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SCILLA, Reggio Calabria, Italy
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

venerdì 30 novembre 2007

Garibaldi a Reggio Calabria

In occasione della manifestazione “Garibaldi a Reggio Calabria 1860-1861, fatti luoghi e personaggi”, l’Amministrazione comunale ha organizzato una serie di iniziative a partire dalle ore 15.30 con una visita dei sindaci e delegati al Museo Nazionale della Magna Grecia. Alle ore 18.30 dibattito sulle vicende storiche a Palazzo San Giorgio ed alle ore 19 incontro con Anita Garibaldi. Ad accogliere i partecipanti nel Salone dei Lampadari è stato il consigliere comunale Giuseppe Agliano. Al dibattito, moderato dallo stesso rappresentante della civica amministrazione reggina hanno partecipato, tra gli altri, lo storico Agazio Trombetta, il presidente dell'Anassilaos, Stefano Iorfrida, il sindaco di Sant'Eufemia d'Aspromonte, i rappresentanti municipali di Melito Porto Salvo, San Lorenzo, Villa San Giovanni e di alcuni Comuni siciliani fra cui Marsala.

SIBARI. Arrestati tre algerini dalla Polfer

Nel corso dei servizi d’Istituto, finalizzati a prevenire e reprimere reati in genere in ambito ferroviario, durante i controlli di prevenzione operati sui treni a lunga percorrenza, in partenza ed in arrivo, presso la stazione F.S. di Sibari, personale del posto Polfer, ha individuato tre giovani che, con fare sospetto, dopo essere scesi da un convoglio ferroviario proveniente da Reggio Calabria, hanno eluso i controlli degli agenti allontanandosi dallo scalo. I tre sono stati bloccati subito dopo e successivamente accompagnati presso gli uffici Polfer di Sibari. Sottoposti a controlli di rito, sono stati identificati per Hanza Rezake, 21 anni, Mohamed Berkane, 19 anni e Khaled Benhamida, 21 anni, tutti di nazionalità algerina. A loro carico risultano dei provvedimenti circa l’ordine di lasciare il territorio italiano entro 5 giorni con Decreti emessi dalle Questure di Bari e Crotone. Essendo inottemperanti e quindi clandestini sul territorio nazionale, i tre giovani algerini sono stati posti in stato di arresto, aggravato dalla risultanza di numerosi precedenti e molteplici alias a loro carico. Ultimate le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Castrovillari a disposizione della competente autorità giudiziaria.

giovedì 29 novembre 2007

ROMA. Presentato il calendario storico dell'Arma dei Carabinieri

Nella suggestiva cornice dell'Aula Magna della Scuola Ufficiali, alla presenza del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d'Armata Gianfrancesco Siazzu, dei massimi vertici dell'Istituzione, dei giornalisti delle redazioni radiotelevisive e della carta stampata, di una folta rappresentanza di Carabinieri in servizio, dell'Associazione Nazionale Carabinieri, dell'Onaomac e del Co.Ce.R., si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico e dell'Agenda Storica 2008 dell'Arma dei Carabinieri, quest'anno dedicati ai "Carabinieri nello Sport": un omaggio allo Sport ed ai tanti Carabinieri che hanno realizzato imprese straordinarie dando lustro allo Sport nazionale nel mondo ed all'Arma.Sport e Carabinieri, dunque, come binomio vincente nella pratica agonistica ma anche nella vita, tanto che il Carabiniere, atleta o interprete del servizio quotidiano, è da quasi due secoli un modello di valori e di dedizione al bene comune. Il "Calendario Storico", in particolare, ogni anno suscita un interesse sempre crescente, a testimonianza dell'affetto e della vicinanza con cui la gente gratifica l'Arma, ed è diventato per i collezionisti un appuntamento immancabile. Realizzato per la prima volta a Firenze nel 1928, la sua pubblicazione fu affidata nel 1934 al Museo Storico dell'Arma e, dopo un'interruzione durata cinque anni dal 1945 a 1949, venne ripresa regolarmente nel 1950: da allora ha raccontato, con le sue tavole, la gloriosa storia dell'Arma e attraverso di essa quella d'Italia. Le bellissime tavole del Calendario Storico 2008, riproposte anche sull'Agenda e realizzate dal Maestro Luciano Jacus, sono state commentate al pubblico in platea da Bruno Vespa, con la collaborazione dell'attrice Milena Miconi, presentatrice dell'evento. ospiti intervenuti, un quadro con la tavola della copertina del Calendario 2008.

BRACCONAGGIO. Operazioni del Corpo Forestale nel territorio provinciale

Nel corso dei servizi anti bracconaggio e di prevenzione delle rapine ai danni dei cacciatori, il personale dei comandi Stazione forestali di Sant’Eufemia d’Aspromonte e di San Giorgio Morgeto, hanno provveduto a denunciare all’Autorità Giudiziaria B. G., 40 anni di Oppido Mamertina e M. F., 63 anni di Molochio, i quali sono stati sorpresi in località “Castaneto” del comune di Molochio ad esercitare l’attività di caccia su specie protette dalle leggi e con l’ausilio di richiami acustici elettromagnetici non consentiti.Agli stessi sono stati sequestrati i fucili da caccia, le munizioni, la selvaggina abbattuta ed i richiami acustici.
Nel territorio del comune di Cittanova, in località “Bulverello”, S. A. 44 anni, di Taurianova, è stato trovato dal personale del comando Stazione di San Giorgio Morgeto, mentre con l’ausilio di richiami acustici, posizionati su un palo di una recinzione, era in evidente atteggiamento di caccia.
Sono stati sequestrati il fucile calibro 12, 25 cartuccie a munizione spezzata ed il richiamo acustico. Continuano con ottimi risultati i servizi di controllo del territorio appositamente predisposti dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato finalizzati sia a contrastare il fenomeno del bracconaggio e sia alla prevenzione e repressione delle rapine di fucili a danno dei cacciatori.

VILLA. La Finanza sequestra un chilo di hashish ed arresta un corriere catanese

NELL’AMBITO DEGLI APPOSITI SERVIZI PREDISPOSTI DAL COMANDANTE PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA, COLONNELLO FRANCESCO GAZZANI, NEL SETTORE DELLA PREVENZIONE E REPRESSIONE DEL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, I MILITARI DELLA COMPAGNIA DI REGGIO CALABRIA, CON L’AUSILIO DELL’UNITA’ CINOFILA, HANNO EFFETTUATO, PRESSO LA STAZIONE DI VILLA SAN GIOVANNI, UNA SERIE DI CONTROLLI SUI TRENI IN TRANSITO DAL NORD E DIRETTI IN SICILIA.
NEL CORSO DI TALE ATTIVITA’, NEI PRESSI DEL TRENO PROVENIENTE DA VENEZIA E DIRETTO A SIRACUSA, IL CANE ANTIDROGA “PESSY” MOSTRAVA SEGNI DI IRREQUIETEZZA NEI CONFRONTI DEL BAGAGLIO DI UN PASSEGGERO, TALE M. G. 28 ANNI DI CATANIA.
SUCCESSIVI ED APPROFONDITI CONTROLLI, HANNO CONSENTITO DI RINVENIRE, ABILMENTE OCCULTATI TRA GLI EFFETTI PERSONALI DEL BAGAGLIO AL SEGUITO, 10 PANETTI DI HASHISH PER UN PESO COMPLESSIVO DI OLTRE 1 CHILOGRAMMO.
I MILITARI, SU DISPOSIZIONE DEL P.M. PROCEDENTE, HANNO, QUINDI, TRATTO IN ARRESTO IL RESPOSABILE E PROCEDUTO AL SEQUESTRO DELLA SOSTANZA ILLECITAMENTE DETENUTA.

AFRICO. Confiscati beni a Leo Zappia

Personale dell’Ufficio Misure di prevenzione della Divisione anticrimine della Questura di Reggio Calabria ha eseguito la confisca di un vasto appezzamento di terreno di circa 10 are con annessa villa a tre piani fuori terra che costituiva l’abitazione di Leo Zappia, 50 anni, pregiudicato di Africo. Zappia, già sorvegliato speciale, condannato ad 12 anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti ed associazione per delinquere di stampo mafioso, farebbe parte del clan di ‘ndrangheta capeggiato da Giuseppe Morabito, “ù tiradrittu”, cosca dedita prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti ed armi, estorsioni, accaparramento di appalti pubblici ed altro. Nel 2000 Zappia è stato, infatti, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito della operazione di polizia denominata “Armonia” che interessò circa 106 affiliati alla potente cosca facente capo al “tiradritto”. A seguito di tale procedimento penale è stato condannato dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria ad anni 12 di reclusione. La confisca è la diretta conseguenza del sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di prevenzione nel 2001 a seguito della proposta avanzata dal Questore di Reggio Calabria. L’attività investigativa sviluppata dall’Ufficio misure di prevenzione, diretto da Gerlando Costa con il coordinamento del dirigente della Divisione anticrimine Benedetto Sanna, ha consentito di accertare la piena riconducibilità dei beni immobili confiscati allo Zappia, seppur giuridicamente intestati ad altre persone. Il valore del patrimonio confiscato ammonta a circa 400 mila euro.

REGGIO. Giovane centauro perde la vita sulla Statale 106

Un grave incidente stradale ha funestato la oramai tristemente nota Statale 106. Nella tarda mattinata, un giovane diciannovenne ha perso la vita a seguito un incidente stradale avvenuto nei pressi del rione Pellaro. Dai primi accertamenti, sembrerebbe che alla base del sinistro vi sia una manovra azzardata di un automezzo che avrebbe tagliato la strada alla moto condotta dal giovane reggino. Quest'ultimo, dopo avere perso il controllo della moto è caduto rovinosamente sull'asfalto. Vani si sono rivelati i soccorsi, il centauro. figlio di un dipendente del Comune di Reggio Calabria, è morto sul colpo. Purtroppo il 2007 sarà ricordato come l'anno nero degli appassionati delle due ruote reggini.

martedì 27 novembre 2007

REGGIO. Dopo l'Esercito si rischia di perdere anche la Soprintendenza Archeologica

