto”, di proprietà dei coniugi Piromalli;
3. appezzamento di terreno coltivato ad uliveto di 13.000 mq sito nel comune di Gioia Tauro, di proprietà della figlia di Giuseppe Piromalli;
4. appartamenti siti in via Statale 111 di proprietà di Giuseppe Piromalli;
5. immobili, siti in Gioia Tauro via Doria, di proprietà di Giuseppe Piromalli per la quota di ¼;
6. immobili siti in via Monacelli 3° e 4° piano di proprietà di Giuseppe Piromalli;
7. impresa individuale avente sede in Gioia Tauro via Monacelli, attività:colture agrumicole, intestata alla figlia di Giuseppe Piromalli;
8. immobile sito a Milano via Teodosio di proprietà della moglie di Antonio Piromalli;
9. immobile sito nel comune di Milano viale Brianza di proprietà della moglie di Antonio Piromalli;
10. patrimonio aziendale dell’impresa individuale, avente sede in Gioia Tauro via Monacelli: attività colture olivicole - titolare Antonio Piromalli;
11. Quote sociale e patrimonio aziendale della “Sunkist srl.” con sede in Milano viale Cesare Lombroso , attività: commercio all’ingrosso di frutta e verdura, di Antonio Piromalli;
12. terreno sito nel comune di Gioia Tauro, località “Pozzo”, di proprietà di Antonio Piromalli.
Tutti i sopraelencati beni sono stati affidati ad un collegio di custodi-amministratori, nominati dal Tribunale. Il provvedimento di sequestro ha impegnato personale della Divisione di Polizia Anticrimine di Reggio Calabria, diretta dal primo dirigente Benedetto Sanna, di Milano e del Commissariato di Gioia Tauro, guidato dal primo dirigente Leoluca Rocchè. Attraverso studi
analitici e capillari indagini di natura patrimoniale, curati dalla Procura e dall’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura, diretto dal vice questore aggiunto Mario Lucisano, si è potuto accertare che numerosi terreni ed appartamenti, alcuni dei quali ubicati a Milano, e diverse imprese e società erano nella disponibilità di Giuseppe Piromalli, 64 anni e del figlio Antonio, 37 anni. Giuseppe Piromalli, alias “Facciazza”, capo indiscusso dell’omonimo casato di ‘ndrangheta operante nella Piana di Gioia Turo con diramazioni al Nord Italia ed Oltreoceano, in atto detenuto, è il nipote del boss storico dell’aristocrazia della ‘ndrangheta don Mommo Piromalli. Il figlio Antonio, residente a Milano, anch’egli attualmente detenuto in regime di carcere duro in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, emessa nell’ambito dell’operazione “Cent’anni di Storia”, proprio a seguito dell’arresto del boss “Facciazza”, avvenuto dopo
Gli attuali decreti di sequestro trovano il loro fondamento, oltre che sulla individuazione di tutti i beni nella disponibilità diretta o indiretta della famiglia Piromalli, nelle risultanze delle indagini, svolte, nell’ambito della operazione Cent’anni di Storia, congiuntamente dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Gioia Tauro, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, che hanno condotto, nel luglio dello scorso anno, all’arresto di 18 elementi di spicco dei clan mafiosi degli Alvaro di Sinopoli e dei Piromalli e Molè di Gioia Tauro, ritenuti responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso e che hanno accertato il tramonto dello storico cartello mafioso Piromalli- Molè.Il sidernese Domenico Macrì è il primo calabrese ad aggiudicarsi la Granfondo di Gambarie
lunedì 29 giugno 2009
Processo alle Banche. La parola ai consulenti d'ufficio
Reggio Calabria. Una consulenza tecnica d’ufficio è stata disposta dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello (Bruno Finocchiaro presidente, Iside Russo e Natina Pratticò consiglieri) nell’ambito del cosiddetto “Processo alle Banche”. La consulenza si rende necessaria per accertare le misure organizzative introdotte dalle banche Antoniana popolare veneta, Banca di Roma (Unicredit) e Bnl, in merito al livello organizzativo competente alla segnalazione all’Ufficio italiano cambi, alla Banca d’Italia ed al ministero del Tesoro di tassi d’interesse, commissioni, remunerazioni per la rilevazione trimestrale del Taeg. I periti dovranno verificare l’esistenza di protocolli o sistemi informatici presso gli istituti di credito in esame (periodo 1996-2001), volti ad impedire preventivamente e/o segnalare (a quale organo?) eventuali sconfinamenti del Teg soglia. Attraverso la consulenza, la Corte indente anche individuare gli organismi delegati all’osservanza e alla corretta attuazione dei protocolli e/o dei sistemi. Infine, i consulenti dovranno individuare la procedura di trasmissione di tutte le disposizioni relative al tasso praticato alla clientela nel procedimento di erogazione del credito; individuare, all’interno di detta catena, i livelli organizzativi che intervengono sull’applicazione e modificazione del tasso, dal livello apicale e comunque centrale della banca alle altri sedi periferiche (con specifico riferimento alle posizioni di Domenico Cunsolo e Dino Marchiorello nella banca Antoniana popolare veneta, Cesare Geronzi, Paolo Antonio Pirrotta e Giuseppe Falcone nella Banca di Roma, Luigi Abete, Martino Bruno, Eduardo