Informazioni personali

Le mie foto
SCILLA, Reggio Calabria, Italy
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.

mercoledì 23 luglio 2014

REGGIO CALABRIA. Operazione 'Orso': i particolari

REGGIO CALABRIA. Ha fatto luce sulla governance del patrimonio immobiliare della cosca Gallico, individuato a Palmi e a Roma, e sulle capacità della 'ndrina di manovrare una moltitudine di soggetti disponibili a fungere da prestanome per consentire la schermature del patrimonio, l'inchiesta «Orso» della Dda reggina che stamani ha portato all'arresto di 14 persone mentre una quindicesima, latitante da novembre 2013, è ricercata. «L'inchiesta - ha detto il procuratore capo Federico Cafiero de Raho illustrando i particolari - conferma l'interesse strategico della 'ndrangheta, in questo caso dei Gallico, di trovare persone insospettabili cui intestare beni ingenti. I Gallico avevano cominciato da tempo a spostare le loro attività di riciclaggio a Roma, acquistando immobili e locali, affidando a Giovanni Iannino il compito di proteggere il loro consistente patrimonio. Iannino, un vecchio accoscato, si era da qualche tempo 'inabissato', ma le sue mosse non erano certamente sfuggite alle nostre osservazioni anche nella capitale grazie anche al supporto della squadra mobile capitolina. Abbiamo purtroppo verificato - ha concluso Cafiero de Raho - il coinvolgimento di persone apparentemente lontane da logiche criminali che con il loro perbenismo hanno però contribuito a rendere ricco il potente clan di Palmi».
da sx Rattà, questore Longo, procuratore Cafiero de Raho, Semeraro, Catalano
L'indagine «è stata condotta in sinergia con la mobile di Roma, tenuto conto che Iannino aveva ormai assunto il ruolo di 'specialista’ in riciclaggio dei beni dei Gallico», ha detto il questore Guido Nicolò Longo affiancato dal dirigente della mobile Gennaro Semeraro, dal dirigente della Sezione criminalità organizzata Francesco Rattà e dal dirigente del Commissariato di Palmi Fabio Catalano. L'attività investigativa si è incentrata prevalentemente sulla figura di Giovanni Iannino, 59 anni, storico affiliato alla cosca, condannato per associazione mafiosa con sentenza passata in giudicato. L'uomo, anche dopo la condanna risalente agli anni novanta, secondo l'accusa, ha continuato a far parte della consorteria, anche con il ruolo di prestanome.
Ed è proprio seguendo le dinamiche che hanno connotato le sue condotte che sono stati individuati ulteriori beni. L'inchiesta si è avvalsa di numerose intercettazioni ambientali e telefoniche e delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, oltre che di accertamenti documentali e bancari. Nell'operazione sono stati sequestrati tre fabbricati a Palmi, uno a Roma e due società. Si tratta di un fabbricato ubicato in via Bruno Buozzi di Palmi, un fabbricato sito in via Letterio Francia di Palmi, un fabbricato ubicato in via Gambarie di Palmi, un appartamento sito in via Guastella di Roma, le società ‘Il Quadrifoglio sas” di Roma e la ‘C&C sas’ di Palmi.
L’ordinanza di custodia cutelare in carcera ha colpito: Francesco Barbera, 37 anni; Antonino Cosentino, 53 anni, inteso Nino alias “Poldino”, già detenuto per altra causa; Emanuele Cosentino, 28 anni; Giuseppe Cosentino, 61 anni; Daniele De Salvo, 32 anni; Domenico De Salvo, 45 anni; Carmelo Gallico, 51 anni, già detenuto per altra causa; Domenico Gallico, 56 anni, già detenuto per altra causa; Teresa Gallico, 66 anni, già detenuta per altra causa; Giovanni Iannino, 59 anni. Gli arresti domiciliari sono stati concessi a: Antonino Cosentino, 30 anni; Domenico Cosentino, 28 anni; Pasquale Gangemi,  67 anni; Santina Iannino, 31 anni; Vincenzo Parisi, 48 anni. È irreperibile Emanuele Cosentino, 28 anni, latitante dal novembre 2013.

REGGIO CALABRIA. Tra i migranti a bordo del ‘Vega’ anche due partorienti

REGGIO CALABRIA. I 564 migranti, 409 uomini, 74 donne e 81 minore, soccorsi nel Canale di Sicilia e giunti stamani nel porto a brodo del pattugliatore d’altura "Vega" della Marina militare sono stati accolti attraverso il dispositivo disposto dalla Prefettura con forze dell'ordine, autorità sanitarie e gruppi di volontariato. Parte dei migranti, che hanno detto di provenire da Siria e Sub Sahara, sarà ospitata in due strutture della città.
Tra i migranti, due donne incinte con dolori pre-parto. Le due donne sono state ricoverate in ospedale, così come due bambini risultati febbricitanti. In ospedale è stato portato anche un uomo per un trauma ad una gamba mentre un altro, tachicardico, è stato messo sotto controllo medico. Dai controlli sanitari effettuati a terra è emerso che le condizioni generali dei migranti sono complessivamente buone, anche se ci sono alcuni casi di disidratazione.

