Informazioni personali

Le mie foto
SCILLA, Reggio Calabria, Italy
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

lunedì 18 maggio 2009

Operazione congiunta CC-PP contro il taglio abusivo di piante di ulivo

Taurianova. Due ettari di terreno ai bordi della strada Provinciale 32 devastato dalle motoseghe non poteva passare inosservato, centinaia di ulivi secolari tagliati alla ceppaia, ben 214 piante di un antico oliveto in agro della frazione San Martino. Un abbattimento effettuato senza la necessaria autorizzazione, che, in questi casi deve essere richiesta alla competente Camera di commercio di Reggio Calabria. L’azione congiunta dei militari dell’Arma della Stazione carabinieri di San Martino e degli agenti della Polizia Provinciale, rispettivamente al comando, del maresciallo Umberto Alfieri e del dottor Domenico Crupi, con la collaborazione dei tecnici del Settore Agricoltura della Provincia di Reggio Calabria, ha fatto si che fossero individuati, a seguito di indagini, i responsabili del taglio. Per l’illecito accertato, sanzionato dalle norme vigenti con il decuplo del valore delle piante abbattute, è stata comminata a carico di A. A., 33 anni, una sanzione amministrativa pari a 192.500 euro. Tutto ciò a dimostrazione di una maggiore sensibilità ed attenzione delle forze di polizia che operano sul territorio della Provincia di Reggio Calabria, impegnate sempre più nella prevenzione e repressione dei reati ambientali, e di tutte le attività illecite contro il patrimonio e le risorse naturali, indispensabili strumenti dello sviluppo del territorio.

Stalker arrestato dai carabinieri

Reggio Calabria. Stamani, i carabinieri della Stazione Rione Modena hanno dato esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di D. M., 45 anni, con l’accusa di aver compiuto atti persecutori nei confronti di una donna (il cosiddetto reato di “stalking”). L’attività dei militari, sotto la direzione del sostituto procuratore Francesco Tripodi, è nata a seguito di una denuncia presentata circa due mesi fa da una giovane donna di 33 anni residente nel quartiere Gebbione. La donna sarebbe stata inizialmente avvicinata dallo sconosciuto, su cui peraltro gravano numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e in materia di armi, ma la stessa accortasi quasi subito che dietro questo approccio maldestro vi era una malcelata intenzione di proporre pesanti avances, avrebbe tagliato corto allontanando l’uomo. Lo stesso tuttavia non si sarebbe arreso continuando a fare proposte oscene alla donna e letteralmente tempestandola di telefonate e messaggi sms: oltre 780 sono state le chiamate effettuate verso il cellulare della donna nell’arco di un solo mese da parte dello “stalker”. Ma il tormento si è spinto oltre: in almeno due occasioni l’uomo, anche in pieno giorno, avrebbe pedinato la donna in strada aggredendola verbalmente e fisicamente. A seguito di uno spintone la stessa è ricorsa anche alle cure mediche del pronto soccorso. Gli episodi, puntualmente denunciati dalla vittima rientrano pienamente nella fattispecie di reato introdotta dal legislatore nel febbraio di quest’anno con il nome di “Atti persecutori”. Questa norma infatti punisce chi con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità. L’arrestato, destinatario dell’Ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria anche in virtù di numerosi precedenti penali, è stato associato presso la casa circondariale San Pietro.

Il questore Casabona cittadino onorario di Casal di Principe

Reggio Calabria. Il questore Carmelo Casabona, è stato insignito della cittadinanza onoraria di Casal di Principe, il noto paese dei casalesi, in provincia di Caserta. La cerimonia, si è svolta presso il “Teatro della Legalità”, sorto su un terreno confiscato alla famiglia camorristica Schiavone, alla presenza di autorità civili, politiche e militari; tra esse il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, i senatori della Repubblica Giuliano e Coronella. Erano inoltre presenti rappresentanti di istituti scolastici locali, in particolare dell’Istituto Tecnico Commerciale “Guido Carli. Con l’ufficialità di questa onorificenza, il sindaco di Casal di Principe, Cristiano Cipriano, ha inteso suggellare la riconoscenza dei casalesi onesti al dottor Casabona che, durante l’incarico di questore della provincia di Caserta, coronato da importanti successi contro la camorra e, in particolare, contro i clan dei casalesi, in prima persona ha prestato una straordinaria opera per il ripristino della legalità nella città, con impegno professionale e passione civile, organizzando a Casal di Principe la Festa per il 156° Anniversario della fondazione della Polizia di Stato.

giovedì 14 maggio 2009

Palmi. Educazione ambientale e stradale relazione della Provinciale alla media “ Minniti”

Palmi. L’educazione ambientale e stradale è ormai entrata nell’attualità dei programmi di molte scuole e, pertanto, le istituzioni preposte devono stabilire proficui rapporti di interscambio e di collaborazione. In questa ottica l’Amministrazione provinciale presieduta da Giuseppe Morabito, sin dalla data del suo insediamento, ha promosso iniziative nelle quali ha visto coinvolte tantissime realtà scolastiche di tutta la Provincia, con l’obiettivo della sensibilizzazione, l’induzione alla coscienza ed alla critica formativa. Queste motivazioni stanno alla base dell’iniziativa predisposta d’intesa con il consigliere provinciale Giovanni Barone, dal Comando di Polizia Provinciale di Reggio Calabria, diretta da Domenico Crupi e la direzione scolastica “Tito Minniti’, guidata da Piera Caltabiano. Due relatori della Polizia Provinciale unitamente all’insegnate referente Giuseppa Cuzzupoli hanno incontrato i ragazzi della scuola media per parlare di educazione ambientale e stradale. Un percorso che serve a rafforzare nei più giovani la naturale inclinazione al rispetto della natura e della strada ed a fare crescere una autentica cultura ambientalistica. I formatori della Polizia Provinciale hanno trattato, come detto, la tematica della tutela del patrimonio ambientale, la conoscenza della problematica dello smaltimento dei rifiuti, la raccolta differenziata, la corretta differenziazione dei materiali da destinare al riciclaggio, nonché le modalità con le quali quest’ultimo avviene. Trattate anche questioni come l’energia rinnovabile, l’effetto serra, il risparmio energetico ed altri temi di sicurezza stradale, nella consapevolezza di trasferire stimoli innovativi come base di comportamento finalizzati a mantenere il giusto equilibrio tra uomo ed ambiente. Con grande entusiasmo e partecipazione hanno accolto l’iniziativa i ragazzi che hanno rivolto numerose domande ai relatori. La relazione conclusiva è stata tracciata da Giovanni Barone, il quale ha rivolto vivo compiacimento per l’iniziativa e per l’ottima organizzazione della “Tito Minniti”.

mercoledì 13 maggio 2009

Processo Banche, disposta l’acquisizione dei verbali dei Consigli di amministrazione

Reggio Calabria. Nell’ambito del cosiddetto “processo alle banche” è’ stata decisa l’acquisizione dei verbali di assemblea dei consigli di amministrazione della Banca Antonveneta, della Bnl e della Banca di Roma. L’ordinanza, emessa dai giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello (Bruno Finocchiaro presidente, Iside Russo e Natina Pratticò consiglieri) è relativa ai verbali contenti le direttive generali rivolte alle rispettive direzioni centrali e/o commerciali e/o generali per l’esercizio delle deleghe ad esse attribuite, nonché le direttive generali esplicate nei fogli informatici negli anni 1997-2002. L’indagine era scaturita dalle denunzie degli imprenditori De Masi, i quali avevano rivelato che alcuni istituti bancari pretendevano il pagamento di finanziamenti a tasso usuraio. I nove imputati, alti dirigenti, direttori e funzionari delle banche, erano stati assolti in primo grado. Dino Marchiorello, Domenico Cunsulo, Cesare Geronzi, Paolo Antonio Pirrotta, Giuseppe Falcone, Luigi Abete, Martino Bruno, Enzo Ortolan, Eduardo Catalano devono rispondere, in concorso, del reato di usura.

Furto di acqua. Una persona denunciata dalla Polizia Provinciale

Platì. Nell’ambito dei controlli finalizzati alla repressione dell’abusivismo idrico voluti dalla Commissione Straordinaria del Comune, la Polizia Provinciale di Reggio Calabria diretta dal dottor Domenico Crupi ha denunciato R. G., 32 anni, il quale si è reso responsabile del reato di furto aggravato di acqua potabile. L’impianto è stato posto sotto sequestro giudiziario ed il responsabile è stato deferito alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri. Continuano a tappeto i controlli su tutto il territorio di Platì per come programmato dalla Commissione Straordinaria e dal Dirigente della Polizia Provinciale di Reggio Calabria.

