Le dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip Filippo Leonardo e già eseguite dalla Squadra Mobile riguardano: Fabio Massimo Cabulliese, 29 anni; Giovanni Barchetta, 22 anni; Domenico Fabio Pecora, 33 anni; Aniello Marafioti, 29 anni, Maria Scarcella, 26 anni; Gabriele Malafarina, 23 anni; Andrea Bevilacqua, 23 anni, Achille Marcello Mazza, 43 anni; Antonio Nucera, 24 anni; Marcello Rogolino, 40 anni. Tutti sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere, finalizzata alla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti di varia tipologia.Informazioni personali
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giovedì 31 gennaio 2008
Operazione "Energia". Elenco arrestati
Le dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip Filippo Leonardo e già eseguite dalla Squadra Mobile riguardano: Fabio Massimo Cabulliese, 29 anni; Giovanni Barchetta, 22 anni; Domenico Fabio Pecora, 33 anni; Aniello Marafioti, 29 anni, Maria Scarcella, 26 anni; Gabriele Malafarina, 23 anni; Andrea Bevilacqua, 23 anni, Achille Marcello Mazza, 43 anni; Antonio Nucera, 24 anni; Marcello Rogolino, 40 anni. Tutti sono ritenuti responsabili di associazione a delinquere, finalizzata alla detenzione e cessione di sostanze stupefacenti di varia tipologia.REGGIO. Dieci arresti per droga
Nuova offensiva della Polstato contro lo spaccio di sostanze stupefacenti in città. Dieci persone sono state arrestate mentre altre due risultano irreperibili nell’ambito
dell’operazione “Energia” condotta dal personale della 3ª Sezione omicidi. L’operazione antidroga, è scaturita nell’ambito delle indagini per l’omicidio di Santo Massimiliano Pennestrì, 32 anni, avvenuto il 3 marzo 2005, davanti al Ser.T. di via Del Torrione. L’azione investigativa della Polizia era stata concentrata negli ambienti dediti allo spaccio di droga. Santo Massimiliano Pennestrì, infatti, era ritenuto dagli inquirenti assuntore e piccolo spacciatore. Gli esiti dell’operazione “Energia”, coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Musarò, hanno consentito di accertare che i promotori del gruppo erano Giuseppe Barchetta, 27 anni, assassinato il 9 febbraio 2006 ad Arghillà e Aniello Marafioti, 29 anni. Quest’ultimo, arrestato stamane, è figlio di Raffaele, 53 anni, fulminato da ignoti killer lo scorso 19 agosto, mentre si trovava nel giardino antistante la propria abitazione, ubicata in un alloggio popolare del quartiere
Arghillà. Durante le indagini (agosto-ottobre 2005), gli agenti della Polstato hanno compiuto vari sequestri di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione domiciliare, eseguita a carico dei fratelli Giuseppe e Giovanni Barchetta, i poliziotti avevano trovato nella loro camera da letto, eroina, cocaina, hashish e circa 600 euro. In quella circostanza, i due fratelli erano stati arrestati. Il gruppo avrebbe gestito lo spaccio nei quartieri Arghillà Nord e Archi Cep e nelle adiacenze del Ser.T..Clienti e spacciatori chiamavano lo stupefacente in vari modi: energia (da qui il nome dato all’operazione), cemento, scagliola, pompe, carne, magliette, pane, pantaloni, latta di pittura bianca o marrone, a secondo del tipo di sostanza richiesta. Dalle intercettazioni, inoltre, è emerso che in alcune occasioni lo stupefacente era di scarsissima qualità, tanto da esporre a gravi rischi gli assuntori. REGGIO. Incendio danneggia Fiat di pensionato
Nella serata di ieri, in via Enotria al rione Santa Caterina, per cause in corso di accertamento, un incendio ha interessato l’autovettura Fiat di proprietà di N.C. 57 anni, pensionato. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell'Ufficio Volanti, diretto dal vice questore aggiunto Gerlando Costa.
CALCIO. L'HinterReggio conquista la Coppa Italia Dilettanti
L’HinterReggio, seconda squadra cittadina insieme alla Gallicese dopo la Reggina Calcio, ha conquistato la Coppa Italia Dilettanti – fase regionale 2007-2008. La compagine del presidente Francesco Pellicanò e del vice Nino Cuzzocrea è il primo club cittadino, il sesto delle provincia dopo Siderno, Palmese, Nuova Rosarnese, Villese, Rosarno, Taurianovese e il diciasettesimo in ambito regionale, ad aggiudicarsi l’ambito trofeo. Mister Peppe Giovinazzo, è invece l’unico allenatore ad essere riuscito a vincere due edizioni della competizione regionale. Eppure la gara, giocata allo stadio “D’Ippolito” di Lamezia Terme, era iniziata in salita per capitan Criaco e compagni. Il Praia, passato per primo in vantaggio, è stato raggiunto e superato grazie alla splendida doppietta del superbomber messinese Tindaro Calabrese. Questa vittoria ampiamente meritata sul campo, è il naturale coronamento di un percorso ricco di sei vittorie e due pareggi. Adesso i biancoazzurri reggini rappresenteranno la Calabria nella fase nazionale. lunedì 28 gennaio 2008
ONORATA SANITA'. La figura di Mimmo Crea nelle intercettazioni
Crea il ragioniere«la bramosia insaziabile di arraffare a piene mani denaro pubblico in quantità smisurata, - affermano i magistrati della Dda - a fronte della quale l’indennità di Consigliere Regionale di diecimila euro al mese, o uno stipendio da Direttore Generale, vengono liquidati in termini assai eloquenti da Domenico Crea»: “ma no con uno stipendio, che cazzo te ne fotte dello stipendio! (...) cioè ma quando hai me cretino tu che puoi fare? ti prendi i 10 mila euro di consigliere? e che cazzo sono?”.
La borghesia mafiosa
«l’irresistibile desiderio di non dare conto a nessuno, se non ai propri sodali e ai propri sponsor (compresi ovviamente quelli della peggior fatta), nella gestione del denaro pubblico»: “2.000 miliardi ...inc... me li gestivo io per i cazzi miei ... inc... allora perchè vi dico ragionate con le teste e non fate gli storti... perchè ce ne sono certi da noi che sono storti e certi che sono intelligenti... mi hai capito? che non sanno neanche che ...inc... vuole dire... inc... io perchè soffro quando penso ...per una cazzata...”;

«l’assoluto sprezzo per qualsiasi vincolo ed ancor di più per qualsivoglia limite possa frapporsi alla realizzazione dei propri progetti di occupazione delle posizioni apicali del potere amministrativo regionale, imponendo solo ed esclusivamente i propri diretti referenti in tutti i posti chiave»: (“quando io a quello storto di Battaglia gli ho detto vieni e fammi il direttore generale... che gli volevo dire? quanti ne abbiamo 3.000 miliardi 4.000 miliardi... ci sei pure tu”) «garantendosi l’assoluta immunità da qualsiasi controllo esterno e/o dovere di rendiconto nella gestione diretta delle risorse finanziarie regionali»: “Mentre in alcune cose, il settore è circoscritto e si possono... Qua è una regione che parte da Cosenza a Reggio Calabria; chi cazzo sa l'intervento che ha fatto qua o l'intevento che hai fatto ad Amantea o quello che puoi fare a Reggio Calabria ...inc... Nessuno è all'altezza ...inc... Te capì? O non te capì?... Un faccendiere come a quello, come a Enzo, in un mestiere come questo, lo sai che faceva? Rendeva il 100%”.