MELITO PORTO SALVO. Operazione 'Replica': 4 persone arrestate dai carabinieri

MELITO PORTO SALVO. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in esecuzione di due diversi provvedimenti restrittivi, hanno tratto in arresto i seguenti soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca “Iamonte”, accusati di associazione di tipo mafioso: Carmelo Iamonte, 49 anni; Gianpaolo Chilà, 36 anni; Bartolo Verduci, 28 anni; Francesco Verduci, 26 anni. I primi due sono stati arrestati mercoledì scorso, in esecuzione di un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, convalidato dal locale Gip domenica scorsa, che ne ha disposto la custodia in carcere. Gli ultimi due, invece, sono stati tratti in arresto ieri, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dallo stesso Gip sempre su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Dda, hanno consentito di confermare e documentare che la cosca, nonostante i colpi inferti recentemente con le operazioni “Crimine”, “Ada” e “Sipario”, abbia persistito in un’infiltrazione pervasiva all’interno della comunità, riuscendo a condizionarne le attività economiche e le scelte politiche. Le investigazioni hanno focalizzato l’attenzione sulle attività della cosca ed hanno consentito di accertare che la potente organizzazione criminale, con strumenti, condotte e dinamiche tipiche e consolidate della criminalità organizzata ha condizionato le attività imprenditoriali nel settore edilizio, sia pubblico che privato, attraverso il controllo di imprese locali e, più in generale, tutte le attività produttive, subordinando al proprio benestare e consenso l’inizio di qualunque attività economica, attraverso il pagamento del pizzo e l’imposizione delle forniture e della manodopera; ed ha, in alcuni casi, indirizzato l’aggiudicazione delle gare d’appalto e lavori in favore di imprese riconducibili alla cosca. Alla base del provvedimento di fermo della Dda reggina vi è il pericolo di fuga dei primi due indagati, che erano al corrente del rapporto di collaborazione instaurato da Giuseppe Ambrogio con la magistratura anche prima dell’esecuzione dell’operazione “Sipario”. Nel corso dell’indagine è emersa, inoltre, la facilità con cui gli affiliati asseriscono di poter accedere ad informazioni a carattere riservato, unitamente alla consapevolezza degli stessi, ed in particolare di Gianpaolo Chilà e Carmelo Iamonte, di divenire oggetto di provvedimenti di carcerazione. Carmelo Iamonte, infatti, temendo di essere nuovamente colpito dall’ennesimo provvedimento giudiziario di carcerazione, provvedeva periodicamente alla bonifica della propria abitazione. L’attività di indagine, avviata nel dicembre del 2013, si inserisce in una più ampia manovra investigativa condotta negli anni dal Comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria nel contrasto della ‘ndrangheta nelle articolazioni territoriali storicamente egemoni nel comprensorio di Melito di Porto Salvo ed ha consentito di documentare che attualmente Carmelo Iamonte è il capo indiscusso dell’omonima cosca. In relazione alla figura di quest’ultimo, dalle investigazioni è emerso in sintesi che: è lo stesso Carmelo Iamonte che si attribuisce il ruolo di capo assoluto del sodalizio, nella misura in cui afferma che, se lui fosse stato libero, non sarebbero di certo stati commessi i gravi errori nella gestione del sodalizio che avevano condotto all’operazione “Ada”; Carmelo Iamonte è partecipe dei destini della sua organizzazione, anche quando le vicende giudiziarie non lo toccano direttamente; il carisma di Iamonte è tale che a lui si sarebbe rivolto perfino un avvocato reclamando di non avere nessun imputato da difendere per il processo “Ada”; è lo stesso Carmelo Iamonte ad avallare la credibilità del collaboratore Giuseppe Ambrogio, nel momento in cui critica i personaggi più autorevoli che avrebbero condiviso notizie riservate dell’associazione con Ambrogio, soggetti quali il fratello Remingo, Antonino “barrista” Tripodi, e lo zio del collaboratore, Lorenzo Marino. Per quanto attiene la figura di Gianpaolo Chilà, lo stesso viene indicato da Giuseppe Ambrogio come affiliato alla cosca Iamonte, appartenente alla “società minore” della “locale” di Melito Porto Salvo. L’esecuzione dell’operazione “Sipario”, maturata a termine del lavoro investigativo teso a riscontrare le dichiarazioni rese da Giuseppe Ambrogio, si presenta come un evento già annunciato, atteso che gli affiliati sono risultati essere già al corrente del rapporto di collaborazione instaurato da Ambrogio con la magistratura. Le conversazioni telefoniche nonché quelle ambientali intercettate a bordo dell’autovettura di Gianpaolo Chilà, nelle ore immediatamente successive all’esecuzione degli arresti, sono indicative dell’appartenenza di quest’ultimo all’organizzazione criminale facente capo alla famiglia Iamonte: Chilà appare in palese stato di agitazione ed esterna il disappunto nei confronti di Demetrio Iachino, colpevole di non averlo notiziato subito dell’accaduto. Dalle intercettazioni emerge, inoltre, come tra le priorità cui Chilà deve subito far fronte vi sia la gestione del circolo “La Fontana” - che Chilà condivideva con Giuseppe Romeo Iaria - e dietro al quale, alla luce di quanto rivelato da altri indagati, si celano gli interessi economici degli appartenenti alla medesima cosca. In relazione alla condotta dei due cugini Verduci, le indagini hanno consentito di dimostrarne l’intraneità alla cosca Iamonte, emersa già dal contenuto di alcune conversazioni telefoniche captate nell’ambito dell’operazione “Ada”, di cui, successivamente, uno dei due conversanti - Giuseppe Ambrogio, divenuto collaboratore di giustizia - avrebbe confermato contenuto, significato e rilevanza specifica rispetto a quanto già dedotto all’epoca dagli investigatori.

POLIA. Tutto pronto per il 1° meeting associazioni giovanili

POLIA (VV). Si svolgerà nei giorni 1-2-3 agosto il primo Meeting delle Associazioni Giovanili Meridionali Attive. La sinergia tra le associazioni Famaropa di Polia e TerreArse Lab Reggio dà vita a questo nuovo progetto che si realizzerà, nei primi 3 giorni di agosto, attraverso un campeggio estivo riservato a tutte le realtà associative della Calabria. Un‘ampia distesa montana nel comune di Polia sarà la location che ospiterà questo evento, a pochi kilometri dal Parco Naturale Regionale delle Serre, in un‘area attrezzata con servizi igienici, area campeggio e area picnic. Obiettivo di questo campeggio sarà conoscersi e far conoscere le realtà associative che operano nel campo socio-culturale nella nostra regione. Confrontandosi e condividendo le proprie esperienze e le proprie competenze si potrà dar vita ad una nuova stagione fatta di collaborazione e unità, in una regione che spesso e volentieri tiene in poca considerazione le realtà associative. Tra workshop formativi e momenti di convivialità, scoperta del territorio e musica, si cercherà di creare una rete che abbia rapporti duraturi nel tempo, elaborando un database che diventi un punto di riferimento per tutti gli utenti e per tutti gli eventi associativi futuri, nonché un manifesto d’intenti comuni e propositivi. Per chiunque fosse interessato e per qualsiasi informazione si può consultare il sito internet http://terrearse.it/magma-1-0/ o la pagina facebook https://www.facebook.com/magma.calabria/timeline

REGGIO CALABRIA. Filippo Bova: “Quanti Pd ci sono e quale sosterrà Falcomatà alle comunali?”

