Reggio Calabria. «Il collegamento aereo mattutino verso Milano Linate dall’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” sarà ripristinato dal 6 maggio». Ne dà notizia il sindaco, Giuseppe Scopelliti il quale dichiara: «Si tratta di una nuova conquista per la città e soprattutto per l’utenza che aveva subito notevoli disagi nell’ultimo periodo cioè da quando, quasi un anno fa, il medesimo volo non era più operativo. La sempre costante attenzione di Palazzo San Giorgio nei confronti del rilancio della struttura aeroportuale cittadina ci ha permesso di essere messi a conoscenza dell’importante decisione della compagnia, da noi, tra l’altro, ripetutamente sollecitata riguardo il ripristino di questo fondamentale collegamento tra Reggio e il capoluogo lombardo. I contatti con Alitalia, d’altronde, sono ormai consuetudine del nostro impegno quotidiano, poiché è ferma intenzione dell’Amministrazione raggiungere altri e, forse più significativi, obiettivi sullo sviluppo turistico che passino anche attraverso progetti da attuare insieme alla compagnia di bandiera del nostro Paese, con la quale abbiamo avviato un confronto proficuo. Da tempo, infatti, stiamo realizzando programmi di respiro internazionale che hanno destato il forte interesse anche di Alitalia verso la nostra Città: in particolare, proprio grazie a questa sinergia instaurata tra il Comune e l’azienda, si potranno concretizzare a breve degli accordi che, una volta consolidati, porteranno dei vantaggi al territorio, naturalmente in termini turistici». (Roto San Giorgio)Informazioni personali
- Pino d'Amico
- SCILLA, Reggio Calabria, Italy
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lunedì 30 marzo 2009
Ripristinato da Alitalia il volo mattutino per Linate
Reggio Calabria. «Il collegamento aereo mattutino verso Milano Linate dall’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” sarà ripristinato dal 6 maggio». Ne dà notizia il sindaco, Giuseppe Scopelliti il quale dichiara: «Si tratta di una nuova conquista per la città e soprattutto per l’utenza che aveva subito notevoli disagi nell’ultimo periodo cioè da quando, quasi un anno fa, il medesimo volo non era più operativo. La sempre costante attenzione di Palazzo San Giorgio nei confronti del rilancio della struttura aeroportuale cittadina ci ha permesso di essere messi a conoscenza dell’importante decisione della compagnia, da noi, tra l’altro, ripetutamente sollecitata riguardo il ripristino di questo fondamentale collegamento tra Reggio e il capoluogo lombardo. I contatti con Alitalia, d’altronde, sono ormai consuetudine del nostro impegno quotidiano, poiché è ferma intenzione dell’Amministrazione raggiungere altri e, forse più significativi, obiettivi sullo sviluppo turistico che passino anche attraverso progetti da attuare insieme alla compagnia di bandiera del nostro Paese, con la quale abbiamo avviato un confronto proficuo. Da tempo, infatti, stiamo realizzando programmi di respiro internazionale che hanno destato il forte interesse anche di Alitalia verso la nostra Città: in particolare, proprio grazie a questa sinergia instaurata tra il Comune e l’azienda, si potranno concretizzare a breve degli accordi che, una volta consolidati, porteranno dei vantaggi al territorio, naturalmente in termini turistici». (Roto San Giorgio)Cosoleto. Il figlio del boss Alvaro ai domiciliari
Cosoleto. Concessi gli arresti domiciliari a Vincenzo Alvaro, 45 anni, figlio del boss Nicola, ritenuto dagli investigatori il capo della ‘ndrina di Cosoleto. La decisione è stata presa dal Tribunale della libertà di Roma. Vincenzo Alvaro, incensurato, era finito in manette scorso 12 marzo con l'accusa di aver cambiato in euro, versandoli sul conto intestato a lui e alla moglie presso l'Agenzia della Banca popolare di Roma in Via Bissolati, 16 mila dollari Usa contraffatti.
Scilla. “Pacì II”, galleria più pericolosa d’Europa
Scilla. La galleria ''Paci II'', dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria, è la più pericolosa d'Europa. E’ quanto è emerso a Cernobbio nel corso dalla presentazione del progetto dell'Aci e dell'Anas per la sicurezza dei tunnel. I rappresentanti dell'Anas, nel corso della presentazione, hanno spiegato, secondo quanto riferisce un comunicato, che "la galleria Paci 2 ricade nell'ambito dell'intervento di ammodernamento ed adeguamento denominato 'Macrolotto 6', i cui lavori sono attualmente in esecuzione. Il progetto prevede la realizzazione di un'unica galleria 'Paci', in sostituzione delle due gallerie esistenti, ubicate a sud dello svincolo A3 di Scilla. Le caratteristiche geometriche della galleria saranno conformi alle Norme CNR/80 e la sezione adottata è del tipo a due corsie, più una corsia di emergenza, per ogni senso di marcia. Si prevede, inoltre, di realizzare le dotazioni impiantistiche prescritte dalle normative vigenti in materia di sicurezza''. Rifiuti. La Municipale accerta otto violazioni
Reggio Calabria. Nell’ambito delle attività operative finalizzate alla tutela del decoro e della igiene della città, personale della Polizia Municipale ha compiuto una serie di controlli tendenti a colpire l’abbandono incontrollato dei rifiuti su suolo pubblico e il mancato rispetto delle norme che disciplinano la raccolta differenziata. In particolare, in via Udine, via Nicola Furnari, via Alfonso Frangipane, via Possidonea, viale Laboccetta (zona cimitero Modena), via del Torrione, via Aschenez e via Girolamo Arcovito, sono state accertate in flagranza otto violazioni amministrative per il conferimento tra i rifiuti urbani e sul suolo di imballaggi e di materiale inerte derivante da lavori di ristrutturazione edilizia. I controlli, effettuati dal personale dell’ufficio di polizia amministrativa del Corpo, coordinato dall’istruttore direttivo Vincenza Stilo, continueranno anche nei prossimi giorni nel tentativo di arginare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti che crea aree di degrado in alcune zone della città vanificando il lavoro di bonifica dei luoghi effettuato dalle società che svolgono il servizio di raccolta.Droga. Operazione "JoTi 2", indagine iniziata nel 2004
Reggio Calabria. E’ la prima volta in Italia che il recentissimo decreto legge Misure urgenti del Governo in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonchè in tema di atti persecutori, è applicato. Grazie a tale decreto, la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria ha ritenuto di dover richiedere al competente Gup Distrettuale di Reggio Calabria (il procedimento penale, difatti, è nella fase dell’udienza preliminare) la sostituzione della misura cautelare in vigore degli arresti domiciliari, cui erano sottoposti i 13 indagati che avevano fruito del successivo affievolimento della misura carceraria inizialmente applicata, con quella più grave della custodia cautelare carceraria. La misura cautelare in carcere eseguita all’alba di oggi, vede, destinatari, trafficanti di sostanze stupefacenti tra cui spicca il pericoloso narcotrafficante Orazio Ficara (nella foto segnaletica), già ristretto presso la casa circondariale di Palmi, essendo chiamato a rispondere di traffico di stupefacenti in molteplici procedimenti contemporaneamente, a dimostrazione della sua allarmante pericolosità. L’operazione “JoTi 2” scattata stamani è, quindi, figlia dell’operazione “JoTi” che determinò l’arresto, in varie regioni, di ben 73 pericolosi narcotrafficanti dei 169 per i quali la Dda aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.LE INDAGINI