ONORATA SANITA'. Elenco arrestati
in carcere:Domenico Crea, 56 anni, medico, Consigliere Regionale (nominato con provvedimento di surroga a seguito della morte del vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Fortugno), già esponente politico del Ccd e della “Margherita”, in atto coordinatore regionale del “Movimento per l’autonomia”;
Antonio Crea, 30 anni, medico, figlio di Domenico, direttore sanitario della Clinica di “Residenza Sanitaria Assistita”, convenzionata con il S.S.N., “Villa Anya” di Melito Porto Salvo;Antonino Roberto Iacopino (nella foto in alto), 68 anni, capostruttura della segreteria politica di Crea, già direttore sanitario di Villa Anya;
Leonardo Gangemi, 61 anni, direttore amministrativo dell’ospedale Civile “T. Evoli” di Melito;
Paolo Attinà, 45 anni, operaio forestale, pregiudicato;
Giuseppe Pansera, 51 anni, medico, genero del capo cosca Giuseppe Morabito, detto il “Tiradritto” (ristretto presso la Casa Circondariale di Novara per reati associativi di tipo mafioso);
Antonino Saverio Foti, 33 anni, dipendente della Regione Calabria, autista del Crea;
Alessandro Marcianò, 57 anni, caposala dell’Ospedale di Locri (ristretto presso la Casa Circondariale di Cuneo perchè imputato nel processo “Fortugno” quale mandante dell’omicidio);
Giuseppe Marcianò, 29 anni, commerciante, figlio di Alessandro, (ristretto Casa Circondariale dell’Aquila perchè anch’egli imputato nel processo “Fortugno” quale coautore nell’omicidio);
ai domiciliari:
Peppino Biamonte, 60 anni, dirigente vicario del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sociali della Regione Calabria;
Pietro Morabito (nella foto in basso), 64 anni, direttore generale dell’Asl d
i Catanzaro, già direttore generale della Asl 11 di Reggio Calabria;Laura Autelitano, 30 anni, medico, moglie di Antonio Crea, direttore amministrativo “Villa Anya”;
Francesco Cassano, 60 anni, dirigente medico dell’ospedale di Melito, già direttore del Distretto sanitario 4 di Melito;
Salvatore Asaro, 58 anni, medico, direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Melito, già geriatra dell’Unità di Valutazione Geriatria della Asl 11 Reggio Calabria;
Domenico Pangallo, 58 anni, dirigente Asl Melito, responsabile dell’Unità operativa ospedalità pubblica/privata accreditata, già direttore di Dipartimento territoriale dell’Asl di Reggio Calabria;
Santo Emilio Caridi, 54 anni, medico, responsabile del Poliambulatorio di Gallico, già Direttore sanitario Asl 11 Reggio Calabria;
Roberto Mittica, 50 anni, medico, collaboratore professionale, componente della commissione verifica dei requisiti minimi della Asl 11 di Reggio Calabria;
Domenico Latella, 71 anni, già direttore amministrativo Asl 11 Reggio Calabria ora in pensione.
REGGIO. "Onorata Sanità", il malaffare della sanità calabrese
“Onorata Sanità” è il nome dell’operazione dei carabinieri, coordinata dalla Dda reggina, sulla sanità calabrese. I militari dell’Arma del Comando provinciale hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di alcune persone, tra cui anche politici e dirigenti del servizio sanitario
calabrese, accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, truffa ed altro. Tra gli arrestati anche il consigliere regionale Domenico Crea (nella foto), 56 anni, di Melito Porto Salvo, il commissario dell’Asp di Catanzaro Pietro Morabito, 64 anni, di Reggio Calabria, già direttore dell’azienda sanitaria reggina, il dirigente dell’assessorato alla sanità della regione Calabria Peppino Biamonte, 60 anni, di San Pietro Apostolo, Antonino Iacopino, 68 anni, di Reggio Calabria, capostruttura della segreteria politica di Crea, già direttore sanitario di Villa Anya ed i due Marcianò, Alessandro e Giuseppe, padre e figlio accusati già di essere i mandanti dell’omicidio di Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005. Secondo l’accusa i due Marcianò avrebbero fatto uccidere Fortugno, per favorire il rientro in consiglio regionale di Mimmo Crea, primo dei non eletti nella Margherità. Nel corso della stessa operazione è stata sequestrata una clinica privata “Villa Anya” di Melito Porto Salvo. La casa di cura, secondo gli inquirenti sarebbe stata realizzata da Mimmo Crea, attraverso una intestazione fittizia della titolarità ai suoi familiari. VILLA S.G.. Arrestati dalla Finanza due corrieri della droga
NELL' AMBITO DEGLI APPOSITI SERVIZI PREDISPOSTI DAL COMANDANTE PROVINCIALE COL. FRANCESCO GAZZANI, VOLTI A CONTRASTARE ED ARGI NARE IL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, SONO STATI ARRESTATI IN DUE DIVERSE OPERAZIONI, DUE CORRIERI DI DROGA. IL PERSONALE DELLE UNITA’ CINOFILE DELLA COMPAGNIA DI REGGIO CALABRIA, IN DUE DISTINTE OPEARZIONI ANTIDROGA, HA TRATTO IN ARRESTO A. Y. ,19 ANNI, ORIGINARIO DEL MAROCCO E C. R., 36 ANNI, DI CATANIA. I DUE SONO STATI SORPRESI NELLA STAZIONE FERROVIARIA, DOVE ERANO GIUNTI CON TRENI PROVENIENTI DAL NORD ITALIA .LA DROGA, HASHISH E COCAINA SUDDIVISA IN DOSI PER LO SPACCIO, ABILMENTE OCCULTATA ALL’INTERNO DEI BAGAGLI, NON E’ SFUGGTA AL FIUTO INFALLIBILE DI MACHIN, PASTORE TEDESCO ANTIDROGA. LA SOSTANZA STUPEFACENTE, DETENUTA DAI DUE, E’ STATA SEQUESTRATA. IL SERVIZIO PREMIA L' IMPEGNO E L' ABNEGAZIONE DEI FINANZIERI DELLA SQUADRA CINOFILI CHE HANNO INIZIATO IL NUOVO ANNO NELLA SCIA DI QUELLO APPENA TRASCORSO.
domenica 27 gennaio 2008
REGGIO. Area archeologica “Griso-Laboccetta” a rischio incendi
«E’ compito della politica nell’interesse generale della collettività, tutelare il bene comune, recependo le direttive del Parlamento Italiano, in riferimento alla legge-quadro in materia di incendi boschivi». Ad affermarlo è il delegato territoriale e capogruppo di Forza Italia alla prima circoscrizione
“Centro Storico”, Nuccio Pizzimenti che ha raccolto e fatto proprie le istanze di numerosi cittadini, i quali hanno segnalato la necessità di un urgente intervento affinchè si risolva il degrado dell’area archeologica “Griso-Laboccetta”, ubicata in via Del Torrione nel cuore del Centro Storico di Reggio Calabria. Nel sito, di competenza dell’ Amministrazione Provinciale, vi è un rischio incendio, causa l'inconcepibile degrado in cui versa l’area, certamente non in sintonia con la sua naturale vocazione. Pizzimenti asserisce che «l’incuria fa da padrona, il verde è un’utopia, le sterpaglie rappresentano l’insensibilità dell’Ente Provincia». Il prestigioso sito archeologico spiega l’esponente di Forza Italia «è un importante punto d’attrazione, è sicuramente una risorsa turistica per la nostra città, ricordo a me stesso, che, negli anni passati la Provincia organizzava delle serate d’aggregazione, con musica e divertimento, una strana sorte oggi affligge l’area, non siamo per i peggioramenti, riteniamo che è importante tutelare il patrimonio di questa nostra terra. Pertanto chiedo al presidente della Provincia avvocato Giuseppe Morabito di intervenire per risolvere il problema e predisporre quanto necessario affinché venga valorizzato il suddetto sito». Pizzimenti conclude: «rimango fiducioso che l’Amministrazione Provinciale si adoperi, al più presto per ridare dignità all’intera area».