Speriamo che il sindaco Peppe Scopelliti questa volta riesca a salvare la biblioteca di Palazzo Piacentini...Sicuramente, viste le passate performance, vi è poco da scherzare. Il trasferimento del Comando militare regionale, è stata una semplice formalità. Tra i sonni di politicanti e psudo amministratori e gli interessi di Enti Statali, Reggio e la sua provincia hanno perso l’ultimo ed unico presidio dell'Esercito. Adesso, la vorace e famelica e città di Catanzaro si appresta a sferrare un nuovo attacco. Le mire del sindaco Rosario Olivo e company sono rivolte alla Soprintendenza. Non si tratta di una semplice idea. Nella città dei tre colli si è già dato il via al nuovo assalto alla derelitta Reggio. L'ingordigia catanzarese non ha ne limiti, ne pause. Neanche il tempo di gioire per lo scippo della Direzione regionale delle Dogane, che il patologico campanilismo catanzarese si è rimesso in moto. La nuova incursione parte direttamente da Palazzo dei Nobili, sede del civico consesso catanzarese. Stavolta Reggio è in buona compagnia, poiché le mire catanzaresi coinvolgono anche Cosenza dove hanno sede altre Soprintendenze. Per gli increduli ecco il nuovo operato dei galantuomini catanzaresi. Questa la dichiarazione di guerra:
"La seduta consiliare di lunedì scorso ha messo un importante paletto sul percorso di rivalutazione e valorizzazione della città che il movimento civico “CatanzaroNelCuore” intende perseguire. Sono enormi ed innumerevoli le iniziative da intraprendere per consegnare al capoluogo di regione la compiutezza del proprio ruolo e l’esercizio delle proprie funzioni. Errori del passato, scarsa lungimiranza, poco coraggio – assieme alla politica del “contentino” – hanno via via sottratto occasioni di sviluppo, competenze e l’agibilità delle legittime prerogative ad una città leader nel contesto regionale. Nel nostro programma, condiviso sin dalla prima ora dal sindaco Olivo, è ben specificata la strada da percorrere: le mozioni fin qui presentate dal nostro gruppo vanno esattamente nella direzione di restituire alla città dell’istmo la giusta dignità ed il corretto dimensionamento istituzionale, troppe volte minati. Riteniamo che tutto questo debba realizzarsi attraverso una politica generosa che, sebbene possa apparire contraddittoria rispetto alla fermezza che bisogna usare nel difendere lo status direzionale, deve saper guardare all’interezza del territorio catanzarese andando oltre i confini comunali. Sul piano delle funzioni cittadine, siamo soddisfatti che sia stata ottimamente accolta e anch’essa approvata la nostra mozione sulle Soprintendenze. Partendo da un’insostenibile anomalia, cioè dal dato oggettivo nazionale che vede Catanzaro unica città capoluogo di regione a non ospitare nessuna sede di Soprintendenze, è stata deliberata la richiesta di attivare le procedure affinché si colmi questa anacronistica e grave lacuna sul nostro territorio. Se da un lato siamo soddisfatti per l’impegno che ora l’amministrazione dovrà obbligatoriamente profondere, dall’altro siamo sorpresi che tali questioni vengano trattate a distanza di decenni da quando si sarebbero dovute risolvere. Meglio tardi che mai! Ma se vogliamo allineare la città al suo ruolo, attualizzando il tutto all’interno del Piano Strategico, non possiamo più trascurare questi fondamentali aspetti istituzionali. A qualcuno, per anni, questi argomenti sono parsi un tabù e per qualcuno tuttora sembrano operazioni straordinarie. In realtà non c’è niente di più ordinario che richiedere le Soprintendenze, e non solo quelle, per il capoluogo di regione. Sono elementi che ben si incasellano nel più complessivo programma di qualificazione della città all’interno del quale registriamo l’istituzione del Conservatorio musicale e del realizzando “polo delle arti” grazie alla tenacia di Rosario Olivo, l’insediamento del Comando Militare Regionale, l’imminente riapertura dell’Ospedale Militare, le battaglie civili per la Direzione Regionale delle Dogane, per la Scuola di Magistratura, nonché le più importanti fra le opere previste nel capoluogo, ossia la Cittadella Regionale per la quale Agazio Loiero si sta spendendo, ed uno strategico sistema della mobilità pensato non per un’utenza comunale ma secondo un dimensionamento che prefigura la futura area metropolitana di Catanzaro.

SCILLA. Il no degli ambientalisti al Parco Eolico

Wwf e Lipu Calabria annunciano la loro netta opposizione all'ipotesi di un parco eolico sui Piani d'Aspromonte nel territorio comunale scillese. In una nota, Wwf e Lipu lo ritengono un danno incalcolabile e continuo alla numerosissima fauna migratrice che ogni anno attraversa lo Stretto di Messina negli spostamenti da e verso l'Africa. "Tale realizzazione dunque - scrivono Wwf e Lipu - appare in netto contrasto con tutte le norme nazionali e internazionali in materia di conservazione della Fauna".
La società proponente per la realizzazione del Parco eolico è la EOLO Srl. di Avellino. Sull'argomento è già intervenuto il gruppo comunale di opposizione "Uniti per Rinnovare" che, in occasione del civico consesso dove è stata votata la relativa delibera, ha espresso voto sfavorevole, invitando il direttore denerale di includere la loro nota nell’atto deliberativo e di inviare copia al prefetto di Reggio Calabria. Nel documento si evidenziano i motivi che hanno portato al voto contrario. Noi vogliamo precisare -hanno scritto i consiglieri di "Uniti per Rinnovare" - che non siamo contro la produzione di energia eolica anzi, riteniamo che essa vada favorita e sviluppata tenendo presente che le sue esigenze e le sue vocazioni sono molteplici e vanno ponderate e valutate attentamente. Bisogna sentire le proposte e le volontà dei cittadini innanzitutto, bisogna valutare tutti gli aspetti positivi e quelli negativi di tutta la questione, bisogna informarsi presso altri comuni con simili esperienze e, soprattutto, bisogna individuare, fra le zone possibili, quelle che producono il minore danno ed impatto ambientale concertando, naturalmente il tutto con il soggetto che dovrà realizzare l’opera. Certo, il piano di Aspromonte è il territorio più facile, più accessibile e più appetibile per un insediamento di tale tipo ma c’è da chiedersi: è il caso di utilizzare tale territorio per il parco eolico e per l’attraversamento della linea elettrica? Oppure si potrebbero offrire altri percorsi alternativi che, pur raggiungendo lo stesso fine sacrificherebbero di meno il territorio? Avremmo voluto votare a favore atteso che alla sua approvazione si fosse giunti con un consenso che partisse dalla base e maturasse gradualmente fino ed interessare tutto il consiglio comunale. Ciò non ci è stato consentito così come non condividiamo il metodo seguito per giungere alla delibera".

sabato 24 novembre 2007

REGGIO. La Poltel denuncia tre truffatori

Il personale del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni, diretto da Carmelo Vinci, ha sorpreso, in flagranza di reato, tre reggini autori dei reati di truffa, possesso di documenti falsi, ricettazione. I tre indagati avevano organizzato un efficiente sistema di perpetrazione di truffe ai danni di società finanziarie e di uffici postali. Uno dei tre, esperto di informatica, procurava la documentazione falsa alterando i dati anagrafici dei complici, al fine di fornire i documenti di riconoscimento che gli stessi poi utilizzavano per avviare delle richieste di finanziamento.
Ovviamente erano falsi anche i Cud, le buste paga e tutti i documenti inoltrati alle finanziarie. Una volta richiesti i finanziamenti, con gli stessi documenti, attivavano presso gli uffici postali dei conti correnti, ove facevano confluire i finanziamenti per poi prelevare nei giorni successivi l’intero importo.
Tuttavia questa volta ai tre è andata male, poichè gli uomini della Postale, coordinati dal dirigente del settore operativo Gaetano Di Mauro, sono riusciti a coglierli in flagranza di reato mentre tentavano di riscuotere presso l’ufficio postale di Marina di Gioiosa Ionica gli importi di due finanziamenti di euro 15 mila ciascuno. L’attività investigativa degli uomini della polizia postale, procedeva da tempo, perchè il fenomeno ha raggiunto livelli allarmanti sul territorio. Nell’ambito di tale attività alcuni agenti in borghese per diversi giorni, si sono appostati in alcuni uffici postali al fine di controllare l’illecita attività, fino a quando, nell’ufficio postale di Marina di Gioiosa Ionica, si sono presentati due uomini che hanno richiesto l’apertura di due conti correnti; l’atteggiamento sospetto dei due, ha fatto scattare il controllo dei documenti degli stessi.
Dagli accertamenti compiuti dagli agenti è emerso che i documenti non erano originali. A questo punto, è stata effettuata la perquisizione personale in flagranza di reato dei due, estesa poi alle vetture e alle abitazioni. Dall’esame della documentazione sequestrata sarebbe stata accertata anche la responsabilità dell’esperto informatico che aveva procurato i documenti, al quale è stato sequestro un computer e un ingente quantitativo di documenti, ancora al vaglio degli inquirenti. Inoltre, sono state trovate copie di documenti contraffatti e le richieste di finanziamento effettuate poche ore prima presso una finanziaria di Reggio Calabria, dove altro personale Poltel ha proceduto al sequestro dell’intero carteggio. Nell’ambito di quest'ultimo accertamento è emerso che i due avevano già ottenuto altri finanziamenti.

venerdì 23 novembre 2007

A3. Intimidazioni a operai cantieri

Un capocantiere fermato di notte e picchiato; un operaio alla guida di una betoniera fatto scendere dal mezzo che poi è stato incendiato: sono due episodi di intimidazione compiuti ai danni di personale dei cantieri impegnati nei lavori del macrolotto 5 dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria denunciati dai sindacati che si dicono ''seriamente preoccupati per l'escalation di attentati'' nel tratto Gioia Tauro-Scilla, e chiedono ''un intervento straordinario dello Stato'' e ,''se necessario, anche l'intervento dell'esercito''. ''In questi ultimi giorni - affermano i segretari regionali di Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Feneal-Uil, Enzo Pelle, Emilio Maccarrone e Bruno Marte - nel cantiere si respira un'aria pesante e c'è una situazione di tensione tangibile. Nella fase di avvio dei lavori sul macrolotto erano stati bruciati diversi mezzi di cantiere ed anche auto di lavoratori. I lavori si stanno svolgendo su quattro turni, quindi anche di notte. Le zone dove si stanno svolgendo i lavori si trovano in un territorio impervio dove non esiste controllo ed è terreno fertile per i raid intimidatori''. ''I due episodi - proseguono i sindacalisti - hanno prodotto l'effetto di creare un forte clima di tensione all'interno del cantiere dove operano quasi un migliaio tra operai e tecnici. E' necessario porre subito un freno al fenomeno, altrimenti il rischio e' quello di bloccare i lavori sulla Salerno-Reggio''. (ANSA).

giovedì 22 novembre 2007

SAN LUCA. Scoperto dai carabinieri un altro bunker

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Locri hanno individuato un altro bunker a San Luca. Il nascondiglio per latitanti è stato scoperto all’interno di uno stabile di via Kennedy di proprietà della moglie del ricercato Giuseppe Giorgi, 46 anni. Il bunker era stata realizzato sotto il pavimento della cucina. Per accedere al vano della grandezza di un metro per tre è stato necessario superare una botola a scomparsa dotata di apertura elettromeccanica. All’operazione hanno partecipato ache i militari della Compagnia di Bianco, della Sezione anticrimine di Reggio Calabria e dello Squadrone Cacciatori di Vibo Valentia.

SANITA'. La Finanza scopre truffa ai danni della Regione Calabria

AL TERMINE DI ARTICOLATE INDAGINI DELEGATE DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI CATANZARO, IL NUCLEO DI POLIZIA TRIBUTARIA, GRUPPO TUTELA SPESA PUBBLICA, HA DENUNCIATO QUATTRO AMMINISTRATORI E DIRIGENTI DELLA SOCIETÀ “ALMAVIVA SUD SPA” (GIÀ “INTERSIEL SPA”) INCARICATA, PER CONTO DELLA REGIONE CALABRIA, DELLA GESTIONE DELL’ANAGRAFE DELLA POPOLAZIONE ASSISTITA, PER IL REATO DI FRODE IN PUBBLICHE FORNITURE.
L’INDAGINE, SVOLTA SU DELEGA DEL PROCURATORE AGGIUNTO DELLA REPUBBLICA, SALVATORE MURONE, E'STATA AVVIATA A SEGUITO DELLA NOTIZIA, SCATURITA DA UNA VERIFICA PROMOSSA DALL’ASSESSORATO ALLE POLITICHE SANITARIE, DELL’IPOTESI DI CORRESPONSIONE AI MEDICI DI BASE APPARTENENTI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, DI RETRIBUZIONI INDEBITE RELATIVE A PAZIENTI INESISTENTI.
L’ATTIVITÀ INTRAPRESA DALLE FIAMME GIALLE, CHE HA RIGUARDATO LA VERIFICA DEI DATI ACQUISITI DAGLI UFFICI REGIONALI NONCHÉ L’ESAME DELLA PROCEDURA DI AFFIDAMENTO E GESTIONE DEL SERVIZIO DI INFORMATIZZAZIONE DA PARTE DELLA SOCIETÀ APPALTATRICE, CON RIGUARDO AGLI ADEMPIMENTI CONTRATTUALI E FLUSSI DI COMUNICAZIONE, HA CONSENTITO DI ACCERTARE CHE LA SOCIETÀ - NONOSTANTE SPECIFICA PREVISIONE CONTRATTUALE - HA OMESSO DI MONITORARE CON CONTINUITA’ L’ANAGRAFE DEGLI ASSISTITI IN MODO DA EVITARE POSSIBILI DUPLICAZIONI NELL’INSERIMENTO DEI NOMINATIVI IN OCCASIONE DI CAMBI TRA I MEDICI DI BASE, DI RESIDENZA, TRASFERIMENTI O DECESSI.
ED E’ PROPRIO L’OMISSIONE DI TALE FONDAMENTALE INCOMBENZA AD AVER DETERMINATO NEL TEMPO UNA SERIE DI SOVRAPPOSIZIONI E, DI SEGUITO, LA DUPLICAZIONE DI BEN 6.746 POSIZIONI DI ASSISTITI CON UN MAGGIOR ESBORSO PER IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DI OLTRE 500 MILA EURO IN RAGIONE DEL DOPPIO COMPENSO EROGATO.
LE RISULTANZE DELL’INDAGINE, CONDOTTE UNITAMENTE ALLA SEZIONE DI P.G. DELLA POLIZIA DI STATO, SARANNO OGGETTO DI SUCCESSIVA SEGNALAZIONE ALLA COMPETENTE CORTE DEI CONTI AL TERMINE DELLA VERIFICA SULLE RESPONSABILITÀ CONTABILI.