La corposa misura custodiale (circa 1.500 pagine) eseguita a gennaio del 2008 a carico dei 73 destinatari (di cui ben 20 extracomunitari di etnia nordafricana), è scaturita dall’attività d’indagine avviata nel 2004 dalla 6ª sezione narcotici della Squadra Mobile, diretta dal vicequestore aggiunto Diego Trotta. Una inchiesta portata a termine attraverso presidi tecnologici, sofisticate
Bova. Suggestiva e storica Domenica delle Palme
Bova (Chora). Anche quest’ anno la Domenica delle Palme, i fedeli celebrano un rito unico e suggestivo, sconosciuto in altre parti della Calabria. L'usanza si manifesta come un momento di collettiva sacralità popolare e consiste nel portare in processione delle grandi figure femminili costruite con foglie di ulivo. I contadini ed i partecipanti al Laboratorio predisposto dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Leo Giovanni Andrea Casile intrecciando con maestria e pazienza le foglie intorno ad un asse di canna, strutturano tali figure, dette “pupazze”. Al termine di un laborioso procedimento di assemblaggio, le pupazze, differenziabili per dimensioni in madri e figlie, sono “vestite” cioè, abbellite ed adornate con fantasia con fiori freschi di campo e arricchite ed ingioiellate con frutta fresca e primizie.Lo spettacolo offerto dalla processione delle “statue vegetali”, nell'attraversare le strette e tortuose vie di Bova, è una elegante e gioiosa sfilata di forme e colori. Dopo la benedizione, le “sculture”,
portate fuori dalla chiesa, sono avvicinate dalla gente ed in parte smembrate delle loro componenti, le “steddhi”, che vengono distribuite tra gli astanti e vengono utilizzate come segno di benedizione. Non conosciamo l'origine del rito relativo alle “pupazze”, ma si ipotizza che esso risalga al culto delle popolazioni preistoriche che usavano evocare la “Madre Terra” (“Mana Ji” nel greco di Bova) con riti propiziatori delle messi e della fertilità: in tutta la cultura contadina del Sud italia ancora affiorano tracce di simili culti ancestrali. Ma il rito che si ripete annualmente a Bova è speciale perchè le figure femminili, spesso giunoniche, ci ricordano il mito greco di Persephone e di sua madre Demetra, dee che presiedevano all'agricoltura. Un'altra ipotesi avanzata circa l'origine di questa usanza viene dalla possibilità di mettere in relazione le sculture vegetali di Bova con la rappresentaizone della quaresima in area bizantina. Tutt'oggi in Grecia, infatti, la quaresima è raffigurata come una figura femminile, spesso come una piccola bambola con una croce sul capo, indicante la sacralità del tempo quaresimale, simile a quelle elementari intagliate dai pastori dell'area greca di Calabria. Si può supporre pertanto una stratificazione della tradizione greco-bizantina su un preesistente mito antico. Tutto ciò ovviamente necessita di ulteriori e più approfondite indagini, ma la cosa importante è che questo particolare rito vada tutelato come patrimonio di Bova e di tutto l'Aspromonte, preservato per le sue implicazioni storico-culturali e, per la sua simbologia, proposto quale emblema del nostro rispetto e legame con la natura e con la sacralità della vita. Il programma della giornata prevede il raduno alle ore 10 in piazza Roma da dove, in processione, ci sposteremo al Santuario di San Leo dove sarà celebrato il rito della Benedizione delle Palme. Subito dopo in processione si arriverà nella chiesa di Santa Caterina dove sarà celebrata la Santa Messa solenne della Domenica delle Palme. Alle ore 12 in piazza Roma in collaborazione con l’Associazione culturale “Vua Stin Cardìa” e lo Sportello linguistico provinciale i bambini della locale scuola primaria e del Circolo “Jalò Tu Vua” di Bova Marina si esibiranno nella rappresentazione del “Mito di Persephone”. In conclusione si provvederà alla spoliazione delle pupazze, consegnando ai presenti le steddhe benedette, ed alla distribuzione di dolci tipici pasquali. Stalking. Napoletano arrestato a Roccella
Roccella Jonica. I carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto Vincenzo De Lucia (nella foto), napoletano , da qualche tempo domiciliato a Marina di Gioiosa Jonica. L’uomo è accusato di stalking, perché avrebbe infastidito, con attenzioni non gradite, una giovane donna ucraina, I. T., 34 anni, residente da un paio d’anni a Roccella Jonica. La giovane,
all’incirca un anno fa, lavorava in un bar e, tra i tanti avventori, conosce il simpatico ed estroverso De Lucia. L’uomo, fin da subito, comincia a corteggiarla ma la ragazza gli fa chiaramente intendere di non essere interessata alle sue avance. Il napoletano non si arrende e comincia a seguirla, poi le citofona a casa, anche a tarda ora, e, per dimostrarle il suo amore, le fa ritrovare cestini con fiori e di frutta sul davanzale di casa. La donna allora decide di affrontarlo, dicendogli chiaramente di non essere in alcun modo interessata a lui. Le attenzioni dell’uomo, però, non cessano. I. T., esasperata, si rivolge ai carabinieri denunciando l’accaduto. Dal racconto dell’ucraina molto preciso e puntuale, traspare tutta la sua preoccupazione per quest’uomo che, seppur non violento, la segue, le fa regali non graditi e la costringe a cambiare le sue abitudini di vita. Si tratta proprio di atti persecutori, cioè stalking. Trasmessi gli atti all’Autorità giudiziaria , in un primo momento, il magistrato applica nei confronti di De Lucia il divieto di dimora nella cittadina jonica. Ma il napoletano non comprende il valore del provvedimento e già il giorno dopo viene sorpreso da una pattuglia dell’Arma sotto casa “dell’amata”. De Lucia, portato in caserma, viene denunciato. Prima di riaccompagnarlo fuori dal comune, i militari sono chiari e gli intimano che deve far cessare le attenzioni verso la donna. De Lucia, però, ghermito dal folle sentimento, appare non capace di comprendere a pieno il valore delle sue azioni, anzi addirittura riferisce di essere convinto che presto quella donna l’avrebbe sposato. A questo punto, il sostituto procuratore di Locri, Rosanna Sgueglia, chiede una nuova misura cautelare. De Lucia viene arrestato, ma anche questa volta non riesce a resistere ed evade dai domiciliari. Scattate immediate le ricerche, l’uomo viene rintracciato e portato davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia. Anche in questa occasione, De Lucia mostra ancora una volta tutta la sua ossessione per quella donna, ma soprattutto fa chiaramente comprendere di non riuscire a capire il disvalore delle sue azioni. Il Giudice, quindi, decide di applicare la custodia cautelare in carcere. De Lucia, così, è stato associato nella casa circondariale di Locri.