“Centro Storico”, Nuccio Pizzimenti che ha raccolto e fatto proprie le istanze di numerosi cittadini, i quali hanno segnalato la necessità di un urgente intervento affinchè si risolva il degrado dell’area archeologica “Griso-Laboccetta”, ubicata in via Del Torrione nel cuore del Centro Storico di Reggio Calabria. Nel sito, di competenza dell’ Amministrazione Provinciale, vi è un rischio incendio, causa l'inconcepibile degrado in cui versa l’area, certamente non in sintonia con la sua naturale vocazione. Pizzimenti asserisce che «l’incuria fa da padrona, il verde è un’utopia, le sterpaglie rappresentano l’insensibilità dell’Ente Provincia». Il prestigioso sito archeologico spiega l’esponente di Forza Italia «è un importante punto d’attrazione, è sicuramente una risorsa turistica per la nostra città, ricordo a me stesso, che, negli anni passati la Provincia organizzava delle serate d’aggregazione, con musica e divertimento, una strana sorte oggi affligge l’area, non siamo per i peggioramenti, riteniamo che è importante tutelare il patrimonio di questa nostra terra. Pertanto chiedo al presidente della Provincia avvocato Giuseppe Morabito di intervenire per risolvere il problema e predisporre quanto necessario affinché venga valorizzato il suddetto sito». Pizzimenti conclude: «rimango fiducioso che l’Amministrazione Provinciale si adoperi, al più presto per ridare dignità all’intera area». REGGIO. Il Coni istituisce la "Scuola regionale dello Sport"
La città della Fata Morgana sarà sede della istituenda Scuola regionale dello Sport, il prestigioso istituto formativo promosso dal Coni. Mercoledì 13
febbraio, il presidente nazionale del Comitato Olimpico, Giovanni Petrucci (nella foto) presiederà la cerimonia istitutiva della Scuola che avrà luogo nell’auditorium “Gianni Versace” del Cedir. L’istituto, voluto fortemente dal presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, sarà ospitato nell’ampio e confortevole edificio di Gallina, un tempo sede della Facoltà di Agraria dell’Università Mediterranea. La Scuola regionale dello Sport, formerà i futuri dirigenti sportivi delle varie discipline mediante master e corsi post diploma. Le specializzazioni riguarderanno i molteplici profili dirigenziali previsti dall’ordinamento sportivo.sabato 26 gennaio 2008
REGGIO. “Notte Bianca, Notte di Solidarietà”, la Circoscrizione approva l'idea proposta da Pizzimenti (F.I.)
Il consiglio della prima circoscrizione “Centro Storico” ha recepito un’interessante proposta: “Notte Bianca, Notte di Solidarietà”. L’idea nasce dal desiderio del capogruppo di Forza Italia Nuccio Pizzimenti di offrire ai cittadini una notte all’insegna della dell’intrattenimento del divertimento e della solidarietà. Spiega Nuccio Pizzimenti: «da qui nasce l’idea d’integrare nella manifestazione della Notte Bianca che si terrà nel mese di settembre 2008 nel corso della festa della nostra patrona la “Madonna della Consolazione”. Sarà bellissimo in una magica notte di fine estate avvalersi della popolare iniziativa per coinvolgere numerosi cittadini alla donazione. Il ricavato sarà destinato ad associazioni che si adoperano a fini benefici, tra queste, il consiglio della prima circoscrizione ha scelto l’A.I.L, le altre associazioni saranno individuate dall’Amministrazione comunale. Il progetto sarà supportato da una campagna pubblicitaria multimediale ad ampio raggio. Per ciò che riguarda la donazione si potranno utilizzare le varie tecnologie come internet e la telefonia mobile e fissa per donare 1 o più euro, e congiuntamente ai sistemi bancari e postali, saranno anche presenti gazebo in varie piazze della città». Conclude Pizzimenti «sono sicuro che la delibera approvata in consiglio Circoscrizionale sarà recepita dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Scopelliti che si è sempre distinto per sensibilità e generosità».REGGIO. Fini: «Scopelliti dimostra che si può governare bene il Sud»
«Scopelliti ha dimostrato che se hai qualità è possibile governare bene il Sud, dove i problemi sono moltiplicati rispetto ad altre aree del paese». Così il leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini, oggi a Reggio Calabria, ha rivolto parole di apprezzamento al sindaco del capoluogo calabrese, Giuseppe Scopelliti. «Il trionfo elettorale, e poi, i dati di sondaggi recenti devono rappresentare motivo di orgoglio per tutta la città», ha aggiunto Fini. (ADNKRONOS)SCILLA. Coppia arrestata per detenzione e spaccio di cocaina
Marito e moglie sono stati tratti in arresto dai carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni a conclusione di un accertamento antidroga. A finire in manette sono i coniugi Giuseppe Zappia e Giovanna Porcaro. Nel corso di un normale servizio di controllo del
territorio, gli uomini del capitano Adolfo Angelosanto hanno notato un ragazzo che, di corsa, stava uscendo in modo furtivo da una stretta via del centro storico. Tale atteggiamento ha insospettito i militari, che hanno proceduto al fermo ed al controllo del giovane, trovato in possesso, all’interno del portamonete, di un involucro contenente un grammo circa di cocaina. Immediatamente dopo, con analoga modalità è stato fermato un secondo giovane e dalla successiva perquisizione, all’interno della scarpa sinistra è stato rinvenuto un sacchetto contenente anch’esso un grammo circa di cocaina. In attesa di rinforzi per individuare il luogo dello spaccio, i carabinieri hanno notato, nelle adiacenze, Giuseppe Zappia che, con fare sospetto, sembrava interessato a quanto stesse accadendo. Sottoposto a perquisizione, Zappia ha mostrato evidenti segni di nervosismo tali da indurre i militari operanti ad estendere il controllo all’interno dell’abitazione del giovane. Giunti nei pressi, accompagnati dallo stesso Zappia, questi, dopo aver bussato al portone di casa, ha urlato alla moglie di non aprire poiché accompagnato dai
carabinieri. A questo punto, il personale della Benemerita ha forzato la porta d’ingresso dell’alloggio, all’interno del quale, oltre alla moglie Giovanna Porcaro, vi erano i due figli della coppia. Entrati nella sala da pranzo, i militari si sono accorti che la donna stava cercando di disfarsi di un termos di colore rosso marcato “Coca Cola” contenente complessivamente 140 grammi di cocaina. I carabinieri allora hanno continuato cercare all’interno dell’appartamento e, in un cassetto di un mobile del soggiorno, sono stati trovati un bilancino di precisione, ulteriori 30 grammi di cocaina e un borsello con 39 dosi gia pronte per la cessione, il tutto avvolto da carta da pane con alcuni spicchi di aglio utilizzati presumibilmente per distogliere eventuali controlli di cani antidroga. La cocaina, per un peso complessivo di 200 grammi è stata posta sotto sequestro e la coppia tratta in arresto e messa a disposizione del sostituto procuratore Francesco Mollace, mentre i figli minori sono stati affidati alla nonna.REGGIO. Impianto sequestrato dai carabinieri del Noe
L’impianto per la lavorazione dei materiali di una società specializzata nella produzione di conglomerati bituminosi e nella trasformazione di inerti è stato sottoposto a sequestro dai carabinieri del Nucleo operativo eecologico. Il provvedimento è stato adottato a seguito di un controllo eseguito dagli uomini del capitano Paolo Minutoli. I militari dell’Arma hanno denunciato il legale rappresentante per aver allestito uno stoccaggio di materiale litoide su un’area di 4.800 metri quadrati sottoposta a vincolo paesaggistico ed ambientale, deturpandola, e per emissioni di fumi in atmosfera e scarico di acque reflue in assenza delle prescritte autorizzazioni. ANNO GIUDIZIARIO. Giustizia reggina in ginocchio