OPPIDO. Un arresto e tre denunce

Il personale del Commissariato di P.S. di Taurianova, nel corso di perquisizioni locali nei confronti di alcune persone residenti a Oppido Mamertina, ha tratto in arresto G. B., 55 anni, per furto di energia elettrica. Lo stesso è stato anche denunciato, in stato di libertà, per detenzione illegale di 20 cartucce calibro 12 rinvenute all’interno di una baracca insistente in una sua proprietà terriera. Nel corso della stessa operazione, gli agenti della Polstato hanno denunciato a piede libero, F. R., 54 anni e D. R., 48 anni per omessa custodia di armi. Ai predetti sono stati anche sequestrati 3 fucili da caccia.

mercoledì 21 novembre 2007

VILLA. Le Fiamme Gialle sequestrano 5 chili di hashish

LA STAZIONE FERROVIARIA DI VILLA SAN GIOVANNI È STATO TEATRO DI UN RILEVANTE SEQUESTRO DI DROGA, OPERATO DAI MILITARI DELLA COMPAGNIA PRONTO IMPIEGO DI REGGIO CALABRIA INSIEME AD UNITÀ CINOFILE. IL RISULTATO DELL’INCESSANTE ATTIVITÀ DI CONTROLLO È IL SEQUESTRO DI QUASI 5 CHILI DI HASHISH, OCCULTATI ALL’INTERNO DI UNA BORSA DA VIAGGIO, E L’ARRESTO DI UN CORRIERE, AVVENUTO IN MODO ALQUANTO ROCAMBOLESCO.
NEL CORSO DELL’ATTIVITÀ DI CONTROLLO DEL TERRITORIO FINALIZZATA AL CONTRASTO E ALLA REPRESSIONE DEL TRAFFICO DI DROGA, I “BASCHI VERDI” HANNO INTERCETTATO IL CARICO DI SOSTANZA STUPEFACENTE, PROVENIENTE DAL NORD ITALIA, ALLA STAZIONE VILLESE. LA BORSA CONTENENTE LA DROGA, SUDDIVISA IN TAVOLETTE DI UGUALE PESO E MISURA, È STATA RINVENUTA OCCULTATA SULLA MASSICCIATA FERROVIARIA DA UN’UNITÀ CINOFILA, UN VIVACE E ADDESTRATO PASTORE TEDESCO DI NOME MACHIN, MA DEL TRASPORTATORE, UN EXTRACOMUNITARIO, S. K., 25 ANNI, DI NAZIONALITÀ MAROCCHINA, INIZIALMENTE NON È STATA TROVATA ALCUNA TRACCIA. L'UOMO, INFATTI, ALLA VISTA DELLE UNITÀ CINOFILE, SI E' IMMEDIATAMENTE LIBERATO DELLA SOSTANZA FACENDO PERDERE LE PROPRIE TRACCE TRA LA FOLLA. I MILITARI DELLA GUARDIA DI FINANZA SONO PERÒ RIUSCITI IN BREVISSIMO TEMPO A RICOSTRUIRE L’IDENTITÀ DEL CORRIERE, ESAMINANDO I POSSIBILI ITINERARI DI FUGA E AVVALENDOSI DELLE RIPRESE DELL’IMPIANTO DI SORVEGLIANZA A CIRCUITO CHIUSO PRESENTE ALL’INTERNO DELLA STAZIONE, MESSE A DISPOSIZIONE DALLA POLFER. DECISIVO PER LE INDAGINI È STATO IL RINVENIMENTO, ALL’INTERNO DELLA BORSA, DI UN DOCUMENTO RIGUARDANTE UN PARENTE DEL CORRIERE, TRAMITE IL QUALE, CON L’AUSILIO DELLE BANCHE DATI DELLA GUARDIA DI FINANZA, È STATO POSSIBILE RISALIRE DIRETTAMENTE ALLE GENERALITÀ DEL FUGGITIVO ED OTTENERNE UN IDENTIKIT DETTAGLIATO, DIRAMATO CON URGENZA AI MILITARI PRESENTI SUL TERRITORIO.
UNA VOLTA COSTRUITA L’IDENTITÀ DEL FUGGITIVO SONO STATE ALLERTATE LE UNITÀ AUTOMONTATE DELLA COMPAGNIA PRONTO IMPIEGO, LE QUALI HANNO MONITORATO IL CENTRO URBANO DI VILLA SAN GIOVANNI E I PRINCIPALI SNODI FERROVIARI E AEROPORTUALI DELL’INTERA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA. IN COSTANTE CORSA CONTRO IL TEMPO, DAL MOMENTO CHE CON LO SCORRERE DEI MINUTI IL CORRIERE AVREBBE AVUTO MAGGIORE POSSIBILITÀ DI ALLONTANARSI E DI NASCONDERSI IN ATTESA DI POTER FARE RITORNO ALLA LOCALITÀ DI PARTENZA.
QUESTA AUTENTICA “CACCIA ALL’UOMO”, SI È POI CONCLUSA CON L’INDIVIDUAZIONE E L’ARRESTO DEL MAROCCHINO A BORDO DI UN TRENO SUL QUALE SI ERA IMBARCATO PER FARE RITORNO IN ALTA ITALIA.
IL CORRIERE DEVE RISPONDERE DEL REATO DI ILLECITA DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI. DI CONSEGUENZA, LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI REGGIO CALABRIA NE HA DISPOSTO L’ACCOMPAGNAMENTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE REGGINA.
I PANETTI DI HASCISH SI PRESENTAVANO PERFETTAMENTE SUDDIVISI, PRESSATI ED IMBALLATI CON MOLTA CURA, CIRCOSTANZA CHE NE LASCIA FACILMENTE PRESUPPORRE IL PRECEDENTE TRASPORTO ALL’INTERNO DI VANI O DOPPIFONDI, IN GROSSI QUANTITATIVI, NEI QUALI LA DROGA, PRIMA DI ESSERE DIVISA PER L’INTRODUZIONE SUL TERRITORIO NAZIONALE, VIENE SUDDIVISA E STIPATA ACCURATAMENTE PER CONSENTIRE AI TRAFFICANTI DI SFRUTTARNE AL MASSIMO LA CAPACITÀ DI TRASPORTO E DI OCCULTAMENTO. L’ENNESIMO SUCCESSO DEI BASCHI VERDI NELLA LOTTA AL TRAFFICO DI DROGA, DECISAMENTE RILEVANTE PER IL QUANTITATIVO E PER LA QUALITÀ DI SOSTANZA RINVENUTA, CONFERMA ANCORA UNA VOLTA L’EFFICACIA DELL’ATTIVITÀ CHE I REPARTI SPECIALIZZATI DELLA GUARDIA DI FINANZA CONDUCONO INCESSANTEMENTE NEL COMPARTO DELLA SICUREZZA E DEL CONTROLLO DEL TERRITORIO.

REGGIO. Scarcerato l'universitario che ha ferito l'autista dell'Atam

S. P., 20 anni, di Gioia Tauro, studente della facoltà di Ingegneria, accusato di avere ferito con un sasso un autista dell'Atam è stato rimesso in libertà. La decisione è stata presa dal Giudice monocratico a conclusione del rito direttissimo. Il magistrato ha accolto la tesi difensiva sostenuta dall'avvocato Grazia Maria Corio del Foro di Palmi che ha fatto emergere l'assoluta carenza di testimonianze, oltre a quelle della persona offesa, che potessero dare la certezza su come sono andati realmente i fatti. L'avvocatessa Corio ha inoltre insistito sulla circostanza che S.P. non fosse fuggito ma che si fosse recato all'università, dove è stato arrestato mentre seguiva tranquillamente la lezione. Il difensore ha infine insistito sulla mancanza di pericolosità dell'indagato che, oltre ad essere incensurato, si è subito consegnato alle forze dell'ordine senza opporre resistenza ed ha avuto un comportamento esemplare in tutto il periodo in cui è stato ristretto presso una della cella di sicurezza della Questura di Reggio Calabria.

SIBARI. Arrestati dalla Polfer pusher in trasferta

Nell’ambito dei servizi di prevenzione predisposti dal Compartimento della polizia ferroviaria di Reggio Calabria e finalizzati anche a reprimere reati in stazione e a bordo dei treni, soprattutto su quelli a lunga percorrenza, il personale della Polfer di Sibari ha tratto in arresto Domenico Sgambato, 29 anni, di Caserta e Antonella Grasso, 21 anni, di Torino, poichè sorpresi mentre viaggiavano a bordo di un treno diretto a Milano e proveniente da Crotone, in possesso di 177 capsule di pasticche di “Estasi”, 26 capsule di sostanza di tipo Mdma, nonché di alcune dosi di cocaina e di arnesi atti allo scasso.
Durante i controlli di prevenzione operati sui treni a lunga percorrenza, in partenza ed in arrivo, dalla stazione di Ginosa in provincia di Taranto, una pattuglia Polfer di Sibari in servizio di scorta ha individuato i due giovani che, alla richiesta dei documenti da parte degli agenti, hanno mostrato segni evidenti di nervosismo. Una volta identificati, il personale Polfer ha proceduto alla perquisizione personale e dei bagagli al seguito, rinvenendo le sostanze stupefacenti e gli arnesi tipici per mettere in opera furti all’interno degli scompartimenti dei treni.
Sgambato e Grasso, quindi, sono stati dichiarati in arresto e associati nella Casa circondariale di Taranto.