martedì 12 maggio 2009

Traffico di rifiuti pericolosi scoperto dal Cfs

Reggio Calabria. L’antica Leucopetra , oggi Capo d’Armi o se si preferisce Lazzaro era divenuta la discarica di rifiuti pericolosi provenienti dalla centrale termoelettrica a carbone Enel “Federico II” di Brindisi. L’illecito traffico è stato bloccato dal personale del Nucleo investigativo di polizia ambientale del Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato che ha eseguito 10 misure cautelari nei confronti di funzionari Enel, proprietari della discarica abusiva, responsabili dell’associazione temporanea d’imprese che assicurava il trasporto dalla Puglia alla Calabria. Le persone arrestate, su disposizione del Gup presso il Tribunale di Reggio Calabria, Filippo Leonardo sono: Antonio Caserta, 47 anni, di Lazzaro di Motta San Giovanni, amministratore della “Caserta snc”; Giuseppe Antonio Marraffa, 55 anni, di Carovigno in provincia di Brindisi, comproprietario della “Ikos Puglia srl”; Vito Sabatelli, 52 anni, di Cisternino in provincia di Brindisi, proprietario della “Sabatelli Vito”. Ai domiciliari sono invece finiti: Giovanni Caserta, 47 anni, di Lazzaro di Motta San Giovanni, dipendente della “Caserta snc”; Stefania Zaccuri, 35 anni, dipendente della “Caserta snc”; Michele Palermo, 52 anni, di Brindisi, funzionario dell’ufficio appalti per l’Italia meridionale dell’Enel; Carlo Aiello, 45 anni, di Brindisi, responsabile della linea movimentazione materiali; Diego Baio, 51 anni, di Galatina in provincia di Lecce, responsabile dell’ufficio esercizio ambiente e sicurezza della Centrale Enel di Brindisi, Francesco Lemma, 56 anni, di Lecce, responsabile dell’ufficio appalti e acquisti per l’area dell’Italia meridionale dell’Enel. I reati contestati sono traffico illecito di rifiuti pericolosi, associazione a delinquere, disastro ambientale e, per i funzionari Enel, anche la turbativa d’asta. Gli agenti del Nipaf, diretto dal vice questore aggiunto forestale Giuseppe Gullì, hanno inoltre sequestrato l’area della cava e l’industria di laterizi ubicate a Lazzaro e quindici autoarticolati utilizzati per i trasporti dei rifiuti, per un valore complessivo di oltre 6.000.000 euro. La complessa indagine del Cfs è stata avviata nel 2005 in seguito ad esposti di privati cittadini. «Con poche unità investigative, precisamente sei, – ha detto il comandante provinciale del Cfs Angelo Ciancia – siamo riusciti ad accertare l’esistenza di una organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi prodotti in una delle Centrali Enel più grandi d’Europa, quella appunto di località Cerano di Brindisi, e smaltiti illecitamente a Lazzaro». Apparentemente lo smaltimento veniva eseguito come previsto dalla vigente normativa. «I rifiuti, teoricamente, venivano recuperati la produzione di laterizi edili. – ha evidenziato il vice questore aggiunto Gullì – Le indagini, invece, hanno rivelato che i rifiuti, di varia tipologia e la maggior parte dei quali classificati all’origine come pericolosi, venivano declassificati, con certificati di analisi di comodo e comunque insufficienti, a rifiuti non pericolosi e avviati apparentemente a recupero per la produzione di laterizi». I rifiuti, invece, venivano occultati in una cava di argilla adiacente ad una industria di laterizi, ubicata in area sottoposta a vincolo idrogeologico e paesaggistico, di proprietà della ditta “Caserta snc”. In questo modo, i rifiuti anziché essere smaltiti in idonea discarica con notevoli costi, venivano avviati per il recupero per la produzione di laterizi con una autorizzazione dell’Amministrazione provinciale. Così sono state smaltite illecitamente a Lazzaro migliaia di tonnellate di rifiuti, miscelando tra loro le diverse tipologie di rifiuti già all’origine, attività non consentita dalla legge; spacciandoli per rifiuti non pericolosi; occultandoli in area sottoposta a vincolo paesaggistico - ambientale, posta a circa 300 metri dal mare. La quantità di rifiuti smaltiti tra il 2006 e il 2007 è stimata in oltre 100 mila tonnellate. Il volume corrisponde a quello di un prisma di base 30 metri per 30 metri per un’altezza di 100 metri. I profitti illeciti realizzati si stimano in circa 6.400.000 euro l’anno. LE INDAGINI
L’operazione “Leucopetra”, coordinata dal sostituto procuratore Sara Ombra, si è sviluppata attraverso l’acquisizione di documenti e l’esecuzione di sopralluoghi presso le imprese produttrici di rifiuti e presso il sito di Lazzaro. Il personale del Nipaf ha fatto anche ricorso a riprese video e intercettazioni telefoniche. Ed inoltre, molti aspetti di natura tecnica sono stati definiti avvalendosi di una consulenza tecnica di alto valore scientifico. Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’indagine non è da ritenersi ancora conclusa.
CONFERENZA STAMPA
Alla conferenza stampa, svoltasi presso il Comando regionale “Calabria” del Cfs, hanno partecipato il procuratore capo Giuseppe Pignatone, il comandante regionale, generale Vincenzo Caracciolo, il comandante provinciale, primo dirigente forestale Angelo Ciancia, il dirigente del Nipaf, vice questore aggiunto Giuseppe Gullì e il responsabile regionale per i rapporti con la stampa, vice questore aggiunto Carlo Ferrucci.
COMPLIMENTI
L’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco ha voluto elogiare personalmente il Corpo forestale dello Stato, esprimendo il grande apprezzamento dell’Ente per l’importate operazione svolta. «Solo con un rinnovato impegno e sinergia tra assessorato all?ambiente e forze dell'ordine, si può impedire a sodalizi cinici e criminali di fare della Calabria il ricettacolo di rifiuti industriali e tossici dell'intero Paese».
COMMENTI
L’ingegnere Caracciolo, comandante regionale del Cfs, ha definito l’inchiesta rilevante perché «ha portato alla scoperta di un fenomeno di grande portata». Il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone ha detto: «Grazie all'impegno del Corpo forestale dello Stato abbiamo scoperto reati che mettono a rischio la salute dei cittadini e deteriorano pericolosamente l'ambiente. Questa operazione non è certamente meno importante di quelle indirizzate contro il fenomeno mafioso ed il crimine organizzato. Purtroppo ancora una volta ci si trova dinanzi ad un fenomeno di entità massiccia in cui il sud e la Calabria in modo specifico, finiscono per essere il punto di discarica di scarti industriali prodotti altrove».

lunedì 11 maggio 2009

Ponte Stretto. Buzzanca: «Quereleremo Nichi Vendola»

Messina. Il sindaco Giuseppe Buzzanca, ha annunciato che darà mandato ai legali del Comune per presentare querela e risarcimento danni a favore della città di Messina nei confronti del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha definito il Ponte sullo Stretto “un'opera che unirà due cosche e non due coste”. «Stiamo lavorando - ha detto Buzzanca - in sinergia con il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, per far rinascere la grande area dello Stretto con la conurbazione tra le due città, a cui dovranno dare la necessaria attenzione il Governo e le due Regioni di appartenenza. Respingiamo con determinazione ogni populistico, metodico tentativo di attribuire cause di possibili concentrazione di poteri criminali nell’area dello Stretto di Messina, con la costruzione del Ponte delegittimando l’impegno di chi opera, a qualsiasi livello di responsabilità, a favore delle comunità di Messina e Reggio Calabria». (ANSA)

Chiesto il rinvio a giudizio di tre medici per la morte della piccola Federica

Reggio Calabria. È stata fissata per mercoledì prossimo l’udienza preliminare relativa alla morte della piccola Federica, la bimba deceduta il 10 febbraio del 2007 agli Ospedali Riuniti dove era stata trasferita in condizioni disperate da una clinica privata reggina. Tre i medici indagati: M. P. B., 41 anni, chirurgo, D. Z., 49 anni, radiologo, entrambi primari della clinica privata e F. Z., 55 anni, pediatra di fiducia che aveva in cura la sfortunata bimba. Il Gup Santo Melidona dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Danilo Riva.Per i tre professionisti, il pm ha ravvisato il reato di omicidio colposo con l’aggravante della cooperazione. Secondo i risultati delle indagini compiute dall’accusa, la piccola Federica si sarebbe potuta salvare se i sanitari avessero diagnosticato per tempo la reale patologia e, soprattutto, se non vi fossero state una serie di omissioni, tra cui non aver sottoposto la bimba ad esami di routine prima di compiere esami invasivi. A Federica fu diagnosticato un addome acuto da volvolo. La piccola, nonostante il prodigarsi dei medici del Reparto Rianimazione degli Ospedali Riuniti spirò a causa di insufficienza cardiorespiratoria conseguente ad epatite fulminante associata a nefropatia tossica dovuta alla somministrazione di dosi eccessive di paracetamolo (antipiretico e analgico). I genitori della piccola, i quali nei mesi scorsi hanno costituito un’Associazione onlus che porta il nome della figlia, si sono costituiti parte civile e sono assistiti dagli avvocati Carmelo Chirico e Lucio Strangio del Foro di Reggio Calabria. I tre medici indagati sono invece difesi dagli avvocati Francesco Albanese e Nadia Maria Aguglia del Foro di Reggio Calabria e Domenico Piccolo del Foro di Locri.

domenica 10 maggio 2009

Catturato il latitante Salvatore Coluccio

Marina di Gioisa Jonica. Salvatore Coluccio, il ricercato arrestato dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria, era inserito nell'elenco dei 30 latitanti più pericolosi. Ricerca. Al momento dell’arresto era solo e non ha opposto resistenza. Quando i militari hanno fatto irruzione nel nascondiglio non sono state trovate armi. Al bunker dove è stato trovato Coluccio, secondo quanto si è appreso, si poteva accedere attraverso un apposito congegno meccanico che è stato individuato dai carabinieri. La struttura è dotata di energia elettrica, impianto di aerazione, generali alimentari ed altro materiale per consentire all'uomo di trascorrere la sua latitanza. Nel settembre dell'anno scorso i carabinieri del Gruppo di Locri scoprirono a Roccella Ionica un bunker nell'abitazione del titolare di un ristorante di Marina di Gioiosa Ionica che è legato da vincoli di parentela acquisita con Salvatore Coluccio. Il latitante era ricercato dal 2005.

sabato 9 maggio 2009

La Cadi passa il turno dei play off A2

POLIGNANO 2
CADI REAL REGGIO 6

Polignano: Modugno, Paes, Liuzzi, De Lima, Oliveira, Giuliani, Zerbini, Potente, Guglielmo. all. Paes

Cadi Real Reggio: Lo Gatto, Lombardo, Vadalà R., Oliveri, Bianco, Marcianò, Labate, Durante, Rappocciolo, Calafiore, Surace, Ferrara. all. Emo

marcatori: 17’pt Rappocciolo, 19’pt Marcianò, 3’ st Zerbini, 15’st Marcianò, 17’ st De Lima, 18’ st Marcianò, 19’st Surace, 20’st Durante.

arbitri: Di Clemente di Pescara e Nanni di Rimini.