Catalano nella Bnl), verificando se ed entro quali margini, vi sia autonomia operativa a livello di singola filiale, anche tenendo conto delle istruzioni, circolari, raccomandazioni dell’Abi nella specifica materia. La Corte si è riservata la nomina dei consulenti non appena saranno indicati dall’Area vigilanza sulle banche dell’ispettorato vigilanza delle banche. I giudici, invece hanno rigettato la richiesta del procuratore generale di acquisizione dell’indagine conoscitiva svolta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il processo è scaturito dalle denunzie degli imprenditori De Masi, i quali avevano denunziato che i tre istituti di credito avevano chiesto tassi usurai. I nove imputati, vertici, dirigenti e funzionari delle tre banche, erano stati assolti in primo grado. Tra le parti civili costituite figurano la regione Calabria e i Comuni di Rosarno e Gioia Tauro. Omicidio Gangeri. Nominati i consulenti psichiatrici
Reggio Calabria. Affidata la perizia psichiatrica ai consulenti d’ufficio professor Baldassarre Chimenez di Messina e dottor Antonino Nucera di Reggio Calabria, i quali dovranno stabilire se Salvatore Condemi nel momento in cui accoltellò mortalmente l’ex moglie Paola Gangeri era capace di intendere e di volere. I due consulenti si sono riservati di presentare la loro relazione entro 60 giorni. Nominati anche i consulenti di parte: dottor Giuseppe Dattola (difesa); dottor Francesco Messine (parte civile). Salvatore Condemi, 48 anni, ferroviere, uccise l’ex moglie nel pomeriggio del 23 giugno del 2007. Il gravissimo fatto di sangue fu consumato all’interno dell’abitazione della donna, ubicato al quinto piano di uno stabile di via Scilla. Condemi è assistito dall’avvocato Lorenzo Gatto, mentre la parte civile è rappresentata dall’avvocato Natale Polimeni.Dalla collina di Pentimele, Paolo di Tarso veglia sulla Città
Seminara. Arrestato Vincenzo Condurso, sorpreso con un ingente quantitativo di armi
Seminara. Una pistola mitragliatore con matricola punzonata, completa di caricatore e munizioni, numeroso munizionamento da guerra e altro munizionamento per pistola è stato trovato dal personale del Commissariato di Palmi all’interno dell’esercizio commerciale “Panificio Condurso & Figli ” di cui è titolare Vincenzo Condurso, 30 anni. Quest’ultimo è stato tratto in arresto e associato presso la Casa circondariale di Palmi. I poliziotti, guidati dal vice questore aggiunto Gregorio Marchese, nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati,hanno controllato il panificio di via Stradone. Vincenzo Condurso, infatti, ha precedenti di polizia per il reato di possesso di arma clandestina e munizionamento. Cinquefrondi. La Provinciale denuncia due persone per furto d’acqua
Gli impianti sono stati posti sotto sequestro giudiziario ed il responsabili è stato deferiti alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi. Allarmante è il fenomeno dei furti di acqua potabile su tutto il territorio della Piana. Ad oggi il personale della Polizia provinciale ha deferito all’Autorità giudiziaria più di 100 persone. I controlli a tappeto su tutto il territorio provinciale, pianificati dal comandate Domenico Crupi, continueranno senza soste.
Paola. La Polfer arresta pusher in trasferta
Reggio Calabria. Il personale della Polizia ferroviaria di Paolo, ha tratto in arresto Sylwester Kruk, 25 anni. Il giovane è stato sorpreso dagli agenti con 16 pezzi di varie misure contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish per complessivi 76, 270 grammi, nonché una siringa di tipo insulina e dei filtri per sigarette artigianali comprese di cartine per il confezionamento. Kruk è stato individuato a bordo di un treno diretto a Milano e proveniente da Reggio Calabria. Durante i controlli di prevenzione operati sui treni a lunga percorrenza, in partenza ed in arrivo, presso la stazione FS di Paola, una pattuglia Polfer ha notato a bordo di un treno in sosta, un giovane che si aggirava nella piattaforma di quel convoglio ferroviario. A quel punto, Kruk, vista la presenza degli operatori Polfer, ha cercato di eludere la sorveglianza. I poliziotti insospettiti da tale atteggiamento, lo hanno avvicinato per identificarlo. A questo punto, il giovane, ha cercato di nascondere con la mano qualcosa nella tasca dei pantaloni, ma a seguito di perquisizione personale, è rinvenuta la droga. Il Sylwester Kruk, quindi, è stato dichiarato in arresto e accompagnato presso la Casa circondariale di Paola. L’azione di prevenzione si è svolta nell’ambito dei servizi predisposti dal dirigente del Compartimento Polfer di Reggio Calabria, Federico Strano finalizzati anche a reprimere reati in Stazione e a bordo dei treni, soprattutto su quelli a lunga percorrenza. domenica 28 giugno 2009
Auto in fiamme a Catona
Reggio Calabria. Intorno alle ore 4.30, i vigili del fuoco del Comando provinciale sono intervenuti in via Militare Catona per spegnere l’incendio che ha interessato un’autovettura. Sul posto sono giunti anche i carabinieri della locale Stazione e del Nucleo radiomobile della Compagnia.