all’incirca un anno fa, lavorava in un bar e, tra i tanti avventori, conosce il simpatico ed estroverso De Lucia. L’uomo, fin da subito, comincia a corteggiarla ma la ragazza gli fa chiaramente intendere di non essere interessata alle sue avance. Il napoletano non si arrende e comincia a seguirla, poi le citofona a casa, anche a tarda ora, e, per dimostrarle il suo amore, le fa ritrovare cestini con fiori e di frutta sul davanzale di casa. La donna allora decide di affrontarlo, dicendogli chiaramente di non essere in alcun modo interessata a lui. Le attenzioni dell’uomo, però, non cessano. I. T., esasperata, si rivolge ai carabinieri denunciando l’accaduto. Dal racconto dell’ucraina molto preciso e puntuale, traspare tutta la sua preoccupazione per quest’uomo che, seppur non violento, la segue, le fa regali non graditi e la costringe a cambiare le sue abitudini di vita. Si tratta proprio di atti persecutori, cioè stalking. Trasmessi gli atti all’Autorità giudiziaria , in un primo momento, il magistrato applica nei confronti di De Lucia il divieto di dimora nella cittadina jonica. Ma il napoletano non comprende il valore del provvedimento e già il giorno dopo viene sorpreso da una pattuglia dell’Arma sotto casa “dell’amata”. De Lucia, portato in caserma, viene denunciato. Prima di riaccompagnarlo fuori dal comune, i militari sono chiari e gli intimano che deve far cessare le attenzioni verso la donna. De Lucia, però, ghermito dal folle sentimento, appare non capace di comprendere a pieno il valore delle sue azioni, anzi addirittura riferisce di essere convinto che presto quella donna l’avrebbe sposato. A questo punto, il sostituto procuratore di Locri, Rosanna Sgueglia, chiede una nuova misura cautelare. De Lucia viene arrestato, ma anche questa volta non riesce a resistere ed evade dai domiciliari. Scattate immediate le ricerche, l’uomo viene rintracciato e portato davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia. Anche in questa occasione, De Lucia mostra ancora una volta tutta la sua ossessione per quella donna, ma soprattutto fa chiaramente comprendere di non riuscire a capire il disvalore delle sue azioni. Il Giudice, quindi, decide di applicare la custodia cautelare in carcere. De Lucia, così, è stato associato nella casa circondariale di Locri.Droga. “JoTi 2”, gli arrestati
La squadra mobile reggina, coadiuvata dal Commissariato di Palmi, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gup presso il Tribunale di Reggio Calabria, Carlo Alberto Indellicati, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Questi i destinatari della misura:
1. Rocco Alvaro, 23 anni, di Sinopoli;
2. Antonio Ambrogio, 37 anni, di Reggio Calabria;
3. Antonino Anile, 25 anni, di Sinopoli;
4. Luigi Chillino, 24 anni, di Reggio Calabria (detenuto);
5. Domenico Ecelistino, 36 anni, di Reggio Calabria;
6. Claudio Fedele, 24 anni, di Sant’Eufemia d’Aspromonte, di fatto domiciliato a Messina;
7. Orazio Ficara, inteso “Coccodrillo”, 38 anni, di Reggio Calabria (detenuto);
8. Rocco Ficara, 23 anni, di Reggio Calabria;
9. Rocco Fabio Ficara, 23 anni, di Reggio Calabria;
10. Fabio Forgione, 24 anni, di Sant'Eufemia d'Aspromonte;
11. Antonio Francesco Maria La Cava, 23 anni, di Reggio Calabria;
12. Vincenzo Macheda, 28 anni, di Reggio Calabria;
13. Maurizio Marino, 36 anni, di Reggio Calabria.
1. Rocco Alvaro, 23 anni, di Sinopoli;

2. Antonio Ambrogio, 37 anni, di Reggio Calabria;
3. Antonino Anile, 25 anni, di Sinopoli;
4. Luigi Chillino, 24 anni, di Reggio Calabria (detenuto);
5. Domenico Ecelistino, 36 anni, di Reggio Calabria;
6. Claudio Fedele, 24 anni, di Sant’Eufemia d’Aspromonte, di fatto domiciliato a Messina;
7. Orazio Ficara, inteso “Coccodrillo”, 38 anni, di Reggio Calabria (detenuto);
8. Rocco Ficara, 23 anni, di Reggio Calabria;
9. Rocco Fabio Ficara, 23 anni, di Reggio Calabria;
10. Fabio Forgione, 24 anni, di Sant'Eufemia d'Aspromonte;
11. Antonio Francesco Maria La Cava, 23 anni, di Reggio Calabria;
12. Vincenzo Macheda, 28 anni, di Reggio Calabria;
13. Maurizio Marino, 36 anni, di Reggio Calabria.
Droga. Scatta l’operazione “JoTi 2”, 13 arresti
Reggio Calabria. All’alba di stamani, il personale della squadra mobile ha dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di altrettanti narcotrafficanti appartenenti ad un sodalizio criminale operante nella provincia reggina, con articolazioni in altre regioni d’Italia ed in alcuni stati nordafricani (Marocco, Tunisia ed Algeria). Il gruppo è risultato composto anche da persone organiche o contigue, a ‘ndrine, in paricolare del clan Alvaro di Sinopoli. Il provvedimento inoltre ha interessato anche persone di etnia nordafricana ma ben integratisi nel tessuto criminale stanziale e fusosi con esso. L’operazione antidroga, denominata “JoTi 2”, costituisce l’applicazione del recentissimo decreto legge (Misure urgenti del Governo in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonchè in tema di atti persecutori) ed ha permesso di arrestare nuovamente 13 pericolosi trafficanti di stupefacenti, arrestati dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria lo scorso anno, che avevano, frattanto, ottenuto la scarcerazione. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, metamfetamina e cannabis sativa (hashish e marijuana).Padova. Furti, riciclaggio, droga: la gang operava anche in Calabria
Padova. Scoperta una gang specializzata in furti nei cantieri e riciclaggio di macchine operatrici. Sono quattro le misure cautelari richieste, diciotto le denunce e dieci le perquisizioni. Il gruppo aveva ramificazioni anche in Calabria, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna. I furti erano finalizzati a reperire importanti somme di danaro che gli indagati avrebbero dovuto investire in un traffico di stupefacenti. La squadra mobile patavina ha recuperato 13 mezzi, per un valore commerciale di circa 500 mila euro e tutto il materiale necessario per l'alterazione dei telai. I mezzi erano poi destinati al mercato rumeno e serbo. Due padovani al vertice del gruppo, che nel frattempo si erano resi irreperibili, sono stati rintracciati in un residence in provincia di Ferrara. domenica 29 marzo 2009
Brancaleone. Criseo centrato mortalmente da tre proiettili
Brancaleone. Luciano Criseo (nella foto) è stato centrato mortalmente da tre proiettili di pistola, alla testa ed al torace. Questo è il primo dato fornito dall’esame autoptico eseguito dal medico
legale nell’obitorio dell’ospedale di Locri. Nel corso della notte i carabinieri della Compagnia di Bianco e del Gruppo territoriale di Locri hanno compiuto numerosi controlli e perquisizioni nei confronti di persone con precedenti penali. Sono stati sentiti anche i familiari e gli amici del ristoratore ucciso per ricostruire i suoi ultimi spostamenti e per accertare se aveva contrasti con qualcuno. Dalle indagini dei carabinieri non è emerso nessun episodio di danneggiamento dell'esercizio commerciale o di richieste estorsive. Gli investigatori dell’Arma non escludono nessuna ipotesi circa il movente del delitto. Fermati due nomadi dopo tentativo di furto
Reggio Calabria. Due nomadi sono stati fermati dai carabinieri della Stazione di Gallico, subito dopo aver tentato di introdursi all’interno di una macelleria di via Nazionale. Poco dopo le ore 20, infatti, due sconosciuti hanno provato ad entrare all’interno dell’esercizio commerciale. L’arrivo sul posto del proprietario ha indotto i due a battere in ritirata e darsi a precipitosa fuga a bordo di una Fiat Punto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra volante della Questura. Diramate le ricerche, i fuggitivi sono incappati in un posto di controllo dei carabinieri, che insieme ai poliziotti il hanno condotti in caserma per gli accertamenti del caso. L’HinterReggio ritorna a sorridere
Reggio Calabria. Doveva essere vittoria e così è stato. Tre punti d’oro per allontanarsi dalla zona minata dei play out e guardare al futur
o con serenità. L’avversario odierno non era certo dei più facili da addomesticare. L’HinterReggio, abbandonato l’iniziale timore reverenziale, è passata in vantaggio al 39’ pt con Catalucci (nella foto). I ragazzi di mister Iannì, presa coscienza dei propri mezzi, hanno tenuto ben saldo il pallino del gioco. Nella ripresa, con molta tranquillità, i biancazzurri hanno controllato la prevedibile reazione ospite. Nei primi minuti, sono proprio i catanesi ad andare vicini al pareggio, ma il forte centrale Bilotta è riuscito a sventare in extremis. Finale di gara di marca ospite che al 44’ e nei cinque minuti di recupero hanno l’opportunità di raddrizzare le sorti dell’incontro. Il risultato però non cambia e Zampaglione e compagni conquistano una vittoria importantissima.