Filippo Bova
REGGIO CALABRIA. Ci rammarica molto che, a due settimane dall’esito delle primarie, ancora non sia stato possibile avere un confronto tra tutte e quattro i candidati della coalizione; comprendiamo che ciascuno di noi ha dovuto elaborare e metabolizzare i dati, comunque lusinghieri visto la forte partecipazione popolare, auspicata da tutti. E capiamo pure che le posizioni, ovviamente, siano decisamente differenti e vogliamo anche pubblicamente esprimere la nostra chiara vicinanza a chi, dei quattro, ha perso per una manciata di voti. Però, crediamo che adesso si debba procedere con trasparenza: che sia uno strappo o un gioco a rialzo, lo si dica chiaramente. Non usiamo mezzi termini: vogliamo nitidezza dal Partito Democratico e da tutte le componenti della coalizione “Reggio è viva”, poiché ad oggi percepiamo un “silenzio tombale” sulla campagna elettorale in vista delle prossime amministrative e questo di certo non fa bene a nessuno. Abbiamo più volte cercato di stimolare il dialogo, siamo stati i primi a voler incontrare il candidato sindaco per sottoporgli i nostri Orientamenti Programmatici e con lui abbiamo previsto una serie di incontri in Città, per rilanciare l’idea di una Politica vicina alle istanze dei cittadini. Se è vero che, come già premesso, ciascun candidato può serbare ancora una buona dose di delusione, ci stupiamo come i politici navigati che hanno sostenuto i candidati alle primarie, non riescano a dare una chiave di lettura positiva. Ci ritroviamo dirigenti ed eletti del Pd e di altri partiti del centrosinistra, a livello nazionale, regionale e provinciale, che fanno melina e non assumono una chiara posizione; idem crediamo sia speculare l’atteggiamento di chi ostenta sicurezza e tranquillità come fa, attraverso le note stampa, la segreteria provinciale del Partito Democratico. Qui dobbiamo capire quanti Pd ci sono e quale riuscirà a sostenere in modo convito e coeso la candidatura di Giuseppe Falcomatà a sindaco di Reggio Calabria. Tutti i candidati alle primarie abbiamo sottoscritto un patto di sostengo reciproco in caso di sconfitta: ad oggi questo accordo non è mantenuto e non possiamo fingere che ci sia un clima di concordia. Noi abbiamo scelto di partecipare alle consultazioni interne alla coalizione di centrosinistra, perché, come espresso durante la campagna elettorale in vista dell’appuntamento del 6 luglio, che ha coinvolto oltre 16.000 reggini, stimiamo ciascuno dei candidati, che prima di essere “competitor” per noi sono amici, coi quali costruire un nuovo percorso per la nostra Città. Se un movimento come “Cambiare, Reggio Cambia”, senza sponsor e lacciuoli con la politica romana, riesce a riassettare la propria posizione all’interno della coalizione, ci aspettavamo, a maggior ragione da chi è stato sostenuto da big dei partiti organizzati, una reazione diversa: né silenzi, né musi lunghi, ma una voglia di riscatto che partisse dal basso, dai tantissimi concittadini che ci avevano accordato la loro fiducia alla tornata delle primarie. Invece leggiamo di stratagemmi, di lunghe riunioni romane, di tentazioni “terzo-poliste”: Reggio ha bisogno di chiarezza, lo andiamo dicendo da tempo. La trasparenza, anche dei nostri accordi politici, sarà il discrimine sul quale gli elettori decideranno di scegliere il centrosinistra: c’è voglia di cambiamento, c’è una Città che necessita di cure straordinarie per uscire dal pantano amministrativo causato dalla gestione del centrodestra, al quale si sta lasciando tutto il tempo di ri-organizzarsi in modo, loro sì, compatto. Auspichiamo, dunque, che si riesca a dipanare le nuvole su un percorso che a tutti è sembrato come innovativo e necessario per Reggio e per i reggini, al fine che il passato rimanga tale e che il presente sia di chi oggi ha deciso di impegnarsi e metterci la faccia.

BOVALINO. Emergenza rifiuti: opposizione chiede convocazione urgente del consiglio comunale

BOVALINO. Come previsto l’inerzia del sindaco Mittiga e delll’esecutivo municipale sulla questione rifiuti, perdurante dall’inizio dell’attuale consiliatura e denunciato costantemente dall’Opposizione in consiglio comunale, ha portato Bovalino a diventare la pattumiera di tutto il comprensorio. Di certo, se il problema fosse stato affrontato seguendo le indicazioni piu’ volte prospettate dall’Opposizione nell’attuazione di politiche gestionali idonee alla realizzazione di un efficiente utilizzo delle risorse (umane ed economiche) impiegate, non ci si troverebbe in questa situazione di intollerante emergenza igienico -sanitaria. Si rammenta che per oltre quattro anni è stato chiesto, invano, all’amministrazione comunale di poter affrontare le complessive problematiche della gestione dei rifiuti mediante la costituzione di una commissione consiliare ad hoc che , in maniera sinergica, avrebbe dovuto elaborare progetti fattibili, strategie e soluzioni concrete al fine di prevenire tali disastri e tutelare i cittadini bovalinesi che negli ultimi anni sono stati pesantemente vessati dall’aumento dei costi relativi al detto servizio. Dal comportamento di totale assenza e menefreghismo della maggioranza consiliare si evince palesemente un ingiustificabile sottovalutazione del problema ritenendolo, nei fatti, non urgente. Questa opposizione ha, da sempre, manifestato una visione diversa della gestione dell’Ente rispetto alla tematica ambientale. Per tali ragioni, i consiglieri comunali Enrico Tramontano, Antonio Zurzolo, Francesco Perrone e Francesco Zappavigna hanno chiesto la convocazione di un consiglio tematico straordinario per affrontare a viso aperto i problemi legati al ciclo dei rifiuti, alla gestione della raccolta differenziata, alla realizzazione dell’isola ecologica e dell’impianto di videosorveglianza.
Enrico Tramontano
Antonio Zurzolo
Francesco Perrone
Francesco Zappavigna

'NDRANGHETA. Operazione della Polstato contro la cosca Gallico di Palmi

REGGIO CALABRIA. È in corso un'operazione della Polizia di Stato che, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura distrettuale reggina, sta eseguendo 15 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti esponenti della cosca di 'ndrangheta dei Gallico di Palmi. Le persone destinatarie dei provvedimenti restrittivi sono accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni. Contestualmente, nell'ambito della stessa operazione, sono stati sequestrati beni immobili e società per un valore complessivo di sette milioni di euro.