Nuoto disabili. Incetta di titoli e medaglie per gli atleti calabresi
sabato 27 giugno 2009
Cittanova. Sventato furto in antica villa gentilizia, due persone arrestate
Alessio Sestu all'Avellino
Sono state aperte questa mattina in Lega calcio le buste riguardanti le comproprietà dei giocatori delle squadre di serie A e serie B. La Reggina era impegnata a risolvere la comproprietà con l'Avellino del centrocampista Alessio Sestu. L'esito della busta è stato sfavorevole agli amaranto: ad aggiudicarsi Sestu sono stati gli irpini. Ieri, il presidente Lillo Foti e il ds Gabriele Martino hanno rinnovato le comproprietà di Gleison Pinto Santos e José Nunez Montiel rispettivamente con il Genoa e con l'Udinese.Asl 9: Ennesimo sperpero da oltre 10 milioni di euro
Locri. Le Fiamme Gialle della locale Compagnia, sotto la direzione del Comando provinciale di Reggio Calabria, hanno passato al setaccio i conti e le disposizioni amministrative dell’Azienda sanitaria 9, rilevando che numerosi addetti di guardia medica venivano arbitrariamente trasferiti in sedi “più comode” contro ogni previsione normativa acquisendo un trattamento economico “ad hoc”. In particolare, dagli accertamenti esperiti dai finanzieri, su delega del procuratore regionale della Corte dei conti, Caterina Astrali, sono emerse gravissime irregolarità commesse dal 1996 al 2004 dai dirigenti preposti, che, favorendo alcuni medici convenzionati in guardia medica, adottavano provvedimenti senza logica dispositiva, violando, con raggiri elusivi, la normativa vigente. Tale normativa, come è stato accertato, prevede l’utilizzazione di personale medico di guardia medica a seguito di concertazione aziendale, utilizzando regolari graduatorie e valutando titoli e specializzazioni conseguite. Al contrario, i dirigenti responsabili, disponevano, senza apparente logica, i trasferimenti dalle postazioni di guardia medica originarie, a sedi più “confortevoli”, in quanto meglio dislocate e che consentivano l’accesso ad una maggiore retribuzione. Molti di questi trasferimenti disposti, avevano inizialmente carattere temporaneo, ma successivamente, perdevano tale caratteristica rimanendo, i medici, nelle sedi di trasferimento, senza che altri dirigenti adottassero e/o rivedessero la collocazione. Le disposizioni di trasferimento, che hanno interessato ben 80 medici, dal 1996 al 2004 erano divenute prassi consolidata e il danno economico cagionato al Servizio sanitario nazionale è stato accresciuto dal fatto che i medici diversamente impiegati sono stati sostituiti nelle postazioni rimaste vacanti, da ulteriore personale al fine di dare continuità al servizio pubblico. Tale situazione è stata perpetrata nel tempo grazie alla compiacenza dei dirigenti responsabili, nonostante alcuni medici si fossero accorti per tempo (è stato presentato un esposto sin dalle prime disposizioni arbitrarie), i quali anziché sanare la situazione, omettevano qualsiasi tipologia di intervento o adottavano provvedimenti che raggiravano la normativa. Tale quadro di illegalità si è concretizzato in un contesto di assoluta omertà, indifferenza e disinteresse da parte di alcuni dei funzionari e dipendenti dell’azienda preposti sia per le numerose e reiterate omissioni sui provvedimenti da adottare, sia per i mancati interventi in merito alla ricollocazione nelle sedi originarie dei sanitari utilizzati. La vicenda, sulla quale, peraltro, si è registrata ampia collaborazione da parte della precedente gestione commissariale, ha prodotto nell’arco temporale che va dal 1996 al 2004, un danno erariale di oltre 10 milioni di euro al servizio sanitario nazionale, comportando il deferimento alla Corte dei conti di Catanzaro di 17 soggetti responsabili. Sinopoli. Squallida storia familiare scoperta dai carabinieri
Sinopoli. Quattro mesi fa i carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni avevano arrestato, a seguito di una perquisizione domiciliare, un uomo di 70 anni per detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa. L’arrestato, dopo avere trascorso, alcuni giorni nel carcere di Palmi era stato sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari in considerazione dell’età avanzata. I carabinieri della locale Stazione hanno però proseguito le indagini per cercare di capire cosa ci fosse dietro la detenzione illegale dell’arma ed hanno scoperto uno spaccato di vita quotidiana, nel piccolo paese aspromontano, caratterizzato da degrado e violenze familiari. I carabinieri hanno così iniziato una serrata attività investigativa per cercare di capire cosa succedesse nell’abitazione dell’uomo. Sono stati interrogati testimoni e raccolti importanti elementi di prova. I militari hanno capito che quella pistola veniva utilizzata per terrorizzare e violentare una donna. Il figlio dell’anziano arrestato utilizzava l’arma per costringere la propria moglie ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà. La donna era sottoposta a continui maltrattamenti tra le mura domestiche. Umiliazioni, percosse e violenza sessuali. I militari hanno acquisito numerosi certificati medici presso l’ospedale di Scilla in cui la poveretta si recava ogni volta che veniva picchiata o violentata dal marito e dove veniva sottoposta alle cure mediche necessarie. La stessa pistola ritrovata quattro mesi fa dai carabinieri veniva utilizzata dal marito per costringere la donna al silenzio ed a subire le più crudeli violenze. I carabinieri hanno scoperto così che anche l’anziano padre aveva minacciato con la pistola sua nuora. I carabinieri hanno sentito a lungo la donna vittime delle violenze domestiche, hanno interrogato i vicini di casa e gli altri parenti fino a raccogliere un quadro completo su tutto ciò che succedeva all’interno delle quattro mura domestiche. La situazione era veramente agghiacciante. Stefano Musolino, sostituto procuratore di Palmi ha concordato immediatamente con le risultanze investigative raccolte dall’Arma ed ha inoltrato subito al Giudice per le indagini preliminari una richiesta di misure cautelare