«In questo distretto c’è stata una decapitazione di giudici impegnati negli uffici direttivi e semidirettivi, che ha messo in ginocchio l’intero apparato». Lo ha affermato Luigi Gueli, presidente della Corte di Appello di Reggio Calabria, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Lo stato di emergenza è stato sintetizzato dall’alto magistrato in quattro paragrafi inseriti nelle 19 pagine di relazione: emergenza magistrati; carenza di personale amministrativo; mancanza di fondi; programma di previsione. «Ad oggi sono coperti 5 posti di presidente di sezione dei 6 previsti in organico di cui 2 da pochissimo tempo, ed uno già destinato ad altra sede; 11 consiglieri dei 18 previsti. Analoga situazione si verifica nell’ufficio della Procura Generale e, in parte, negli uffici del Distretto. - ha detto il presidente della Corte d’Appello reggina - Altra emergenza è quella, a dir poco scandalosa, della carenz
a di personale amministrativo che, come da facile pronostico, si è ulteriormente aggravata, essendo le assunzioni bloccate dal 2000. I fondi per le spese di ufficio sono progressivamente dim9inuiti da 167.500 euro (2004) a 126.720 (2005) per poi timidamente risalire 174.800 euro (2007), non coprendo neanche il tasso di inflazione. Quelli poi per la essenziale foto-riproduzione si sono ridotti da 234.415 (2003) a 145.000 euro (2007). Il ministero richiede annualmente ai dirigenti un programma. Per serietà personale non scriverò o sottoscriverò alcun programma di lavoro per la Corte. Quando esistono strutturalmente tre incognite: numero di magistrati, numero del personale amministrativo ed ammontare del budget si può soltanto “vaticinare” e non programmare, perché un’equazione a tre incognite è matematicamente irrisolvibile».REGGIO. Svaligiato un bar al rione Sbarre
Continuano le razzie notturne ai danni degli esercizi commerciali del centro e della periferia. La notte scorsa, gli ignoti malviventi hanno svaligiato il bar “Mokambo” di via Nicola Furnari. I ladri dopo avere scardinato le serrature della saracinesca sono penetrati all’interno del locale di proprietà di P. S., 44 anni, ed hanno asportato la parte della cassa contenente il denaro (circa 200 euro). Sull’ennesimo episodio delinquenziale indaga il personale della Polstato.REGGIO. Celebrato dai giornalisti reggini il Patrono San Francesco di Sales

Questa mattina, i giornalisti reggini hanno celebrato il Patrono San Francesco di Sales nella cappella Maggiore del Seminario Arcivescovile. Dopo la Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo Vittorio Mondello e concelebrata da monsignor Denisi e don Iachino, i convenuti si sono riuniti nell’aula magna della stessa struttura di rione Modena. Qui hanno preso la parola, il presidente dell'Ordine giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, l’Arcivescovo Mondello, il segretario del Sindacato giornalisti calabresi Carlo Parisi e monsignor Antonino Denisi, responsabile dell’Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il sottosegretario Gigi Meduri, l’onorevole Natino Aloi, il presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, la dottoressa Russo, responsabile dell’Urp della Polstato e una delegazione della Polizia Provinciale.venerdì 25 gennaio 2008
CASO REGES. Pizzimenti (F.I.): «un plauso al presidente Chizzoniti»
Il delegato territoriale e capogruppo di Forza Italia alla prima circoscrizione “Centro Storico”, Nuccio Pizzimenti (nella foto) interviene nel dibattito politico sul caso Reges «desidero fare un plauso al
Presidente del Consiglio Comunale avvocato Aurelio Chizzoniti, che ha avuto il coraggio e la determinazione, cosa rara di questi tempi, dove si cerca sempre di mediare per fini personali, i cittadini vanno tutelati, il fare cassa ad ogni costo non paga, anzi crea diffidenza e sconcerto». Il delegato territoriale di Forza Italia, chiede al Presidente Chizzoniti «un altro scatto d’orgoglio, la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere sulla vicenda». Secondo Pizzimenti «fa onore al Presidente Chizzoniti, aver messo gratuitamente a disposizione il suo studio legale per tutelare tanti cittadini che non hanno la forza economica per rivolgersi ad un legale». Incalza Pizzimenti «chiedo pubbliche scuse al dottor Pozzi, amministratore delegato della Reges, per tutti gli abusi e le angherie fatte ai contribuenti». Spiega il capogruppo di Forza Italia «una presa di posizione forte è un atto dovuto da parte del Consiglio Comunale, la politica deve essere interpretata al servizio dei cittadini». Conclude l’esponente di Forza Italia a tale proposito «le migliaia di istanze giunte all’Amministrazione Comunale per la restituzione del 50% del canone acqua, vanno prese in seria considerazione, è necessario dare un segnale di responsabilità e grande senso civico, pagare il giusto è lecito ed onesto».
Presidente del Consiglio Comunale avvocato Aurelio Chizzoniti, che ha avuto il coraggio e la determinazione, cosa rara di questi tempi, dove si cerca sempre di mediare per fini personali, i cittadini vanno tutelati, il fare cassa ad ogni costo non paga, anzi crea diffidenza e sconcerto». Il delegato territoriale di Forza Italia, chiede al Presidente Chizzoniti «un altro scatto d’orgoglio, la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere sulla vicenda». Secondo Pizzimenti «fa onore al Presidente Chizzoniti, aver messo gratuitamente a disposizione il suo studio legale per tutelare tanti cittadini che non hanno la forza economica per rivolgersi ad un legale». Incalza Pizzimenti «chiedo pubbliche scuse al dottor Pozzi, amministratore delegato della Reges, per tutti gli abusi e le angherie fatte ai contribuenti». Spiega il capogruppo di Forza Italia «una presa di posizione forte è un atto dovuto da parte del Consiglio Comunale, la politica deve essere interpretata al servizio dei cittadini». Conclude l’esponente di Forza Italia a tale proposito «le migliaia di istanze giunte all’Amministrazione Comunale per la restituzione del 50% del canone acqua, vanno prese in seria considerazione, è necessario dare un segnale di responsabilità e grande senso civico, pagare il giusto è lecito ed onesto».OPERAZIONE "JoTi". Si costituiscono in tre
Si sono costituiti, alla Polstato o direttamente presso la casa Circondariale di Reggio Calabria, altri tre presunti narcotrafficanti indagati nell’ambito dell’operazione antidroga “JoTi”, condotta dalla Sezione Narcotici della Squadra Mobile della Questura, diretta dal vice questore aggiunto Diego Trotta, con il coordinamento del capo della Mobile I dirigente Renato Cortese. Andrea Pasquale Franco, 20 anni, si è costituito al Commissariato Condofuri. Domenico Ecelestino (nella foto in alto), 35 anni, si è invece presentato al carcere di San Pietro, mentre, Alessandro Ielo (nella foto in basso), 38 anni, ha preferito gli uffici della Squadra Mobile. Con la costituzione dei tre indagati, sono state complessivamente eseguite 64 delle 73 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Per gli altri irreperibili è in corso una vasta attività di ricerca che potrebbe rivelare ulteriori sviluppi. Nei prossimi giorni saranno forniti dagli inquirenti ulteriori particolari s