Polignano. Dal mattoncino alla trave, il cantiere amaranto prende sempre più forma per la gioia di tutti gli amanti del futsal reggino e non solo. Primo turno che va in archivio con il doppio successo della Cadi che in terra di Puglia ha legittimato ciò che già la gara di andata al Botteghelle aveva in pratica sentenziato. Polignano costretto pertanto ad alzare bandiera bianca ed arrivederci serie A2. La rosa ristretta di rossoverdi ha influito eccome sull’esito di questo spareggio, ma non per questo va messa in secondo piano la splendida prova di tutto il complesso reggino che anche oggi ha trovato in Donato Marcianò il suo principale punto di forza.Il film della gara. Approccio fotocopia di sette giorni prima per ambedue le formazioni. Polignano molto prudente e soprattutto compassato, Cadi a sua volta attenta a non cadere nei tranelli (leggi ripartenze) dei padroni di casa. Il risultato si sblocca dopo un bel po’ di minuti grazie ad un tiro sul secondo palo di Marcianò, corretto in rete dal ben appostato Rappocciolo. Il Polignano a questo punto opta già per il portiere di movimento ed è De Lima ad indossare la speciale casacca. Prima della fine della prima frazione di gara, giunge anche il raddoppio amaranto con autore Marcianò che trova la porta sguarnita per i motivi appena esposti. Ripresa ed al 3’ i rossoverdi accorciano le distanze con Zerbini. Seguono altri minuti d’apparente calma, poi è ancora Marcianò (15’) a calciare dalla propria metà campo per imbucare l’1-3, con il Polignano sempre schierato tutto avanti. De Lima sul secondo palo beffa Lo Gatto per il 2-4, ma la gara è già finita da un pezzo come testimoniano i gol sui titoli di coda di Marcianò, Surace e Durante per il 2-6 finale che consente a Oliveri e compagni di aggiudicarsi almeno altre due settimane di fatiche. Sarà il Fiumicino che ha eliminato il Monopoli ora ad incrociare le armi con la Cadi. Nonostante si tratti di una pari categoria, i romani si presentano davvero bene con in rosa parecchie vecchie glorie del calcio a 5 nazionale, a cominciare dal “puma” Caleca, senza dimenticare i vari Pozzi e Romanini.Insomma, ci sarà da soffrire a cominciare da sabato venturo al Botteghelle per il match di andata.

Antonio Virduci
Ufficio Stampa Cadi

La Reggina si dà al tennis

SAMPDORIA 5
REGGINA 0
Sampdoria: Castellazzi, Stankevicius, Gastaldello, Raggi (26’st Regini), Padalino, Dessena, Del Vecchio, Palombo (19’st Franceschini), Ziegler, Pazzini (14’st Mustacchio), Marilungo.
a disposizione: Mirante, Ferri, Pieri, Cassano. all. Walter Mazzarri
Reggina: Puggioni, Lanzaro, Valdez, Santos (16’st Cirillo), Adejo, Carmona, Barreto, Barillà (1’st Corradi), Costa, Ceravolo (41’st Viola), Brienza.
a dispisposizione: Marino, Hallfredsson, Vigiani, Cozza. all. Nevio Orlandi
marcatori: 2’ e 30’ pt Dessena, 36’pt Delvecchio, 2’st Marilungo, 7’st Pazzini
note: al 19’pt espulso Valdez; ammoniti Stankevicius, Dessena, Corradi, Ziegler; angoli 4 a 4; recupero 1’ pt - 0’ st; spettatori 22.000, di cui 1.869 paganti, per un incasso lordo di 17429,30 euro.
arbitro: Matteo Simone Trefoloni di Siena
assistenti: Massimo Biasutto di Vicenza e Alessandro Griselli di Livorno
quarto ufficiale: Leonardo Baracani di Firenze
Genova. Il cronometro non ha neppure terminato il primo giro di lancette e la Samp passa in vantaggio sugli sviluppi di una rimessa laterale. Palombo appoggia centralmente a Dessena, posizionato all'altezza della lunetta. Gran destro rasoterra che si insacca alla destra del portiere Puggioni. 31' pt: azione fotocpia del primo gol. Dessena, dal limite dell'area, fa partire un destro di esterno a mezza altezza che non da' scampo al portiere reggino. 37' pt: punizione di Ziegler dalla trequarti destra. Cross teso per la testa di Delvecchio che dal dischetto del rigore gira perfettamente sul palo opposto. La palla colpisce il legno interno e si insacca. 1 st: alla prima azione della ripresa Pazzini - e anche stavolta il giro di lancette e' fermo al secondo numero 38 - viene servito sulla sinistra, controllo e tiro che Puggioni respinge. La palla arriva sul lato opposto a Padalino che e' lesto a rimettere al centro per Marilungo che di testa mira l'angolo basso sul primo palo. Il portiere reggino intuisce, sembra controllare senza problemi ma nelle sue mani la palla e' come una saponetta. Gli sfugge e finisce in rete. 7' st: Pazzini fugge a sinistra, supera due avversari e poi, fuori equilibrio, serve al centro per Marilungo. Dribbling a rientrare che pero' un difensore reggino riesce a deviare proprio sui piedi dello stesso Pazzini. Conclusione di destro che finisce alle spalle del portiere.

Riconoscimenti e Benemerenze

Reggio Calabria. Nel corso della Festa sono stati consegnati i riconoscimenti e le benemerenze al personale.
PROMOZIONE PER MERITO SPECIALEConcessa all’assistente capo Massimo Laganà (Squadra Mobile) per avere contribuito alla cattura di un boss latitante coinvolto nella cosiddetta “Faida di San Luca”.
Concessa all’assistente capo Giovanni Battista Capogreco (Squadra Volante), il quale, libero dal servizio, ha tratto in arresto una persona che poco prima aveva dato alle fiamme un’autovettura.
ENCOMIO SOLENNE Concesso al commissario capo Francesco Giordano, all’ispettore superiore Raffaele La Bella, all’assistente capo Lelio Montera, agli assistenti Luigi Fazio, Andrea Mancuso, Domenico Sità, Salvatore Squillace e all’agente scelto Luigi Egidio Albanese (tutti appartenenti al Commissariato di Siderno) per essersi distinti nel corso di una indagine antidroga.
ATTESTATO DI PUBBLICA BENEMERENZA
Concesso al sovrintendente Carmelino Bruno De Rose e all’assistente Renato Eportentosi, entrambi della Squadra Volante, per essere intervenuti in soccorso di una bambina rimasta incastrata sotto la ruota di un autobus, fornendo all’autista un determinante aiuto nelle manovre per liberare la piccola.
Concessa all’ispettore capo Francesco Benedetto (Dia Reggio Calabria) e al sovrintendente Pietro Frassica (V Reparto Volo), per essersi prodigati, liberi dal servizio, a mettere in salvo i passeggeri di un aliscafo coinvolto in un incidente marittimo.

La Festa della Polizia di Stato

Reggio Calabria. Il 157° anniversario della fondazione della Polizia di Stato è stato celebrato stamani in città. Numerose le personalità presenti sul capiente palco di piazza Castello: il prefetto Francesco Musolino, i deputati Angela Napoli e Maria Grazia Laganà Fortugno, il presidente del consiglio regionale Giuseppe Bova, il presidente della provincia Giuseppe Morabito, il comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, generale Vincenzo Caracciolo, il Direttore marittimo capitano di vascello Virgilio Muriana, il direttore della Dia colonnello Francesco Falbo, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Leonardo Alestra, il comandante della Scuola allievi carabinieri colonnello Pietro Oresta. E poi ancora il sindaco Giuseppe Scopelliti insieme ai primi cittadini dei centri della provincia sede di Commissariato. Il questore Carmelo Casabona, dopo avere salutato i pensionati della polizia, i rappresentanti della stampa, i sindacati, le donne e gli uomini della polizia di stato e gli impiegati civili, ha ribadito con forza l’impegno contro ogni forma di crimine. «La nostra è una istituzione in cammino ed è in quest’ottica che la Polizia da anni prosegue l’obiettivo di avvicinarsi ai cittadini, per cogliere i loro bisogni, le loro paure e poter così adeguare le nostre azioni per una risposta immediata e completa. – ha detto Casabona – In questa visione innovativa, non poteva esserci momento più alto e più forte che tenere in questa splendida e prestigiosa cornice del castello Aragonese la nostra annuale ricorrenza celebrativa, per testimoniare la vicinanza degli uomini e delle donne della Polizia, alla fattiva ed onesta gente di Reggio Calabria e riaffermare insieme il no comune, tenace, fermo e determinato, alle prevaricazioni mafiose». Un messaggio di speranza è stato rivolto dal questore agli studenti dell’Istituto San Vincenzo, del Principe di Piemonte, del Galileo Galilei, del Campanella, del De Amicis, della Spanò Bolani, del Pascoli e della Vitrioli presenti alla cerimonia. Un ricordo particolare è stato rivolto dal questore Carmelo Casabona al compianto funzionario reggino Nicola Calipari, tragicamente morto in Iraq nell’adempimento del dovere e al sovrintendente Carmelo Aloi in servizio alla Squadra mobile deceduto il 26 aprile in un grave incidente stradale. «In tale occasione – ha concluso il questore della provincia – non possiamo non ricordare le vittime del recente terremoto abruzzese. A tutti loro va il mio e il nostro pensiero affettuoso».

Centenaria soccorsa dai vigili del fuoco

Reggio Calabria. Intervento di soccorso dei vigili del fuoco del Comando provinciale. I vigili, coordinati dal capo squadra Diara, hanno tratto in salvo un’anziana di 98 anni caduta all’interno della propria abitazione. I pompieri sono stati costretti a sfondare la porta prima di poter accedere all’interno dell’abitazione, ubicata al primo piano di un plesso un tempo destinato a residenza delle famiglie dei ferrovieri. Le prime cure alla quasi centenaria sono state prestate sul posto dai sanitari del Suem 118, i quali hanno poi trasportato l’anziana agli Ospedali Riuniti. In via Fratelli Spagnolo sono giunti anche gli agenti della Squadra volante della Questura.