REGGIO. La Polstato denuncia quattro madri rumene che sfruttavano i propri bambini nell’accattonaggio

Il personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Polstato diretto dal vice questore aggiunto Filippo Leonardo, ha denunciato in stato di libertà per “impiego di minori nell’accattonaggio” ed “inosservanza degli obblighi d’istruzione dei minori”, quattro cittadine rumene, D. M. 28 anni, C. M. 25 anni, C. L. 21 anni e C. M. 27 anni.
In particolare, una pattuglia della Squadra Volanti in servizio di controllo del territorio, nel percorrere il ponte Sant’Anna, all’altezza dei semafori, ha notato una bambina (poi risultata di 14 anni ), con abiti leggeri a dispetto delle basse temperature degli ultimi giorni, che si faceva avanti tra le autovetture chiedendo l’elemosina, seguita da altri due bimbetti, in tenera età (di sei e quattro anni), che la imitavano, spostandosi da un auto all’altra con disinvoltura.
Ai lati del semaforo, sostavano tre donne rumene, una delle quali con accanto un altro bambino.
Dal controllo compiuto dagli operatori di polizia, le tre donne sono risultate essere le madri dei minori e, pertanto, sono state denunciate per il reato di impiego di minori nell’accattonaggio e due delle tre anche per il reato di inosservanza dell’obbligo dell’istruzione elementare dei minori.
Contemporaneamente, in un’altra zona della città, precisamente in via Palamolla all’angolo con il corso Garibaldi, un’altro equipaggio delle Volanti si è trovato davanti ad una scena analoga: un bimbo questuante tra i passanti, che, da solo, in una strada in ripida pendenza, attraversava un incrocio particolarmente pericoloso.
Anche in questo caso, a poca distanza è stata individuata la madre, denunciata, dopo l’identificazione, per il reato di impiego di minori nell’accattonaggio.
L’attività della Squadra Volanti è solo uno dei numerosi interventi che la Polizia di Stato sta effettuando in città a garanzia della sicurezza pubblica dei cittadini e, al contempo, a tutela dei minori, sottratti dalle stesse madri all’istruzione scolastica, esposti ad intemperie e situazioni di pericolo di ogni genere ed educati a disvalori sociali.
Dall’inizio dell’estate ad oggi, sono stati denunciati 84 cittadini rumeni per occupazione abusiva di edifici, 20 per impiego di minori nell’accattonaggio e altri 30 per vari reati.

martedì 20 novembre 2007

BOVALINO. Ritrovate armi e droga

Il personale del locale Commissariato di PS, diretto dal funzionario Luciano Rindone, ha arrestato un uomo e sequestrato armi, denaro, droga e telefoni cellurari. Gli agenti della Polstato, infatti, hanno rinvenuto nell’abitazione di Francesco Nastasi, 50 anni, un involucro di cellophane contenente circa 1.200 grammi di cocaina. Gli agenti hanno inoltre sequestrato: una pistola semiautomatica, due a tamburo cal. 22. una a rotazione cal. 32, tre fucili calibro 12, 20, 22, armi con la matricola integra, 600 grammi di polvere da sparo, cartucce calibro 12, un centinaio di pallottole di vario calibro, 6 telefonini, circa cinquemila euro. I detective del Commissariato, prima di fare irruzione nell’abitazione di via Sarullina, hanno circondando l’appartamento dell’arrestato. La sostanza stupefacente è stata ritrovata all’interno di un vaso da fiori. Francesco Nastasi era da tempo controllato dagli uomini del commissario Rindone.

REGGIO. Passeggero multato si scaglia contro autista Atam

Era stato multato perchè sorpreso su un autobus senza biglietto. Lui, per ritorsione, è sceso a terra, ha afferrato un grosso sasso e lo ha scagliato a bordo del mezzo colpendo alla nuca il conducente, per poi scappare. L'episodio è avvenuto nel rione di San Brunello. Protagonista un passeggero del bus Atam della linea 10, multato dai controllori perchè senza titolo di viaggio. Il malcapitato conducente ha riportato una vistosa ferita: soccorso immediatamente dai sanitari del 118, è stato medicato in ospedale dove gli sono stati appicati diversi punti di sutura. Sul posto è intervenuta una Volante della Polizia di Stato che ha identificato il responsabile, P. S., 20 anni, e lo ha rintracciato ed arrestato. (AGI)

SCILLA. Giù le mani dallo Scillesi d'America

Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'intervento di Pietro Bova, già consigliere comunale e assessore del Comune di Scilla negli anni '79-'85

Dopo due lunghe e travagliate sedute di Giunta Regionale il per noi famigerato Piano Sanitario Regionale é stato approvato e con tale atto decretata la chiusura del Presidio Ospedaliero di Scilla per accorparlo al Riuniti di Reggio Calabria!
Il 9 Novembre 2007, mese dei morti, verrà ricordato come quello dell'interruzione dell'idea originaria dei valorosi concittadini d'oltre oceano di fornire di un servizio primario il proprio paese di origine.
Anche il nostro ospedale, NATO DA UN ATTO D'AMORE, e pienamente operativo e funzionante segue il destino di quei piccoli e medi ospedali realizzati per esigenze clientelari e quindi inutili e dispendiosi.
In questa sede desidero fornire, a chi é preposto ad assumere iniziative, qualche considerazione e delle proposte attenendomi scrupolosamente al tema e, quindi, evitando dal trascendere in considerazioni più complessive.
E' da tempo che si parla di chiusura o comunque di ridimensionamento dell'Ospedale di Scilla ed emerge in tutta evidenza l'abbandono in cui é stata lasciata la struttura e i sanitari che non hanno mai trovato sponde certe e autorevoli non solo nella politica locale ma neanche in esponenti politici dell'ampio comprensorio di riferimento.
Come se una regia occulta volesse far morire il "sogno americano" sotto gli occhi insensibili degli scillesi e non.
Lo stesso innesto del primario chirurgo Dott. Iacopino andava certamente accompagnato da misure collaterali di sostegno e di stimolo alla sua pregevole attività professionale. Dopo il clamore che ha accompagnato la sua nomina, una volta che se né andato, nessuno ha spiegato i motivi di tale decisione: ove fosse rimasto, avremmo avuto ben altri argomenti in più per difendere il nostro ospedale. Non si é voluto comprendere l'aria che tirava.
ANCHE ADESSO, QUESTO SILENZIO SGOMENTA anche se é preferibile all'ipocrisia delle solidarietà di facciata e ingiustificata é la latitanza di partiti, associazioni, gruppi e tutti coloro (con le dovute -e verificate- eccezioni) i quali, ad ogni elezione, si candidano per fare le belle statuine o raccolgono voti per questo o quel partito inventandosi, con la scusa della politica, un'altra professione a sostegno delle loro questioni private. Come mai, per fare le liste si fà notte fonda e per salvare l'ospedale non si accende nemmeno una lampadina?

NESSUNA ISTITUZIONE, FORZA POLITICA O SOCIALE HA PENSATO, COME É SUCCESSO IN TUTTI GLI ALTRI POSTI, DI SENSIBILIZZARE E CHIAMARE A RACCOLTA IL POPOLO PER DIFENDERE IL LORO OSPEDALE

tranne il generoso e apprezzabile tentativo dell'ottimo Nuccio Azzarà, che, come UIL ha organizzato, in piena estate, una pubblica assemblea il cui forte eco é stato fatto colpevolmente diluire nella palude dell'insipienza locale. A Scilla, ove fossimo liberi veramente, visto la mancanza di iniziative dei partiti, ci sarebbe da riflettere anche sull'utilità del votare.
Dal 2° incontro tecnico di lunedì 24 Settembre u.s. organizzato presso la sala del consiglio comunale da cui sarebbero dovute scaturire iniziative idonee al rilancio dell'ospedale e tali da scongiurare la minacciata chiusura ancora nessuno si é fatto sentire. Nel frattempo la giunta ha approvato il Piano!
Come faccio a non ricordare le battaglie che, come scillesi abbiamo combattuto e vinto per il nostro ospedale? Ricordo convegni, innumerevoli riunioni e fatto individuare, con l'allora assessore alla sanità Bruno Dominianni nel 1° P.S.S., Scilla addirittura come sede dell'USL 29. Perché, adesso, tutto questo disinteresse e abbandono?
ANCORA, PERO' NON TUTTO PUO' ESSERE PERDUTO.
Sono convinto che non é mai troppo tardi.
Il Piano deve andare ancora in Commissione e, poi, in Consiglio: solo allora diventerà operativo. Che fare?
INDIRE, INTANTO, UNA PUBBLICA ASSEMBLEA organizzata congiuntamente dai sindacati e Amministrazione Comunale di Scilla da concludere con un documento finale.
Se c'é chiarezza e forza di proponimenti rilancio quanto sostenuto nei miei precedenti interventi.
E' chiaro che nulla scende dal cielo senza impegno e lavoro.
1. Questa battaglia deve essere coordinata dal Consiglio Comunale che assumerà la veste di comitato di lotta e Gruppo Operativo (G.O.) ove ogni consigliere si addosserà la propria parte di lavoro nell'attuare la strategia;
2. Tale G.O. coinvolgerà prioritariamente gli scillesi d'America perché facciano sentire tutto il loro peso organizzando un secondo comitato questa volta, degli "scillesi del mondo"a difesa del "loro" ospedale;
3. Il G.O.indirà una assemblea, ben organizzata, dei sindaci e amministratori dei dieci comuni di riferimento per ottenere il loro consenso alle azioni di lotta per poi proporre la convocazione dei rispettivi consigli comunali per l'approvazione di un documento di "resistenza attiva" e l'avvio di iniziative pubbliche e private, nei rispettivi comuni, per una raccolta di fondi finalizzata all'acquisto delle attrezzature sanitarie urgenti;
4. Tale gruppo organizzerà e una o più riunioni con i medici di base dei comuni interessati perché senza il loro sostegno politico e ancor piu' sociale non si riuscirà a fare alcunché;
5. Intanto pretendere con forza il rilancio della chirurgia e lavorare nella struttura ospedaliera come se nulla fosse accaduto migliorando al massimo il livello delle prestazioni per avere un consenso sociale ampio e diffuso;
6. Provvedere alle sistemazioni urgenti con attività sostitutive (volontariato, intervento diretto dei comuni, della Provincia, della Comunità Montana ecc.) e operare per rimuovere il blocco del cantiere completando i lavori di ritrutturazione;
7. Occorre designare un legale autorevole di livello nazionale o consulente esperto in problematiche sanitarie perché alla luce delle potenzialità della struttura, delle necessità del territorio e da una attenta analisi del documento regionale consigli i passi più opportuni e le richieste da avanzare al fine non solo di difendere lo "Scillesi d'America" ma di rilanciarlo in quando fondamentale risorsa per il territorio. Ospedale sì ma anche servizi essenziali di base.

lunedì 19 novembre 2007

BRESCIA. I consiglieri Gatto e Scarfone alla Conferenza nazionale su fiscalità ed economia

I consiglieri comunali Paolo Gatto e Beniamino Scarfone hanno partecipato alla Conferenza nazionale su fiscalità ed economia locale organizzata a Brescia nei giorni scorsi. Ottocento amministratori accreditati, provenienti da tutt’Italia, che si sono ritrovati al primo evento delI’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale. Tra i temi che hanno dominato il dibattito della due giorni bresciana la Finanziaria e il Decreto Visco sulla riduzione dei trasferimenti sono stati inevitabilmente al centro delle discussioni.
"Su questo – dichiara Paolo Gatto - c'è una forte preoccupazione. Non è accettabile che si richieda ai bilanci dei comuni in questa fase di poter sopportare un altro onere finanziario così pesante. Bene ha fatto Scopelliti a chiedere maggiore attenzione. Se si pensa che già le amministrazioni sono strozzate dai continui ritardi sui trasferimenti dal Governo Nazionale, un’ulteriore inasprimento, con questa finanziaria, potrebbe veramente mettere in crisi tanti piccoli–medi comuni a discapito del cittadino utente finale".
In questa due giorni è stato approfondito anche il processo avviato di decentramento delle funzioni catastali. "Su questo - dichiara il responsabile dei servizi per il Comune Beniamino Scarfone – il confronto con gli altri amministratori è stato veramente proficuo. La gestione diretta dei servizi catastali rappresenta una grande opportunità per le amministrazioni locali per rendere più efficace il governo del proprio territorio, ma, da non sottovalutare l’impatto che avrà sulle sperequazioni fiscali e nella lotta all’evasione e all’elusione".

sabato 17 novembre 2007

SEMINARA. Sciolto dal Prefetto il consiglio comunale

Il prefetto di Reggio Calabria Francesco Musolino, a seguito dell'operazione dei carabinieri che ha portato all'arresto del sindaco, del vice sindaco e di un assessore, ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale di Seminara. Il prefetto, ha ritenuto necessario ed urgente intervenire al fine di scongiurare il perpetrarsi di situazioni che potrebbero compromettere sia il normale svolgimento della vita di organi democratici, sia il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. Il provvedimento è stato già notificato dai carabinieri, in carcere, al sindaco Antonio Pasquale Marafioti, al vice Mariano Battaglia ed all’assessore Adriano Gioffrè.