per padre e figlio. I carabinieri della Stazione, comandanti dal maresciallo Luigi Treré, hanno bussato alla porta dell’abitazione dei due soggetti notificando il provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Palmi. Al padre sono stati contestati i reati di minaccia e detenzione illegale di armi e disposta la misura degli arresti domiciliari. Al figlio sono stati contestati i reati di violenza sessuale, maltrattamento in famiglia, lesioni personali e detenzione illegale di armi. Quest’ultimo, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato presso la Casa circondariale di Palmi. Nei prossimi giorni ci saranno gli interrogatori di garanzia. Intanto le indagini dei carabinieri, coordinati dal capitano Adolfo Angelosanto, comandante della Compagnia di Villa San Giovanni proseguono per raccogliere ulteriori elementi e per verificare quali possano essere le condizioni della donna sottoposta a continue violenze e se possa avere bisogno dei servizi di assistenza sociale.Ancora una patente ritirata per abuso di bevande alcoliche
Reggio Calabria. Continua l’attività della Polizia di Stato con le “Volanti” impegnate nel controllo del territorio e la prevenzione dei reati e degli illeciti amministrativi. In attuazione delle direttive del questore della Provincia Carmelo Casabona, le “Volanti” dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa, sono impegnate, soprattutto nelle serate del fine settimana, anche a monitorare il deprecabile fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ovvero di alcol. Tali controlli, sviluppati con attenzione dal personale della Polizia di Stato stante la drammaticità degli incidenti automobilistici causati dalla guida in stato di ebbrezza, hanno consentito di denunciare svariate persone negli ultimi tempi, alle quali è stata ritirata la patente di guida. Il fenomeno, purtroppo, appare in crescita e per questo motivo rimane alta l’attenzione dell’apparato preventivo della Questura attraverso il costante monitoraggio effettuato dalle “volanti” sul territorio della Città. Nella nottata, infatti, un equipaggio dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, alle ore 2 circa, ha notato una autovettura Audi A4 SW la cui andatura appariva sospetta agli operatori di polizia. Raggiunta e fermata immediatamente ed identificato il conducente che risultava essere il reggino F. S., 45 anni che appariva visibilmente alterato dall’abuso di sostanze alcoliche. Lo stesso veniva accompagnato presso gli uffici della Sezione della Polizia Stradale per essere sottoposto al test alcolemico in presenza del suo difensore, opportunamente convocato su richiesta dell’indagato, test che dava esito positivo in quanto rilevava un tasso di alcol nel sangue ben oltre quello consentito dalla legge. Per questo motivo è stato denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza; gli è stata ritirata la patente e sequestrata l’autovettura. La cosa preoccupante è che la persona fermata aveva già subito il ritiro della patente nel 2005 per lo stesso motivo. venerdì 26 giugno 2009
Due borse di studio per ricordare Nicola Calipari
Il ferroviere che uccise l’ex moglie a coltellate sarà sottoposto a nuova perizia psichiatrica
Reggio Calabria. Salvatore Condemi, 48 anni, ferroviere che nel pomeriggio del 23 giugno del 2007 uccise a coltellate l’ex moglie Paola Gangeri sarà sottoposto ad una nuova perizia medico legale. Lo hanno deciso stamani, i giudici della prima sezione della Corte di Assise di Appello, presieduta da Pasquale Ippolito con a latere Rosalia Gaeta. La Corte, accogliendo le richieste della difesa, rappresentata dall’avvocato Lorenzo Gatto, ha emesso l’ordinanza con cui si dispone la citazione del professor Baldassarre Chimenez e del dottor Antonino Nucera per conferire l’incarico di sottoporre l’imputata a nuovi accertamenti psichiatrici. L’avvocato Gatto, infatti, nei motivi di appello, sostiene la necessità di stabilire la capacità di intendere e di volere di Salvatore Condemi al momento del fatto delittuoso. Il rappresentante della difesa, è convinto che il proprio assistito abbia agito colto da un raptus “determinato da uno stato d’ira strettamente e direttamente dipendente dai fatti verificatisi nell’immediatezza dello stesso e che ha creato una condizione di impossibilità del Condemi a determinarsi in modo autonomo”. Salvatore Condemi, dunque, avrebbe ucciso in preda ad un raptus conseguente all’alterazione psicologica propria dell’acting out. L’imputato era stato condannato dal Gup Santo Melidona a 15 anni di reclusione. La conferma del verdetto di primo grado e il rigetto della richiesta della riapertura dibattimentale è stata sollecitata dal sostituto procuratore generale Salvatore Di Landro nel corso della requisitoria. Il rappresentante di parte civile, avvocato Natale Polimeni ha chiesto il rigetto delle tesi formulate dalla difesa nei motivi di appello.IL DELITTO
Sono le ore 17, quando Salvatore Condemi telefona alla sala operativa della Questura e annuncia di avere ucciso con un coltello da cucina l'ex moglie Paola Gangeri. L’operatore della Polstato invia una Volante in via Scilla. Gli agenti raggiungono immediatamente il quinto piano dove è ubicato l’appartamento della vittima. Qui, i poliziotti trovano il ferroviere, con gli indumenti sporchi di sangue e il corpo senza vita dell’ex moglie riverso sul pavimento. «Finalmente l’ho ammazzata! E non sono pentito di quello che ho fatto , perché non ce la facevo più! L’unico problema è come avvertire i miei genitori che sono due persone ammalate e se lo venissero a sapere gli potrebbe prendere un colpo!» Con queste parole, pronunciate in evidente stato di agitazione, l’assassino accoglie i poliziotti. Salvatore Condemi, riferisce al personale della Polizia di Stato, che al grave fatto di sangue è stata presente la figlia della coppia di 11 anni, poi, da lui stesso accompagnata nell’abitazione dei vicini di casa. Si conclude nella tragedia il tormentato menage, cadenzato da continui diverbi anche dopo la separazione.