u luoghi e modalità delle attività di traffico e spaccio di droghe pianificate dalle consorterie criminali disarticolate all’operazione “JoTi”. Come si ricorderà, l’esecuzione della corposa misura custodiale (circa 1.500 pagine) a carico dei 73 rispettivi destinatari - di cui ben 20 extracomunitari di etnia nordafricana - scaturisce dall’attività d’indagine avviata dalla 6ª Sezione Narcotici nel 2004 - con presidi tecnologici, sofisticate intercettazioni ambientali e telefoniche, attività operative di vigilanza ed appostamento - protrattasi ed ulteriormente sviluppatasi sino al 2005. L’operazione è stata coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che, accogliendo totalmente le istanze della Narcotici aveva, a sua volta, richiesto al Gip l’applicazione del provvedimento coercitivo a carico di tutti i centosessantanove indagati deferiti dalla Squadra Mobile della Questura. I reati contestati sono: associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo Cocaina, Metamfetamina e Cannabis Sativa (Hashish e Marijuana). Le investigazioni condotte dalla Polizia di Stato hanno riguardato un traffico di sostanze stupefacenti gestito da un’associazione per delinquere - strutturata gerarchicamente e dotata di un ottimo livello di organizzazione e carattere di stabilità - articolata in alcune agguerrite ed efficienti consorterie criminali di narcotrafficanti, sovente “consorziate” tra loro, prevalentemente operanti a Reggio Calabria, con articolazioni territoriali sia nel versante jonico (Locride, Melito Porto Salvo, Roghudi, Palizzi) sia tirrenico (Piana di Gioia Tauro, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Bagnara, Sinopoli) - da qui il nome dato all’operazione antidroga: “JoTi”. L’inchiesta ha consentito di scoprire ulteriori ed importanti ramificazioni in altre regioni (Sicilia, Lombardia, Veneto, in particolare) ed in alcuni stati nordafricani (Marocco, Tunisia, Algeria) da sempre crocevia del traffico internazionale di Cannabis Sativa nel bacino del Mediterraneo. Ciò ad ennesima dimostrazione della capillarità e della diffusione delle attività illecite attuate dai sodalizi criminali operanti nella provincia reggina nel redditizio settore del narcotraffico. Consorterie specializzate nel traffico di sostanze stupefacenti e, più genericamente, volte all’effettuazione di una serie indeterminata di delitti in materia di sostanze stupefacenti, nell’ambito delle quali ognuno degli indagati avrebbe rivelato piena consapevolezza di operare nel contesto di una organizzazione criminale e di contribuire - con le singole attività, con vicendevole integrazione - alla realizzazione del fine comune della introduzione, trasporto, detenzione e vendita di stupefacenti. Queste consorterie, inoltre, sono risultate
anche composte da spersone organiche, o contigue, a clan mafiosi operanti nella provincia - quali i “Ficareddi”, operante nel capoluogo e gli “Alvaro” attivi nel “Locale” di ‘ndrangheta di Sinopoli, storicamente egemone nel redditizio settore del traffico internazionale di Cocaina e (dato, questo, di notevole interesse investigativo) da persone di etnia nordafricana, ma ben integratisi nel tessuto criminale stanziale e fusosi con esso. Allarmante lo spaccato emerso a seguito delle investigazioni dei poliziotti della Narcotici. Diffuse attività di spaccio e consumo di droga all’interno di note scuole di Reggio, durante gli orari delle lezioni, all’interno dello stadio “Granillo” durante le partite della Reggina ed in alcuni quartieri della città rivelatisi sicure enclavi della diffusione di droghe, pesanti e leggere: il “Labirinto”, un complesso di abitazioni a ridosso della vicina piazza Milano strutturate proprio come un labirinto, con stradine ed intersezioni con vialetti e giardini, dove gli adepti avrebbero utilizzato una o più sentinelle per segnalare tempestivamente l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Altre zone rivelatesi ad altissima densità di spaccio, oltre piazza Milano, sono il quartiere “Reggio Campi”, il “Rione G” e la Villa Comunale.GIOIA TAURO. Rocco Mardecheo accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti
Il personale del locale Commissariato di P.S., guidato dal primo dirigente Giuseppe Cannizzaro, ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica di Palmi, nei confronti di Rocco Mardecheo (nella foto), 50 anni, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale palmese. L'uomo, è ritenuto responsabile dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi e munizioni. Il provvedimento è collegato all'operazione “Asmara” del 12 gennaio scorso, nel corso della quale era stata effettuata una perquisizione domiciliare a carico del Mardecheo con rinvenimento, all’interno di un garage di esclusiva pertinenza dello stesso, di sei armi da fuoco con relativo munizionamento di diverso calibro e tipo. REGGIO. A Parco "Cartella" ritorna la Fiera delle autoproduzioni naturali
Domenica, presso il Parco “Angelina Cartella” di via Quarnaro I a Gallico, a partire dalle ore 10.30, torna l’appuntamento con la Fiera delle Autoproduzioni naturali,iniziativa nata con il fine di sostenere un “mercato” diverso fatto di consumi responsabili e sostenibili. Torneranno quindi i banchetti dei produttori “naturali”, dei piccoli artigiani, delle associazioni e delle organizzazioni, accomunati dall’impegno nel sostenere l’autoproduzione ed i circuiti alternativi, e dall’obiettivo di dimostrare concretamente che è possibile vivere in questa società senza dover sottostare alle logiche del consumismo e del qualunquismo. Per questo appuntamento è stato deciso di dedicare un angolo alla solidarietà: parte dei prodotti esposti ma anche oggetti, libri, tutto ciò che può interessare ai fruitori, costituiranno un ulteriore stand a “prezzo politico” i cui proventi contribuiranno a sostenere il fondo di solidarietà per la cooperativa Euroconfezioni, la realtà produttiva gallicese gravemente danneggiata da un incendio la notte di Natale. La manifestazione è curata dai giovani del Centro sociale gallicese.GIOIA TAURO. Sequestro di TLE per un valore di oltre due milioni di euro
DUE INTERI CONTAINERS CARICHI DI TABACCO LAVORATO ESTERO, SBARCATI DALLA MOTONAVE “MSC MELISSA” PROVENIENTI DALLA CINA E DESTINATI IN GRECIA, SONO STATI SCOPERTI E SEQUESTRATI NEL CORSO DI UN’OPERAZIONE ANTICONTRABBANDO, CONDOTTA CONGIUNTAMENTE DAI FUNZIONARI DEL SERVIZIO DI VIGILANZA ANTIFRODE DOGANALE E DAI MILITARI DELLA LOCALE COMPAGNIA DELLA GUARDIA DI FINANZA. L’OPERAZIONE È STATA EFFETTUATA A SEGUITO DI UN’ATTENTA ANALISI DEI RISCHI, E CON L’AUSILIO DELL’APPARECCHIATURA “SCANNER” IN DOTAZIONE ALLA DOGANA. L’ATTIVITÀ DI SCANSIONE HA EVIDENZIATO LA NON OMOGENEITÀ DEI CARICHI RISPETTO AI CARTONI DI “CASALINGHI VARI” DICHIARATI NELLA DOCUMENTAZIONE DOGANALE. LA SUCCESSIVA VERIFICA FISICA HA ACCERTATO CHE ALL’INTERNO DEI DUE CONTAINERS VI ERA LA PRESENZA DI T.L.E PER UN TOTALE DI CIRCA 16 TONNELLATE MARCA “L & M” E “MARLBORO”. IL VALORE DELLA MERCE SEQUESTRATA AMMONTA A 2.182.684 EURO. GLI INVESTIGATORI, DA QUALCHE TEMPO, HANNO FOCALIZZATO LA LORO ATTENZIONE SUI TRAFFICI DI MERCE PROVENIENTE DAL MEDIO ORIENTE. IL CARICO HA INSOSPETTITO GLI ADDETTI AI CONTROLLI, ANCHE PER LE NUMEROSE ANOMALIE CHE SONO STATE RILEVATE DALL’ATTENTA DISAMINA CARTOLARE ED INFORMATICA, ESEGUITA DAL PERSONALE OPERANTE, SULLA DOCUMENTAZIONE DOGANALE CHE ACCOMPAGNAVA LE SPEDIZIONI. IL SEQUESTRO TESTIMONIA, ANCORA UNA VOLTA, L’EFFICACIA DEI SISTEMI DI CONTROLLO ADOTTATI NELL’AMBITO DELLA CIRCOSCRIZIONE DOGANALE DI GIOIA TAURO, BASATI SU UN’ATTENTA ANALISI PREVENTIVA DEI FLUSSI DI MERCI E SUPPORTATI DA UN’INTENSA ATTIVITÀ D’INTELLIGENCE SVOLTA, IN PERFETTA SINERGIA, DAL PERSONALE DOGANALE E DAI MILITARI DELLE FIAMME GIALLE. VILLA S.G.. Il consigliere Piero Bellantoni spiega i motivi delle dimissioni da presidente della Commissione Territorio
