Un gruppo di utenti e viaggiatori abituali della tratta ferroviaria Paola - Reggio Calabria / Cosenza - Reggio Calabria, hanno inviato una missiva di protesta – reclamo collettivo, in cui si denunziano i continui gravi disagi derivanti dal servizio offerto da Trenitalia. Destinatari del documento: le Ferrovie dello Stato spa Roma, la Direzione Regionale Trenitalia di Reggio Calabria, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, l’assessore regionale ai Trasporti, Demetrio Naccari Carlizzi e, per conoscenza, il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, Legambiente e altre associazioni nazionali. Questo il testo integrale.Chi utilizza quotidianamente il treno, in particolare i pendolari, per raggiungere, luoghi di lavoro, scuola od altro, come ha commentato il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, "andrebbe trattato con i guanti bianchi e considerata persona benemerita di questo Paese. Il trasporto ferroviario, infatti, è la forma di mobilità meno inquinante e meno costosa in termini energetici. Troppo spesso, però viene presa a schiaffi”. Mentre si parla di alta velocità, treni lucidi e lussuosi e dotati di super confort, i pendolari devono confrontarsi con i servizi che Trenitalia offre ai suoi “benemeriti” clienti. Un servizio che è un vero castigo quotidiano. Sia che siano viaggiatori per piacere o viaggiatori per forza, ciascun viaggio è un incubo al quale si debbono, loro malgrado, sottoporre, soggiornando a volte tre ore delle loro giornate tra:
- lo stress, peraltro giusto, di arrivare in stazione, in orario, ma per poi leggere sul tabellone (nel caso, raro, in cui questo viene evidenziato) che il tr
eno tanto atteso è, nella migliore delle ipotesi, in ritardo, o addirittura è stato soppresso;- la precarietà della sicurezza sia nelle stazioni che sulle carrozze;
- sentirsi, nelle stazioni o una volta a bordo, non sollevati, ma letteralmente abbandonati a se stessi, privi di notizie sui ritardi e su eventuali altri problemi, perché nessun addetto di bordo o al servizio, è in grado di dare informazioni attendibili;
- poco importa il trascorrere delle stagioni, giacché il “supplizio” è sempre compreso nel prezzo del biglietto: caldo soffocante d’estate a causa delle carrozze roventi e senza aria condizionata (freddo polare d’inverno, in carrozze che sono vere e proprie “celle frigorifere” viaggianti);
- dovere viaggiare in vagoni rumorosi e, a dir poco, luridi;
- trovare carrozze con finestrini sigillati, o peggio ancora, che non si chiudono, in perfetto contrasto con la temperatura interna ( chiusi se fa caldo – aperti se piove o fa freddo, perché difettosi);
- servizi igienici indecenti o spesso inutilizzabili (perché fuori servizio);
- l’angoscia e la speranza di arrivare in orario per raggiungere il posto di lavoro;
- in casi di emergenze, l’unica certezza del pendolare è di trovare l’incertezza assoluta da parte del Gruppo FS, servizi sostitutivi, o semplicemente un’informazione chiara.
A fronte di ciò il prezzo di biglietti ed abbonamenti sempre più in linea con il “costo della vita”, ma completamente disallineati rispetto “alla dignità di chi viaggia”. Mentre si legge, nella carta dei servizi che “Tutti i clienti di Trenitalia hanno uguali diritti senza discriminazioni di sesso, razza, lingua, religione ed opinioni…..”, i “benemeriti”
pendolari sono quelli che debbono subire ed essere sempre bistrattati. E’ ovvio che a tutto questo deve essere messa la parola fine. Un termine che deve fare proprio la politica regionale, attraverso un intervento autorevole e “convincente” presso i vertici delle Ferrovie. La Regione paga, ogni anno, un costo salato in termini economici per avere un servizio che, immaginiamo, sia descritto in maniera completamente diversa nel capitolato d’appalto, o quanto meno nell’accordo di servizio tra Regione Calabria e Trenitalia. Sarebbe opportuno che la rappresentanza regionale, Amministrazioni e Rappresentanze sociali in indirizzo si unissero per affrontare i problemi qui esposti per trovare delle soluzioni a breve termine, e dare così a noi attuali pendolari e quelli che si uniranno successivamente, un servizio di collegamento pendolare degno di un paese civile, e rispettoso della dignità e del benessere di tutti.

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