o con serenità. L’avversario odierno non era certo dei più facili da addomesticare. L’HinterReggio, abbandonato l’iniziale timore reverenziale, è passata in vantaggio al 39’ pt con Catalucci (nella foto). I ragazzi di mister Iannì, presa coscienza dei propri mezzi, hanno tenuto ben saldo il pallino del gioco. Nella ripresa, con molta tranquillità, i biancazzurri hanno controllato la prevedibile reazione ospite. Nei primi minuti, sono proprio i catanesi ad andare vicini al pareggio, ma il forte centrale Bilotta è riuscito a sventare in extremis. Finale di gara di marca ospite che al 44’ e nei cinque minuti di recupero hanno l’opportunità di raddrizzare le sorti dell’incontro. Il risultato però non cambia e Zampaglione e compagni conquistano una vittoria importantissima.Le dichiarazioni del presidente Francesco Pellicanò
«Non è stata una gara spettacolare dal punto di vista tecnico. Abbiamo dimostrato carattere. A questo punto del campionato il ben gioco non conta, l’importante è fare punti. Sabato il derby con il Messina, è tappa importante verso la salvezza contro una diretta concorrente. Chiamo a raccolta i tifosi reggini e li invito a seguire la squadra nella vicinissima trasferta».
HinterReggio: De Luca, Cutrupi, Bilotta, Papasidero, Cosentino, Carrozza, Catalucci, Manganaro, Zampaglione (29’ st Trunfio), Vacalebre (22’ st Carbone), Niscemi (45st Caputo). a disposizione: Pratticò, Favasuli, Traorè, Crisalli. all. Iannì
Acicatena: Caruso, Scaturro (6’pt Platania), Melino, Cocuzza, Tamburro, Marziale (1’st Ferrara), Rizzo (15’st Virga), Basile, Nardo, Costa, Tosto. a disposizione: Ragusa, Capriglione, Napoli, Raciti. all. Foti
note: ammoniti Marziale (A), Niscemi (H), De Luca (H), Zampaglione (H), Carrozza (H), Cosentino (H), Manganaro (H); circa 200 spettatori con nutrita rappresentanza ospite
arbitro: Salvatore Lemma di Barletta
assistenti: Giuseppe Mercurio di Taranto e Domenico Guadalupi di Brindisi
Acicatena: Caruso, Scaturro (6’pt Platania), Melino, Cocuzza, Tamburro, Marziale (1’st Ferrara), Rizzo (15’st Virga), Basile, Nardo, Costa, Tosto. a disposizione: Ragusa, Capriglione, Napoli, Raciti. all. Foti
note: ammoniti Marziale (A), Niscemi (H), De Luca (H), Zampaglione (H), Carrozza (H), Cosentino (H), Manganaro (H); circa 200 spettatori con nutrita rappresentanza ospite
arbitro: Salvatore Lemma di Barletta
assistenti: Giuseppe Mercurio di Taranto e Domenico Guadalupi di Brindisi
Cani "disertori" in Città
Reggio Calabria. Hanno deciso di disertare e abbandonare il glorioso Corpo della Guardia di Finanza o, forse, hanno tentato una semplice e inusuale scappatella domenicale. Così stanami, due cani antidroga si sono dileguati dalla propria residenza: la caserma “Salvatore Caravelli”, sede del Comando provinciale. Il singolare episodio ha determinato, evidentemente, la grande preoccupazione, delle Fiamme Gialle e, soprattutto, dei conduttori. Il pericolo di un incidente stradale in una zona trafficata come il rione Santa Caterina non lasciava affatto tranquilli. Avviate le ricerche, i finanziari hanno recuperato quasi immediatamente uno dei due “fuggitivi”. Trascorsi altri interminabili minuti, il secondo è stato “fermato” nella zona di Pentimele. Tutto è bene ciò che finisce bene… L’Usf proclama l’astensione dalle udienze penali
Reggio Calabria. Da domani e sino al 3 aprile, è prevista l’astensione dalle udienze penali degli avvocati, proclamata dall’Unione camere penali italiane. Il consiglio direttivo dell’Unione sindacale forense del Distretto reggino, presieduto dall’avvocato Alfonso Mazzuca, segretario avvocato Michele Miccoli, di concerto con la commissione penale dello stesso sindacato, presieduta dall’avvocato Giovanna Araniti, aderisce all’iniziativa. Il contenuto del documento del Ucpi appare condivisibile in toto e rispecchia l’orientamento dell’Unione sindacale forense, anch’essa delusa dall’inerzia del parlamento e del governo per il mancato intervento su temi ed istituti fondamentali. Inoltre, le attuali modifiche al codice di procedura penale, sulla scorta di una legislazione di emergenza e paventando problemi di sicurezza inesistenti, hanno danneggiato e disarticolato gli istituti fondanti del sistema processuale penalistico, relegando l’avvocatura in un ruolo passivo ed inerte. A nessuno può sfuggire il testo approvato dal senato sull’inasprimento del regime detentivo speciale, all’interno del quale vi è una limitazione indebita ed incostituzionale al diritto di difesa di un’intera categoria di detenuti. L’Usf rileva che la proposta avanzata in senato non concerne una riforma organica della giustizia, ma si ispira a proposte tanto populistiche quanto illiberali, che mal si conciliano con i valori costituzionali dell’equo processo penale. Come già rilevato dall’Unione camere penali italiane, il processo è la risultante di un percorso logico dell’accertamento dei fatti in un tempo ragionevole, e non il frutto di una predeterminata condanna. In tale contesto l’avvocatura e la sua funzione risultano gravemente compresse, tanto da non garantire efficacemente il diritto di difesa. Il governo, peraltro, ormai da anni ha sospeso l’erogazione delle somme destinate al gratuito patrocinio, nella loro quasi interezza. L’avvocatura locale protesta con veemenza dinanzi a tale stato di cose e, auspicando l’intervento dei parlamentari reggini, finora troppo silenti, sollecita il recupero dei valori costituzionali - che sono stati fortemente lesi, soprattutto a seguito degli ultimi interventi legislativi - mentre fa sentire la propria voce attraverso lo strumento dell’astensioneavv. Alfonso Mazzuca
avv. Michele Miccoli
Scilla. Situazione viaria insostenibile
Scilla. La cittadina della Costa Viola, vive una situazione di particolare disaggio a causa degli eventi naturali dei mesi scorsi che hanno determinato frane e smottamenti e, di conseguenza, la chiusura al traffico delle principali vie di accesso veicolare cui è dotata la caratteristica località turistica. La grave situazione è stata analizzata dai membri di associazioni di categoria, politiche e socio-culturali: Associazione commercianti “Scilla Futura”, Laboratorio politico-culturale “Giuseppe Pirrotta”
, Associazione Chianalea. Così gli associati si sono rivolti direttamente al presidente della Provincia Giuseppe Morabito e per conoscenza al prefetto Francesco Musolino, al sindaco Gaetano Ciccone, alla Protezione Civile provinciale e all’Anas. Questo il testo integrale del documento. I cittadini di Scilla a seguito del silenzio e dell’abbandono in cui si sentono relegati, in conseguenza dei gravissimi danni subiti nel territorio comunale dopo le forti piogge dei mesi scorsi, denunciano:Il grave e persistente danno economico che le attività commerciali e l’intera collettività subiscono quotidianamente, da più di un mese, a causa dell’isolamento a cui Scilla ancora è soggetta, soprattutto per la chiusura dello svincolo A3 Sud-Nord (foto titolo) e della provinciale per Melia (foto 1); L’enorme disagio di molti lavoratori e turisti, obbligati a percorrere la Statale 18 nel tratto che va da Villa San Giovanni a Scilla, nonché la pericolosissima immissione autostradale verso Reggio (foto 2); L’apertura di alcune strade, senza la risoluzione dei problemi, a rischio e pericolo dei passanti (foto 3).