PORTIGLIOLA. Tentato incendio al portone del municipio

Ignoti hanno tentato, di incendiare il portone di ingresso del Municipio di Portigliola, piccolo centro della Locride. Sul portone è stato versato liquido infiammabile a cui è stato poi appiccato il fuoco. Le fiamme, che già si stavano spegnendo da sole, sono state domate da alcuni passanti che hanno notato l'incendio e sono intervenuti. Il gesto ha provocato solo l'annerimento del portone. (ANSA)

SEMINARA. Voto controllato, arrestati anche il sindaco, il vice, un assessore e il boss

Tra gli arrestati, nell'operazione dei carabinieri per l'esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare per il controllo delle Amministrative 2007 con l'accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso, c'e il sindaco, Antonio Pasquale Marafioti, 57 anni, eletto con una lista civica di aggregazione di centro destra, il vicesindaco e assessore all'Istruzione e Cultura, Mariano Battaglia, di 52 anni, l'assessore ai Servizi sociali, Adriano Gioffrè, 35 anni, e Rocco Antonino Gioffrè, 71 anni, presunto capo della locale di 'ndrangheta. La lista cui nelle scorse elezioni amministrative era collegata la candidatura a sindaco di Marafioti, è ''Insieme per Seminara". Marafioti, secondo quanto riferito dagli investigatori, è di Forza Italia, mentre Battaglia è dell'Udc. C'é anche l'ex sindaco Carmelo Buggé, tra le 13 persone coinvolte nell'operazione. Buggé era sindaco quando, nei pimi anni '90, il Consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni mafiose. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Il primo cittadino, in carica dal maggio del 2002, avrebbe fatto parte di una organizzazione criminale, accusata anche di avere controllato le elezioni comunali svoltesi nella primavera scorsa nel centro della provincia reggina. Antonio Pasquale Marafioti, secondo l'ipotesi investigativa sarebbe stato interessato dall'inquinamento mafioso del voto. L'inchiesta è stata coordinata dal pm antimafia Roberto Di Palma. Dalle indagini dei carabinieri è emerso che le elezioni comunali svoltesi il 27 e 28 maggio scorsi sono state fortemente influenzate dalla cosca Gioffré. Il presunto capo della cosca, Rocco Gioffré, con l'aiuto e per tramite dei propri figli e di altri appartenenti al gruppo criminale, avrebbe determinato il numero delle liste elettorali, individuato i nomi della persona che doveva essere eletta sindaco, del vicesindaco e di alcuni consiglieri comunali, tra i quali Adriano Gioffré, nipote del capocosca. Rocco Gioffré, inoltre, avrebbe stabilito la composizione aggiornata dei gruppi criminali locali, dei rapporti tra loro intercorrenti ed i rispettivi organici e potenziale criminale. Dalla lettura del capo d'imputazione contestato nelle ordinanze di custodia cautelare, emerge che i sodali avrebbero fatto fatto parte di un'associazione di tipo mafioso finalizzata al totale controllo delle elezioni comunali dell'anno 2007'. In questo modo l'organizzazione avrebbe ''acquisito in modo diretto ed indiretto la gestione o comunque il controllo di concessioni, autorizzazioni, servizi pubblici comunali realizzando, così, profitti o vantaggi ingiusti per sè o per altri ed impedendo, al contempo, il libero esercizio del voto. Procurando così voti per il soggetto proposto dalla cosca di appartenenza''.

venerdì 16 novembre 2007

MEZZACAPO. Nino Zimbalatti: "le colpe sono tutte del centrodestra"

Sulla vicenda della dismissione dell’ex Distretto militare di Reggio Calabria, il consigliere comunale Sergi, della lista “Reggio Futura”, attraverso alcuni articoli di stampa, dimostra di non conoscere i fatti o di avere la memoria corta. Invece di lasciarsi andare ad elogi sperticati nei confronti della coalizione di cui fa parte e del sindaco Scopelliti, Sergi farebbe meglio ad informarsi: così non correrebbe il rischio di commettere gaffe, dicendosi sconcertato per il “preoccupante silenzio” del centrosinistra.
E’ strano che quel consigliere di maggioranza non sappia che la spoliazione dell’ex Distretto militare di Reggio Calabria è da attribuire, per intero ed in via esclusiva, al Governo Berlusconi!
Tutto è cominciato, infatti, con la delibera preliminare del Consiglio dei Ministri del 20 maggio 2005, con cui è stata data attuazione al decreto legislativo n. 253 del 2005 (anch’esso naturalmente opera del centrodestra) che ha disposto la soppressione del Distretto militare di Catanzaro con la contestuale costituzione, proprio in quella città, del Comando Militare Esercito della Calabria.
A seguito di quelle decisioni, tutti gli uffici militari sono stati accorpati presso il nuovo Comando militare di Catanzaro. Lo smantellamento della storica caserma “Mezzacapo” e del Comando militare regionale Calabria con sede a Reggio è una diretta conseguenza di quelle scelte che, dunque, hanno una paternità chiara ed inequivocabile nella Casa delle Libertà e nel precedente Governo di centrodestra.
Quanto afferma Sergi è, allora, evidentemente una bufala. Perché, è bene ripeterlo, il Decreto legislativo che sta alla base di tutta questa vicenda è stato approvato quando al Ministero della Difesa c’era Martino e Sottosegretari di Stato erano i vari Berselli, Cicu, Bosi e Costa: tutti appartenevano allora ed appartengono ancora oggi al centrodestra. Come al solito, quindi, la Casa delle Libertà, che spesso e volentieri si auto-definisce “nume tutelare” della città di Reggio Calabria, in realtà lo è solo a parole e mai nei fatti.
Per questo motivo, mi permetto di consigliare al collega Sergi che sarebbe bene documentarsi prima di diffondere informazioni fuorvianti e propinare alla gente una versione dei fatti che non corrisponde in alcun modo alla realtà e che ha il solo scopo di attribuire ad altri responsabilità che non si ha il coraggio di assumersi in prima persona.
Al consigliere Sergi dico, inoltre, che Reggio, anche quella “Futura”, non si tutela così, ma con l’impegno quotidiano rivolto alla soluzione dei tanti gravissimi problemi che attanagliano la nostra città. Primo fra tutti, l’ormai insopportabile tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, cui si potrà porre rimedio solo offrendo ai reggini un lavoro buono e non precario, svolto nel pieno rispetto della legge. Inoltre, la città di Reggio si tutela facendo pagare ai cittadini – a tutti i cittadini! - i giusti tributi, e non tentando di stravolgere gli equilibri economici di tante famiglie monoreddito con cartelle esattoriali esorbitanti, frutto di errori che a molti sono apparsi tutt’altro che casuali.
In conclusione, se il consigliere Sergi e la maggioranza non sono capaci di affrontare e risolvere le questioni su cui i cittadini attendono risposte, abbiano almeno la compiacenza di dire la verità, di ammettere che la chiusura della Caserma “Mezzacapo” pesa sulla coscienza del centrodestra. Se non sono capaci di fare nemmeno questo, allora farebbero meglio a tacere. (ROTO SAN GIORGIO)

L'excursus storico sulla vicenda governativa che ha portato alla chiusura dell'ultima struttura dell'Esercito presente sull'intero territorio della Provincia di Reggio Calabria è preciso. I fatti destritti dell'attento consigliere Zimbalatti non proprio questi e, putroppo, il tardivo e pretestuoso conseguente bailame politico di centrodestra, ci consegna due dati certi: il disinteresse sulla vicenda da parte di Palazzo San Giorgio e la totale disinformazione della classe politico amministrativa reggina. Tuttavia, alle evidenti colpe del centrodestra vanno aggiunte quelle del centrosinistra. Appare strano che vice ministri e sottosegretari reggini non abbiano saputo almeno barattare il Comando regionale con qualche altro Reparto dell'Esercito. La verità è che sulla storica caserma reggina gli interessi sono tanti: dall' Università alla Prefettura, dalla Polstato al Comune. Adesso, putroppo, rimane solo la vergogna di una destra che ha evidentemente abbondonato i valori che li legavano alle Forze Armate. Sicuramente, gli eminenti esponenti post-almirantiani non hanno più rossori. All'azione dell'attuale Governo, il merito di avere dato l'ulteriore conferma di cosa si intende per prestenza dello Stato in un territorio ad alta presenza di 'ndrangheta. La parola d'ordine è: SMOBILITARE!!