Palmi. Ragazzo riconosce l'omicida del padre

Palmi. Leopoldo Riotto (nella foto), detto Cicci, panettiere palmese di 48 anni, è stato riconosciuto come l’autore dell’omicidio di Salvatore Melara, 39 anni dal figlio di quest’ultimo, rimasto gravemente ferito nell’agguato. Salvatore Melara fu ucciso il 19 novembre 2008 sulla statale 18 tra Palmi e Gioia Tauro, mentre si trovava insieme al figlio a bordo di una mini car. Contro la vittima, furono esplosi alcuni colpi di pistola che ferirono alla testa anche il ragazzo. Riotto è stato arrestato il 14 febbraio dal personale investigativo del Commissariato di Palmi, diretto dal vice questore aggiunto Gregorio Marchese. Il riconoscimento di Leopoldo Riotto è avvenuto davanti al gup di Palmi durante l’incidente probatorio chiesto dalla Procura, rappresentata dal pm Stefano Musolino. Il figlio di Melara, oggi sedicenne, ha puntato il dito contro Riotto indicandolo tra cinque persone.

Corriere bloccato dalla Narcotici

Reggio Calabria. Il contrasto alle illecite attività in materia di stupefacenti si arricchisce di un nuovo colpo assestato dal personale della Sezione narcotici della Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto Diego Trotta. Ieri mattina, gli agenti della Polstato hanno tratto in arresto Cosimo Monteleone, 36 anni, disoccupato di Bianco. L’uomo è stato sorpreso nei pressi di via Cardinale Portanova, mentre, ben occultata all’interno della sua insospettabile e vecchia utilitaria, trasportava oltre 150 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. Intorno alle ore 11, alcuni equipaggi della Sezione narcotici hanno notato una sgangherata Fiat Panda che percorreva la corsia nord della tangenziale Est. L’utilitaria, giunta allo svincolo di via Cardinale Portanova ha imboccato l’uscita. L’attenzione degli agenti è stata attratta anche dal modo di procedere dell’autovettura che con un’andatura a tratti elevata, a tratti lentissima si apprestava ad immettersi nel centro urbano. Il personale della Narcotici, coordinato dal capo della Squadra Mobile Renato Cortese, intimato l’alt alla vecchia Fiat Panda, ha identificato l’autista nel giovane pregiudicato di Bianco. Durante il controllo, Cosimo ha manifestato evidenti segni di nervosismo ed insofferenza. I poliziotti del dottor Trotta hanno quindi deciso di approfondire l’ispezione dell’autovettura. Così, all’interno dell’abitacolo la Polstato ha rinvenuto un involucro contenenti oltre 150 grammi di cocaina con elevata percentuale di principio attivo. La sostanza stupefacente era suddivisa in altre sette confezioni più piccole. Monteleone, quindi, è stato dichiarato in arresto e condotto presso la locale Casa Circondariale. La Panda, in uso all’insospettabile corriere della droga, è stata sottoposta a sequestro, in base alla vigente normativa antidroga. Sono in corso indagini coordinate dalla Procura della Repubblica reggina.

venerdì 8 maggio 2009

Catturato a Siracusa Domenico Rappazzo

Siracusa. Domenico Rappazzo, 35 anni, di Locri, ritenuto dagli investigatori legato alla ‘ndrina degli Strangio di San Luca e latitante dall’ottobre del 2007, è stato arrestato mercoledì sera a Siracusa da agenti della squadra mobile, ma la cattura è stata resa nota solo oggi. Rappazzo, fermato mentre era in piazza Adda alla guida di una moto, era destinatario di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dai gip dei tribunali di Bologna, Ferrara e Modena per associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina, e di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Corte d'appello di Bologna perchè deve espiare una pena di sei anni e quattro mesi per rapina, ricettazione e spaccio di droga. Rappazzo si è rifiutato di dare le generalità ed è stato portato in questura dove è stata accertata la sua identità. Gli investigatori hanno anche individuato l'abitazione, in via Oliveri, dove l’uomo ha trascorso la latitanza e dove hanno sequestrato 90 grammi di cocaina e materiale per confezionare la droga.

Domani la Festa della Polizia di Stato

Reggio Calabria. Domani, in tutte le Questure d’Italia, sarà celebrata la Festa della Polizia in ambito provinciale. In città, il 157° anniversario si svolgerà nello storico scenario di piazza Castello. Il personale dei reparti e delle specialità presenti in città e provincia renderà gli onori alle più alte cariche civili e militari. Nel corso della cerimonia, saranno consegni gli encomi al personale distintosi nel corso dell’ultimo anno. Il reparto di formazione sarà comandato dal commissario capo Francesco Stampacchia, funzionario della Squadra Mobile. Nella piazza sono stati sistemati i mezzi delle specialità e dei reparti come la Squadra Nautica, il XII Reparto Mobile, la Polizia Ferroviaria, il V Reparto Volo, la Polizia delle Comunicazioni, il Reparto anticrimine “Calabria”, la Polizia Stradale, le Unità cinofile, il Gabinetto regionale di polizia scientifica. Ai lati della piazza d’armi si potranno visitare gli stand, dove il personale incaricato darà le necessarie informazioni sul tipo di lavoro svolto dalle specialità d’appartenenza. Questo pomeriggio a piazza castello si sono svolte le prove generali cui ha partecipato il questore Carmelo Casabona.

Polizia di Stato, 157 anni di storia

Reggio Calabria. Tanti anni addietro, quando la Polizia ancora non era di Stato, ma era denominata Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza, l’anniversario veniva celebrato, non come adesso nel mese di maggio, bensì in altra data. Allora la polizia era un Corpo militare e sugli alamari vi erano le stellette al posto delle odierne RI, acronimo di Repubblica Italiana. Il Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza fu istituito nel regno sabaudo l’11 luglio 1852. Nel 1890, l’istituzione prende il nome di Corpo delle Guardie di città rimanendo tale sino al 1919 quando diventa Corpo della Regia Guardia per la pubblica sicurezza.Dal 1925 al 1944 diviene Corpo degli Agenti di pubblica sicurezza e dal 1943 al 1945 Corpo di polizia repubblicana. 1945 è costituito il Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza, ad ordinamento militare e parte integrante delle Forze Armate dello Stato. Nel 1981 il Corpo è soppresso ed il personale abbandona le stellette e transita nella Polizia di Stato. Nella foto, un momento della 107ª Festa della Polizia celebrata il 20 ottobre del 1959 presso la caserma “Ferdinando di Savoia”, sede della Scuola allievi Guardie di PS di Roma.

Celebrato a Roma il 157° anniversario della Polizia di Stato

Mentre la fanfara, in collegamento dalla Basilica di San Bernardino a L'Aquila, danneggiata dal terremoto, suonava l'inno nazionale a piazza del Popolo, a Roma, gli uomini e le donne della Polizia, schierati di fronte al presidente della Repubblica lo cantavano a voce alta. Si è conclusa così la cerimonia ufficiale del 157° anniversario della Polizia di Stato che si è svolta a Roma alla presenza delle massime autorità dello Stato. In questo modo l'Istituzione ha voluto essere vicina alle popolazioni colpite, poco più di un mese fa, dal terremoto offrendo solidarietà anche a tutti i poliziotti che lavorano con grande impegno in quelle zone. «Grazie per quello che fate ogni giorno, ve lo dico con il cuore, da cittadino prima ancora che da Ministro». Così Roberto Maroni ha terminato il suo intervento salutando il capo della Polizia e ringraziando tutti gli uomini e le donne presenti alla cerimonia. Il Ministro ha ricordato, tra le altre cose, «l'impegno straordinario» contro la lotta alla mafia e alla camorra con la confisca dei beni alla criminalità organizzata e l'arresto di 177 latitanti (nel 2008) e di altri 41 nei primi mesi del 2009. Subito dopo il discorso di Maroni, il presidente Giorgio Napolitano ha consegnato le medaglie e le onorificenze ai parenti dei poliziotti caduti in servizio che «con il loro sacrificio hanno contribuito alla crescita del nostro Paese» ha ribadito il ministro Maroni.

Il Gip archivia la posizione del senatore Sergio De Gregorio

Reggio Calabria. Il Gip Annamaria Arena, ha emesso il decreto di archiviazione relativo alla vicenda del senatore Sergio De Gregorio, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo ha reso noto lo stesso De Gregorio. «Il provvedimento - ha sostenuto De Gregorio in una nota - è stato depositato il 20 aprile scorso, a seguito della richiesta di archiviazione firmata il 22 dicembre 2008 dal procuratore capo Giuseppe Pignatone. La stampa nazionale si è ben guardata dal darne notizia, dopo aver cavalcato con esorbitante risalto la circostanza dell’apertura delle indagini. La bomba mediatica esplose a pochi giorni dal voto per le elezioni politiche del 2008 - ha proseguito - e rischiò di condizionare il risultato delle urne in due regioni strategiche, Calabria e Campania, dove ero candidato nelle liste del Pdl. Devo al presidente Silvio Berlusconi riconoscenza per la solidarietà espressa al mio indirizzo in un momento in cui perfino alcuni colleghi parlamentari mi toglievano il saluto. Oggi è certo che quelle accuse terribili erano assolutamente inesistenti, costituite ad arte nell’ambito di un perverso progetto politico-giudiziario. Purtroppo devo constatare con amarezza che nulla potrà risarcire me e la mia famiglia del danno ricevuto. Informerò tempestivamente della mia archiviazione - ha aggiunto - il Consiglio superiore della magistratura che mi risulta abbia avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei pubblici ministeri che iscrissero il mio nome nel registro degli indagati, nonostante il parere contrario del procuratore capo facente funzioni e di due colleghi. Chiederò, altresì, al ministro della Giustizia di conoscere tutta la verità su questa vicenda e, nel contempo, di accertare se corrisponda al vero che uno dei pm si sia dimesso dall'ordine giudiziario per ricoprire il ruolo di capo della stazione appaltante della Regione Calabria, interrompendo, di fatto, il procedimento a suo carico. Al termine di questa incredibile vicenda - ha concluso il parlamentare - voglio ringraziare i miei difensori, gli avvocati Carlo Fabbozzo e Aldo Casalinuovo. Devo a loro la sobrietà e la fiducia con la quale, nonostante tutto, ho sopportato l'ingiusta accusa, sorretto dai loro preziosi consigli».

