Reggio Calabria. Il pericolo era che l’importante opportunità data al consiglio comunale lo scorso 4 maggio si trasformasse in un affastellamento confuso di dichiarazioni formali, con l’aggiunta dei soliti elementi di spettacolare ed improduttiva tensione dialettica. Purtroppo così è avvenuto. L’assemblea cittadina ha, nuovamente, mancato il vero obiettivo: quello di un confronto serio e senza ipocrisie su una tematica che più di altre incide sulla dignità delle persone che operano da decenni alle dipendenze dell’ente. In questa occasione, l’inutile bagarre è scaturita da dichiarazioni ed atteggiamenti del sindaco che, troppo spesso, al pacato e ragionevole confronto preferisce provocatori ed infantili
comportamenti infarciti da inquietanti allusioni che, a turno, hanno come obiettivo i consiglieri di centrosinistra, dimostrando in questo modo di non essere all’altezza dello scranno che attualmente ricopre. Così la discussione sulle ripetute intimidazioni ai danni della burocrazia comunale è stata rinviata nella trattazione dalle ore 10.30 alle 21: un orario non assolutamente consono, che ha ostacolato la presenza dei cittadini e dei mass media, offendendo i dipendenti dell’ente. Questi ultimi hanno avuto modo di sperimentare il basso grado di considerazione in cui sono tenuti da Scopelliti, dispensatore di pagelle nelle quali la piena sufficienza è raggiunta solo da dirigenti e funzionari di sua nomina e fiducia. Eppure quelle stesse persone, oggi bocciate, sono state l’esclusiva “farina” con la quale Italo Falcomatà ha realizzato dell’”ottimo pane”, rendendole co-protagoniste della primavera reggina. Le buone professionalità di un tempo sono state sostituite da professionisti di nomina del primo cittadino, il quale non ha compreso che chi ha responsabilità gestionali deve potere svolgere il proprio lavoro senza avere sul collo la spada di Damocle del licenziamento, ma la sola obbedienza ai dettami normativi. Il disinteresse nei confronti dei dipendenti comunali si è manifestato anche attraverso la mancata applicazione del contratto integrativo 2007, coi relativi benefici economici. A ciò si aggiunge la conseguente impossibilità di sottoscrivere il contratto 2008 e l’avvio delle trattative al contratto integrativo 2009. L’offensiva irresponsabilità dei vertici dell’ente ha portato i lavoratori del nostro Comune a forme di protesta che si sono concretizzate nello stato di agitazione, nel sit-in dello scorso 27 aprile ed in un successivo appello al prefetto Musolino. Anche i lavoratori Lsu-Lpu hanno sperimentato sulla propria pelle gli atteggiamenti sprezzanti ed irresponsabili dell’esecutivo cittadino. Infatti, sono ben 115 i lavoratori che, seppur alle dipendenze dell’ente da quasi un ventennio, non risultano stabilizzati. Come noto, il sindaco non ha inteso partecipare al bando regionale che ne avrebbe consentito la stabilizzazione e la promessa di una soluzione alternativa, con scadenza 28 febbraio, è trascorsa da tre mesi. Di tutto ciò si sarebbe dovuto parlare nell’ultima seduta del Consiglio: di quelle che non sono altro che forme di violenza nei confronti dei lavoratori. Il sindaco dovrebbe smettere di percorrere la strada della delegittimazione del personale dipendente, anche in vista degli impegni relativa alla costituzione dell’Area metropolitana. Nell’attuazione di tale progetto sarà necessaria la mobilitazione di tutte le risorse cittadine. La struttura burocratica di Palazzo san Giorgio sarà fra i cardini dell’operazione, per cui le professionalità esistenti vanno riconosciute in tempo per meriti e ruoli.dr Demetrio Martino
consigliere comunale Pd

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