LOCRIDE. La morte di Antonio Cordì finisce in Parlamento

Responsabilità, omissioni e inadempienze. Fuori la verità sulla morte di Antonio Cordì, deceduto l'8 agosto nella sua abitazione di Locri dopo la sospensione della pena per malattia. Il caso è approdato nell'aula di Montecitorio. A sollevarlo e a chiedere al Ministro della Giustizia Clemente Mastella di far luce sull'intricata vicenda è un deputato della Rosa nel Pugno, Sergio D'Elia (nella foto), originario della provincia di Frosinone. Cordì, 65 anni, era detenuto dal 1999 dopo una condanna all'ergastolo nel processo scaturito dall'operazione "Primavera" che all'epoca smantellò i clan Cordì e Cataldo, impegnati da anni in una sanguinosa faida nella Locride. Negli anni Ottanta Antonio Cordì era stato anche consigliere comunale del Psi al comune di Locri. Veniamo ai fatti. Nel febbraio 2006 all'uomo, detenuto presso il penitenziario di Cuneo, fu diagnosticato un cancro al polmone, per il quale i medici richiedevano un ricovero in ospedale per un intervento chirurgico urgente. Ricovero che, però, il tribunale di sorveglianza di competenza non autorizzò. Dopo due mesi Cordì fu trasferito nel carcere di Secondigliano, dove i sanitari ribadivano l'urgenza di un intervento chirurgico. Ma anche in questa circostanza il tribunale di sorveglianza (questa volta a pronunciarsi era quello di Napoli) negò il ricovero presso una struttura sanitaria. Alla fine di luglio il legale di Cordì, Domenico Cartolano, riuscì ad ottenere il trasferimento del suo assistito presso l'ospedale Cardarelli di Napoli. Dopo una serie di accertamenti sanitari, il primario di chirurgia toracica del nosocomio partenopeo definì talmente gravi le sue condizioni di salute da considerarlo ormai inoperabile per l'espandersi di metastasi. A questo punto l'onorevole D'Elia prese a cuore la faccenda e si rivolse al Governo. Il 7 marzo del 2007 arrivò la risposta all'interrogante: "Allo stato, dunque, non si rilevano nè inadempienze, nè condotte di magistrati che siano disciplinarmente apprezzabili, visto che le condizioni di salute del Cordì, anche in virtù dei provvedimenti giudiziari adottati, non solo sono state costantemente tenute sotto controllo dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ma sono, altresì, trattate sia con le risorse interne che con quelle esterne agli istituti, mediante l'immediata ospedalizzazione del detenuto". La battaglia dell'avvocato Cartolano continuò incessante. Così alla fine di aprile del 2007 il detenuto venne trasferito al reparto oncologico del Cardarelli in regime di detenzione domiciliare. Le condizioni di Cordì, stando a quanto riferito dal suo legale e successivamente dal deputato D'Elia, peggioravano di giorno in giorno. Pertanto il primo giugno fu avanzata un'istanza di detenzione domiciliare presso la sua abitazione di Locri. Il magistrato la rigettò asserendo che l'ospedale era una struttura più idonea rispetto all'abitazione per le cure del caso. A quel punto l'avvocato viste il gravissimo stato disalute del degente e facendo anche leva sulla insostenibilità per i familiari di sopportare il carico dell'assistenza continua allo stesso, la mattina successiva inoltrò al magistrato di Napoli un'ulteriore istanza. Il legale non ottenne risposta, seconda quanto quanto da lui sostenuto. La sera del 2 agosto il difensore riceve la telefonata di un familiare del degente: a Cartolano viene comunicato che Cordì era incosciente e il sanitario curante, parlando al telefono con il legale stesso, esprimeva il proprio giudizio di estrema gravità delle condizioni del paziente, comunicandogli che la sera stessa o al massimo la mattina successiva del 3 agosto 2007 avrebbe stilato una relazione diretta al magistrato sulla situazione clinica. La mattina del 3 agosto l'avvocato inoltra un fax al magistrato, con il quale esponeva la situazione appresa la sera prima, chiedendo un accertamento telefonico urgente e rinnovando la richiesta di inviare il Cordì nella propria abitazione, al fine di evitarne il decesso in ospedale. Nella stessa giornata a Cartolano viene comunicato il rigetto dell'istanza. Ecco allora una nuova istanza. Il legale sostiene di non aver ricevuto alcun riscontro. Trascorsero tre giorni. Il 6 agosto i familiari sconcertati dal fatto che Cordì era ormai in coma chiedono all'avvocato di insistere inoltrando ancora un'istanza con la quale invitava il magistrato a disporre il trasferimento dell'uomo presso la sua abitazione. Il 7 agosto interveniva un provvedimento del magistrato di sorveglianza di Napoli, nel quale si faceva riferimento al rigetto della prima istanza del 3 agosto e si affermava che era pervenuta una relazione sanitaria sulle condizioni del detenuto in data 6 agosto . In virtù di questa fu sospesa la pena. Nella tarda serata del 7 agosto Cordì viene trasferito a Locri dove morirà alle prime ore della giornata del giorno successivo. Sulla base dei fatti esposti del legale, il deputato D'Elia ha deciso di investire della vicenda il Ministro Mastella "per raccogliere elementi informativi finalizzati all'accertamento di responsabilità, comportamenti omissivi o inadempienze sul 'caso Cordì', ma anche per conoscere "quanti siano, nel 2006 e dall'inizio del 2007, i detenuti morti in carcere per malattia e quanti coloro che, usciti dal carcere in sospensione della pena per malattia, siano successivamente morti in ospedale o nelle proprie abitazioni". (MICHELE INSERRA)

VILLA SG. Sequestrati 223 grammi di cocaina: un arresto

NELL’AMBITO DEGLI APPOSITI SERVIZI PREDISPOSTI DAL COMANDANTE PROVINCIALE, COLONNELLO FRANCESCO GAZZANI, NEL SETTORE DELLA PREVENZIONE E REPRESSIONE DEL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI, I MILITARI DELLA COMPAGNIA DI REGGIO CALABRIA, CON L’AUSILIO DELL’UNITA’ CINOFILA, HANNO EFFETTUATO, PRESSO LA LOCALE STAZIONE, UNA SERIE DI CONTROLLI SUI TRENI IN TRANSITO DAL NORD E’ DIRETTI IN SICILIA.
NEL CORSO DI TALE ATTIVITA’ NEI PRESSI DEL TRENO PROVENIENTE DA VENEZIA E DIRETTO A SIRACUSA, IL CANE ANTIDROGA “PESSY” HA MOSTRATO SEGNI DI IRREQUIETEZZA NEI CONFRONTI DI UN PASSEGGERO APPENA SCESO, G. R. DI ANNI 29.
ALL’INVITO DEI MILITARI AD ESIBIRE LA SOSTANZA STUPEFACENTE DETENUTA, IL GIOVANE HA CONSEGNATO UN INVOLUCRO IN LATTICE DI GOMMA CONTENENTE UNA SOSTANZA DI COLORE BIANCA, RISULTATA ESSERE, AI REAGENTI DEL DROP-TEST, COCAINA.
SUCCESSIVI ED APPROFONDITI CONTROLLI, ESEGUITI PRESSO GLI UFFICI DEL REPARTO REGGINO, HANNO CONSENTITO DI RINVENIRE ULTERIORI 9 INVOLUCRI CONTENENTI LA MEDESIMA SOSTANZA.
LA PECULIARITÀ DEGLI INVOLUCRI RINVENUTI E L’ATTEGGIAMENTO NERVOSO DEL SOGGETTO HANNO INSOSPETTITO I FINANZIERI, AL PUNTO TALE DA APPROFONDIRE LE INDAGINI CON DECISIONE.
ACCOMPAGNATO PRESSO L’OSPEDALE CITTADINO, IL CORRIERE È STATO SOTTOPOSTO AD UN ESAME RADIOGRAFICO IL CUI ESITO HA DATO SUBITO I SUI FRUTTI, INFATTI, NELL’INTESTINO DI G. R., ERANO ANCORA PRESENTI ULTERIORI 12 OVULI APPOSITAMENTE INGERITI PER ELUDERE I CONTROLLI.
LA SOSTANZA STUPEFACENTE ERA STATA ACQUISTATA A MADRID, SUDDIVISA IN 22 OVULI CHE ERANO STATI INGERITI, MA UN IMROVVISO MALORE HA COSTRETTO IL CORRIERE AD ESPELLERE UNA PARTE DI ESSI.
QUESTO “CONTRATTEMPO” HA DATO LA POSSIBILITA’ AL CANE “PESSY” DI FIUTARE E SEGNALARE AL SUO CONDUTTORE LA SOSTANZA OCCULTATA ALL’INTERNO DEL GIUBBOTTO.
RECUPERATI TUTTI GLI OVULI, I MILITARI HANNO, SU DISPOSIZIONE DEL P.M. PROCEDENTE, TRATTO IN ARRESTO IL RESPOSABILE PER TRAFFICO INTERNAZIONALE DI SOSTANZE STUPEFACENTI E PROCEDUTO AL SEQUESTRO DELLA SOSTANZA PER UN TOTALE DI 223 GR. DI COCAINA PURISSIMA CHE, UNA VOLTA TAGLIATA E DESTINATA ALLO SPACCIO, AVREBBE FRUTTATO PIÙ DI 150 MILA EURO.

ROSARNO. Sequestrati beni alla cosca Bellocco

La Guardia di finanza ha sequestrato beni mobili ed immobili per tre milioni di euro riconducibili a presunti esponenti della cosca Bellocco di Rosarno della 'ndrangheta. I beni sequestrati consistono in beni mobili, tra cui conti correnti bancari e titoli postali, ed in alcuni edifici ed un campo di calcetto (nella foto). Tra le persone cui sono risultati riconducibili i beni sequestrati c'e' anche Giulio Bellocco, di 56 anni, considerato uno dei principali esponenti della cosca Bellocco. Il sequestro e' stato fatto dalla Compagnia di Gioia Tauro della Guardia di finanza in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi. (ANSA).

RIZZICONI. Sparano nel mucchio, feriti due extracomunitari

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, stanno indagando su di un misterioso fatto di sangue avvenuto in contrada Collina, dove due extracomunitari clandestini sono stati feriti a colpi di fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Moussa Kone, 23 anni e Bamba Dembele, 29 anni, entrambi originari del Mali, sono stati raggiunti dal piombo mentre stavano guardando tranquillamente la televisione allinterno di un fatiscente casolare (nella foto) che condividevano con altri quattro extracomunitari. Secondo i militari dell'Arma, i quali hanno repertato quattro cartucce, gli autori del raid avrebbero sparato nel mucchio. Moussa Kone e Bamba Dembele hanno riportato ferite alle gambe, ai glutei e alla schiena, giudicati guaribili in 30 giorni. I due feriti, ricoverati nel reparto di Chirurgia dell'ospedale di Gioia Tauro sono stati dichiarati in arresto perché sprovvisti di permesso di soggiorno. Stessa sorte per i loro compagni di sventura, Bakari Dumbja, 33 anni, del Mali e Abdu Kamara, 24 anni, l’ivoriano.