REGGIO CALABRIA. A Vincenzo Panuccio la IV Festa della poesia dell’Anassilaos

REGGIO CALABRIA. Vincenzo Panuccio con la lirica “Canto opaco” si aggiudica la IV Festa della poesia in lingua con una votazione quasi plebiscitaria. Lo studioso reggino ha partecipato al concorso con una lirica composta nel lontano 1945 che, nonostante il tempo trascorso – come avviene del resto con la grande poesia – mantiene intatta una grande capacità di impatto emotivo sull’ascoltatore e sulla giuria che non ha mancato di apprezzare i versi dell’illustre concittadino. Al 2° posto si è, invece, classificato, il milanese Nunzio Buono con la lirica “Il cielo di Aubagne” e al 3° la reggina, docente e poetessa, Gabriella Trapani con la lirica “Il fiore”. “A bagnarota” di Rocco Nassi si è invece aggiudicata la Festa della Poesia per quanto riguarda la poesia in vernacolo. Al 2° posto si è classificato Mimmo Latella con “L’amuri di Ddio”, al 3° il giovane Francesco Angelone con “Trirullalà”. Si è dunque conclusa la kermesse poetica promossa dall’Associazione Culturale Anassilaos che per quattro giorni ha visto il Chiostro risuonare della voce di poeti reggini e non reggini alla presenza di un numeroso pubblico. Un concorso che ha registrato la partecipazione di poeti provenienti da ogni parte d’Italia e, per quanto riguarda il vernacolo, dei dialetti siciliani, romaneschi, napoletani, pugliesi. Resta – dichiara il Presidente – il desiderio di trasformare nel prossimo futuro e in condizioni economiche meno dure, tale festa in un festival della poesia mediterranea che abbracci, nel nome di una comune appartenenza storica, artistica, letteraria, tutti i popoli che nel Mediterraneo si affacciano allo scopo di promuovere quegli incontri e quegli scambi culturali ed umani che possano favorire la pace, la convivenza, il rispetto. Dalla prossima edizione comunque – venendo incontro ai tempi nuovi – una sezione del concorso sarà dedicata alla video poesia.

martedì 22 luglio 2014

ROMA. Approvato l'emendamento il Tar di Reggio non chiude

ROMA.  Approvato l'emendamento al decreto legge della pubblica amministrazione che salva le sezioni staccate dei Tibunali amministrativi regionali che si trovano nelle città sedi di Corti d'Appello (Brescia, Catania, Lecce, Reggio Calabria e Salerno). La soppressione delle altre sedi, da ottobre 2014 è stata rinviata al luglio del 2015. È esclusa dal taglio anche la Sezione autonoma per la provincia di Bolzano.

REGGIO CALABRIA. La movida reggina sposa l'occupazione del canile di Mortara

REGGIO CALABRIA. La movida reggina sposa la causa dell’occupazione del canile municipale di Mortara, la struttura conclusa nel 2006, inaugurata nel 2008 e mai entrata in funzione, che i volontari di Dacci una zampa hanno deciso di occupare per rispondere all’emergenza randagismo in città. La ladies night del Calajunco – il noto appuntamento del mercoledì organizzato dalla Rcb e dedicato alle donne – questa settimana dedicherà uno spazio alla causa di Occupy canile, che nel corso della serata sarà presente con i suoi volontari, uno stand informativo e la campagna “Io per i cani di Mortara ci metto la faccia”. “In meno di ventiquattro ore oltre duecento persone hanno aderito alla nostra campagna, ci hanno mandato la loro foto e hanno modificato la propria immagine di profilo. Potrebbe sembrare un’iniziativa futile, ma sono numeri che ci riempiono di orgoglio e ci dimostrano quanto la nostra battaglia abbia conquistato Reggio”. Domani – dicono da Dacci una zampa – “per la prima volta ci sposteremo da Mortara e porteremo la nostra battaglia in città. Speriamo di incontrare lo stesso slancio di solidarietà, lo stesso appoggio e la stessa vicinanza che i reggini ci hanno mostrato in queste prime due settimane di occupazione al canile”. Nel corso della serata, i volontari saranno disponibili per fornire informazioni sulla battaglia in corso, ma sarà possibile anche aderire alla campagna promossa dall’associazione. Le immagini di chi “per i cani di Mortara ci mette la faccia” saranno proiettate nel corso della serata insieme a quelle di chi in questi giorni ha deciso di mostrarci concretamente il proprio appoggio”, dicono dall’associazione. “Non si tratta di una serata benefit, a Dacci una zampa andrà solo quanto verrà versato nei salvadenai dell’associazione presenti ai banchetti, ma per noi rimane un evento importantissimo che ci permette di entrare in contatto con i reggini, fin dal primo momento i nostri veri – se non unici - interlocutori”.
Dacci una Zampa Onlus

