Locri. Le Fiamme Gialle della locale Compagnia, sotto la direzione del Comando provinciale di Reggio Calabria, hanno passato al setaccio i conti e le disposizioni amministrative dell’Azienda sanitaria 9, rilevando che numerosi addetti di guardia medica venivano arbitrariamente trasferiti in sedi “più comode” contro ogni previsione normativa acquisendo un trattamento economico “ad hoc”. In particolare, dagli accertamenti esperiti dai finanzieri, su delega del procuratore regionale della Corte dei conti, Caterina Astrali, sono emerse gravissime irregolarità commesse dal 1996 al 2004 dai dirigenti preposti, che, favorendo alcuni medici convenzionati in guardia medica, adottavano provvedimenti senza logica dispositiva, violando, con raggiri elusivi, la normativa vigente. Tale normativa, come è stato accertato, prevede l’utilizzazione di personale medico di guardia medica a seguito di concertazione aziendale, utilizzando regolari graduatorie e valutando titoli e specializzazioni conseguite. Al contrario, i dirigenti responsabili, disponevano, senza apparente logica, i trasferimenti dalle postazioni di guardia medica originarie, a sedi più “confortevoli”, in quanto meglio dislocate e che consentivano l’accesso ad una maggiore retribuzione. Molti di questi trasferimenti disposti, avevano inizialmente carattere temporaneo, ma successivamente, perdevano tale caratteristica rimanendo, i medici, nelle sedi di trasferimento, senza che altri dirigenti adottassero e/o rivedessero la collocazione. Le disposizioni di trasferimento, che hanno interessato ben 80 medici, dal 1996 al 2004 erano divenute prassi consolidata e il danno economico cagionato al Servizio sanitario nazionale è stato accresciuto dal fatto che i medici diversamente impiegati sono stati sostituiti nelle postazioni rimaste vacanti, da ulteriore personale al fine di dare continuità al servizio pubblico. Tale situazione è stata perpetrata nel tempo grazie alla compiacenza dei dirigenti responsabili, nonostante alcuni medici si fossero accorti per tempo (è stato presentato un esposto sin dalle prime disposizioni arbitrarie), i quali anziché sanare la situazione, omettevano qualsiasi tipologia di intervento o adottavano provvedimenti che raggiravano la normativa. Tale quadro di illegalità si è concretizzato in un contesto di assoluta omertà, indifferenza e disinteresse da parte di alcuni dei funzionari e dipendenti dell’azienda preposti sia per le numerose e reiterate omissioni sui provvedimenti da adottare, sia per i mancati interventi in merito alla ricollocazione nelle sedi originarie dei sanitari utilizzati. La vicenda, sulla quale, peraltro, si è registrata ampia collaborazione da parte della precedente gestione commissariale, ha prodotto nell’arco temporale che va dal 1996 al 2004, un danno erariale di oltre 10 milioni di euro al servizio sanitario nazionale, comportando il deferimento alla Corte dei conti di Catanzaro di 17 soggetti responsabili. Informazioni personali
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sabato 27 giugno 2009
Asl 9: Ennesimo sperpero da oltre 10 milioni di euro
Locri. Le Fiamme Gialle della locale Compagnia, sotto la direzione del Comando provinciale di Reggio Calabria, hanno passato al setaccio i conti e le disposizioni amministrative dell’Azienda sanitaria 9, rilevando che numerosi addetti di guardia medica venivano arbitrariamente trasferiti in sedi “più comode” contro ogni previsione normativa acquisendo un trattamento economico “ad hoc”. In particolare, dagli accertamenti esperiti dai finanzieri, su delega del procuratore regionale della Corte dei conti, Caterina Astrali, sono emerse gravissime irregolarità commesse dal 1996 al 2004 dai dirigenti preposti, che, favorendo alcuni medici convenzionati in guardia medica, adottavano provvedimenti senza logica dispositiva, violando, con raggiri elusivi, la normativa vigente. Tale normativa, come è stato accertato, prevede l’utilizzazione di personale medico di guardia medica a seguito di concertazione aziendale, utilizzando regolari graduatorie e valutando titoli e specializzazioni conseguite. Al contrario, i dirigenti responsabili, disponevano, senza apparente logica, i trasferimenti dalle postazioni di guardia medica originarie, a sedi più “confortevoli”, in quanto meglio dislocate e che consentivano l’accesso ad una maggiore retribuzione. Molti di questi trasferimenti disposti, avevano inizialmente carattere temporaneo, ma successivamente, perdevano tale caratteristica rimanendo, i medici, nelle sedi di trasferimento, senza che altri dirigenti adottassero e/o rivedessero la collocazione. Le disposizioni di trasferimento, che hanno interessato ben 80 medici, dal 1996 al 2004 erano divenute prassi consolidata e il danno economico cagionato al Servizio sanitario nazionale è stato accresciuto dal fatto che i medici diversamente impiegati sono stati sostituiti nelle postazioni rimaste vacanti, da ulteriore personale al fine di dare continuità al servizio pubblico. Tale situazione è stata perpetrata nel tempo grazie alla compiacenza dei dirigenti responsabili, nonostante alcuni medici si fossero accorti per tempo (è stato presentato un esposto sin dalle prime disposizioni arbitrarie), i quali anziché sanare la situazione, omettevano qualsiasi tipologia di intervento o adottavano provvedimenti che raggiravano la normativa. Tale quadro di illegalità si è concretizzato in un contesto di assoluta omertà, indifferenza e disinteresse da parte di alcuni dei funzionari e dipendenti dell’azienda preposti sia per le numerose e reiterate omissioni sui provvedimenti da adottare, sia per i mancati interventi in merito alla ricollocazione nelle sedi originarie dei sanitari utilizzati. La vicenda, sulla quale, peraltro, si è registrata ampia collaborazione da parte della precedente gestione commissariale, ha prodotto nell’arco temporale che va dal 1996 al 2004, un danno erariale di oltre 10 milioni di euro al servizio sanitario nazionale, comportando il deferimento alla Corte dei conti di Catanzaro di 17 soggetti responsabili.
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