Invitano le autorità che presiedono gli Enti (Anas, Provincia Prociv, Comune)ad una maggiore visibilità e trasparenza, caratterizzata da una corretta informazione e da rapide iniziative, che possano portare in breve tempo alla soluzione dei problemi. Per tale motivo si richiede che sia riconosciuto per il comune di Scilla lo stato di emergenza in modo da avviare i lavori con somma urgenza.


sabato 28 marzo 2009
Incendio in una abitazione del rione Gallico
Brancaleone. Omicidio Criseo si indaga in tutte le direzioni
Brancaleone. Sarà l’autopsia a stabilire quanti colpi di revolver 380 hanno attinto mortalmente alla testa Luciano Criseo, il ristoratore di 55 anni ucciso stamani nei pressi della propria abitazione di via Nazionale. Dai primi
accertamenti, compiuti dai detective del Gruppo territoriale di Locri e della Compagnia carabinieri di Bianco, la vittima è stato affrontato dal sicario nel momento in cui si è posto alla guida della propria Toyota Yaris. Gli inquirenti, visto che non vi sono testimoni, sono impegnati a stabilire quante persone hanno partecipato all’agguato. I carabinieri, infatti, non escludono che insieme al killer vi fosse un’altra persona che avrebbe affiancato l’omicida nel momento in cui ha fatto fuoco a bruciapelo. Gli investigatori dell’Arma, al momento non escludono alcuna ipotesi circa il movente del delitto. Luciano Criseo, che era cognato di due collaboratori di giustizia, era il titolare di uno dei ristoranti più frequentati del basso jonio reggino, specializzato nelle pietanze tipiche a base di pesce. “Overland New”, concluse le indagini preliminari
Reggio Calabria. Concluse le indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta contro narcotrafficanti sfociata nell’operazione “Overland New”, condotta dagli investigatori della polizia di Stato del Commissariato di Siderno e della squadra mobile reggina e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. L’indagine, coinvolge cinquantasette persone indagate, a vario titolo, per detenzione di sostanza stupefacente del tipo cocaina, detenzione e porto illegale di armi, furto di armi e preziosi, estorsione. Nel maggio dello scorso anno, il Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Grazia Anna Maria Arena, su richiesta del sostituto procuratore antimafia Antonio De Bernardo, aveva applicato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di quarantotto persone. Dall’attività investigativa, coordinata dai dirigenti Luigi Silipo e Renato Cortese sarebbe stato accertato che il traffico di droga era gestito da elementi di primo piano della ‘ndrina dei Cataldo di Locri. L’organizzazione avrebbe venduto, offerto, ceduto, distribuito, commerciato, acquistato, trasportato, detenuto e importato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, hashish). Il traffico sarebbe avvenuto in ambito nazionale (Calabria, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte) e internazionale (Colombia, Cartagena, Repubblica Domenicana, Santo Domingo, Marocco). Alla Cadi il derby con la Peloro
Cadi Real Reggio 4
Sporting Peloro Messina 1
Cadi Real Reggio: Lo Gatto, Pratticò , Vadalà R., Oliveri, Bianco, Gregorace, Labate, Durante, Rappocciolo, Calafiore, Surace, Ferrara. all. Emo.
S. Peloro Messina: Battiato, Carlinhos, Carai, Randazzo, Cassiano, Consolo, Tiago, Avanci, Everton, Trombetta, Nastasi, Ceraolo. all. Randazzo.
marcatori: 5’ pt Oliveri, 9’ pt Durante, 14’ pt Calafiore, 15’ st Labate, 18’ st Everton.
arbitri: Franzone di Bernalda e Francese di Battipaglia.
note: spettatori 400 circa. Ammoniti Vadalà e Randazzo.
Reggio Calabria. Il derby dello Stretto, così come all’andata, va ad una Cadi virtualmente
qualificata ai play off. Infatti, quando mancano soltanto due giornate alla fine della fase regolare, i sei punti di vantaggio sul Deportivo Matera consentono agli amaranto una certa facilità di gestione nei rimanenti due match. Ora occorre un solo punticino per assicurarseli aritmeticamente, senza dimenticare che la lotta per il secondo posto continua e sarà battaglia sino alla fine con il Gragnano, ora di scena sabato prossimo a Messina. Finale di campionato palpitante, in pratica, meglio così.
Tornando alla gara di oggi al Botteghelle va raccontato di un Real Reggio ben bilanciato che ha cercato (e ottenuto) bottino pieno con il minor sforzo possibile. Mister Emo ha fatto girare quasi tutti i ragazzi a sua disposizione, concedendo un buon minutaggio anche a chi solitamente viene impiegato con il classico contagocce. Che dire del Messina? I giallorossi hanno varcato lo Stretto con il coltello fra i denti, ben consci della delicatezza della situazione di classifica e si sono resi pericolosi in parecchie occasioni, soltanto che si sono trovati di fronte un Lo Gatto anche oggi versione saracinesca. Cadi comunque che ha chiuso il primo tempo sul 3-0 a proprio favore e costante delle tre segnature è stata la bellezza dei gol. Il primo al 5’, con un grande assist di Durante (il migliore dei suoi, oggi) che ha trovato appostato sul secondo palo Oliveri. Per il capitano amaranto non c’è stata in pratica nessuna difficoltà nell’appoggiare la palla nel sacco. Raddoppio reggino al 9’ con ancora protagonista Aldo Durante con una sventola delle sue e la porta di Battiato si trasforma in quella del Subbuteo. 14’ e tris con il redivivo Lorenzo Calafiore che riceve da Pratticò e tocca di fino in rete. Con le squadre negli spogliatoi si pronostica una ripresa ancora di marca amaranto in quanto a segnature ed invece il Messina si dimostra tignoso riuscendo a non subire più dietro e cercando nel contempo con i vari Carlinhos ed Everton di bucare la porta di Lo Gatto. I minuti passano veloci e nessuna delle due squadre perviene in questa fase alla segnatura, fino a quando il giovane Labate trova il varco giusto per trafiggere il portiere ospite con i messinesi che protestano perché Everton è a terra da tutt’altra parte del campo. Gara che in pratica si chiude qui, ma da registrare c’è il tiro libero calciato da Bianco sul palo (17’) e il gol della bandiera dello Sporting firmato al 18’ da Everton su assist di Cassiano. Fine dei giochi e sotto con la trasferta di Acerra per gli amaranto che fra sette giorni potrebbero festeggiare l’ingresso con una giornata di anticipo nei play off promozione.