Siderno. L'operazione della Narcotici "Dolly Show"

Reggio Calabria. Conclusa alle prime ore di stamani un’articolata operazione antidroga, condotta dalla Sezione Narcotici della Squadra Mobile reggina, diretta dal vice questore aggiunto Diego Trotta che ha interessato la Locride. All’alba di oggi, congiuntamente alla Squadra Mobile di Palermo ed al Commissariato di Siderno, con il coordinamento del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine Polizia di Stato, la Squadra Mobile della Questura reggina ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, Roberto Lucisano, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Maria Luisa Miranda della Procura Distrettuale Antimafia reggina, a carico di otto indagati: Domenico Barranca, 29 anni; Girolamo Belcastro, 42 anni; Vincenzo Nucera, 28 anni; Roberto Stinà, 41 anni; Cosimo Trichilo, 36 anni; Giuseppe Commisso, 30 anni; Carmelo Fimognari, Domenico Costa, 29 anni. Tutti di Siderno. Agli indagati Barranca, Commisso e Costa il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere poiché già detenuti per altra causa. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo Cocaina, Metamfetamina, Cannabis Sativa (Hashish e Marijana).
LE INDAGINI
Le investigazioni condotte dalla polizia di Stato hanno riguardato un traffico di sostanze stupefacenti gestito da un’associazione per delinquere - strutturata gerarchicamente e dotata di un ottimo livello di organizzazione e carattere di stabilità - articolata in alcune agguerrite ed efficienti consorterie criminali di narcotrafficanti, prevalentemente operanti a Palermo e Reggio Calabria con articolazioni territoriali a Napoli, Genova, Roma e Firenze. Ciò ad ennesima dimostrazione della capillarità e della diffusione delle attività illecite poste in essere dai sodalizi criminali operanti nella provincia di Reggio Calabria nel redditizio settore del narcotraffico. Consorterie precipuamente dedite al traffico di sostanze stupefacenti e, più genericamente, volte all’effettuazione di una serie indeterminata di delitti in materia di sostanze stupefacenti, nell’ambito delle quali ognuno degli indagati ha rivelato piena consapevolezza di operare nel contesto di una organizzazione criminale e di contribuire - con le singole attività, con vicendevole integrazione - alla realizzazione del fine comune della introduzione, trasporto, detenzione e vendita di stupefacenti delle indicate tipologie nelle province di Palermo e Reggio Calabria. L’esecuzione della misura a carico degli 8 rispettivi destinatari costituisce l’epilogo solo parziale di una ben più ampia attività d’indagine condotta dalla Polizia di Stato e, nella fattispecie, dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo - coadiuvata dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria - nel biennio 2004-2005 sulla scorta di una precisa notizia che indicava un giovane palermitano quale emergente pusher di Cocaina. Il percorso investigativo attuato al fine di svelare l’eventuale presenza di un’occulta organizzazione delinquenziale permetteva di individuare l’intero asse di approvvigionamento, comprovando l’esistenza di una stabile e ben rodata struttura operativa ramificata su diverse regioni del territorio nazionale, dedita all’importazione dalla Spagna di Cocaina proveniente dalla Colombia e di Hashish proveniente dal Marocco. Tali sostanze giungevano poi sul mercato palermitano, la prima per mezzo di un clan di narcotrafficanti operante principalmente a Torre Annunziata, e la seconda tramite un analogo sodalizio di narcotrafficanti dislocato a Siderno i cui promotori sono stati colpiti dalla misura cautelare eseguita stamani. La Procura della Repubblica e la Squadra Mobile di Palermo, ponevano, quindi, sotto accurata sorveglianza il giovane pusher; a suo carico venivano raccolti indiscutibili elementi probatori che accertavano il suo coinvolgimento in attività di smercio di Cocaina, nonché la partecipazione di numerosi altri correi, tra i quali, appunto, quelli facenti parte della compagine di fornitori di Hashish operante nella Locride - ed in particolare a Siderno -che risultava assicurare quantitativi di droga anche ad altri calabresi stabilmente operanti a Roma, Firenze e Genova. L’attività di sorveglianza effettuata a carico del gruppo palermitano permetteva, il 5 giugno 2004, di documentare l’acquisto presso i promotori di Siderno, identificati in Domenico Barranca e Girolamo Belcastro, di sessanta chili di hashish, sequestrati dalla Squadra Mobile di Palermo al momento del rientro a Palermo del corriere assoldato dall’articolazione siciliana della consorteria criminale. Nel suo complesso le indagini, durate solo nell’aspetto operativo più di due anni, hanno permesso di conseguire in itinere diversi arresti e sequestri di stupefacente, deferendo, complessivamente, alle Autorità giudiziarie competenti numerosi indagati ed avendo sottratto dal mercato 42 chili di cocaina, 60 chili di hashish, un chilo di marijuana.
L’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI SIDERNO
In particolare, sull’asse calabrese sono stati registrati e documentati contatti telefonici ed incontri tra numerosi promotori del sodalizio operante a Palermo ed i calabresi identificati per Domenico Barranca, Girolamo Belcastro, Domenico Costa, Roberto Stinà e Giuseppe Commisso. Ed ancora, sono stati raccolti elementi chiari circa i ruoli svolti in questa organizzazione dal meccanico che si occupava della preparazione delle auto da imbottire di droga, Cosimo Trichilo, e di due dei corrieri impiegati per il trasporto dello stupefacente, Carmelo Fimognari e Giuseppe Commisso, successivamente identificati. Fattori, quelli menzionati, che hanno permesso, il 5 giugno 2004, di giungere al sequestro di 60 chilogrammi di Hashish ed all’arresto del “corriere” incaricato dai capi dell’indicato sodalizio palermitano di effettuare il trasporto della droga dalla Calabria fino a Palermo. Fattori che hanno permesso di documentare, il successivo 16 giugno 2004, il trasporto di analogo carico di droga prelevato a Siderno e trasportato sino a Palermo. In entrambe le occasioni, i sodali palermitani giungevano a Siderno ed a Marina di Gioiosa Jonica a bordo di autovetture che venivano prese in consegna dagli indagati Barranca, Belcastro e Trichillo per essere riconsegnate imbottite di decine di chili di Hashish occultati nelle intercapedini della carrozzeria grazie alla perizia di quest’ultimo, abile meccanico e carrozziere. Le investigazioni svolte a carico del gruppo operante a Siderno hanno quindi offerto la possibilità di documentarne le loro illegali attività, estese anche ad alcune città del nord-Italia. Proprio a carico di Domenico Barranca e Domenico Costa, emergevano fondamentali elementi che ne consolidavano un ruolo attivo e di primo piano: infatti, fra gli altri, i due narcotrafficanti colpiti dal provvedimento cautelare mantenevano rapporti di “lavoro” con sodali di origini calabre operanti in altre regioni d’Italia. Uno di essi, l’indagato G. A., 25 anni di Locri, veniva tratto in arresto il 18 novembre 2004, per detenzione a fini di spaccio di oltre mezzo chilo di Marijuana. Il gruppo delinquenziale operante a Siderno, di cui si sono già indicati i membri di maggior rilievo, ha, nel corso delle indagini, allacciato un rapporto di fitta collaborazione con alcuni calabresi stanziatisi a Genova, con i quali ha concluso numerose trattative per la cessione di svariate partite di stupefacente, che, a sua volta, lo “piazzavano” sul mercato del capoluogo ligure.
L’USO DEI LINGUAGGI IN CODICE
Il materiale probatorio è costituito prevalentemente, da intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre che dai paralleli servizi di sorveglianza e verifica effettuati, come vedremo, dalla Polizia di Stato in più circostanze, nonché da alcuni sequestri di sostanze stupefacenti e da arresti in flagranza di narcotrafficanti, promotori delle consorterie indagate, spacciatori e corrieri. Come in tutte le operazioni antidroga, anche in questa indagine si è rilevato come trafficanti, pushers e gregari inseriti nelle organizzazioni criminali utilizzino linguaggi criptici, con l’uso di termini fantasiosi o espressioni utilizzate per indicare la disponibilità, la qualità o quantità di droga oggetto delle conversazioni, o talvolta, espressioni ben più esplicite che solo, apparentemente, conferiscono congruità logica ai dialoghi, che sono disvelati nella loro reale ed effettiva finalità da alcuni altri dialoghi o da obiettivi riscontri acquisiti da attività sul territorio, sequestri, arresti, pedinamenti. Ciò sia per quanto attiene alle investigazioni condotte in tema di detenzione e spaccio al dettaglio, sia per quelle che hanno disvelato reati-fine propri dell’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanza stupefacente.

Allarme sicurezza. Poliziotti malati in servizio?