Palmi. La Capitaneria di Porto sequestra 15 boe di ormeggio
Arghillà Nord dotato del Posto fisso della Polstato
importante risultato. «La presenza dello Stato - ha esordito il primo cittadino - diventa importante e funzionale per la crescita di questa parte di territorio. Gli interventi programmati di concerto con il prefetto Musolino, per la riqualificazione e la maggiore integrazione di questa parte di comunità, creeranno condizioni sicuramente migliori e diverse rispetto al passato. Siamo costretti ad intervenire per via della cattiva gestione che ha cambiato il volto di un quartiere, nato quale balcone sullo Stretto e che invece ha subito interventi degradanti. Oggi diamo segnali di vitalità e di presenza dello Stato e dell’Amministrazione sul territorio». Montebello Jonico, sequestrata discarica abusiva pericolosa
Montebello Jonico. Un’area privata di circa 1.000 mq adibita a discarica abusiva quasi interamente occupata da rifiuti speciali costituiti da autovetture, furgoni e carrelli rimorchio non più in grado di essere
utilizzati è stata individuata e sequestrata dai finanzieri della Tenenza di Melito Porto Salvo. Le Fiamme Gialle, dopo avere contattato il responsabile, il quale non ha esibito, come prevedibile, alcuna documentazione che attestasse la facoltà di utilizzo dell’area quale discarica, lo hanno denunciato alla procura della Repubblica di Reggio Calabria. La discarica, posizionata nel mezzo del centro abitato, rappresenta, non solo un grave danno dal punto di vista paesaggistico, ma anche un pericolo per la salubrità dell’ambiente circostante, data la presenza di parti di veicoli altamente inquinanti. Il problema ambientale è quanto mai di stretta attualità, e pertanto le forze dell’ordine mantengono elevata l’attenzione in tale settore. In questo periodo dell’anno, tra l’altro, con l’estate alle porte, tali comportamenti illeciti minano lo sviluppo turistico di un territorio come quello della Calabria meridionale che, vanta paesaggi naturali di straordinaria bellezza, ma nel quale si consumano, da parte di alcuni, reati ambientali che denotano gravi sintomi di illegalità ed inciviltà, fortunatamente sempre più spesso individuati dalle forze di polizia e dai cittadini che responsabilmente li segnalano.
Notte movimentata per gli agenti delle “Volanti”
Reggio Calabria. Nottata movimentata per le “Volanti” della Polizia di Stato reggina impegnata sul territorio per la prevenzione e la repressione dei reati. Intorno alle ore 1.40 circa, la sala operativa dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa, ha ricevuto una richiesta di intervento da parte di alcuni cittadini per una rissa scoppiata in piazza Garibaldi. Sul posto sono stati immediatamente inviati due equipaggi, che, raccolte le prime notizie da parte di alcuni testimoni dell’evento rifugiatisi in Questura, si sono dati alla ricerca di un marocchino resosi responsabile di alcuni gravi reati. Benjamin Mbenjamin, 29 anni, è stato rintracciato e bloccato a seguito di un breve inseguimento e non senza difficoltà, stante la strenua resistenza all’arresto opposta anche con atti di autolesionismo. Il nordafricano, aveva tentava di aggredire sessualmente una giovane donna polacca in compagnia di un amico italiano, con alcuni precedenti di polizia per stupefacenti, il quale ha tentato di difenderla dal malvivente. Quest’ultimo ha estratto un coltello lo ha colpito ad un braccio per fortuna lievemente. Le due vittime, insieme ad altri due amici, si sono rifugiati nel vicino palazzo della Questura, dove gli agenti di turno gli hanno prestato gli aiuti necessari. Il Mbenjamin è stato quindi tratto in arresto in flagranza del reato per violenza sessuale, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane reggino è stato medicato per le leggere ferite riportate con una prognosi di tre giorni.
Alle ore 3, la sala operativa della Questura ha inviato due “volanti” al Rione Marconi dove è stata segnalata una violenta lite in famiglia. Accorsi celermente nell’appartamento interessato, gli operatori della Polstato, hanno accertato che Antonino D’Agostino, 49 anni, presumibilmente sotto l’effetto dell’alcol, dopo aver litigato con la propria consorte, N. B., 46 anni, originaria del Marocco, l’ha minacciata con un grosso coltello da macellaio della lunghezza di 33 centimetri di cui 20 di lama. Con questo coltello ha tentato di colpirla ferendola ad una mano, tanto che all’atto dell’intervento della “volante” la lama presentava ancora tracce di ematiche. La donna, nel tentativo di sfuggire alla violenza del marito, si è rifugiata dentro una camera chiudendosi a chiave in attesa dell’intervento delle forze dell’ordine. D’Agostino è stato dichiarato in arresto nella flagranza del reato di lesioni personali gravi e rinchiuso nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del rito direttissimo.Raccolta, trasporto e incendio di rifiuti speciali: un arresto dell'Arma
Reggio Calabria. Un pregiudicato, Antonio Bevilacqua, 60 anni, appartenente alla comunità rom reggina, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi della Compagnia
cittadina, con l’accusa di raccolta e trasporto e incendio di rifiuti speciali. Una pattuglia della Stazione di Rosario Valanidi è intervenuta in località Oliveto dove, su una strada sterrata adiacente al torrente Valanidi, è stato sorpreso Bevilacqua, intento a dar fuoco a rifiuti speciali depositati in una discarica abusiva di circa 300 mq, costituita da rifiuti solidi e ingombranti tra cui pneumatici, elettrodomestici, materiale plastico ed eternit. Le fiamme, sfuggite al controllo dell’arrestato, si sono propagate ad una vasta area di sterpaglie, minacciando concretamente il plesso scolastico Oliveto e la Comunità Vecchio Borgo. L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato che tali strutture potessero essere raggiunte dalle fiamme. Per il Bevilacqua, invece, sono scattate le manette. A seguito di perquisizione veicolare e personale, i militari dell’Arma hanno rinvenuto un accendino, diversi fazzoletti in carta e una tanica di benzina da cinque litri, parzialmente piena, il tutto nella disponibilità di Bevilacqua. Il nomade, tradotto presso il Tribunale di Reggio Calabria, a seguito della convalida dell’arresto, è stato destinatario di un provvedimento cautelare di sottoposizione all’obbligo della firma presso gli uffici di polizia giudiziaria.