Antonio Virduci
Cadi Real Reggio: Lo Gatto, Pratticò , Vadalà R., Oliveri, Bianco, Gregorace, Labate, Durante, Rappocciolo, Calafiore, Surace, Ferrara. all. Emo.
S. Peloro Messina: Battiato, Carlinhos, Carai, Randazzo, Cassiano, Consolo, Tiago, Avanci, Everton, Trombetta, Nastasi, Ceraolo. all. Randazzo.
marcatori: 5’ pt Oliveri, 9’ pt Durante, 14’ pt Calafiore, 15’ st Labate, 18’ st Everton.
arbitri: Franzone di Bernalda e Francese di Battipaglia.
note: spettatori 400 circa. Ammoniti Vadalà e Randazzo.
Reggio Calabria. Il derby dello Stretto, così come all’andata, va ad una Cadi virtualmente
Tornando alla gara di oggi al Botteghelle va raccontato di un Real Reggio ben bilanciato che ha cercato (e ottenuto) bottino pieno con il minor sforzo possibile. Mister Emo ha fatto girare quasi tutti i ragazzi a sua disposizione, concedendo un buon minutaggio anche a chi solitamente viene impiegato con il classico contagocce. Che dire del Messina? I giallorossi hanno varcato lo Stretto con il coltello fra i denti, ben consci della delicatezza della situazione di classifica e si sono resi pericolosi in parecchie occasioni, soltanto che si sono trovati di fronte un Lo Gatto anche oggi versione saracinesca. Cadi comunque che ha chiuso il primo tempo sul 3-0 a proprio favore e costante delle tre segnature è stata la bellezza dei gol. Il primo al 5’, con un grande assist di Durante (il migliore dei suoi, oggi) che ha trovato appostato sul secondo palo Oliveri. Per il capitano amaranto non c’è stata in pratica nessuna difficoltà nell’appoggiare la palla nel sacco. Raddoppio reggino al 9’ con ancora protagonista Aldo Durante con una sventola delle sue e la porta di Battiato si trasforma in quella del Subbuteo. 14’ e tris con il redivivo Lorenzo Calafiore che riceve da Pratticò e tocca di fino in rete. Con le squadre negli spogliatoi si pronostica una ripresa ancora di marca amaranto in quanto a segnature ed invece il Messina si dimostra tignoso riuscendo a non subire più dietro e cercando nel contempo con i vari Carlinhos ed Everton di bucare la porta di Lo Gatto. I minuti passano veloci e nessuna delle due squadre perviene in questa fase alla segnatura, fino a quando il giovane Labate trova il varco giusto per trafiggere il portiere ospite con i messinesi che protestano perché Everton è a terra da tutt’altra parte del campo. Gara che in pratica si chiude qui, ma da registrare c’è il tiro libero calciato da Bianco sul palo (17’) e il gol della bandiera dello Sporting firmato al 18’ da Everton su assist di Cassiano. Fine dei giochi e sotto con la trasferta di Acerra per gli amaranto che fra sette giorni potrebbero festeggiare l’ingresso con una giornata di anticipo nei play off promozione.
Antonio Virduci
Ufficio Stampa Asd Cadi Antincendi C\5
Brancaleone. Ristoratore ucciso davanti casa
Brancaleone. Luciano Criseo, 55 anni, ristoratore è stato ucciso nel corso di un agguato portato a termine nella cittadina jonica reggina intorno alle
ore otto. Criseo è stato sorpreso dal killer mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura parcheggiata a pochi metri dalla propria abitazione dove è ubicato anche il ristorante "Da Luciano" che gestiva. Almeno tre i colpi di pistola che hanno raggiunto il ristoratore, esplosi da distanza ravvicinata. Luciano Criseo, che gestiva un ristorante del paese, aveva precedenti penali. Sul posto dell’agguato sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Bianco, diretta dal capitano Andrea Caputo. Le indagini sono coordinate dal comandante del Gruppo territoriale di Locri, tenente colonnello Francesco Iacono (nella foto).
ore otto. Criseo è stato sorpreso dal killer mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura parcheggiata a pochi metri dalla propria abitazione dove è ubicato anche il ristorante "Da Luciano" che gestiva. Almeno tre i colpi di pistola che hanno raggiunto il ristoratore, esplosi da distanza ravvicinata. Luciano Criseo, che gestiva un ristorante del paese, aveva precedenti penali. Sul posto dell’agguato sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Bianco, diretta dal capitano Andrea Caputo. Le indagini sono coordinate dal comandante del Gruppo territoriale di Locri, tenente colonnello Francesco Iacono (nella foto). venerdì 27 marzo 2009
Federalismo. Calderoli: «Reggio Calabria non sarà città metropolitana»
Treviso. Per il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, bastano 3 o 4 grandi città metropolitane; non sarà tale Reggio Calabria. Calderoli lo ha affermato a margine di un convegno a Treviso. «Il Governo non ha espresso un parere favorevole nei confronti di Reggio Calabria come città metropolitana. Anzi - ha precisato - io esprimo una perplessità rispetto ad un Sud che ha ancora i propri parlamentari che si muovono e chiedono determinate realtà come le aree metropolitane e un Nord che non ha chiesto assolutamente niente. E non si può dire di si o no a qualcosa che non è stato chiesto. Non l'hanno chiesto nè Trieste, nè Verona, nè tante altre realtà». Calderoli ha aggiunto di non credere personalmente «in quell'elenco infinito di città metropolitane che si è andato a costituire da quando si è ragionato di città metropolitane. Le vere città metropolitane sono 3 al massimo in tutto il paese. E credo che queste si realizzeranno. Tutte le altre purtroppo hanno solo danneggiato le vere città metropolitane». (ASCA)Regione. Progetto formativo con le Fiamme Gialle