mercoledì 14 novembre 2007

LA NAVE DEI VELENI

Luglio-Novembre 1985: Sparizione della motonave Nicos 1 e delsuo carico. Già mentre caricò nel porto di La Spezia ne venne arrestato il comandante e disposto il sequestro conservativo delcarico e della stessa motonave. Quando infine riuscì a partire,dichiarò quale porto di destinazione quello di Lomè (Togo) dove non è mai arrivata, ed anzi risultò che avesse scalato in portifuori rotta quali Cipro, libano, Grecia. (fonte: Zona Nucleare, Le inchieste e le indagini avviate dalle procure negli anni '90,2003).
31 Ottobre 1986: la nave Mikigan, partita dal porto di Marina di Carrara, affonda nel mar Tirreno calabrese con un carico sconosciuto di cui è certa solo la presenza di granulato dimarmo. Le dinamiche del naufragio e di come si sia "lasciata andare" verso i fondali presentano impressionanti analogie con il successivo naufragio della Rigel. (fonte: Legambiente, Terre Blu, 2004).
21 settembre 1987: la motonave Rigel fa naufragio a 20 migliada Capo Spartivento. Fu grazie alla denuncia di Legambiente chepreso avvio l'inchiesta della magistratura. Un procedimento giudiziario per truffa ai danni della compagnia assicurativa accerta che si trattò di uno strano affondamento: la mercedichiarata per ottenere il risarcimento del danno non era inrealtà mai salita a bordo. L'ispezione del carico dal porto di partenza di Marina di Carrara non fu mai effettuato, grazie alla corruzione del funzionario doganale incaricato. Coincidenza significativa: Giorgio Comerio segnala questo evento sulla sua agenda personale: "la nave è affondata". Dopo l'affondamentoinoltre l'equipaggio è sparito e non fu più rintracciato neanche il Comandante. (fonte: Legambiente, L'intrigoradioattivo, 1996)
9 Dicembre 1988: Affondamento della Four Star I, battente bandiera dello Sri Lanka in un punto non noto dello Ionio meridionale, durante il viaggio da Barcellona ad Antalya (Turchia) (fonte: Legambiente, Le navi dei veleni, 2004).
Agosto 1989: la motonave maltese Anni affonda in Alto Adriatico durante il viaggio dal Pireo a Ravenna, in acque internazionali. (fonte: Legambiente, Rifiuti radioattivi: il casoItalia, 1995)
14 Dicembre 1990: La Jolly Rosso si trova in difficoltà a largo di Vibo Valentia, viene trainata e finisce per spiaggiarsi lungo la costa tirrenica della provincia di Cosenza. (fonte:Legambiente, L'intrigo radioattivo, 1996).
1 Febbraio 1991: Affondamento della motonave Alessandro I nei pressi di Molfetta attribuito ad un errore del Comandante, mentre dai dati tecnici fu dimostrato che la stabilità della nave fosse tale che essa era predisposta alla possibilità di"ingavonamento" (ossia disposizione sul fianco). (fonte: Zonanucleare, Le inchieste e le indagini avviate dalle Procure neglianni 90, 2006).
Maggio 1993: All'altezza del canale di Sicilia affonda la Marco Polo. Alcuni containers "persi" dalla motonave furono trovati quasi un anno dopo in mare, al largo delle coste della Campania. Dalle misurazioni effettuate fu riscontrata una radioattività da torio 234, con valori almeno cinque volte soprala media. (fonte: Legambiente, Terre blu, 2004).
1 Marzo 1994: Inizia il viaggio della Korabi Durres dal portodi Durazzo: il carico ufficialmente è denunciato come rottami di rame. Il 2 marzo la nave giunge nell'antiporto di Crotone e il 3viene ispezionata dalla locale Capitaneria di Porto che sospetta un trasporto clandestino di profughi albanesi. Invece nella stivaf igurano effettivamente solo rottami di rame gettati un pò alla rinfusa: 1200 tonnellate. La nave viene comunque scortata per 15 miglia da una motovedetta: procedura singolare dal momento che tutto risultava in ordine. Successivamente da Crotone viene allertata la Capitaneria di porto di Palermo dove la Korabi arriva il 4 marzo. Le autorità marittime, oltre a ripetere i controlli già effettuati a Crotone, effettuano anche dei rilievi per valutare eventuali tracce di radioattività: il controllo dà esito positivo, e il carico di radioattività risulta superiore ai limiti previstidalla legge. Viene negato alla nave il permesso di scaricare il proprio carico e di entrare nel porto di Palermo. Il 9 marzo la nave riparte da Palermo con destinazione Durazzo, ma il 10 la nave compare nelle acque di Pentimele, nei pressi di Reggio Calabria, senza presentare tracce di radioattività ai nuovi controlli delle autorità marittime. Parte così l'inchiesta giudiziaria per accertare un eventuale scarico in mare da parte della suddetta nave. La nave scompare poi fino all'aprile 1995. Il circolo di Legambiente di Catanzaro raccolse in quel caso puntuali testimonianze da un gruppo di sub circa la sosta anomala di una motonave, durante quei tre giorni, a ridosso della cosiddetta fossa di Badolato, profonda oltre 1000 metri.
20 Marzo 1994: A Mogadiscio, un commando somalo uccide Ilaria Alpi, inviata del Tg3 Rai, e l'operatore Miran Hrovatin. I due erano in Somalia per seguire la guerra tra fazioni che stava insanguinandoil Paese africano e le operazioni militari lanciate dagli Usa,insieme ad altri paesi tra cui l'Italia, con il nome di 'Restorhope'. Stando alle numerose testimonianze in loco, poco primadell'omicidio i due giornalisti stavano indagando su un trafficodi rifiuti e armi che vedeva coinvolto il nostro paese e lastessa Somalia.
13 dicembre 1995: Durante un viaggio verso La Spezia, decisivoper le indagini sullo spiaggiamento della motonave Rosso, il capitano di corvetta Natale De Grazie muore improvvisamente in circostanze a dir poco sospette: gli esami autoptici e le perizie predisposte dalla magistratura non hanno mai fornito risposte certe sulle cause della morte. Va rilevato che il capitano De Grazia era uno dei più attivi e capaci collaboratori dei magistrati calabresi e che la sua morte fu un colpo mortale per il prosieguo delle indagini. Nel 2004 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì alla memoria del capitano De Grazie la Medaglia d'oro al valore di Marina.

È nato il Comitato per la Verità sui traffici nazionali e internazionali di rifiuti e materiali radioattivi. Il Comitato, promosso da Legambiente è stato presentato questa mattina a Roma a Montecitorio, nella sala stampa della Camera dei deputati, dal responsabile dell'Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente, Enrico Fontana e da Nuccio Barillà del direttivo nazionale dell’associazione ambientalista. Tra gli ospiti Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia e il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraio Scanio, il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci.
"In questi anni, tutte le persone impegnate affinché fosse accertata la veritàsugli affondamenti sospetti di navi lungo le coste italiane e i traffici di rifiuti e materiali radioattivi, - spiega Enrico Fontana, responsabile dell'Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente -, hanno avvertito e qualche volta subito un clima di ostilità, di ostruzionismo se non di vera e propria minaccia. La convinzione maturata in questi anni è che sull'insieme delle vicende oggetto di indagini giudiziarie, attività d'inchiesta parlamentare, dossier e reportage giornalistici, gravi una sorta di "congiura del silenzio", tesa ad evitare o depistare gli indispensabili accertamenti. Il Comitato per la verità – conclude Fontana - è nato con l'obiettivo di contrastare questa "congiura", attraverso l'impegno diretto di chi l'ha costituito e la raccolta di nuove testimonianze, il sostegno alle attività d'indagine giornalistica e di approfondimento, lo stimolo costante verso le istituzioni perché siano assicurati mezzi e risorse idonee per l'accertamento dei fatti".

“L’istituzione di un Comitato per la verità nazionale - commenta Nuccio Barillà - è un’iniziativa di grande importanza perché riaccende i riflettori su una vicenda antica, preoccupante, su cui serve che il governo e il parlamento facciano chiarezza”. Abbiamo presentato il primo esposto alla procura della Repubblica di Reggio Calabria nel marzo del 1994: era una denuncia davvero circostanziata su un possibile traffico di rifiuti dal Nord Europa alla Calabria, rifiuti che sarebbero stati interrati in Aspromonte. Già allora eravamo convinti del trasporto via nave e dell’inabissamento dei rifiuti. Tuttavia nessuno di noi pensava che quella vicenda avrebbe avuto una dimensione internazionale. Da allora questi fatti dai contorni preoccupanti - chiarisce Barillà - hanno interessato diverse procure e con un andamento carsico ogni tanto riemergono con nuovi scenari inquietanti arrecando danni d’immagine ai territori, senza che mai si raggiunta la verità. Un caso emblematico è quello della nave Rigel “affondata nel 1987. C’è una verità giudiziaria sulla Rigel: la Cassazione ha condannato tre operatori della nave e ha accertato la truffa nei confronti delle assicurazioni”. La domanda è obbligatoria: è così difficile nel 2007 accertare la presenza in mare dei relitti? I ricercatori dell’Ingv ci dicono di ‘no’. E allora- sottolinea il dirigente di Legambiente nel corso del suo intervento - bisogna che governo e parlamento sostengano al massimo il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine e non lascino indagini di questa portata sulle fragili spalle di piccole procure. In questo senso credo che le ricerche in mare, anche se a livello internazionale, debbano partire dall’Italia dove ci sono le maggiori criticità. Tanti spezzoni di verità non costituiscono una verità compiuta. I dossier di Legambiente in questi anni hanno provato a mettere insieme le notizie e hanno costruito un quadro generale: questo però purtroppo non accade a livello giudiziario. Un ultimo accenno voglio farlo al capitano Natale De Grazia, vera punta di diamante del pool investigativo della procura di Reggio Calabria che si stava occupando delle navi dei veleni. E’ morto in circostanze misteriose: su quella morte non s’è mai fatta chiarezza. Chiediamo a governo e parlamento di andare fino in fondo”.
Il Comitato per la verità ha presentato ufficialmente a Governo e Parlamento una piattaforma in 4 punti: · il massimo sostegno alla magistratura nelle indagini ancora in corso sia per quanto riguarda gli affondamenti sospetti delle cosiddette "navi dei veleni" sia per quanto concerne i presunti traffici di materiale radioattivo; · la realizzazione di un'approfondita campagna di monitoraggio nei siti marini dove si presuma siano avvenuti gli affondamenti delle navi e dei loro carichi tossici, avvalendosi del supporto tecnico-scientifico dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia;· l'immediato avvio di progetti di cooperazione internazionale con la Somalia, al fine di verificare l'eventuale seppellimento lungo la strada Garowe-Bosaso, di fusti e container di rifiuti pericolosi;· l'immediata istituzione della Commissione d'inchiesta sulla morte della giornalista Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin, affinché possa proseguire l'indispensabile approfondimento del contesto in cui è maturato il loro omicidio. L'Appello è aperto alla sottoscrizione di tutti quanti vorranno condividere le ragioni di questa iniziativa. Sarà disponibile on-line su www.legambiente.eu e www.lanuovaecologia.it

martedì 13 novembre 2007

REGGIO. Insieme ai gioielli vendeva cocaina

SI SENTIVA AL SICURO PROTETTO DAI VETRI CORAZZATI DELLA PROPRIA GIOIELLERIA DI VIA PIO XI RAFFAELE BASILE, 31 ANNI (nella foto), MA NON AVEVA PREVISTO L’ARRIVO DEI CARABINIERI DELLA STAZIONE “RIONE MODENA”. I MILITARI DELL’ARMA, NELL’AMBITO DEI PREDISPOSTI SERVIZI VOLTI AL CONTRASTO DEL FENOMENO DELLO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI NELL’INTERLAND CITTADINO, DOPO MOLTEPLICI SERVIZI DI OSSERVAZIONE DECIDEVANO DI EFFETTUARE UN CONTROLLO A CARICO DEL GIOIELLIERE FORTEMENTE SOSPETTATO DI ESSERSI RIFORNITO DI SOSTANZA STUPEFACENTE DA IMMETTERE NEL MERCATO REGGINO.
I CARABINIERI DELLA STAZIONE “RIONE MODENA” HANNO ATTESO A LUNGO E HANNO APPROFITTATO DELL’ARRIVO DI ALCUNE PERSONE, NOTE ALLE FORZE DELL’ORDINE PER I LORO TRASCORSI GIUDIZIARI, PER INTRODURSI NELL’ESERCIZIO COMMERCIALE SENZA CHE BASILE POTESSE RENDERSENE CONDO E DISFARSI DELLA SOSTANZA STUPEFACENTE ILLECITAMENTE DETENUTA.
DURANTE LA PERQUISIZIONE E' STATA RINVENUTA OCCULTATA ALL’INTERNO DELLA GIOIELLERIA SOSTANZA STUPEFACENTE DEL TIPO “COCAINA” SUDDIVISA IN DIVERSE CONFEZIONI PER UN PESO TOTALE DI 16 GRAMMI. INOLTRE E' STATO TROVATO MATERIALE UTILIZZATO PER IL TAGLIO ED IL CONFEZIONAMENTO DELLO STUPEFACENTE ED UN BILANCINO DI PRECISIONE UTILIZZATO PER LA PESATURA DELLA STESSA SOSTANZA STUPEFACENTE.
DOPO LE FORMALITA’ DI RITO RAFFAELE BASILE SU DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO MINISTERO DOTTORESSA BEATRICE RONCHI E' STATO TRATTENUTO PRESSO LE CAMERE DI SICUREZZA PER ESSERE SOTTOPOSTO A GIUDIZIO DIRETTISSIMO.