Di seguito si pubblicano le ragioni che hanno indotto il consigliere comunale Piero Luigi Bellantone (nella foto) a dimettersi dal prestigioso incarico di presidente della Commissione Territorio. «Dopo oltre tre anni dalle elezioni, lo scorso settembre 2006 sono state istituite le Commissioni Consiliari delle quali ho accettato, per spirito di servizio, la Presidenza della Commissione Territorio, composta oltre che dallo scrivente da illustri personalità quali Rocco Lavalle, presidente della Comunità Montana “Versante dello Stretto”; Filippo Freno, presidente del Consiglio della stessa Comunità Montana e con incarichi di prestigio per conto dell’Amministrazione comunale; Rocco Caridi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Villa San Giovanni e Domenico Aragona, già sindaco della stessa Città, nonché già consigliere presso importanti Enti sovracomunali. L’esperienza maturata mi ha consentito di approfondire molti aspetti a me prima sconosciuti e devo ringraziare in particolare i componenti della Commissione da me presieduta che hanno sempre dimostrato un particolare spirito di collaborazione che ci ha permesso di affrontare in modo comunque sereno ogni pratica che ci è stata inoltrata. La norma stabilisce che le Commissioni esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti di indirizzo e di controllo politoco-amministrativo attribuitegli dal Consiglio Comunale e che le stesse hanno il potere di presentare proposte di deliberazioni, nell’ambito delle materie di propria competenza. La Commissione, subito dopo il suo insediamento e come atto iniziale elaborava una proposta per la modifica del Regolamento sul Funzionamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari, essendo emerso che occorreva, prima ancora di entrare nel merito delle singole pratiche, chiarire le regole, i limiti ed i compiti delle singole Commissioni ma questa proposta trasmessa il 12.12.2006, pur essendo stata più volte sollecitata a tutti gli organi a cui era diretta e cioè Presidente
del Consiglio, Sindaco, Gruppi Consiliari e Direttore Generale, non ha mai avuto alcun riscontro, mentre, venivano nel tempo inoltrate per la trattazione alcune pratiche riguardanti varianti al P.R.G.; altre riguardanti cc.dd. lottizzazioni o piani di zona; altre riguardanti sdemanializzazioni ed altre ancora riguardanti concessioni di relitti di suolo comunale.Per quanto riguarda le varianti al P.R.G., peraltro tutte presentate molto tempo prima della istituzione delle Commissioni Consiliari ed una addirittura già approvata in Consiglio Comunale, la Commissione non esprimeva alcun parere in quanto si asteneva dal trattarle sancendo come principio quello di non esaminare pratiche in variante al P.R.G. se non esclusivamente quelle riguardanti opere pubbliche; Per quanto riguarda le lottizzazioni queste venivano esaminate e licenziate per essere inserite nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale; Per quanto riguarda le sdemanializzazioni e le concessioni non si riusciva ad esaminarle per il venir meno del numero legale. Al riguardo giova rammentare che insieme a queste pratiche risultava inserita anche una richiesta di cc.dd. “ sportello Unico “. Tutte queste pratiche venivano inserite nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 1° agosto 2007, senza attendere che la Commissione le esaminasse. In merito lo scrivente inviava una formale nota a tutti gli organi in oggetto con la quale contestava l’anomala procedura sia perché veniva esautorata dalle funzioni la Commissione sia perché era emerso che alcune pratiche trasmesse alla Commissione come sdemanializzazioni erano state poi inoltrate al Consiglio Comunale come concessioni in uso. Ciò nonostante la Commissione Territorio, stabiliva e proponeva che prima di procedere alle sdemanializzazioni e concessioni in uso si doveva effettuare un censimento dei suoli comunali al fine di rendere pubblici e quindi accessibili a chicchessia, i relitti di suolo che l’Ente aveva intenzione di cedere ai privati. Anche in questo caso la legittima proposta fata dalla nostra Commissione sulla trasparente cessione dei relitti comunali non ha trovato alcun riscontro. Recentemente il Consiglio Comunale veniva convocato, fra l’altro, in merito alla destinazione dei cc.dd. “ Fondi Fintecna “ e veniva stabilito di incaricare di ciò la Commissione Territorio che, tempestivamente convocata, sollecitava tutti gli organi in indirizzo a trasmetterLe gli atti per iniziare i lavori. A differenza di come stabilito dal Consiglio, così come riporta la stampa, il Comune di Villa San Giovanni avrebbe già ottenuto somme ingentissime per progetti scelti da pochi intimi, fra i quali non mi pare di avere visto, sentito o letto ci fosse alcun componente della Commissione Territorio che ancora attende di poter esaminare gli atti richiesti. Per quanto riguarda il P.R.G., il progetto Relate che interessa uno dei più degradati quartieri della nostra Città, nonché per tutti gli altri interventi che riguardano il Territorio, credo sarebbe stata cosa buona e giusta, nel rispetto del tanto decantato bilancio partecipato e delle funzioni attribuite alla Commissione Territorio, rendere partecipe la stessa visto che per questo era stata creata e voluta dall’intero Consiglio Comunale. Infine, per quanto riguarda l’approvazione del progetto per il mercato settimanale e per un area parcheggi previsti nella zona sottostante le Scuole Medie di via Monsignor Bergamo, si ritiene che trattandosi di una variante al P.R.G. per la realizzazione di un opera pubblica detto progetto, così come fatto presente in Consiglio Comunale dal consigliere Aragona, doveva – anche per ragioni di trasparenza e di equità - essere preventivamente esaminato dalla Commissione Territorio, cosa questa che anche in questo caso non è stata consentita. A questo si aggiungano alcune gravi affermazioni di inefficienza, lamentate durante alcuni Consigli Comunali ai quali non ho potuto partecipare per giustificato motivo, che avrebbero costretto alcuni componenti della Commissione da me presieduta a difendere l’operato della stessa dal “ fuoco amico “ proveniente quindi dalla stessa maggioranza. Siccome sono certo di avere sempre operato per il bene pubblico ed al servizio della collettività non mi ritengo più disponibile ad assumermi colpe e responsabilità che non mi appartengono, artatamente fatte circolare da qualcuno che mira a delegittimare il mio operato ed il mio percorso politico, esponendomi al rischio di non tanto imprevedibili e gravi ripercussioni, oramai frequenti contro gli Amministratori locali.
Il compianto Giudice Giovanni Falcone profeticamente diceva:
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande
Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. Non essendomi possibile espletare il mandato in una così inqualificabile situazione che mi vedrebbe costretto ad operare senza strumenti o con strumenti volutamente resi inservibili ed inefficaci e peraltro senza il necessario sostegno con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di presidente della Commissione Territorio ed anche di componente della Commissione Elettorale. E’ giusto anche dire che sui fatti avevo consegnato alcuni mesi fa una dettagliata nota al mio partito anche questa priva di esito, quindi, riservandomi l’approfondimento di ulteriori aspetti del mio futuro politico a sostegno di questo partito e di questa distratta maggioranza, come già costretto a fare con altre vicende scaturite nel corso di questa esperienza amministrativa comunico di aver intenzione di tutelare la mia immagine, il mio prestigio e la mia onorabilità, anche in sede legale».