REGGIO CALABRIA. Domani mattina il pattugliatore ‘Vega’ sbarca 564 migranti

REGGIO CALABRIA. In occasione dell’arrivo di 564 migranti di asserita nazionalità siriano e subsariana a bordo della nave ‘Vega’, unità del Comando delle forze da pattugliamento per la sorveglianza e la difesa costiera della base navale di Augusta (Siracusa), che giungerà nel porto reggino intorno alle ore 7 di domani mattina, la Prefettura ha tempestivamente convocato nel pomeriggio una riunione operativa per il coordinamento delle attività di primo soccorso e assistenza. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti del Comune, della Provincia, delle Forze di Polizia, della Capitaneria di porto, della Direzione marittima della Calabria e della Basilicata, del Suem 118, della Protezione civile regionale, dell’Asp, dell’Azienda ospedaliera ‘Bianchi-Melacrino-Morelli’, delle associazioni di volontariato e della Croce rossa italiana. A tal fine è stata attivata la sala operativa per il coordinamento delle operazioni di primo soccorso e accoglienza. A bordo del pattugliatore d’altura della Marina militare, vi sono 409 uomini, 74 donne e 81 minori. Come nei precedenti sbarchi i migranti saranno ospitati presso le due strutture messe a disposizione dal Comune (palestre ?piero Viola’ e ‘Boccioni’), che assicura anche la somministrazione dei pasti e garantisce le misure di prima assistenza, con la collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio che peraltro avevano già assicurato ampia collaborazione in occasione dei precedenti sbarchi, che hanno interessato le coste reggine. I restanti migranti saranno trasferiti in strutture della provincia.

SIDERNO. Battello della Guardia costiera impegnato in un soccorso e nei controlli per la sicurezza

SIDERNO. Ieri, l’Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica è stato impegnato nel coordinamento di un’attività di soccorso ad un’unità a remi, nei pressi del pontile. In mattinata perveniva segnalazione telefonica presso la sala operativa della Guardia costiera di Roccella nella quale si riferiva l’avvistamento dell’unità a remi in evidente difficoltà di manovre per il ritorno sulla riva a causa delle forti raffiche di vento. L’ufficio circondariale marittimo faceva dirottare sul punto il battello pneumatico GC 305, già presente in mare per il controllo del litorale nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro 2014. Giunti sul punto, i militari prestavano assistenza all’unità, sulla quale erano presenti due persone, assicurando il rientro della stessa fino a riva. Le attività del battello pneumatico sono state intense anche nel fine settimana precedente. Nella giornata di domenica, infatti, nell’ambito dei controlli volti ad assicurare il rispetto delle normative sulla sicurezza in mare, sono stati elevati tre processi verbali di contestazione per un valore complessivo di 1.188 euro. Dei tre verbali, due contestavano la navigazione sottocosta di due unità da diporto, con conseguente pericolo per i bagnanti. Il terzo verbale contestava la navigazione del natante senza avere a bordo il previsto certificato di assicurazione obbligatoria. Per quest’ultimo veniva, altresì, posto sotto sequestro amministrativo il motore marino fuoribordo.

ROSSANO. Metro leggera: lo sviluppo non può attendere

ROSSANO (CS). Lo sviluppo di questo territorio non può continuare ad attendere il concretizzarsi di progetti faraonici di cui non conosciamo i tempi di realizzazione. Abbiamo necessità di colmare quel gap infrastrutturale che in decenni di abbandono ci ha isolato dal resto del Paese. Ma dobbiamo farlo subito! A questo mira l’unità d’intenti che sta vedendo la gran parte dei comuni del comprensorio ionico cosentino e crotonese confluire, finalmente, sull’idea di rispolverare e concretizzare il progetto della metropolitana leggera: l’unico fattibile, ora e subito, per rilanciare l’intero sistema dei trasporti di una vasta area della Calabria, dalla Sibaritide al Crotonese. Una linea ferroviaria che, approdando rapidamente e senza grandi investimenti all’aeroporto di Crotone, ci avvicinerebbe in modo concreto all’Europa. È quanto ribadito dal Sindaco Giuseppe Antoniotti nel corso dell’Assemblea civica congiunta delle due Città dell’Area urbana Corigliano-Rossano, riunitasi in sessione straordinaria nel pomeriggio di ieri (lunedì 21 luglio) nella Sala del Consiglio comunale, nel Centro storico di Rossano, per discutere delle problematiche legate al diritto alla mobilità e

LAMEZIA TERME. Vertenza InfoContact, Gianturco (CasaPound): “Ottima riuscita della manifestazione”

LAMEZIA TERME (CZ). "Buona riuscita della manifestazione dei lavoratori InfoContact – afferma Mimmo Gianturco, che ha guidato la protesta dei lavoratori – centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione che è partita da Corso Numistrano, ed è arrivata fino in Piazza della Repubblica, davanti al Tribunale di Lamezia, dove ci attendevano i sindacati, per richiedere con forza la nomina di un commissario straordinario che prenda in mano le redini dell’azienda”. “Al Sit-in tenutosi sotto il Tribunale – continua il responsabile di CasaPound – si è evidenziata maggiormente l’unità dei lavoratori, venuti anche da Rende e dai paesi del lametino, stretti fra loro e decisi a lottare per difendere il loro posto di lavoro. L’unica nota stonata è stata la solita passerella dei politici, pronti a farsi fotografare vicino ai lavoratori in difficoltà.
Se davvero i politici volessero dare un supporto nella vertenza InfoContact, la diano in modo silenzioso, evitando inutili articoli sui giornali o ridicole pubblicazioni sui Social Network”. “Quello che i lavoratori richiedono – conclude Gianturco – è un intervento da parte del Ministero del Lavoro per sbloccare la partita economica relativa al contratto di solidarietà per dare ossigeno alle famiglie dei lavoratori, un interessamento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, affinché si crei un tavolo di trattativa fra parti sociali (sindacati/lavoratori), quel che rimane dell'azienda, i committenti (Wind, Telecom, Poste Mobili, Enel ecc) e fra quelle imprese interessate a subentrare a InfoContact, affinché ci siano maggiori garanzie e trasparenza nella trattativa, nonché la nomina del commissario straordinario da parte del Tribunale, che a seguito dell’incontro di oggi, dovrebbe avvenire già entro il 24 luglio”.