Catanzaro. Per garantire una migliore attuazione delle attività di controllo sulle operazioni cofinanziate dai fondi strutturali, la Regione Calabria ed il Comando regionale della Guardia di Finanza si apprestano a realizzare il primo progetto finanziato con il Fondo sociale europeo per l'allestimento dei centri di formazione della Guardia di Finanza nelle cinque sedi provinciali, che si interfacceranno con quella del comando regionale. A tal proposito, lunedì prossimo, 30 marzo, alle ore 9.30, il presidente della Giunta regionale Agazio Loiero presenzierà, a palazzo ''Alemanni'' di Catanzaro, alla firma del progetto formativo tra la Dirigente generale del Dipartimento “Lavoro e Formazione” Marinella Marino ed il Comando regionale della Guardia di Finanza, rappresentato dal generale di brigata Gaetano Giancane (nella foto). “Tale progetto - informa una nota dell'Ufficio Stampa della Giunta - rientra tra le iniziative previste dal protocollo d’intesa siglato dal presidente della Giunta ed il Comando regionale della Guardia di Finanza il venticinque giugno scorso per il coordinamento dei controlli e lo scambio di informazioni sui finanziamenti dei fondi strutturali 2006-2013. Un’analoga iniziativa è stata già promossa con il contributo del Fesr. (ASCA)Bova Marina. Pensionato arrestato per detenzione abusiva di arma e munizioni
Bova Marina. Questo pomeriggio, in contrada Agrillei, il personale del Commissariato di Condofuri ha tratto in arresto Leone Scordo, 76 anni, del luogo, per detenzione abusiva di arma clandestina e munizionamento. Nel corso di perquisizione compiuta in una casa rurale, gli uomini del vicequestore aggiunto Giuseppe Pizzonia, hanno infatti trovato, all’interno del vano portaoggetti di una pala meccanica parcheggiata nelle immediate vicinanze del manufatto, una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e 41 cartucce dello stesso calibro. A questo punto, il pensionato avrebbe ammesso che arma e munizioni erano di sua proprietà. Leone Scordo, già diffidato di pubblica sicurezza, nel marzo 2004 era stato tratto in arresto perché ritenuto responsabile di avere favorito la latitanza di Giuseppe Morabito ù Tiradrittu, al quale aveva fornito supporto logistico durante il lungo periodo di latitanza.HinterReggio vuole chiudere la paratica salvezza
Reggio Calabria. Avversario ostico quello che domenica prossima farà visita ai biancazzurri di mister Iannì allo stadio comunale “Campoli” del rione Bocale con inizio alle ore 15. L’Acicatena, infatti, è formazione che veleggia nei quartieri alti della classifica. I reggini sono quindi chiamati ad un impegno severo. Da Zampaglione e compagni si attende una prova di carattere che calcelli in un solo colpo le ultime prestazioni negative. La zona play out adesso è molto vicina ed allontanarsi significa l’immediato ritorno al successo pieno. Il presidente Francesco Pellicanò e il vice Nino Cuzzocrea, consapevoli che per superare lo scoglio siciliano è necessaria la massima concertazione, hanno deciso di portare la squadra in ritiro a Gallico. La gara sarà diretta da una terna pugliese: arbitro Salvatore Lemma di Barletta; assistenti Giuseppe Mercurio di Taranto e Domenico Guadalupi di Brindisi. CALCIO C5. Domani il Derby dello Stretto
Reggio Calabria. L’appuntamento è al Botteghelle, sempre a partire dalle ore 15. In scena il derby dello Stretto. Da una parte gli amaranto della Cadi reduci dal sofferto pari di Mazara che lascia intatte le possibilità di giungere secondi nella classifica finale che in soldoni significa affrontare nei playoff una pari categoria e non una formazione di A2, così come accadrà alla squadra terza classificata, dall’altra un Messina che non naviga certo in buone acque anche se le ultime giornate hanno evidenziato un certo progresso degli uomini guidati da coach Randazzo.Insomma, si annuncia una gara palpitante e ricca di spettacolo, sperando che dagli altri campi alla fine del match giungano risultati favorevoli per l’una e per l’altra parte. La Cadi, che non potrà contare per l’occasione su Donato Marcianò espulso a Mazara e pertanto incorso nella conseguente squalifica del giudice sportivo per una giornata, si è allenata anche ieri pomeriggio al Botteghelle. Il gruppo ha lavorato sodo per tutta la settimana e l’ambiente è bello e carico. Da registrare il rientro di Lorenzo Calafiore, elemento che per le sue caratteristiche risulta assolutamente indispensabile in occasioni come questa. Per il resto, confermata la formazione della settimana precedente e composta cioè dai seguenti uomini: Lo Gatto, Pratticò, Vadalà R., Oliveri, Bianco, Gregorace, Labate, Durante, Rappocciolo, Calafiore, Surace, Ferrara.
Nel Messina, invece, si segnala l’assenza per squalifica dell’ex Reggio C\5 Giordano. Attenzione ai sudamericani della squadra giallorossa, a partire da Carlinhos.
SETTORE GIOVANILE. Il 15-0 rifilato all’Ennese dall’l’under 21 di coach Alfarano la scorsa settimana non lascia adito a dubbi. I 32esimi di finale sono a più di un passo per i giovani virgulti amaranto. Certo, si prospetta l’Augusta come prossimo avversario ma un passo alla volta, è questo l’incipit della dirigenza reggina. Capitolo Juniores: la scorsa settimana si è disputata la prima giornata del triangolare in cui è stata inserita la formazione allenata dal duo Siviglia-Rositani. Ha vinto il Sangiovannello e quindi la prima squadra ad affrontare gli amaranto (martedì al Botteghelle ore 15) sarà l’Enotria. A chiudere giorno 31 il derby Sangiovannello-Cadi.
Antonio Virduci
Auto in fiamme al rione Gallico
Un’autovettura è stata completamente distrutta dalle fiamme la scorsa notte al rione Gallico. L’auto, un’Audi A3 è risultata di proprietà di A. P., 63 anni, imprenditore edile e in uso esclusivo al figlio D. P., 29 anni, entrambi di Santa Cristina d’Aspromonte. Al momento dell’incendio, l’auto era parcheggiata in via Pensabene, nei pressi di un ufficio reggino della d’impresa edile. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e polizia. Non è stata accertata la natura dell’incendio.
Pazzano. Un arresto dei carabinieri per stalking
Pazzano. E’ stato sorpreso mentre molestava con violenza l’ex moglie, così Luca Cosimo Spagnolo (nella foto), 35 anni, di Bivongi, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Stilo, perché ritenuto responsabile di stalking. La coppia si era separata legalmente più di un anno quando l’uomo si è trasferito a Roma, abbandonando la moglie e i suoi tre figli minori per intraprendere una nuova relazione con una giovane ragazza. Dopo un pò di tempo, però, Spagnolo è tornato sui suoi passi e ha tentato di riconciliarsi con la moglie che, ferita nell’orgoglio e mortificata nell’animo, ha respinto ogni proposta dell’ex marito.