Roma. «E’una situazione assolutamente e logicamente inaccettabile, sono seriamente preoccupato a livello sociale perché a questo punto ci sono gli estremi per lanciare un concreto allarme sicurezza, anche a seguito di diverse segnalazioni giunteci da appartenenti alla Polizia di Stato». Questa la denuncia di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in relazione alla procedura alla quale vengono sottoposti gli appartenenti alla Polizia di Stato che si trovano in stato di malattia. Dopo un certo numero di giorni, la prassi infatti prevede l’obbligo di sottoporsi alla visita da parte di una Commissione Medica Ospedaliera. Successivamente, in base al giudizio, è possibile presentare ricorso avverso alle sue deliberazioni ad una Commissione Medica Ospedaliera di grado superiore, definita “di seconda istanza”. Stando alle risultanze, a partire dall'anno 2005 l'iter procedurale ha subìto una modifica per cui il ricorso non avviene più in un termine di tempo immediato ma entro 10 giorni e attraverso il proprio ufficio di appartenenza e non più la commissione di primo grado. Entro i 5 giorni successivi, questa sorta di "collegio d'appello" deve convocare il soggetto e pronunciarsi nel merito della questione. Secondo gli organi preposti, in questo lasso di tempo compreso tra primo e secondo giudizio e tra una visita e l'altra in sede di seconda istanza, gli agenti avrebbero l'obbligo di rientrare in servizio tranne che non si esibisca un certificato ostativo da parte del medico curante del dipendente. «Abbiamo dunque ragione di credere - ha precisato De Pierro - che ci siano in servizio poliziotti in condizioni precarie di salute, costituendo un pericolo per sé e per gli altri in un tipo di attività professionale che per ovvi motivi impone una perfetta integrità psicofisica oltre che un'estrema lucidità mentale. Se da quanto si apprende la questione perdura dal gennaio del 2005, mi chiedo cosa abbiano fatto finora i numerosi sindacati di polizia per porre fine ad una così grave situazione che vìola anche alcuni diritti fondamentali del lavoratore. A nostro parere verrebbe leso l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini, nonché l'articolo 2087 del Codice Civile e la Legge 626/94 e successive modifiche e integrazioni. Tra l’altro sembrerebbe che questo provvedimento, che farebbe riferimento al decreto 461 del 2001 in cui non è contemplata la fattispecie della convalescenza, venga attuato soltanto dagli uffici della Polizia di Stato e non da altri corpi, come ad esempio la Polizia Penitenziaria. Tra l'altro essendoci anche una disparità di trattamento tra dipendenti, verrebbe violato anche l'articolo 97 della nostra carta fondamentale. Noi come movimento crediamo che non si possa prescindere dall'immediata abolizione di questa fantomatica circolare che oltretutto parrebbe non essere stata diramata agli uffici operativi ma solo a quelli sanitari della Polizia di Stato, esponendo gli agenti al rischio di non presentarsi sul luogo di lavoro, anche se totalmente in buona fede. Auspichiamo che le sigle sindacali, apparentemente assopite, si attivino immediatamente per denunciare questo discutibile modus operandi, in sinergia con gli organi preposti chiamati a porre fine a questa vicenda poco chiara e vergognosa».

Gioia Tauro. Arrestato Luigi Emilio Sorridente

Gioia Tauro. Il personale del locale Commissariato, guidato dal primo dirigente Leoluca Rocchè ha tratto in arresto Luigi Emilio Sorridente, 43 anni. L’arresto è avvenuto in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria per i reati di tentata estorsione e di rapina, nonché di danneggiamento e violazione legge armi con aggravante. Sorridente, infatti, dovrà scontare complessivamente la pena di 5 anni di reclusione, con una multa di 2.400 euro e la pena accessoria dell’interdizione perpetua da i pubblici uffici. L’arrestato è sposato con Teresa Anna Molè, figlia di Domenico (fratello del più noto boss defunto Antonino Molè classe ’28) e Concetta Piromalli (figlia di Giuseppe, defunto boss dell’omonimo casato di ‘ndrangheta). Luigi Emilio Sorridente, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, nel passato è rimasto coinvolto in varie operazioni di polizia giudiziaria, quali “Porto” e “Conchiglia”.

giovedì 7 maggio 2009

Confermata la pena a Roberto Pisano

Reggio Calabria. Confermata in appello la pena a 24 anni di reclusione nei confronti di Roberto Pisano, 52 anni, di Laureana di Borrello, giudicato per l’omicidio del proprio cognato Antonio Furfaro e del suocero Michele Furfaro. I giudici della seconda sezione della Corte di Assise di Appello (Fortunato Amodeo presidente, Franco Greco consigliere) hanno emesso il verdetto nella tarda mattinata di oggi, dopo la camera di consiglio che era stata preceduta dall’arringa dell’avvocato difensore Armando Veneto. La conferma della pena, inflitta dai giudici della Corte di Assise di Palmi (Vincenzo Giglio presidente, Luca Colitta a latere) nel febbraio dello scorso anno, era stata sollecitata, a conclusione della requisitoria, dall’avvocato generale Francesco Scuderi. I fatti contestati all’imputato, risalgono alla notte tra il 20 e il 21 settembre del 2005. Quella tragica notte, Roberto Pisano si era introdotto nell’abitazione dei suoceri ubicata in via San Francesco d’Assisi di Laureana di Borrello. Nella casa, infatti, si erano sistemate dopo la separazione la moglie e le figlie di Pisano. Proprio l’allontanamento dall’abitazione coniugale di Vaiano di Merlino in provincia di Milano, aveva indotto Roberto Furfaro a rientrare in Calabria nel tentativo di ricomporre il menage familiare. Così, al culmine dell’ira, Roberto Pisano aveva fatto fuoco contro il fratello e il padre della propria moglie, solo pochi attimi prima che i carabinieri facessero irruzione nell’appartamento teatro della tragedia familiare.

Contrasto all'abusivismo commerciale della PS

Reggio Calabria. Continua l’attività di prevenzione delle volanti della Questura finalizzata alla prevenzione degli illeciti e la salvaguardia della legalità in tutti i campi e settori amministrativi e penali. A seguito delle direttive impartite dal questore Carmelo Casabona in applicazione della ordinanza del sindaco (c.d. Decreto Maroni) sul contrasto del malcostume dell’illecita occupazione di suolo pubblico ad opera dei titolari di esercizi commerciali, personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha proceduto al controllo di un negozio di ortofrutta, posto alle spalle di piazza Sant’Agostino, accertando la violazione dell’ordinanza e procedendo alla contestazione delle relative sanzioni amministrative ed al sequestro di numerose cassette di frutta e verdura, nonché delle attrezzature utilizzate per esporre la merce ed installate illegalmente sui marciapiedi destinati alla circolazione dei pedoni. La frutta e la verdura, essendo materiale deperibile, in base alla successiva ordinanza sindacale, è stata donata ad un istituto religioso che esercita attività umanitarie e di beneficenza a favore di minori ovvero di altri soggetti socialmente deboli. L’attività di monitoraggio e di controllo dell’applicazione dell’ordinanza proseguirà nei prossimi giorni al fine di ristabilire la legalità anche in questo settore.

Stilo, un arresto per ricettazioni e armi

Stilo. I carabinieri della locale Stazione, agli ordini del maresciallo Mesiti, insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile di Roccella Jonica e a quelli di Caulonia Marina, sotto le direttive del capitano Giglio, comandante della Compagnia di Roccella Jonica, nel corso di servizi di controllo del territorio, intensificati dopo il danneggiamento della porta del garage della famiglia Carnovale, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, per ricettazione e porto e detenzione illegale di arma comune da sparo, Natale Coniglio, 38 anni. L’uomo è stato sorpreso mentre recuperava, da una botola di un contatore dell’acqua di una casa disabitata, nel pieno centro storico di Stilo, una pistola a tamburo calibro 9 e 6 cartucce dello stesso calibro, armi recentemente denunciate rubate proprio in quella circoscrizione. Ma andiamo con ordine. Sono le 17 circa e i carabinieri di Stilo, mentre setacciano le viuzze e le scalette del centro storico della cittadina, rinvengono, nella botola di un contatore dell’acqua di una casa abbandonata, una pistola a tamburo e 6 cartucce. Le immediate verifiche consentono di accertare che quel materiale era compendio di furto in abitazione, denunciato domenica scorsa. Subito scattano le indagini del caso e così alcuni carabinieri si appostano in un vicino giardino al fine di verificare se qualcuno cerchi di recuperare quell’arma da quel deposito di fortuna. Dopo una buona mezz’ora i militari si avvedono della presenza di un uomo a loro noto, si tratta di Coniglio, che, con fare sospetto, si avvicina alla botola, la apre e recupera frettolosamente l’arma e le cartucce. I carabinieri gli intimano l’alt ma l’uomo, grazie anche alla complessa morfologia dei luoghi (angoli ciechi, scalette ripide, strettoie e continue intersezioni) per alcuni istanti riesce a sfuggire loro. Ne nasce un inseguimento che si conclude dopo circa 60 metri quando il Coniglio, stremato, si accascia su un muretto vicino la propria abitazione e lì, ansimante, lascia intendere che si arrende. I carabinieri subito fanno scattare le manette ai polsi del Coniglio. Avvisato il maresciallo Misiti, immediatamente convergono sul posto anche altri militari: i colleghi del Norm agli ordini del tenente Orlando, i carabinieri di Caulonia Marina ed altre pattuglie disponibili. Viene effettuata una meticolosa verifica dei luoghi e, in una cavità in un muretto a secco, lungo la via di fuga seguita dall’arrestato, abilmente nascosta, viene rinvenuta un’altra pistola semiautomatica, calibro 7.65, con serbatoio pieno di 9 cartucce, anche questo materiale compendio di furto. A quel punto viene passato a settaccio tutta la zona: fino a tarda ora ogni anfratto di quei vicoli viene verificato al fine di rinvenire altro materiale utile per le investigazioni. Nel frattempo Natale Coniglio viene portato in caserma e qui, dopo le formalità di rito, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Locri,dottoressa De Ponte, che ha coordinato tutte le attività, viene portato nel carcere di Locri: l’uomo è accusato di ricettazione e di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e di munizioni.