Droga. 50 arresti in operazione internazionale “Perpignan”
Una cinquantina di arresti sono stati eseguiti questa mattina dal Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro nel reggino e in altre città italiane ed estere per traffico internazionale di stupefacenti. L'operazione è stata denominata “Perpignan”, dalla città dei Pirenei francesi che costituiva il luogo d’incontro dei trafficanti. L’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha consentito di sgominare un gruppo costituito da esponenti della ‘ndrangheta, in particolare di due cosche della locride (Commisso di Siderno, Cataldo di Locri), della camorra (clan Baratto) e personaggi di nazionalità spagnola, sudamericana e nordafricana. I trafficanti importavano in Europa dalla Colombia ingenti quantitativi di cocaina e hashish. Nell'operazione di oggi non ci sono stati sequestri ma nel corso delle indagini sono stati eseguiti circa 15 interventi che hanno consentito di rintracciare una tonnellata circa di stupefacenti. giovedì 25 giugno 2009
Aeroporto. Air Italy cambia orario da e per Verona
Reggio Calabria. La compagnia aerea Air Italy ha variato l’operativo del giovedì sulla direttrice Reggio Calabria -Verona ( volo operativo dal 28 Luglio al 06Settembre).Questo il nuovo operativo dei voli:
Verona - Reggio Calabria 11:05 12:45 martedì
Reggio Calabria - Verona 13:20 15:00 martedì
Verona - Reggio Calabria 07:10 08:50 giovedì
Reggio Calabria - Verona 09:25 11:05 giovedì
FONTE: http://www.aeroportoreggiocalabria.it/
Sequestrate scarpe cinesi cancerogene
Reggio Calabria. Una operazione congiunta tra la Compagnia pronto impiego della Guardia di finanza e la Compagnia carabinieri, attualmente ancora in corso su tutto il territorio nazionale e i cui sviluppi sono ancora imprevedibili, ha permesso di identificare e di ritirare dal mercato nazionale un’ingente quantità di scarpe prodotte e importate dalla Cina. Calzature che attente analisi di laboratorio hanno dimostrato contenere una quantità di cromo esavalente, cancerogeno e dannoso per la salute umana, 97 volte superiore ai limiti massimi tollerati per legge. In particolare, la merce è stata rinvenuta sulla base di specifiche attività di controllo del territorio, su di un camion bloccato presso il porto reggino da una pattuglia dell’Arma. Gli operanti, insospettiti dalla notevole difformità tra quanto dichiarato dai documenti di trasporto e la mole di prodotti presenti nel mezzo hanno fermato il mezzo e richiesto la collaborazione delle Fiamme Gialle. Durante il minuzioso controllo della merce, anche a causa dell’anomalo e nauseabondo odore che alcuni prodotti emanavano, alcuni campioni della merce sono stati inviati a laboratori di analisi che hanno dimostrato come le scarpe avessero un tasso di cromo esavalente pari a 100mg/kg, mentre il limite massimo tollerato per legge è di 3mg/kg, con conseguenze disastrose per la salute umana in quanto potente agente cancerogeno che inizialmente provoca irritazione della pelle e delle mucose, in seguito all’esposizione prolungata può causare danni permanenti agli occhi e il cancro ai polmoni. Le analisi di laboratorio hanno inoltre stabilito come, oltre alle scarpe al cromo, gli altri capi di abbigliamento di origine cinese sequestrati, magliette, tute ginniche e giubbotti fossero stati prodotti con materiali difformi rispetto a quanto dichiarato nelle prescritte etichette. Immediato è scattato l’allarme per la salute pubblica che ha portato la Procura della Repubblica, nella persona del sostituto procuratore dott.ssa Miranda, a iscrivere nel registro degli indagati una cittadina cinese S. L. per frode in commercio, a richiedere, contestualmente, il sequestro a livello nazionale delle calzature contenenti cromo esavalente. Le operazioni di sequestro, ancora in corso, attualmente hanno portato al ritiro dal mercato di 5.000 paia di scarpe molte delle quali contenenti cromo esavalente, di circa 100 mila prodotti di abbigliamento contenenti allergeni nocivi per la salute dei consumatori e di 1.500 pezzi di materiale elettrico privo del prescritto marchio di garanzia ce, quindi potenzialmente pericoloso. Al fine di tutelare la salute dei cittadini e’ stato diramato un ordine di sequestro a livello nazionale relativamente ai prodotti pericolosi ancora sul mercato e che dalla documentazione commerciale acquisita potrebbero essere molti di più rispetto a quelli ora sottoposti a cautela per la successiva distruzione. L’attenta analisi della documentazione doganale sequestrata ha permesso alla Guardia di finanza di contestare al cittadino ucraino A. H., che guidava il mezzo di trasporto di capi di vestiario ed accessori in contrabbando, un’evasione di diritti doganali pari a ottantamila euro. La sinergica e incisiva collaborazione posta in essere dall’Arma dei carabinieri e dalla Guardia di finanza in questa complessa e articolata attività testimonia come il capillare controllo del territorio da una parte e l’azione di polizia economico-finanziaria dall’altra, possono perseguire obiettivi unici che nel caso in argomento si realizzano nella salvaguardia dell’economia nazionale e nella sicurezza dei cittadini. Colpi di pistola contro le serrande del “Bet Shop” di Ravagnese
Omicidio Barreca. Vincenzo Ficara si sottopose ad intervento di chirurgia plastica
