
Nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del Gruppo di Locri, con il supporto dei “Cacciatori d’Aspromonte” e di elicotteri dell’8° Nucleo di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di dieci persone. L’operazione chiamata convenzionalmente “Zaleuco” ha interessato i territoei comunali di San Luca, Bovalino, Benestare, Bologna ed Udine. Gli arrestati sono accusati di aver organizzato e fatto parte di un’associazione a delinquere di tipo mafioso denominata “cosca Nirta –Strangio”, operante sia nel territorio di San Luca e paesi limitrofi, sia in Germania nel territorio di Kaarst e Duisburg, e finalizzata alla commissione di omicidi, al detenzione e porto illegale di armi, anche da guerra ed esplosivi, controllo del territorio e delle relative

attività produttive, acquisizione in modo diretto o indiretto o alla gestione o comunque al controllo di attività economiche, per realizzare vantaggi o profitti ingiusti. Con l’aggravante di essere un’’associazione armata, alla quale i riscontri investigativi acquisiti hanno consentito di attribuire la configurazione di gruppo criminale organizzato transnazionale. Fra i destinatari della misura restrittiva figurano personaggi di spicco nello scenario criminale di San Luca e di Platì, quali Francesco Barbaro
(foto 1) detto u castanu, che, benché detenuto, continuava comunque dal carcere a dirigere gli “affari della famiglia”, Giuseppe Pelle
(foto 2) alias saccu iancu, reggente della famiglia per conto del capo riconosciuto, Antonio, inteso gambazza, latitante fra i primi 30 più pericolosi, Maria Pelle
(foto 3) ed Antonella Vottari
(foto 4), moglie e sorella del già latitante e capo dell’omonimo clan

Francesco Vottari, arrestato nell’ottobre scorso sempre dai carabinieri. Nel corso dell’operazione, altri coindagati in stato di libertà quali associati o fiancheggiatori della medesima cosca sono stati sottoposti a perquisizioni domiciliari. Il blitz dell’Arma è il frutto ulteriore di una laboriosa attività d’indagine che il Nucleo investigativo del Gruppo di Locri ha condotto, sotto la guida della Dda di Reggio Calabria, sulle consorterie mafiose di San Luca, in continuità e prosecuzione del primigenio filone d’indagine “Fehida” che, avviato a seguito della cosidetta “Strage di Natale”, aveva già portato, nell’agosto 2007, alla cattura di 29 persone a vario titolo responsabili di omicidi, associazione mafiosa e reati in materia di armi. I fatti del dicembre 2006 hanno segnato,

com’è noto, la violenta ripresa delle storica faida per il controllo del territorio fra i contrapposti gruppi familiari “Pelle - Vottari” e “Nirta - Strangio”, iniziata nel 1991 e mai sopitasi nel corso degli anni, che, nel giro di pochi mesi, ha poi fatto registrare quattro omicidi e due tentati omicidi, sino a giungere, il 15 agosto 2007, alla “Strage di Duisburg”, quando sei persone vicine al clan Pelle-Vottari sono stati uccisi da un commando di killer, uno dei quali successivamente identificato, dallo stesso Nucleo Investigativo di Locri, in Giovanni Strangio. Sul sanguinoso dipanarsi della “faida di San Luca” si è perciò concentrato un massiccio sforzo che il Gruppo carabinieri di Locri – in sinergia con convergenti attività specialistiche condotte in area dal Ros - ha prodotto sia sul fronte info-investigativo sia su quello del

controllo del territorio e che ha già portato, nei mesi scorsi al rinvenimento di: nove bunker e di armi all’interno di alcuni di essi e di una cappella del cimitero di San Luca; all’arresto del latitante Francesco Vottari; all’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Giovanni Strangio, tuttora ricercato; al sequestro di beni facenti capo ad entrambe le fazioni in lotta, per un valore complessivo pari a 150 milioni di euro. L’operazione odierna avrebbe consentito di giungere alle risultanze che hanno permesso di ricostruire minuziosamente antefatti e dinamiche susseguenti alla “Strage di Duisburg” e di acquisire nuovi, rilevanti ed univoci riscontri sulle vicende analizzate e sul ruolo in esse avuto da appartenenti e fiancheggiatori dei sodalizi criminali indagati.
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