Nonostante la determinazione della donna, Luca Cosimo Spagnolo ha provato comunque a far desistere la giovane moglie dall’intenzione di separarsi. Dapprima ha cercato di riconquistarla in modo garbato e gentile, poi, con il passare del tempo, le sue attenzioni sarebbero diventate sempre più insistenti, fino al punto di diventare oppressive e addirittura morbose. La donna, nel corso del 2008, ha trovato il coraggio di denunciare il proprio marito per maltrattamenti in famiglia perché, anche in presenza dei figli minori, più volte l’avrebbe percorsa e minacciata. Inoltre la giovane donna avrebbe riferito anche su minacce e molestie telefoniche che, per mesi interi, l’uomo avrebbe praticato sull’utenza contattata con la scusa di parlare con i propri figli. Spagnolo, inoltre, negli ultimi tempi ha mostrato anche una violenta gelosia: accusava la donna di intrattenere diverse relazioni sentimentali e di essere divenuta la causa della fine della loro storia. L’epilogo dell’intera vicenda si è avuta nella tarda serata di ieri, quando per l’ennesima volta, Spagnolo, col pretesto di vedere i propri figli, si è recato a Pazzano, presso l’abitazione della moglie. Qui, prima l’ha offesa verbalmente, poi dalle parole è passato ai fatti percuotendola e procurandogli lesioni sul corpo giudicati guaribili in 5 giorni. Nel mentre accadevano i fatti la donna è riuscita a chiamare i carabinieri di Stilo che prontamente sono intervenuti sul posto: la donna è stata soccorsa e, immediatamente, è scattata la caccia all’uomo. Così, diverse pattuglie cercano Spagnolo: prima presso il suo domicilio, poi per le vie di Stilo e di Pazzano ed alla fine, in forte stato d’ira, lo rintracciano sulla provinciale alle porte della cittadina pazzanese. L’uomo, bloccato e immediatamente perquisito, è stato trovato in possesso di un coltello del genere proibiti, dalla lama di 10 centimetri. Le investigazioni svolte sono state immediatamente prodotte alla dottoressa Sgueglia, magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Locri, che concordando con l’operato dei militari operanti, ha disposto la traduzione di Luca Cosimo Spagnolo presso il carcere di Locri. giovedì 26 marzo 2009
Martino (Pd): «Soddisfazione per Reggio, città metropolitana»
Per Reggio è cominciata un’altra storia. Il voto della Camera dei Deputati, che ha sancito la costituzione della Città metropolitana, è di quelli che possono indiscutibilmente cambiare il futuro di Reggio. Adesso che manca solo il passaggio al Senato del disegno di legge sul federalismo fiscale per definire il riconoscimento legislativo di Reggio fra le aree metropolitane della Penisola, possiamo affermare di essere sulla soglia di una nuova fase per la nostra città, in cui l’intesa bipartisan ha dimostrato che uniti, e senza veti strumentali, si può tutto e meglio. E’ una vittoria della città, ma non va dimenticato chi ha dettato l’agenda politica affinché l’obiettivo di Reggio, città metropolitana venisse conseguito. Primo fra tutti, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, on. Giuseppe Bova, che si è sempre fattivamente adoperato per realizzare questo grande progetto, credendoci prima di tanti altri nella nostra regione e nella nostra città. E, poi, la sinergia vincente fra il nuovo gruppo dirigente del PD della provincia di Reggio, eletto solo un paio di mesi fa, con in testa il suo segretario Peppe Strangio ed i referenti del partito a Montecitorio: in particolare l’on. Maria Grazia Laganà, prima firmataria dell’emendamento che rappresenta la svolta decisiva anche verso l’istituzione dell’Area dello Stretto. L’augurio ora è che l’iter di approvazione del disegno di legge prosegua speditamente anche al Senato. Il Pd resterà indubbiamente con gli occhi aperti per assicurarsi che Reggio ottenga finalmente il passaporto per aspirare a divenire una delle capitali del Mediterraneo.dr Demetrio Martino
consigliere comunale Pd
Scilla. Ag: «Riaprire lo svincolo A3»
Scilla. Non nutrivamo dubbi che i nostri amministratori, strettamente legati alla poltrona, fossero disavvezzi agli spostamenti. La limitata mobilità stradale non è quindi, per loro, un problema. Certo è che se di mezzo ci fosse stato un pugno di euro, li avremmo visti lì, in prima fila, con berretto e badile, a spalare roba ben più sgradevole di fango e roccia. Non sorprendetevi più, cittadini scillesi, se per “un pugno di terra” il paese è costretto al parziale isolamento da settimane. Risparmiate quindi le legittime richieste di informazioni ai vari enti pubblici territoriali ed ex carrozzoni di Stato: «chiedete alla provincia» dice l’Anas. «Chiamate l’Anas» è la risposta della provincia. E il comune? Confessiamo che non riusciamo a capire perché l’amministrazione comunale tace circa la riapertura dello svincolo A3 in direzione Reggio - Scilla, nel totale disinteresse, per non dire disprezzo, verso popolazione, pendolari e operatori del settore turistico; quest’ultimi non ben rappresentati dalla neo-associazione di imprenditori, la quale è poco più che un ridicolo palcoscenico per i suoi ideatori. Forse l’amministrazione è troppo impegnata a partorire enti, organismi e cooperative per dare posti e stipendi a politicanti e annesse famiglie, e mantenerli a spese di tutti i contribuenti. Forse le belle parole - se non altro quelle di conforto- si sono esaurite in mostre, degustazioni e mondane manifestazioni al castello Ruffo. Forse fa semplicemente affidamento sulla pazienza(o rassegnazione) degli scillesi. Fatto sta che, una volta di più, il comune non si esprime su una questione di vitale importanza, né sembra quindi voler limitare l’ingente danno economico causato alla comunità dalla chiusura dell’uscita autostradale. Avremmo gradito almeno un «Chiedete all’Anas o alla provincia». Certamente, sta volta non è solo opera dell’amministrazione. Ma la fabbrica dei problemi scillesi è sempre la stessa: democristiana, socialista, comunista, compagna e compagnottista… Questa è lo stato di cose con cui noi scillesi (e calabresi) dobbiamo fare i conti. La realtà di chi ha fatto d’immobilismo e inefficienza una consuetudine. Su queste basi non si può costruire nulla, figuriamoci togliere un pugno di terra.Alberto Ribuffo
presidente Azione Giovani Scilla
Gioia Tauro. Quattro persone arrestate dalla Dia
Gioia Tauro. Quattro persone sono state tratte in arresto dal personale del Centro Operativo Dia di Reggio Calabria, in collaborazione i colleghi di Roma e dei militari della locale Compagnia Carabinieri. Gli arrestati sono: Marcello Fondacaro, 50 anni; Giuseppe Alberto Fondacaro, 49 anni; Massimo Fondacaro, 44 anni; Filippo Sorace, 70 anni. Le quattro persone finite in manette sono ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti relativi a fittizie attribuzioni della titolarità di imprese e società, allo scopo di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali ed accaparrarsi i proventi derivanti dalle convenzioni stipulate dalle società con strutture pubbliche appartenenti al Servizio sanitario nazionale. Marcello Fondacaro risulta inserito, quale imputato per associazione mafiosa ed altro, nel procedimento penale nato dall’operazione “Tempo”, in conseguenza del quale il Gip di Reggio Calabria ha emesso nei suoi confronti, nel febbraio del 1998, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In quella occasione, il provvedimento cautelare venne eseguito soltanto a distanza di oltre due mesi, poichè Marcello Fondacaro si era reso latitante. Tale procedimento si è concluso con la condanna definitiva di Fondacaro alla pena di sette anni di reclusione, inflittagli in quanto ritenuto responsabile di associazione mafiosa (partecipazione alle attività della famiglia Molè di Gioia Tauro) e violazioni della normativa sulle armi. Lo stesso Fondacaro, inoltre, nel giugno del 2000 fu sottoposto dal Tribunale di Reggio Calabria alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale per la durata di due anni. La presente indagine trae origine da altre investigazioni condotte, tra il 2005 ed il 2006, dalla Dia reggina. Nel corso di tali attività, infatti, sono emersi contatti tra le persone allora monitorate e Marcello Fondacaro. Tale circostanza è apparsa immediatamente meritevole di approfondimento, considerando che anche il Fondacaro aveva precedenti di polizia tali suggerirne una caratterizzazione criminale. L’attività ha riguardato una fittizia intestazione di beni, nella fattispecie case di riposo per anziani e case protette ubicate in Calabria e nel Lazio, ed ha visto nel Fondacaro il soggetto attivo principale. In particolare, dalle indagini svolte sono emersi gravi e convergenti indizi di reato a carico del medesimo, il quale aveva attribuito fittiziamente ad altri la titolarità di alcune società di fatto nella sua piena e totale disponibilità. Il sostituto procuratore di Palmi, concordando con le conclusioni cui sono giunti gli investigatori, ha inoltrato al Gip la richiesta di emissione di misura cautelare nei confronti degli indagati. Il Gip presso il Tribunale di Palmi, accogliendo la richiesta ha disposto nei confronti di Marcello Fondacaro, allo stato detenuto, la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri arrestati la misura cautelare degli arresti domiciliari.
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