Reggio Calabria. Presso il Comando della Polizia Provinciale, in una riunione operativa, è stata programmata l’attività di coordinamento tra la Polizia Provinciale dire
tta dal dottor Domenico Crupi (nella foto) e le Associazioni venatorie e ambientaliste per la prevenzione e repressione del bracconaggio all’Adorno, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni Fidc, Enpa, Anpana, Rangers International, Arcicaccia, Enalcaccia, Italcaccia, Cst Calabria, Lida. Le aree interessate ai controlli sono quelle comprese tra i territori dei Comuni di Motta San Giovanni e Palmi a partire dalle località costiere sino all’entroterra dove le concentrazioni migratorie sono condizionate dalla direzione e dall’intensità del vento. I metodi principali dell’attività di bracconaggio sono quelli dello sparo dalle abitazioni sia in centri urbani sia in aree rurali e quelli dell’uso di fucili con matricola abrasa nascosti in tubi interrati ai limiti delle aree boscose soggette ad attraversamento dei rapaci in migrazione. La Polizia Provinciale effettuerà, anche attraverso l’utilizzo di macchine “civetta” servizio antibracconaggio di prevenzione e/o repressione con pattuglie dislocate sul territorio interessato con il validissimo ausilio delle Guardie venatorie volontarie delle 13 Associazioni venatorie e/o Ambientaliste presenti sul territorio che contano di 461 unità munite di Decreto rilasciato dal Presidente della Provincia. Nell’ambito della riunione operativa sono state censite le zone dove è ancora fortemente radicata l’attività di bracconaggio.
tta dal dottor Domenico Crupi (nella foto) e le Associazioni venatorie e ambientaliste per la prevenzione e repressione del bracconaggio all’Adorno, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni Fidc, Enpa, Anpana, Rangers International, Arcicaccia, Enalcaccia, Italcaccia, Cst Calabria, Lida. Le aree interessate ai controlli sono quelle comprese tra i territori dei Comuni di Motta San Giovanni e Palmi a partire dalle località costiere sino all’entroterra dove le concentrazioni migratorie sono condizionate dalla direzione e dall’intensità del vento. I metodi principali dell’attività di bracconaggio sono quelli dello sparo dalle abitazioni sia in centri urbani sia in aree rurali e quelli dell’uso di fucili con matricola abrasa nascosti in tubi interrati ai limiti delle aree boscose soggette ad attraversamento dei rapaci in migrazione. La Polizia Provinciale effettuerà, anche attraverso l’utilizzo di macchine “civetta” servizio antibracconaggio di prevenzione e/o repressione con pattuglie dislocate sul territorio interessato con il validissimo ausilio delle Guardie venatorie volontarie delle 13 Associazioni venatorie e/o Ambientaliste presenti sul territorio che contano di 461 unità munite di Decreto rilasciato dal Presidente della Provincia. Nell’ambito della riunione operativa sono state censite le zone dove è ancora fortemente radicata l’attività di bracconaggio.

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