Reggio Calabria. Vincenzo Ficara, 40 anni, imputato dell’omicidio di Vincenzo Barreca, si sottopose ad intervento chirurgia plastica al setto nasale. Lo ha riferito il suo difensore avvocato Antonio Managò e lo ha confermato lo stesso imputato. L’intervento, sarebbe stato compiuto tra 12 e 13 febbraio del 2002, quindi in epoca precedente ai fatti per cui è processo. Ficara, il quale ha rilasciato dichiarazioni spontanee, si è dichiarato innocente ed ha ammesso di essersi sottoposto all’intervento chirurgico presso la clinica “La Madonnina” di Bari per problemi di salute. L’operazione era stata eseguita nel periodo in cui era latitante e proprio per questo motivo si ricoverò sotto le false generalità di Giuseppe Carmelo Falduto. La Corte, composta dal presidente Fortunato Amodeo e dal consigliere Franco Greco, ritenuto necessario accertare se Vincenzo Ficara si sia effettivamente sottoposto all’intervento chirurgico, in cosa lo stesso sia esattamente consistito e quale incidenza abbia avuto sulle sue caratteristiche somatiche, ha disposto il sequestro della cartella clinica, della documentazione sanitaria e degli eventuali reperti fotografici. I giudici della seconda sezione della Corte di Assise d’Appello hanno inoltre disposto una perizia conferendo l’ incarico al medico legale Giuseppe Strati. I rappresentanti delle parti civili e della difesa hanno a loro volta nominato i loro consulenti di parte. La Corte, su richiesta del sostituto procuratore generale Fulvio Rizzo, ha incaricato i carabinieri di accertare se effettivamente la teste Adelina Fabri sia deceduta in Svizzera il 26 giugno del 2003. Vincenzo Barreca, fratello del collaboratore di giustizia Filippo, fu assassinato all’interno di una sala da barba ubicata in via Nazionale Bocale. L’omicidio fu consumato la sera del 9 marzo del 2002. In primo grado, Ficara su condannato alla pena dell’ergastolo. Questo verdetto fu riformato in appello con una sentenza di assoluzione. Lo scorso mese di gennaio, però, la Corte di Cassazione ha annullato il verdetto e rinviato per un nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Assise di Appello reggina. mercoledì 24 giugno 2009
Africo. Un altro giovane arrestato per la rapina alle Poste di Ferruzzano
Africo. I carabinieri della Compagnia di Bianco, in ottemperanza all’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica di Locri, che concorda pienamente con le risultanze investigative rapportate dall’Arma, hanno tratto in arresto Domenico Stilo, 21 anni, operaio. Il giovane, sottoposto alla detenzione domiciliare, è ritenuto
responsabile in concorso della rapina avvenuta presso l’ufficio postale di Ferruzzano lo scorso 8 giugno. Nell’occasione, i militari della Stazione di Bruzzano Zeffirio e della radiomobile di Bianco avevano tratto in arresto in flagranza di rapina l’africese Leo Morabito, 19 anni, mentre con volto scoperto e armato di pistola a salve, calibro 8, priva di tappo rosso, rapinava la direttrice dell’ufficio facendosi consegnare la somma contante di 634 euro custodita nelle casse. Il malvivente, poi processato per direttissima presso il Tribunale di Locri, è stato condannato a 28 mesi di reclusione con contestuale sospensione condizionale della pena. Nel frattempo i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Bianco, insieme ai colleghi della Stazione di Bruzzano Zeffirio, hanno proceduto ad ulteriori accurate indagini finalizzate all’individuazione di eventuali complici del Morabito, ritenendo improbabile che avesse compiuto la rapina da solo per come da lui stesso affermato. A seguito di tali approfonditi accertamenti e grazie alla prontezza dei militari intervenuti in flagranza di reato, i quali hanno notato una serie di particolari determinanti per il prosieguo delle indagini, la Procura ha ritenuto gli indizi di colpevolezza emersi a carico dello Stilo, sufficienti ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare, ritenendolo complice e palo nella rapina.
Venerdì il senatore Nitto Palma inaugura il Posto di Polizia di Arghillà
Reggio Calabria. Venerdì prossimo, alle ore 10.45, alla
presenza del sottosegretario all’Interno, senatore Francesco Nitto Palma, sarà inaugurato il Posto di Polizia del quartiere Arghillà. Il presidio, ha sede presso il Centro Civico “Alfonso Ciprioti” ubicato lungo il viale Antonio Scopelliti. Per l’importante occasione, il questore Carmelo Casabona invitata la cittadinanza prendere parte all’evento istitutivo. Il nuovo ufficio di polizia che avrà giurisdizione in parte della zona nord della città, sarà operativo dal prossimo 26 giugno.
presenza del sottosegretario all’Interno, senatore Francesco Nitto Palma, sarà inaugurato il Posto di Polizia del quartiere Arghillà. Il presidio, ha sede presso il Centro Civico “Alfonso Ciprioti” ubicato lungo il viale Antonio Scopelliti. Per l’importante occasione, il questore Carmelo Casabona invitata la cittadinanza prendere parte all’evento istitutivo. Il nuovo ufficio di polizia che avrà giurisdizione in parte della zona nord della città, sarà operativo dal prossimo 26 giugno.Rumena denunciata per impiego di minori nell’accattonaggio
Reggio Calabria. Una cittadina rumena, D. M. 29 anni è stata denunciata in stato di libertà per il reato di impiego di minori nell’accattonaggio ed abbandono di persona minore degli anni 14. La rumena è stata inoltre sanzionata in via amministrativa sulla base dell’ordinanza del sindaco ed il fatto è stato segnalato alla Procura della Repubblica per i reati contestati ed alla Procura dei Minori per le attività di competenza. Lunedì, intorno alle ore 10.55, equipaggio delle “volanti” ha notato in viale Aldo Moro una bambina mentre era impegnata a chiedere l’elemosina, reggendo nella mano un bicchiere in plastica quale contenitore delle monetine. Gli operatori della Polizia di Stato, avvicinato la bimba. le hanno chiesto dove fossero i genitori, ottenendo come risposta che la madre era in corso Garibaldi per svolgere la stessa attività di accattonaggio. Presa in custodia, la bambina è stata accompagnata nel luogo dove era presente la madre la quale, effettivamente, era intenta a chiedere l’elemosina nei pressi di un noto bar del centro. Sorpreso a guidare sotto l’effetto di sostanze stupefacenti