REGGIO. Il Centro polifunzionale di Arghillà dedicato ad Alfonso Ciprioti

Il Centro civico e polifunzionale di Arghillà porterà per sempre il nome di Alfonso Ciprioti. Qualche giorno fa, infatti, a seguito di una precisa richiesta avanzata dal circolo di Azione Giovani “Luglio 1970” del rione Catona, il consiglio circoscrizionale ha deliberato l’intitolazione.
Una riunione alla quale ha partecipato una nutrita presenza di cittadini, tra cui Franco, fratello di Alfonso, e l’assessore comunale all’Ambiente Antonio Caridi, grande amico del compianto Ciprioti.
Toccante, poi, il ricordo di Albino Passalacqua, presidente dell’VIII Circoscrizione il quale, delineando nel suo intervento la figura di Alfonso Ciprioti, ne ha rammentato non solo il brillante percorso politico di ex consigliere circoscrizionale, comunale e provinciale, nonché ex assessore al Comune di Reggio Calabria, ma ne ha evidenziato, soprattutto, le doti personali ed umane.
Alfonso Ciprioti, infatti, era sempre disponibile nei confronti di chiunque avesse bisogno, facendo di questa predisposizione la sua qualità più evidente e più apprezzata da tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Parole di elogio sono state spese inoltre, e non senza un velo di commozione, anche da Domenico Carlo, capogruppo di Alleanza Nazionale all’interno del consiglio circoscrizionale, e dal Presidente del Circolo di Azione Giovani di Catona Santi Nunnari. Proprio quest’ultimo ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa, fortemente voluta non solo dai ragazzi di AG ma da tutta la popolazione giovanile di Catona, verso la quale Alfonso Ciprioti era particolarmente attento.
“Sicuramente azzeccata – dichiara Azione Giovani - la scelta di accostare il nome di Alfonso al neonato Centro Civico: struttura che rappresenterà per Arghillà e per tutta l’VIII circoscrizione uno snodo culturale e sociale significativo in un quartiere che troppo spesso, in passato, era stato identificato come dormitorio. Quel collante tra politica e società civile, oggi a volte assente, e che Alfonso magistralmente sapeva incarnare su di sé dovrà essere alla base di tutte le azioni che saranno intraprese affinché il Centro Civico non costituisca l’ennesima incompiuta del nostro territorio”.

FINANZIARIA. "Governo e Regione assenti per Reggio" la critica di Luigi Tuccio (AN)

Il presidente provinciale di Alleanza Nazionale, Luigi Tuccio (nella foto) critica aspramente il Governo che nella Finanziaria ha omesso di interessarsi di Reggio Calabria. Evidentemente, il professore Romano Prodi ha dimenticato che Reggio fa ancora parte di quella Calabria da lui stesso definita "terra prediletta". Questo il testo integrale dell'avvocato Luigi Tuccio.
I riflessi della sconsiderata politica economica finanziaria praticata dal Governo Prodi, evidentemente non potevano non interessare anche la nostra città, con conseguenze nefaste per la stessa, acuite dalla totale distrazione e dal disimpegno governativo, non soltanto rispetto alle proclamazioni elettorali, ma anche con riferimento ad importanti interventi già in corso di attuazione sul territorio, che giocoforza subiranno un preoccupante arresto e comunque inevitabili ritardi.
Il ritardato o mancato versamento del fondi governativi, pari a cinquantaquattro milioni di euro, denunciato dal sindaco Scopelliti nei giorni scorsi, seppur deliberati – quali i trasferimenti ordinari dello Stato ed i fondi finalizzati alla gestione degli uffici giudiziari – crea confusione nelle casse comunali, con il rischio di portare sofferenza nelle stesse.
Ciò perchè l’Amministrazione, dovendo fare fronte agli impegni assunti con i fornitori (che dovrebbero essere garantiti proprio dai fondi governativi), non può destinare le proprie risorse alle politiche comunali, tra cui quelle sociali, proprio mentre la comunità reggina aveva ripreso fiducia nelle prospettive di sviluppo per il nuovo passo impresso dall’azione governativa locale, con il fiducioso coinvolgimento delle risvegliate risorse culturali ed imprenditoriali della città intera.
Era inimmaginabile che opere finanziate per l’impegno del governo Berlusconi, anche attraverso il rifinanziamento del Decreto Reggio, potessero piombare nel limbo della sospensione a tempo indeterminato.
Ciò purtroppo rischia di verificarsi.
Ovvio che tali inerzie mettono il bavaglio ad una azione amministrativa ricca di iniziative, proiettata, come è, verso la grande progettualità ed i grandi eventi.
Ed in tutto questo, la Regione latita.

REGGIO. Rinviati a giudizio gli industriali del caffè Antonio e Maurizio Mauro

Sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere, usura ed esercizio abusivo dell'attività finanziaria gli imprenditori Antonio e Maurizio Demetrio Mauro, padre e figlio, componenti il consiglio di amministrazione dell'omonima impresa multinazionale del caffè che ha sede nell'area industriale di Campo Calabro. Pasquale e Maria Mauro, invece, rispettivamente, fratello e nipote di Antonio, dovranno rispondere, il prossimo 7 aprile 2008 dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Reggio Calabria, soltanto del reato di esercizio abusivo di attività finanziaria. Oltre ai Mauro, il giudice per l'udienza preliminale Santo Melidona ha disposto il rinvio a giudizio di altri otto imputati, tutti dipendenti dell'impresa Mauro Caffè SpA. Si tratta di Giuseppe Scopelliti, Francesco Lia, Vincenzo Cama, Federico Lo Prete, Carmelo Claudio Saccà, Antonio Volpe e Giuseppe Malara. Il Gup, inoltre, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di Salvatore Nicito, Domenico Marino, Filippo Zamataro, Biagio Vita, Antonio Libri e Francesco Giuseppe Fazzolari. L'inchiesta, coordinata dai pm Stefano Rocco Fava (adesso trasferitosi a Roma) e Antonio De Bernardo, e condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza, era partita dopo la segnalazione della proprietaria di un bar che non riuscendo a pagare le forniture di caffè, aveva denunciato i Mauro perchè, a suo dire, le veniva concesso credito da scontare a interessi che sono stati definiti usurari da parte degli investigatori. Secondo l'accusa, anche altri gestori di bar venivano condizionati nell'acquisto di caffè, con un giro di affari che, nel corso di dieci anni, toccava cifre miliardarie. Pasquale Mauro è stato presidente dell'Assindustria di Reggio Calabria. (ANSA)

CITTANOVA. Operazione antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato

Due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria, per violazioni della Legge sulla caccia in località “ Campicciolo” di Cittanova. Si tratta di L. F., 32 anni , residente a Taurianova e di S. F. 44 anni , anch’esso residente a Taurianova.
Sono i primi risultati dei servizi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale del Copro Forestale dello Stato, diretto dal dottor Cosimo Latagliata, finalizzati alla prevenzione e repressione delle rapine ai danni di cacciatori ed all’accertamento di violazioni in materia di caccia.
L’operazione è stata condotta dal personale delle Stazioni Forestali di San Giorgio Morgeto e Sant’Eufemia d’Aspromonte ed ha portato inoltre, al sequestro di due fucili con relative munizioni e richiami acustici elettromagnetici il cui uso è proibito dalla legge.

lunedì 12 novembre 2007

REGGIO."Pulcinella" salvato dalla squadra Nautica della Polstato

Un pescespada di piccole dimensioni, il cosiddetto “Pulcinella”, è stato salvato dal personale della squadra Nautica dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura. Gli agenti della Polstato, dopo avere svincolato dall’amo il piccolo pescespada, lo hanno liberato in mare. I poliziotti, hanno inoltre sequestrato il “parangale”, strumento utilizzato per la pesca del pescespada novello, dove appunto era rimasto intrappolato il “Pulcinella”. Il recupero dell’attrezzo da pesca, il cui utilizzo è vietato da settembre a dicembre, è avvenuto a largo della costa di San Gregorio. Il “parangale”, lungo circa duecento metri era dotato di circa venti ami.

SIDERNO. I carabinieri catturano il latitante Cosimo Romanello

Non ha saputo resistere alla tentazione di gustare le ''zeppole'' di San Martino, una pietanza tipica calabrese, preparategli dalla moglie. E' costato caro al latitante, Cosimo Romanello, 48 anni, pescatore (nella foto subito dopo l'arresto), l'attaccamento alle tradizioni culinarie. L'uomo, infatti, è stato bloccato dai carabinieri mentre si stava recando nella propia abitazione. La trappola tesa dai militari della Compagnia di Locri e della Stazione di Siderno, in collaborazione con il personale dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria", è scattata all'ora di pranzo nei pressi della casa del presunto boss. Cosimo Romanello era latitante dal giugno del 2004, quando era riuscito a sottrarsi l'ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta della Direzione distrettuale antimafia reggina con l'accusa di estorsione, danneggiamento e porto abusivo di arma e munizioni. Secondo l'indagine dei carabinieri del Ros di Reggio Calabria, Romanello avrebbe commesso tali reati per agevolare gli interessi della cosca Coluccio di Gioiosa Jonica. Le fasi della cattura del latitante sono state coordinate dal Reparto territoriale dei carabinieri di Locri.

LAUREANA DI BORRELLO. Due incendi notturni

Due incendi notturni hanno interessato un rudere e un’autovettura. La casa abbandonata, ubicata in via Giannotta, secondo i carabinieri della locale Stazione, potrebbere essere stata data alle fiamme da ignoti. In via Isonzo, invece, la Lancia Y di proprietà di L. N., 30 anni, operaio è stata distrutta dalle fiamme. L'incendio è stato domato da una squadra dei vigili del fuoco del Distaccamento di Polistena. Anche in questo caso, gli investigatori dell'Arma seguono la pista dell'azione dolosa.

SCILLA. De Gaetano (Prc) contro la chiusura dello "Scilliesi d'America"

"Il Piano sanitario approvato dalla Giunta regionale così com'é non va bene. Innanzi tutto ritengo questo PSR non rispondente ai bisogni reali della Calabria, sbagliato nel metodo e nel merito di alcune scelte e per questo penso che vada profondamente modificato". A sostenerlo è il consigliere regionale del Prc, Nino De Gaetano, ex assessore al Lavoro. "Come Partito della Rifondazione comunista, unitamente ai Comunisti italiani - ha aggiunto - avevamo presentato, nelle settimane scorse, delle concrete e dettagliate proposte migliorative del PSR e pur tuttavia nessuna di queste è stata recepita dalla Giunta. Quindi passerà all'esame del Consiglio un PSR assolutamente insoddisfacente, e il Prc darà battaglia, nell'Assise regionale, affinché il disegno complessivo possa essere radicalmente cambiato. Ritengo altresì che questa proposta di Piano della Giunta penalizzi la provincia di Reggio Calabria, e mi riferisco in particolare alla prevista chiusura del plesso ospedaliero di Scilla (nella foto) che a mio avviso rappresenta invece un centro vitale nell'organizzazione sanitaria del nostro territorio sia per le sue eccellenze mediche ma anche per la posizione strategica che occupa". "Il mantenimento delle realtà e delle attività operative clinico-diagnostiche già strutturate e produttive - ha sostenuto De Gaetano - è fondamentale affinché una grossa fetta di territorio non rimanga scoperta dal punto di vista sanitario. La permanenza del presidio ospedaliero discende, in primo luogo, dall'elevato numero di abitanti che usufruiscono della struttura, dai comuni della fascia del basso Tirreno a quelli del territorio aspromontano, ma anche dalla sua particolare collocazione visto che la sua vicinanza allo svincolo autostradale lo rende immediatamente fruibile per i servizi di urgenza. Inoltre nei periodi estivi, vista la vocazione turistica della zona, la fruibilità dello 'Scillesi d'Americà cresce in maniera esponenziale". "La soppressione definitiva del suddetto plesso ospedaliero - ha proseguito l'esponente del Prc - non farebbe altro che ingolfare ulteriormente gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria poiché si creerebbe un pericoloso vuoto nella rete delle emergenze in un territorio molto ampio compreso fra Reggio Calabria e Gioia Tauro. Per queste ragioni, affinché il Piano sanitario regionale venga pesantemente modificato e l'ospedale di Scilla non solo sia mantenuto in vita ma rimanga ospedale di primo livello, quindi con tutte le aree (chirurgia, diagnostica ecc), funzioni mediche e servizi di emergenza, Rifondazione comunista è pronta a dare battaglia non solo all'interno del Consiglio regionale, ma anche fra le migliaia di cittadini della nostra Provincia che vedono minacciato il sacrosanto diritto alla salute e chiedono, come nel caso di Scilla, un servizio pubblico efficiente, operativo e consolidato in zona da ormai molti anni". (ANSA)