OPERAZIONE RIFIUTI SPA 2. Tra gli arrestati avvocati, amministratori e tecnici

generale Mario Parente e tenente colonnello Daniele Galimberti
REGGIO CALABRIA. Ci sono anche due avvocati penalisti, un amministratore giudiziario, l'ex sindaco di Calanna e il dirigente del settore tecnico dello stesso Comune tra gli arrestati dell'operazione 'Rifiuti Spa 2. Gli avvocati sono Giuseppe Putortì e Giulia Dieni accusati di aver fatto le “staffette” tra i boss detenuti della cosca Alampi e gli altri soggetti della famiglia mafiosa reggina, federata con la potente consorteria dei Libri. L’ex sindaco di Calanna, Luigi Catalano e il dirigente del settore tecnico Salvatore Laboccetta, sono accusati di essersi accordati con esponenti della cosca Alampi sul contenuto di un bando di gara per l'affidamento di incarico esterno relativo alla redazione del piano di caratterizzazione della discarica di località Sant'Epifania. Catalano e Laboccetta sono stati posti agli arresti domiciliari.

OPERAZIONE RIFIUTI SPA 2. I coniugi Alampi catturati in Costa Azzurra

REGGIO CALABRIA. Sono stati arrestati in Francia dal Servizio regionale della polizia giudiziaria di Nizza e dal Ros, grazie al servizio di cooperazione Interpol, l’imprenditore Matteo Alampi e la moglie Maria Giovanna Siclari, mentre si trovavano in una località della Costa Azzurra. Subito dopo la scarcerazione avvenuta nello scorso mese di marzo, al termine di un periodo di detenzione per associazione mafiosa, Alampi si era trasferito a Villefranche Sur Mer, per sottrarsi alla notifica della sorveglianza speciale. La polizia giudiziaria di Nizza e il Ros lo hanno rintracciato, notificadogli il mandato di arresto europeo emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni. Matteo Alampi è ritenuto la mente imprenditoriale dell’organizzazione criminale, già capeggiata dal padre Giovanni Alampi, quest’ultimo tratto in arresto nel 2010 nel corso dell’operazione “Il crimine”, che ne aveva delineato il ruolo di capo del “locale” di Trunca, attivo nell’omonima frazione del capoluogo reggino.