Reggio Calabria. Nel corso di specifici servizi di controllo del territorio notturni, un equipaggio delle “volanti” ha notato un’autovettura sospetta lungo la Statale 18 in zona Archi. Procedendo al controllo, gli agenti hanno identificato due pregiudicati per reati inerenti gli stupefacenti, L. P., 25 anni e D. S., 19 anni. I due giovani, invitati a scendere dalla autovettura, inizialmente si sono rifiutati asserendo di essere stanchi, ma dopo le insistenze degli operatori della Polstato, hanno obbedito alla disposizione e barcollando visibilmente si sono sottoposti al controllo. Dopo aver ammesso, entrambi, di avere assunto sostanza stupefacente, sono stati accompagnati presso gli Ospedali Riuniti. per gli esami di rito che hanno dato esito positivo in relazione ai cannabinoidi. Il conducente della autovettura, L. P. è stato denunciato in stato di libertà per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Al giovane è stata anche ritirata la patente di guida. Investe ciclomotore è si dà alla fuga. Denunciata per omissione di soccorso
Reggio Calabria. Si era data alla fuga dopo aver investito due minorenni che viaggiavano su un ciclomotore, ma è stata identificata e denunciata in stato di libertà per il reato di omissione di soccorso dalla Polstato. Il fatto è avvenuto domenica in località Santa Venere di Trunca, dove, come hanno accertato gli agenti delle Volanti è avvenuto il sinistro. La donna D. C., 37 anni era alla guida di una Fiat Punto che si è scontrata con il ciclomotore condotto da un quattordicenne e su cui si trovava il fratello di questi di sette anni. A riportare la peggio è stato proprio quest’ultimo, il quale si trova ricoverato in prognosi riservata agli Ospedali Riuniti. Il personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa, denunciata in stato di libertà per il reato di omissione di soccorso ha avviato la repentina attività investigativa che ha consentito di identificare la responsabile. I mezzi coinvolti sono stati sequestrati. Gioia Tauro. Sequestro di merce contraffatta e con fallace indicazione di origine
L’Indie Rocket Festival approda anche a Reggio Calabria
martedì 23 giugno 2009
Inaugurato il centro anticrimine informatico della Polizia di Stato
Il C.N.A.I.P.I.C.
Assolve a compiti prettamente di polizia ed è attivo tutta la settimana 24 ore su 24. Si occupa di proteggere sistemi e servizi informatici la cui interruzione, anche se parziale o momentanea, potrebbe mettere a rischio l'efficienza, il funzionamento e la sicurezza dell'intero Paese. Si tratta dei sistemi di erogazione di acqua, gas, energia elettrica, servizi di trasporto e telecomunicazioni, sanità, sicurezza, istituzioni e enti che gestiscono le attività nevralgiche di uno Stato. Istituito con decreto del capo della Polizia il 7 agosto 2008, si compone di due settori principali, quello operativo e quello tecnico, e può contare su risorse di elevato livello tecnologico e di investigatori specializzati. La struttura organizzativa è stata ideata per soddisfare la domanda di sicurezza interna, in collaborazione con le aziende che utilizzano infrastrutture critiche nazionali, in una sinergia pubblico-privato, e in collegamento con analoghe strutture internazionali.
Bova Marina. Sgomberato immobile confiscato e occupato abusivamente
Bova Marina. Sgomberato dalla Polizia di Stato l’immobile confiscato e occupato abusivamente, ubicato in contrada Vena. Il personale della Divisione anticrimine della Questura e del Commissariato di Condofuri, diretto rispettivamente dal primo dirigente Benedetto Sanna e dal vice questore aggiunto Giuseppe Pizzonia han reso possibile, con un servizio di ordine pubblico finalizzato allo sgombero, l’acquisizione al patrimonio delle Stato di un appartamento, oggetto di confisca dal 2004 con provvedimento del Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione. L’immobile, facente parte di un più vasto complesso residenziale, era intestato a Francesco Antonio Saraceno, 60 anni, di Reggio Calabria, coinvolto nell’operazione “Olimpia”, svolta dal Centro operativo Dia nei confronti delle ‘ndrine operanti nel reggino. “Olimpia” è stata una operazione articolata in più tranche investigative (“Olimpia 2”, “Olimpia 3” e “Olimpia 4”) che ha permesso di ricostruire 20 anni di storia della criminalità organizzata calabrese, dall’omicidio di don Mico Tripodo (1977) alla guerra di mafia tra le cosche De Stefano e Imerti, fino alla pacificazione raggiunta dopo l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti.Siderno. Nuovo arresto per coltivazione di marijuana
Siderno. I carabinieri, agli ordini del maresciallo Zeccardo, hanno tratto in arres
to, Domenico Figliomeni, 51 anni. Su quest’ultimo, padre di Pietro Figliomeni tratto in arresto nei giorni scorsi per coltivazione di marijuana, sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza per la coltivazione di milletrecentodiciassette piante di cannabis indica che avrebbe allestito insieme al figlio, tratto in arresto, però, in flagranza di reato. Al momento della scoperta della piantagione, Domenico Figliomeni era irreperibile, ma gli elementi sono stati raccolti ugualmente dai militari dell’Arma e puntualmente rapportati all’Autorità giudiziaria. Il Gip del Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere. Così, Domenico Figliomeni è stato arrestato dai carabinieri ed associato presso la Casa circondariale di Locri.
to, Domenico Figliomeni, 51 anni. Su quest’ultimo, padre di Pietro Figliomeni tratto in arresto nei giorni scorsi per coltivazione di marijuana, sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza per la coltivazione di milletrecentodiciassette piante di cannabis indica che avrebbe allestito insieme al figlio, tratto in arresto, però, in flagranza di reato. Al momento della scoperta della piantagione, Domenico Figliomeni era irreperibile, ma gli elementi sono stati raccolti ugualmente dai militari dell’Arma e puntualmente rapportati all’Autorità giudiziaria. Il Gip del Tribunale di Locri, su richiesta della locale Procura, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere. Così, Domenico Figliomeni è stato arrestato dai carabinieri ed associato presso la Casa circondariale di Locri.
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