Tiket farmaci e prestazioni sulle spalle dei consumatori

Reggio Calabria. Le prime conseguenze per i cittadini calabresi della gigantesca voragine debitoria accumulatasi nel corso degli anni in materia sanitaria, sono stati tra l’altro i provvedimenti emessi dalla Giunta Regionale della Calabria su mandato del Consiglio, di introduzione dei tiket su farmaci e prestazioni sanitarie. La partecipazione al piano di rientro dei debiti accumulati dalla Regione Calabria nel corso degli anni attraverso una gestione a dir poco “allegra”, impone ai cittadini calabresi già penalizzati da una crisi economica ancora in atto e dal detenere il triste primato del reddito pro-capite più basso d’Italia, il dover sopperire all’ammanco creatosi, con quella che si prefigura una vera e propria odiosa “tassa sulla salute” ovvero l’imposizione di tiket sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie. L’imposizione di tali tiket è sempre rischiosa per la salute dei cittadini, perché quando il cittadino deve partecipare alla spesa per i farmaci e per le prestazioni sanitarie, in periodo di crisi economica come quella attuale, è facile che si autoriduca le dosi consigliate, oppure che lasci perdere del tutto, o che ricorra alla prestazioni sanitarie solo in caso di assoluta emergenza, disinteressandosi di attuare programmi di prevenzione, con gravi e irreparabili rischi per la salute. Tali rischi inoltre gravano più pesantemente sulle categorie più deboli e cioè non tanto su quelle in soglia di povertà che ne vengono esentati, ma sulle famiglie a basso reddito, sui lavoratori precari, sulle famiglie numerose e soprattutto sui soggetti anziani che soffrono di maggiori patologie con l’aumentare dell’età. Non è tollerabile che i costi del sistema sanitario impazzito della Regione Calabria, assurto recentemente attraverso i mass media alla ribalta della cronaca nazionale, non in grado di aumentare qualità e quantità delle prestazioni, che non ha ancora prodotto la riorganizzazione della rete ospedaliera, vengano per l'ennesima volta scaricati sulla popolazione ed in particolare i molti che vivono di precarietà o non arrivano alla quarta settimana del mese. E’ un ulteriore balzello chiesto ai calabresi per rimediare ad una fallimentare gestione della sanità che ha radici lontane nel tempo e tamponare l’enorme deficit che inciderà negativamente sui redditi delle persone, soprattutto, lo ribadiamo, di quelle più anziane e più bisognose di ricorrere a farmaci ed a cure. In attesa di conoscere nello specifico gli esatti termini della manovra finanziaria messa in atto dalla Regione Calabria, siamo assolutamente contrari all’introduzione dei ticket afferma Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, sono misure che vanno sempre e solo contro gli interessi del cittadino, si fanno i conti economici, ma non si calcolano i costi indiretti che si giocano sulla pelle dei cittadini, ci auguriamo che vengano introdotti elementi di cambiamenti strutturali che coniughino il contenimento della spesa sanitaria e le garanzie di salute per i cittadini della Calabria.
avv. Saverio Cuoco
presidente regionale Unc

Colpo di fucile contro edicola di Ravagnese

Reggio Calabria. Il personale investigativo della polizia di Stato, sta indagando sull’intimidazione portata a termine via Ravagnese Gallina con l’esplosione di un colpo di fucile contro un’edicola di giornali. Le conseguenze dell’intimidazione notturna sono state constatate dagli agenti della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione genera il personale le e soccorso pubblico della Questura, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa. I poliziotti, infatti, hanno accertato che, nella notte precedente, ignoti hanno esploso un colpo di fucile contro l’edicola di proprietà di G. S., 43 anni.

Martino (Pd): «Disinteresse verso i dipendenti comunali»

Reggio Calabria. Il pericolo era che l’importante opportunità data al consiglio comunale lo scorso 4 maggio si trasformasse in un affastellamento confuso di dichiarazioni formali, con l’aggiunta dei soliti elementi di spettacolare ed improduttiva tensione dialettica. Purtroppo così è avvenuto. L’assemblea cittadina ha, nuovamente, mancato il vero obiettivo: quello di un confronto serio e senza ipocrisie su una tematica che più di altre incide sulla dignità delle persone che operano da decenni alle dipendenze dell’ente. In questa occasione, l’inutile bagarre è scaturita da dichiarazioni ed atteggiamenti del sindaco che, troppo spesso, al pacato e ragionevole confronto preferisce provocatori ed infantili comportamenti infarciti da inquietanti allusioni che, a turno, hanno come obiettivo i consiglieri di centrosinistra, dimostrando in questo modo di non essere all’altezza dello scranno che attualmente ricopre. Così la discussione sulle ripetute intimidazioni ai danni della burocrazia comunale è stata rinviata nella trattazione dalle ore 10.30 alle 21: un orario non assolutamente consono, che ha ostacolato la presenza dei cittadini e dei mass media, offendendo i dipendenti dell’ente. Questi ultimi hanno avuto modo di sperimentare il basso grado di considerazione in cui sono tenuti da Scopelliti, dispensatore di pagelle nelle quali la piena sufficienza è raggiunta solo da dirigenti e funzionari di sua nomina e fiducia. Eppure quelle stesse persone, oggi bocciate, sono state l’esclusiva “farina” con la quale Italo Falcomatà ha realizzato dell’”ottimo pane”, rendendole co-protagoniste della primavera reggina. Le buone professionalità di un tempo sono state sostituite da professionisti di nomina del primo cittadino, il quale non ha compreso che chi ha responsabilità gestionali deve potere svolgere il proprio lavoro senza avere sul collo la spada di Damocle del licenziamento, ma la sola obbedienza ai dettami normativi. Il disinteresse nei confronti dei dipendenti comunali si è manifestato anche attraverso la mancata applicazione del contratto integrativo 2007, coi relativi benefici economici. A ciò si aggiunge la conseguente impossibilità di sottoscrivere il contratto 2008 e l’avvio delle trattative al contratto integrativo 2009. L’offensiva irresponsabilità dei vertici dell’ente ha portato i lavoratori del nostro Comune a forme di protesta che si sono concretizzate nello stato di agitazione, nel sit-in dello scorso 27 aprile ed in un successivo appello al prefetto Musolino. Anche i lavoratori Lsu-Lpu hanno sperimentato sulla propria pelle gli atteggiamenti sprezzanti ed irresponsabili dell’esecutivo cittadino. Infatti, sono ben 115 i lavoratori che, seppur alle dipendenze dell’ente da quasi un ventennio, non risultano stabilizzati. Come noto, il sindaco non ha inteso partecipare al bando regionale che ne avrebbe consentito la stabilizzazione e la promessa di una soluzione alternativa, con scadenza 28 febbraio, è trascorsa da tre mesi. Di tutto ciò si sarebbe dovuto parlare nell’ultima seduta del Consiglio: di quelle che non sono altro che forme di violenza nei confronti dei lavoratori. Il sindaco dovrebbe smettere di percorrere la strada della delegittimazione del personale dipendente, anche in vista degli impegni relativa alla costituzione dell’Area metropolitana. Nell’attuazione di tale progetto sarà necessaria la mobilitazione di tutte le risorse cittadine. La struttura burocratica di Palazzo san Giorgio sarà fra i cardini dell’operazione, per cui le professionalità esistenti vanno riconosciute in tempo per meriti e ruoli.
dr Demetrio Martino
consigliere comunale Pd

mercoledì 6 maggio 2009

Il questore Casabona cittadino onorario di Casal di Principe

Casal di Principe. Il percorso di legalità intrapreso dalla locale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Cipriano Cristiano, si arricchisce di un'ulteriore importante tappa. Sabato 16 maggio, con inizio alle 10,30 presso il Teatro della Legalità (costruito dal consorzio Agrorinasce su un terreno confiscato al boss Francesco Schiavone-Sandokan), la città di Casal di Principe sarà onorata di conferire la cittadinanza onoraria al commendatore Carmelo Casabona, attualmente questore di Reggio Calabria e già questore di Caserta. Oltre al sindaco Cristiano Cipriano è prevista la presenza del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, e del senatore del collegio Gennaro Coronella oltre alla giunta, ai componenti dei consigli comunali di Casal di Principe e di numerose assemblee civiche della provincia di Caserta. «Come sindaco di questa città ho l'onore di interpretare un sentimento collettivo di ringraziamento verso la persona del questore Casabona, e attraverso lui alla Polizia di Stato e alle Istituzioni, – dice il sindaco Cristiano - per l'azione svolta in difesa della legalità e per la promozione della sicurezza pubblica sul territorio di Casal di Principe nella sua funzione di Questore di Caserta. La puntuale ed efficace azione di repressione inoltre nei confronti della camorra sul nostro territorio ha rappresentato e rappresenta un stimolo per la gente onesta, che è la stragrande maggioranza, e una speranza in più per il futuro. Ma anche la repressione è stata svolta sempre con equilibrio e con modalità mai disgiunte dal rispetto della persona e soprattutto rivolta a ridare una speranza di riscatto ad un collettività troppo spesso frettolosamente accomunata, in un'inaccettabile condanna collettiva, alla criminalità organizzata. Per questo il consiglio comunale, che rappresenta la Civitas di Casal di Principe, ossia la massima istituzione sociale della nostra comunità, ha deciso di tributare un riconoscimento per “l'impegno costante e instancabile in favore della legalità e dell'ordine pubblico ma anche in difesa della persona umana e dei valori positivi della nostra comunità locale”. Annoverare il questore Casabona tra i cittadini della nostra Casal di Principe, consente a ciascuno di noi e a noi tutti di avere uno stimolo e una motivazione in più per favorire, ciascuno per le proprie competenze e nell'ambito delle proprie possibilità, lo sviluppo pacifico, civile e dignitoso della nostra Casal di Principe». Nell'accettare il conferimento della cittadinanza onoraria il questore Casabona ha indirizzato il seguente saluto alla comunità locale: «Le confesso di essere profondamente onorato per l’attenzione, la stima e l’alta considerazione che il civico consesso, interpretando il sentimento dei cittadini onesti di Casal di Principe, ha voluto riservare alla mia persona. Tutto ciò rappresenta una concreta testimonianza della bontà del cammino intrapreso in difesa della legalità e per la promozione della sicurezza pubblica in un territorio che per lungo tempo ha sofferto la pressione della criminalità organizzata, che ha impedito qualsiasi forma di sviluppo sociale ed economico. Ricordo con grande soddisfazione come la Festa della Polizia, celebrata in quel territorio, abbia rappresentato la svolta lungo la strada della legalità per affrancare la popolazione dall’arroganza, la sopraffazione e la violenza, tipiche della criminalità organizzata. Non vi è dubbio che la Polizia di Stato ha compiuto il massimo sforzo per garantire ai cittadini onesti di Casal di Principe di poter condurre una vita tranquilla e serena, alimentando così la speranza del cambiamento. Porto nel mio cuore il ricordo di quel periodo caratterizzato da grande impegno professionale, con la soddisfazione di aver contribuito a tale svolta. Ed è con questi sentimenti che La ringrazio vivamente per l’attenzione che Ella e la cittadinanza di Casal di Principe ha voluto riservarmi, assicurandoLe fin d’ora la mia partecipazione a quelle iniziative che organizzerete per l’affermazione della legalità».