REGGIO CALABRIA. Operazione 'Rifiuti Spa 2': i particolari

REGGIO CALABRIA. Carmela Alampi, 43 anni, Giovanni Alampi, 68 anni, Matteo Alampi, 45 anni, Valentino Alampi, 36 anni, Domenico Alati, 41 anni, Carmelo Catalano, 46 anni, Giulia Mariarossana Dieni, 52 anni, Lauro Mamone, 57 anni, Matteo Palumbo, 44 anni, Giuseppe Putortì, 47 anni, Antonio Quattrone, 40 anni, Sandro Rossato, 63 anni, Maria Giovanna Siclari, 43 anni, Paolo Siclari, 70 anni, Rosario Giovanni Spinella, 55 anni sono le persone destinatarie della misura di custodia cautelare in carecere nell’ambito dell’operazione dei carabinieri del Ros chiamata conenzionalmente ‘Rifiuti Spa 2’. Gli arresti domiciliari, invece, sono stati concessi a: Carmela Barreca, 45 anni; Antonino Battaglia, 38 anni; Luigi Catalano, 47 anni; Laura Cutrupi, 32 anni; Gaspare Giuseppe Gozzi, 59 anni; Andrea Itri, 40 anni; Salvatore Laboccetta, 63 anni; Giuseppe Maria Rosario Longo, 50 anni; Bruno Pellicanò, 65 anni.
da sx Miulli, Valerio, Falferi, Cafiero de Raho, Parente, Galimberti, Piasentin
Nella mattinata odierna, gli uomini Ros, insieme a militari del Comando provinciale, del Gruppo operativo Cacciatori di Calabria, dell’ 8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia e con il contributo dei Comandi territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 24 persone, a vario titolo, indagate dei delitti di associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, nonché i delitti - aggravati dalla finalità di agevolare associazioni mafiose - di intestazione fittizia di beni, sottrazione di beni o cose sottoposte a sequestro, truffa aggravata. Contestualmente è stata data esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 18 milioni di euro. I provvedimenti cautelari, emessi dal gip Barbara Bennato, scaturiscono da un’articolata attività investigativa, coordinata dalla Dda reggina sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti e nei servizi pubblici relativi alla gestione di discariche, con particolare riferimento agli interessi illeciti della cosca “Alampi”.
video
La fase esecutiva dell’operazioni “Rifiuti Spa 2” si è conclusa con l’arresto in Francia di Matteo Alampi, 45 anni, e della moglie Maria Giovanna Siclari, 43 anni, localizzati dal Ros nella cittadina di Villefranche sur mer, vicino Nizza, grazie alla collaborazione del collaterale organo di polizia. L’indagine si pone quale continuazione dell’attività denominata “Rifiuti Spa” che, nel 2006, aveva accertato l’esistenza di un accordo trasversale tra le cosche Libri- Condello, finalizzato alla ripartizione dei rilevanti vantaggi economici ricavabili dalla gestione fraudolenta delle discariche presenti nel territorio regionale. In tale contesto, l’imprenditore Matteo Alampi, ritenuto esponente di spicco dell’omonimo sodalizio e titolare della società “Edilprimavera”, era riuscito ad avviare in Calabria diversi impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, facendo fronte ai requisiti tecnici espressamente richiesti dai relativi bandi di gara, attraverso l’unione societaria con l’imprenditore veneto Sandro Rossato, 63 anni (tra gli arrestati), con esperienze e qualifiche nel settore specifico. In particolare il binomio Alampi-Rossato aveva costituito numerose società, tra cui la “Rossato Sud”, per opere di bonifica, protezione ambientale, smaltimento e recupero dei rifiuti, aggiudicandosi, attraverso il sistematico ricorso ai tradizionali metodi di intimidazione mafiosa, diversi appalti per la gestione di alcune discariche in provincia di Reggio Calabria.
L’indagine si era conclusa con l’emissione di 14 misure cautelari a carico di altrettante persone, tra i quali lo stesso Matteo Alampi, successivamente condannato dalla Corte di appello del capoluogo reggino, alla pena di 10 anni di reclusione per associazione mafiosa e altri reati. L’iter processuale aveva visto altresì la confisca della società “Edilprimavera” e l’iniziale sequestro della società “Rossato Sud srl”. L’odierna attività, oltre ad accertare l’intraneità della cosca Alampi alla ‘ndrangheta reggina ed il ruolo preminente rivestito nell’ambito della locale di “Trunca”, ha offerto uno spaccato emblematico dei molteplici interessi illeciti promossi e gestiti dall’organizzazione, assolutamente pervasiva ed efficace sul piano dell’infiltrazione illecita del tessuto economico ed imprenditoriale della provincia reggina. In tale quadro sono stati raccolti significativi elementi sull’evoluzione della cosca: dai trascorsi legati alla partecipazione del capo bastone Giovanni Alampi, cl.’46, al summit di Montalto del 1969, ai più attuali conferimenti di cariche di ‘ndrangheta al decano della famiglia. In particolare è stata riscontrata: una definita e collaudata organizzazione strutturale e funzionale, in ragione dell’esistenza di mezzi, supporti logistici e strumenti a disposizione della cosca, con la definizione di ruoli e specifiche mansioni; una strategia criminale a livello imprenditoriale, con un potere di penetrazione e collusione nella pubblica amministrazione, per aggiudicarsi gli appalti di maggior interesse, tra cui i lavori di ricopertura della discarica di località Marrella del Comune di Gioia Tauro e la bonifica del sito della discarica di Calanna; una forza di intimidazione ed un controllo del territorio mediante l’esplicazione di un proprio potere coercitivo ed estorsivo, forte dei legami diretti con le più significative cosche del “Mandamento di Centro”, tra cui quelle riconducibili ai Condello e ai Rosmini. In tale ambito sono state documentate le fittizie assunzioni, in seno alla “Rossato Sud”, di Francesco Domenico Condello, figlio di Pasquale detto “il supremo”, e di Diego Rosmini, figlio di Demetrio cl. ’53.
video
L’attività investigativa dopo le richiamate condanne ha seguito il processo di riorganizzazione del sodalizio sviluppato attraverso la riacquisizione delle imprese sottoposte a vincoli reali e comunque sottratte alla disponibilità gestionale della cosca. In tale ambito, la riaffermazione degli interessi economico- imprenditoriali del sodalizio ha coinciso con il dissequestro della “Rossato Sud srl”, che diveniva, pertanto, lo strumento degli Alampi per continuare ad infiltrare il remunerativo settore degli appalti ecologici. E’ emerso, in particolare, come Matteo Alampi, dal carcere, impartisse precise direttive ai più stretti familiari, anche attraverso i legali di fiducia, sulla gestione degli affari e sulle modalità di riorganizzazione del circuito imprenditoriale. Segnatamente, le indagini hanno documentato ogni fase del programma delittuoso, perfezionatosi attraverso: l’inserimento di prestanome e la nomina di nuovi referenti tecnici nella società “Rossato Sud srl”, e nelle altre imprese controllate attraverso il “Consorzio stabile airone sud”: e in particolare con la nomina dell’ingegnere Lauro Mamone, 57 anni e di Domenico Alati, 41 anni, rispettivamente in qualità di amministratore e direttore tecnico della citata società; il risanamento economico dei bilanci dell’impresa, con una mirata attività di saldo dei debiti e concomitante recupero dei crediti, anche con il sistematico ricorso ai tradizionali metodi di intimidazione mafiosa nei confronti di fornitori e clienti; l’individuazione di una nuova squadra di collaboratori, tra impiegati, operai ed autisti, assunti o riconfermati secondo le direttive del capocosca Giovanni Alampi: tra costoro dipendenti della “Edilprimavera”; il progressivo svuotamento dei beni materiali e immateriali della società “Edilprimavera”, con la complicità dell’amministratore giudiziario Rosario Giovanni Spinella, utilizzata esclusivamente per il nolo a freddo dei mezzi d’opera a vantaggio della “Rossato Sud” e del “Consorzio stabile airone sud”.
Le indagini hanno evidenziato come gli amministratori delle società siano ricorsi costantemente all’emissione di sovrafatturazioni relative alle nuove commesse aggiudicate, per la realizzazione di ingenti provviste in nero destinate alla cosca Alampi. Le indagini hanno anche evidenziato interventi illeciti relativi all’aggiudicazione dei lavori per la bonifica e la successiva riapertura della discarica sita nel Comune di Calanna, ottenuta con la compiacenza dell’ex sindaco, Luigi Catalano, che – dagli elementi acquisiti – emergeva aver fatto redigere dall’ufficio tecnico comunale un bando di gara, con parametri concordati con i vertici dell’impresa mafiosa. L’interesse della cosca Alampi per gli appalti ecologici ha riguardato anche il complesso delle attività gravitanti intorno al termovalorizzatore di Gioia Tauro, all’epoca gestito dalla “Veolia servizi ambientali tecnitalia spa”1. All’interno di tale struttura, e in particolare della Termo energia Calabria spa”, l’organizzazione aveva inserito un proprio referente, rivelatosi decisivo per l’aggiudicazione dei lavori di ricopertura della discarica “Marrella” di Gioia Tauro, in favore delle imprese controllate dalla cosca. Nella gestione della commessa, peraltro, emergevano accordi con associati di altri locali, in particolare con la cosca Alvaro detti “testazzi-cudalonga” di Cosoleto e Gallico di Palmi, in relazione alla fornitura dei materiali di copertura e al relativo trasporto per il conferimento in discarica. Le indagini hanno anche evidenziato l’esistenza di accordi tra gli Alampi e i titolari della società Filtrans, riconducibile alla cosca “Ficara”, per appropriarsi di rilevanti somme di denaro ai danni della stessa Veolia, attraverso un collaudato sistema di false fatturazioni per prestazioni in subappalto. Nel quadro della complessiva attività il gip Bennato d ha disposto il sequestro preventivo di 5 aziende: “Rossato Sud srl” e “Consorzio stabile airone sud”, di Reggio Calabria, direttamente riconducibili alla cosca Alampi; “Impresa individuale di Galimi Giuseppe”, con sede a Palmi, gestita dall’omonimo nucleo familiare organico alla cosca Gallico; “Co.Ge.Mer srl” e “P&O srl”, rispettivamente sedenti a San Ferdinando e Cosoleto, e riconducibili alla cosca Alvato. I particolari dell’operazione sono stati resi noti dal procuratore capo Federico Cafiero de Raho, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il generale di brigata Mario Parente (comandante Ros Roma), il colonnello Lorenzo Falferi (comandante provinciale carabinieri), il tenente colonnello Daniele Galimberti (comandante I Reparto investigativo Ros Roma), il tenente colonnello Gianluca Piasentin (comandate Ros Reggio Calabria), il tenente colonnello Gianluca Valerio (comandante Reparto operativo Reggio Calabria), il tenente colonnello Michele Miulli (comandante del Nucleo investigativo Reggio Calabria).