del Consiglio, Sindaco, Gruppi Consiliari e Direttore Generale, non ha mai avuto alcun riscontro, mentre, venivano nel tempo inoltrate per la trattazione alcune pratiche riguardanti varianti al P.R.G.; altre riguardanti cc.dd. lottizzazioni o piani di zona; altre riguardanti sdemanializzazioni ed altre ancora riguardanti concessioni di relitti di suolo comunale.Per quanto riguarda le varianti al P.R.G., peraltro tutte presentate molto tempo prima della istituzione delle Commissioni Consiliari ed una addirittura già approvata in Consiglio Comunale, la Commissione non esprimeva alcun parere in quanto si asteneva dal trattarle sancendo come principio quello di non esaminare pratiche in variante al P.R.G. se non esclusivamente quelle riguardanti opere pubbliche; Per quanto riguarda le lottizzazioni queste venivano esaminate e licenziate per essere inserite nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale; Per quanto riguarda le sdemanializzazioni e le concessioni non si riusciva ad esaminarle per il venir meno del numero legale. Al riguardo giova rammentare che insieme a queste pratiche risultava inserita anche una richiesta di cc.dd. “ sportello Unico “. Tutte queste pratiche venivano inserite nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 1° agosto 2007, senza attendere che la Commissione le esaminasse. In merito lo scrivente inviava una formale nota a tutti gli organi in oggetto con la quale contestava l’anomala procedura sia perché veniva esautorata dalle funzioni la Commissione sia perché era emerso che alcune pratiche trasmesse alla Commissione come sdemanializzazioni erano state poi inoltrate al Consiglio Comunale come concessioni in uso. Ciò nonostante la Commissione Territorio, stabiliva e proponeva che prima di procedere alle sdemanializzazioni e concessioni in uso si doveva effettuare un censimento dei suoli comunali al fine di rendere pubblici e quindi accessibili a chicchessia, i relitti di suolo che l’Ente aveva intenzione di cedere ai privati. Anche in questo caso la legittima proposta fata dalla nostra Commissione sulla trasparente cessione dei relitti comunali non ha trovato alcun riscontro. Recentemente il Consiglio Comunale veniva convocato, fra l’altro, in merito alla destinazione dei cc.dd. “ Fondi Fintecna “ e veniva stabilito di incaricare di ciò la Commissione Territorio che, tempestivamente convocata, sollecitava tutti gli organi in indirizzo a trasmetterLe gli atti per iniziare i lavori. A differenza di come stabilito dal Consiglio, così come riporta la stampa, il Comune di Villa San Giovanni avrebbe già ottenuto somme ingentissime per progetti scelti da pochi intimi, fra i quali non mi pare di avere visto, sentito o letto ci fosse alcun componente della Commissione Territorio che ancora attende di poter esaminare gli atti richiesti. Per quanto riguarda il P.R.G., il progetto Relate che interessa uno dei più degradati quartieri della nostra Città, nonché per tutti gli altri interventi che riguardano il Territorio, credo sarebbe stata cosa buona e giusta, nel rispetto del tanto decantato bilancio partecipato e delle funzioni attribuite alla Commissione Territorio, rendere partecipe la stessa visto che per questo era stata creata e voluta dall’intero Consiglio Comunale. Infine, per quanto riguarda l’approvazione del progetto per il mercato settimanale e per un area parcheggi previsti nella zona sottostante le Scuole Medie di via Monsignor Bergamo, si ritiene che trattandosi di una variante al P.R.G. per la realizzazione di un opera pubblica detto progetto, così come fatto presente in Consiglio Comunale dal consigliere Aragona, doveva – anche per ragioni di trasparenza e di equità - essere preventivamente esaminato dalla Commissione Territorio, cosa questa che anche in questo caso non è stata consentita. A questo si aggiungano alcune gravi affermazioni di inefficienza, lamentate durante alcuni Consigli Comunali ai quali non ho potuto partecipare per giustificato motivo, che avrebbero costretto alcuni componenti della Commissione da me presieduta a difendere l’operato della stessa dal “ fuoco amico “ proveniente quindi dalla stessa maggioranza. Siccome sono certo di avere sempre operato per il bene pubblico ed al servizio della collettività non mi ritengo più disponibile ad assumermi colpe e responsabilità che non mi appartengono, artatamente fatte circolare da qualcuno che mira a delegittimare il mio operato ed il mio percorso politico, esponendomi al rischio di non tanto imprevedibili e gravi ripercussioni, oramai frequenti contro gli Amministratori locali.Il compianto Giudice Giovanni Falcone profeticamente diceva:
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande
Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere. Non essendomi possibile espletare il mandato in una così inqualificabile situazione che mi vedrebbe costretto ad operare senza strumenti o con strumenti volutamente resi inservibili ed inefficaci e peraltro senza il necessario sostegno con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di presidente della Commissione Territorio ed anche di componente della Commissione Elettorale. E’ giusto anche dire che sui fatti avevo consegnato alcuni mesi fa una dettagliata nota al mio partito anche questa priva di esito, quindi, riservandomi l’approfondimento di ulteriori aspetti del mio futuro politico a sostegno di questo partito e di questa distratta maggioranza, come già costretto a fare con altre vicende scaturite nel corso di questa esperienza amministrativa comunico di aver intenzione di tutelare la mia immagine, il mio prestigio e la mia onorabilità, anche in sede legale».
SCILLA. Nasce il Circolo di Azione Giovani
Domenica 27 gennaio alle ore 11, in via Umberto I, 94, (arteria che si snoda tra la chiesa di San Rocco e il Palazzo municipale), si avrà luogo l’inaugurazione del locale circolo di Azione Giovani, movimento giovanile di Alleanza Nazionale. Alla cerimonia interverranno, tra gli altri, il senatore Giuseppe Valentino, il presidente del nascente circolo giovanile Alberto Ribuffo, il presidente provinciale di Azione Giovani Daniele Romeo e il consigliere comunale di Reggio Calabria Beniamino Scarfone, membro dell’esecutivo nazionale di A.G..Il circolo nasce dall’esigenza di dare un punto di riferimento alla “destra” e alla politica scillese, ormai annientata dai vari movimenti elettorali e liste civiche. «La nostra rivolta è contro un malcostume locale che vede la politica limitata alle sole agitazioni pre-elettorali, contro uno stato di fatto che non considera le reali esigenze della cittadinanza. – sottolinea il presidente Ribuffo - Vogliamo ristabilire di nuovo serietà e rigore, con un’entità permanete sul territorio sempre disposta a tener conto dei problemi cittadini. Il paese necessita di interventi forti, e noi non mancheremo mai di ripeterlo, mettendo in campo le nostre proposte, idee e programmi.
Crediamo in questo progetto, che rappresenta per noi un impegno di costanza e disponibilità; una nuova occasione per la diffusione dei valori della destra. Invitiamo la cittadinanza scillese a intervenire numerosa all'inaugurazione».
giovedì 24 gennaio 2008
REGGIO. Ritardi nella consegna della posta
Centinaia di tonnellate di lettere arretrate sono ferme nei depositi delle Poste Italiane da molto tempo. Lo rivelano alcuni organi di stampa, secondo i sindacati di categoria, la causa dei ritardi è imputabile al fallimento della
riorganizzazione dei servizi postali dell’azienda.Anche a Reggio Calabria, si registrano abbondanti ritardi e disservizi nella distribuzione e consegna della posta che non viene recapitata da diverse settimane o viene recapitata a singhiozzo. Tutto ciò oltre a determinare la negazione del diritto essenziale alla corrispondenza, causa notevoli disagi che si ripercuotono inevitabilmente sui cittadini, perché saltano le date di scadenza di bollette, fatture, rate di mutuo bancario, bollettini postali, con relativi addebiti di interessi, morosità o addirittura la possibile interruzione di servizi quali Enel, Telecom, ecc. che potrebbe comportare considerevoli costi di riallaccio, inoltre i disagi di questi giorni potrebbero causare danni ben più consistenti nel caso in cui si dovessero perdere delle occasioni di lavoro per non essere stati informati tempestivamente di un eventuale colloquio.
Tutto ciò è scaturito da una disorganizzazione del piano aziendale delle Poste che tende più a potenziare i servizi finanziari e assicurativi a discapito di quelli postali ed in particolare del recapito della corrispondenza, in molte zone della città i postini ai quali beninteso va tutta la nostra riconoscenza, sono costretti a turni massacranti di lavoro (massiccio impiego di ricorso al lavoro straordinario giornaliero) per poter consegnare la corrispondenza giacente non solo nella propria zona di appartenenza, ma anche in altre zone sguarnite di personale.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, chiede a Poste Italiane S.p.A. di rivedere la propria gestione aziendale potenziando gli organici dell’ente, di revisionare la Carta della qualità dei prodotti postali, attualmente infatti spiega l’associazione, “nessun rimborso è previsto per ritardi nella consegna della posta tradizionale, anche se si tratta di
fatture, inoltre solo il mittente, non il destinatario, può agire per chiedere un rimborso, nonché di adottare un sistema di tracciatura per evitare che gli eventuali ritardi nella consegna di bollette, fatture e pacchi non ricadano sulle tasche dei cittadini. In questo modo, si potrebbe facilmente individuare chi non ha rispettato i tempi durante la trasmissione del prodotto ed agire di conseguenza.In attesa che venga attivata una possibile azione collettiva anche per tali inefficienze, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, oltre a tutelare i cittadini che dovessero subire dei danni a causa dei disagi o dei ritardi nella consegna della corrispondenza, non esiterà, stante il perdurare di tale disservizio, a denunciare dinanzi all’Autorità Giudiziaria l’Ente Poste per il reato di interruzione di pubblico servizio.
