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lunedì 22 giugno 2009

'Ndrangheta. Sequestrati beni ad Antonino Caridi

Reggio Calabria. Beni per un valore complessivo di circa due milioni di euro sono stati sequestrati ad Antonino Caridi, 49 anni, in atto detenuto, e genero del defunto boss Domenico Libri. Il presidente del Tribunale – sezione Misure di Prevenzione, Salvatore Laganà, accogliendo integralmente la proposta inoltrata dalla Divisione polizia anticrimine della Questura, diretta dal primo dirigente Benedetto Sanna (nella foto), ha disposto il sequestro di numerosi beni mobili ed immobili nella disponibilità di Caridi, ritenuto egli stesso elemento di vertice della cosca mafiosa “Libri”, arrestato nel luglio del 2007 nell’ambito dell’operazione “Testamento”, in quanto indagato per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso ed altro. Le minuziose e precise indagini di natura patrimoniale, curate da personale dell’Ufficio Misure di Prevenzione, diretto dal commissario capo Mario Lucisano e coordinate con sagacia dal dottor Sanna, hanno permesso di ricondurre ad Antonino Caridi varie ditte e società che, benché fittiziamente intestate ad altri, erano esse stesse frutto del capitale illecito della ‘ndrina. In esecuzione del decreto sono stati sequestrati i seguenti beni:
1) Società Iter srl, con sede in Reggio Calabria via Del Gelsomino, avente ad oggetto il commercio di abbigliamento ed accessori;
2) Impresa individuale “Galatea” di Ivana Quattrone, con sede in via Del Gelsomino, avente ad oggetto servizi per istituti di bellezza;
3) “Centro Ceramica sas”, con sede in via De Nava, avente ad oggetto il commercio di pavimenti, sanitari ed arredi per bagni;
4) Impresa individuale “Libri Rosa” avente ad oggetto la rappresentanza di ceramiche e rivestimenti;
5) Appezzamento di terreno e manufatto in muratura “tipo capannone” adibito a deposito merci, intestati alla società “Centro Ceramica sas”, dalla superficie complessiva di oltre 2.000 mq, siti in contrada Lagani.

Continua l’incisiva e capillare l’azione di aggressione ai patrimoni delle cosche reggine provento di attività criminose, della Questura reggina secondo le direttive del questore Carmelo Casabona.

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