Scilla. Due persone arrestate dall'Arma

Scilla. Aveva rubato numerose giacche e vestiti appesi per asciugarsi nelle strade di Chianalea e, non contento, si era recato in piazza San Rocca ed era entrato in chiesa per infastidire i fedeli con un coltello e disturbare la funzione religiosa. Così, ieri pomeriggio, Massimo Domenico Valenti, reggino di 51 anni, è stato tratto in arresto dai carabinieri della locale Stazione con l’accusa di furto aggravato. Immediato è stato l’intervento di una pattuglia dell’Arma, coordinata dal maresciallo Giuseppe Bonfardino. I militari hanno raggiunto subito l’uomo costringendolo in vicolo chiuso. I carabinieri, intuito subito la pericolosità del Valente e consapevoli che lo stesso fosse armato di coltello, gli hanno intimato di arrendersi e di consegnarsi alla Giustizia. L’uomo non ha opposto resistenza. Subito bloccato e reso innocuo, è stato accompagnato in caserma e dichiarato in stato di arresto. Valenti è stato trattenuto nella camere di sicurezza della Compagnia di Villa San Giovanni a disposizione della Procura della Repubblica di Reggio Calabria per il giudizio direttissimo che si è celebrato questa mattina al termine del quale, dopo la convalida dell’operato dei carabinieri, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Sempre nella cittadina della Costa Viola, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia villese, hanno arrestato l’egiziano Ramy Mohamed Morsy El Hasha, 24 anni, il quale non aveva ottemperato all’ordine di espulsione dal territorio nazionale emesso dall’autorità di pubblica sicurezza. Con l’approssimarsi della stagione estiva il comandante della Compagnia di Villa San Giovanni, capitano Adolfo Angelosanto ha disposto una serie di controlli straordinari del territorio su tutto il litorale (da Villa San Giovanni fino a Scilla) al fine di garantire un inizio di estate tranquillo a tutte le persone residenti ed ai turisti che cominciano a mettersi in costume con il primo timido sole. Questo aumento dei controlli ha dato i suoi primi frutti.

martedì 5 maggio 2009

Sabato la 157ª Festa della Polizia

Reggio Calabria. “C’è più sicurezza insieme”. Questo è il tema della 157ª Festa della Polizia che, quest’anno, si svolgerà nello storico scenario di piazza Castello Aragonese. I particolari della manifestazione, fissata per sabato prossimo, sono stati resi noti dal questore Carmelo Casabona nel corso di un incontro con la stampa reggina svoltosi presso la sala “Nicola Calipari” della Questura. Il questore Casabona, accompagnato dalla dirigente dell’Urp, vice questore aggiunto Mariella Russo, ha focalizzato il proprio intervento sul tema della festa 2009. «Anche se sono giunto a Reggio da breve tempo – ha detto il dirigente generale della polizia di Stato – ho iniziato ad amare questa città. Questa città merita e ha bisogno di questi sentimenti. Il luogo dove celebrare la festa mi è stato suggerito dalla dottoressa Russo. E’ una scelta ottima. Immagino le divise della Polstato inserite nel contesto storico della piazza reggina: il colpo d’occhio sarà suggestivo». Il questore Casabona si è quindi soffermato sul tema della sicurezza. «Senza unità d’intenti tra istituzioni e popolazione la sicurezza resta un’utopia. – ha detto il questore - Il cittadino deve essere consapevole dei propri diritti, ma anche dei propri doveri. Occorre cambiare cultura. I reggini devono sentirsi attori del contesto sicurezza: i cittadini sono protagonisti e non oggetti». Il dottor Casabona ha poi anticipato che nel suo discorso ufficiale non enfatizzerà le operazioni anti ‘ndrangheta concluse brillantemente dagli investigatori reggini, perché “arrestare delinquenti fa parte del nostro lavoro”. «Il mio sarà un approccio modesto, quindi concettualmente semplice. – ha concluso Carmelo Casabona – Alla gente bisogna parlare di cose pratiche». Quello di sabato sarà il sesto sito cittadino dove, dal dopoguerra, viene celebrata la ricorrenza. Sino agli anni ’70, la festa si è tenuta presso la caserma “Giuseppe Cantaffio”, allora sede del Gruppo Guardie di pubblica sicurezza. Con la smilitarizzazione, avvenuta agli inizi degli anni ’80, la festa ha avuto luogo prima nella caserma “Rosario Bonfiglio” sede del V Reparto Volo e, successivamente,a piazza Sant’Agostino, all’Arena dello Stretto, a piazza Duomo ed infine a piazza Castello.

Cinquefrondi. Sequestrato arsenale

Cinquefrondi. «Queste armi? Le detengo per pura e semplice passione». Così Nicola Zaita, 49 anni, operaio edile incensurato originario di Anoia, ha risposto agli agenti del Commissariato di Polistena che chiedevano lumi sul perché fosse in possesso di quell’arsenale custodito tra l’abitazione e il garage. Il ritrovamento è stato fatto nel corso di una perquisizione domiciliare, inserita nell’ambito dei servizi predisposti dalla dirigente del Commissariato Angelina Costanzo e coordinati dal capo della Squadra mobile reggina Renato Cortese. Le armi sono state rinvenute nell’appartamento di Zaita che risiede in via Pepe a Cinquefrondi. Le armi ora saranno sottoposte ad accertamenti balistici che consentiranno di appurare se siano state utilizzate in azioni delittuose. «Ci aspettiamo grosse novità dagli esami balistici», ha detto il capo della mobile reggina Renato Cortese. Nicola Zaita è stato dichiarato in arresto per detenzione illegale di armi e munizioni da guerra, ricettazione, detenzione di armi e munizioni comuni da sparo e clandestine. L’uomo è ora a disposizione dei magistrati della procura della Repubblica di Palmi.
LE ARMI SEQUESTRATEUn revolver calibro 38 special Smith & Wesson e 3 cartucce calibro 38; una pistola semiautomatica calibro 6,35 priva di marca e modello con relativo caricatore dotato di sei cartucce; una pistola semiautomatica calibro 22 marca Erma Werke modello FP882 con caricatore fornito di otto cartucce; un fucile mitragliatore modello Snex (tipo Kalashnikov) e relativo caricatore; un fucile a pompa calibro 12 marca Mosseberg; un fucile mono canna calibro 12 marca Beretta; un revolver calibro 357 marca Smith & Wesson; un revolver calibro 22 marca Rohm modello PTB 51; una pistola semiautomatica calibro 9x19 marca Herstall con caricatore e tredici cartucce; un caricatore bifilare per pistola semiautomatica contenete otto cartucce 9x19; un caricatore per pistola semiautomatica calibro 9 corto; centodiciassette cartucce camiciate per pistola calibro 9x19; sette cartucce Luger per pistola calibro 9x19; quarantacinque cartucce per pistola calibro 22; sessantuno cartucce camiciate per pistola calibro 38 special; ventitré cartucce per pistola calibro 38 special; ventuno cartucce camiciate per pistola calibro 9x21; cinquantotto cartucce camiciate calibro 9x17; una cartuccia camiciata per pistola calibro 45; sessantacinque cartucce a pallini per fucile calibro 12; un kit per pulizia armi a canna corta e lunga; un petardo artigianale tipo cipolla.

lunedì 4 maggio 2009

Omeca. Commessa da Regione e FC?

Reggio Calabria. Le segreterie provinciali di Fium-Cgil, Fismil, Uilm, Fiom-Cisl, Uilm-Uil, unitamente alla Rsu Aansaldo-Breda di Reggio Calabria, hanno avuto un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti, Demetrio Naccari Carlizzi e con il direttore delle Ferrovie della Calabria Giuseppe Lo Feudo. La discussione tra le parti ha avuto come obiettivo quello di esplicitare alcuni chiarimenti in ordine alla volontà dell’assessorato regionale ai Trasporti di procedere a migliorare il servizio regionale su rotaie mediante l’acquisto di nuovi veicoli, coinvolgendo in questo processo di miglioramento le Omeca, azienda facente capo al Gruppo Ansaldo Breda che da quasi cinquanta anni opera nel settore con risultati soddisfacenti in termini di professionalità e qualità. A fine lavori la delegazione sindacale ha rivolto all’assessore Demetrio Naccari Carlizzi ed al dottor Giuseppe Lo Feudo l’invito a visitare lo stabilimento di Torrelupo, al fine di constatare l’alta professionalità del sito che già da tempo realizza tipologie di prodotto che potrebbero sposare le esigenze tecniche necessarie a rinnovare il parco veicoli presente sul territorio.