REGGIO. Sgominata dai carabinieri banda di rumeni che sfruttava la prostituzione
I CARABINIERI DEL NUCLEO OPERATIVO DELLA COMPAGNIA CITTADINA, NELL’AMBITO DI SERVIZI NOTTURNI PREDISPOSTI DAL COLONNELLO LEONARDO ALESTRA PER CONTRASTARE LA RECRUDESCENZA DI REATI NELL’ARCO NOTTURNO, HANNO PROCEDUTO AL CONTROLLO DELLE FREQUENTATRICI NOTTURNE DELLE VIE DEL CENTRO. DOPO UN LUNGO SERVIZIO DI OSSERVAZIONE E PEDINAMENTO, I MILITARI DELL’ARMA HANNO PROCEDUTO ALL’ARRESTO DI TRE RUMENI CHE FAVORIVANO L’ATTIVITA’ DI DUE PROSTITUTE IN VIA GUGLIELMO PEPE E A PIAZZA GARIBALDI. MENTRE NICOLAE STOLERU (foto in alto), 27 ANNI, SE NE STAVA NEI PRESSI DEL BAR “IL TRENO DEI DESIDERI” CON IL COMPITO DI PORTARE DA BERE ALLE DONNE E DI CONTROLLARE CHE LE “ASSISTITE”, UNA VOLTA TERMINATO IL “SERVIZIO” COL CLIENTE, NON AVESSERO AVUTO PROBLEMI, GLI ALTRI DUE, IL VENTIDUENNE CLAUDIU IOAN COSMA (foto in basso) E MARIUS GROSU (foto al centro) 27 ANNI, CON PRECEDENTI SPECIFICI E DIVIETO DI DIMORA NELLA PROVINCIA REGGINA, A BORDO DI UNA GOLF, ANDAVANO A VERIFICARE CHE TUTTO FOSSE IN ORDINE NELLA ZONA DEL CIRCOLO VELICO DOVE SI APPARTAVANO ED AVVENIVANO GLI “INCONTRI”. AL TERMINE DELLA SERATA LAVORATIVA, CON LA GOLF, I TRE RECUPERAVANO LE CONNAZIONALI ED IL “PALO”, PARTENDO ALLA VOLTA DI MELITO PORTO SALVO DOVE LA RIPUGNANTE BANDA AVEVA LA SEDE OPERATIVA. I CARABINIERI, SI DAVANO ALL’INSEGUIMENTO SULLA SS 106 CHE TERMINAVA CON L’ARRESTO DEI TRE NELLA CENTRALE VIA STADIO DI MELITO PORTO SALVO. ALL’ATTO DELLA PERQUISIZIONE, I TRE
VENIVANO TROVATI IN POSSESSO DI CIRCA 500 EURO, INCASSO CHE LE DONNE POCO PRIMA AVEVANO CONSEGNATO LORO. DICHIARATI IN STATO D’ARRESTO, VENVANO RINCHIUSI NEL CARCERE DI SAN PIETRO PER FAVOREGGIAMENTO DELLA PROSTITUZIONE SU DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO MINISTERO DOTTORESSA MIRANDA CHE HA COORDINATO L’INDAGINE PER CONTO DELLA LOCALE PROCURA DELLA REPUBBLICA.DURANTE LA PERMANENZA IN CASERMA PER LA FORMALIZZAZIONE DELL’ARRESTO, UNA DELLE DUE ROMENE CONFORTATA DA UNA DONNA CARABINIERE, CONFESSAVA DI AVER INIZIATO A PROSTITUIRSI IN VISTA DEL SUO COMPLEANNO PER POTER RACCOGLIERE IL DENARO NECESSARIO PER FESTEGGIARLO CON SFARZO. POI, SI E’ TROVATA COSTRETTA A PROSTITUIRSI, PER TIMORE DI RITORSIONI, NON AVENDO TROVATO IL CORAGGIO DI SMETTERE E DEDICARSI AD UNA PULITA ATTIVITA’ LAVORATIVA COSI COME CREDONO IN PATRIA I SUOI FAMILIARI CHE OGNI MESE RICEVONO PARTE DI QUELL’INESISTENTE STIPENDIO.
NON E’ UNA NOVITA’ CHE IL FENOMENO DELLA PROSTITUZIONE HA ASSUNTO ANCHE A REGGIO CALABRIA PROPORZIONI RAGGUARDEVOLI. LA NOTTE E’ ORMAI IMPOSSIBILE, PASSARE PER LE VIE DEL CENTRO, SENZA IMBATTERSI IN DONNE PROVOCANTI E DAGLI ABITI PIUTTOSTO SUCCINTI, PROVENIENTI DAI PAESI
DELL’EST EUROPA O DALL’AMERICA LATINA, CHE METTONO IN VENDITA IL PROPRIO CORPO. GLI ISTINTI IRREFRENABILI, TUTTAVIA, DA UNA PARTE QUELLO DEI CLIENTI DI PROVARE L’EBBREZZA DEI RAPPORTI SESSUALI A PAGAMENTO, DALL’ALTRO QUELLO DEGLI AGUZZINI DI GUADAGNARE FACILMENTE GROSSE SOMME DI DANARO SENZA FATICA, SPINGE GLI SFRUTTATORI AD OPERARE INCURANTI DEL RISCHIO DI FINIRE IN GALERA E I CLIENTI A RISCHIARE FIGURACCE. NE VALESSE ALMENO LA PENA! SICURAMENTE AL CLIENTE REGGINO IN CERCA DI EMOZIONI NON SI PRESENTANO AFFASCINANTI “PRETTY WOMAN” CHE, COME JULIA ROBERTS ASPETTANO I CLIENTI LUNGO IL SUNSET BOULEVARD DI LOS ANGELES. MA DE GUSTIBUS…IN PIU’, PER I CLIENTI, C’E’ IL RISCHIO DI ESSERE CONTROLLATI DALLE FORZE DELL’ORDINE, IN SITUAZIONI IMBARAZZANTI, ALL’INTERNO DELLE PROPRIE VETTURE ED IN COMPAGNIA DI QUESTE “PROFESSIONISTE”. STANOTTE, A REGGIO, AD ALCUNI SFORTUNATI AVVENTORI E’ CAPITATO PROPRIO QUESTO. REGGIO. I giornalisti reggini celebrano il Patrono
Sabato prossimo alle ore 10 nella Cappella Maggiore del Seminario Arcivescovile di Reggio Calabria (via Pio XI), i giornalisti reggini celebrano la festa del patrono San
Francesco di Sales. Ad officiare la Santa Messa, monsignor Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria - Bova e giornalista. Al termine della cerimonia religiosa, nell'Aula Magna avrà luogo il tradizionale incontro dei giornalisti con le autorità civili e religiose. L’iniziativa è promossa dall'Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali diretto da don Antonino Denisi, dalla Sezione Calabria dell’Unione Cattolica Stampa Italiana guidata dal consigliere nazionale don Pippo Curatola, dall'Ordine dei Giornalisti della Calabria presieduto da Giuseppe Soluri (nella foto a destra) e dal
Sindacato dei Giornalisti della Calabria guidato dal segretario Carlo Parisi (nella foto a sinistra). San Francesco di Sales (1567-1622) patrono dei giornalisti, canonizzato nel 1665 e proclamato Dottore della Chiesa nel 1877, fu proclamato patrono dei giornalisti per la modernità del suo ricorso ai volantini, ovvero semplici fogli settimanali sui quali, in amabile polemica coi calvinisti, sviluppò le singole verità di fede dal punto di vista cattolico, spiegandole in maniera semplice ed efficace. I fogli venivano fatti scivolare come pieghevoli sotto le porte o affissi agli angoli delle strade come un giornale murale. Fu proprio questo costume nella sua predicazione dei valori cristiani che spinse Papa Pio XI, nel 1923, a proclamare il già Santo Francesco di Sales “Patrono dei giornalisti cristiani”. (ASCA)REGGIO. Riorganizzazione uffici Questura
Il vice questore aggiunto, Gerlando Costa (nella foto) è il nuovo dirigente dell’Ufficio prevenzione
generale e soccorso pubblico, in cui opera la Sezione Volanti, indispensabile presidio di prevenzione e repressione al servizio del cittadino. Costa, che proviene dalla Sezione Misure di prevenzione, prende il posto del pari grado Filippo Leonardo, il quale avrà la responsabilità dell’intero settore logistico e affiancherà il questore Santi Giuffrè nella istruzione delle pratiche relative al completamento dei lavori del Centro polifunzionale della Polizia di Stato (foto in basso a destra) del rione Santa Caterina e dell’ex caserma dell’esercito “Mezzacapo” (foto in basso a sinistra), destinata ad ospitare uffici della Polstato. Il ministero dell’Interno ha inoltre inviato alla questura di Reggio Calabria quattro nuovi funzionari. Si tratta di commissari capo che sono stati assegnati uno alla Squadra Mobile, due all’Upgsp ed il quarto alle Misure di prevenzione.
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