ROSARNO. Arrestata dai carabinieri Ilenia Bellocco

ROSARNO. Intorno alle ore 21 di ieri, i carabinieri della locale Tenenza e del Raggruppamento operativo speciale di Reggio Calabria, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Palmi – Sezione Penale, nei confronti di Ilenia, Bellocco, 25 anni, del luogo, coniugata, nullafacente, poiché è ritenuta responsabile del reato di evasione dagli arresti domiciliari. Secondo gli investigatori, Ilenia Bellocco è elemento intraneo alle note famiglie di ‘ndrangheta dei “Pesce-Bellocco” egemoni sulla municipalità di Rosarno e comuni limitrofi, sottoposta dal 5 maggio del 2013 alla misura cautelare degli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e di aver svolto, in qualità di partecipe, il ruolo di collegamento e trasferimento di comunicazioni e ordini tra l’allora latitante Giuseppe Pesce classe 1980 e gli altri affiliati operanti sul territorio. La Bellocco, sulla scorta delle emergenze investigative sviluppate durante le indagini che hanno portato lo scorso 16 luglio all’operazione convenzionalmente denominata “Sant’Anna”, è ritenuta responsabile del reato di evasione dagli arresti domiciliari, in quanto ha violato reiteratamente le prescrizioni imposte dalla misura custodiale domiciliare in argomento, intrattenendo costanti rapporti telefonici e visivi con diversi soggetti a cui le era precluso. In particolare, durante il periodo degli arresti domiciliari, avendo ricevuto le dovute autorizzazioni per potersi allontanare dalla propria abitazione per recarsi presso i medici per la cura dei figli, si portava invece presso estetisti per la cura della propria persona ed esercizi commerciali. Inoltre si accompagnava, riceveva e intratteneva contatti con soggetti non rientranti nello stretto nucleo familiare e comunque appartenenti al sodalizio criminale.

REGGIO CALABRIA. Diversi tiratori della sezione Tsn ai Campionati italiani

REGGIO CALABRIA. Ancora una volta sarà nutrita la compagine degli atleti reggini del Tiro a Segno ai Campionati Italiani di Milano e Roma. Saranno infatti presenti Dario Basile per la pistola uomini e Maria Paola Tripodi per la P 10 donne. La pattuglia di tiratori del Poligono reggino, concorrerà ampiamente a Roma dal 25 al 27 luglio con diversi atleti, ma andiamo con ordine. Per la carabina C 10 individuale Annarita Basile che competerà anche per la carabina C 10 donne a squadre assieme con Marta La Russa e Martina Costantino. Ancora per la pistola P 10 juniores donne individuale sono chiamate a rappresentare la città Sara Costantino e Claudia Serranò, entrambe gareggeranno pure per la Psp individuale juniores donne. Per la pistola P 10 ragazzi individuale e a squadre sono in campo Massimo Spinella, Marco Princi ed Emmanuele Gatto. Per la categoria ragazzi pistola P 10 individuale tocca a Maria Chiara Surace rappresentare il Poligono di Reggio mentre per la carabina C 10 allievi individuale concorrerà Giovanni Minghetti. Infine, nella categoria allievi pistola P 10 individuale e a squadre parteciperanno Antonio Nicolò, Gabriele Santoro e Alessandro Tripodo. “Dopo un anno di duro lavoro e di costanti allenamenti, gli atleti reggini si confronteranno, come sempre, con tanti altri tiratori provenienti da tutta Italia. Siamo orgogliosi cha anche quest’anno i nostri giovani sono presenti ai campionati nazionali e per questo motivo ci si è impegnati tanto”, ha afferma il presidente e tecnico della Sezione Paolo Basile. Giunga quindi a tutti gli atleti della sezione di Reggio Calabria del Tiro a Segno, l’augurio di coronare sempre maggiori successi.

PUGILATO. Sabato ‘Boxe sotto le stelle’ fa tappa a Bianco

Angelo Trimboli
BIANCO. Archiviata la terza tappa di Summer Boxe 2014, siamo già al lavoro per il prossimo appuntamento programmato per sabato 2 agosto con inizio alle ore 21 in piazza Cinque martiri. La quarta tappa promossa ancora una volta dai promoter Carmelo Regolo ed Andrea Leone e' organizzata dal team Amaranto Boxe - Shanti Vibo - Flash Natoli in collaborazione con la Techlive di Angelo Trimboli e la palestra Olympia Club del prof. Salvatore Romeo. Il match clou della serata sara' disputato da Angelo Trimboli 113 kg., che sara' opposto al gigante siciliano Antonino Cibella 120 kg . Un match che mettera' a dura prova la resistenza e la consistenza del ring. A parte questo incontro ci saranno un altra dozzina di match tra i quali spiccano quello tra Antonino Vazzana ed Alfredo Pappalardo, che solo qualche giorno fa hanno disputato un bel match con risultato finale di parita' al Lido Stella Marina di Reggio Calabria. Faranno l'esordio con il team organizzatore gli ultimi due tesserati, il mediomassimo Antonino Naccari ed il peso medio Diego De Pasquale. A giorni saranno forniti altri dettagli sulla manifestazione con gli accoppiamenti definitivi. Gli organizzatori auspicano - ancora una volta – che il pubblico accorra numerosissimo a sostenere e incitare gli atleti del team amaranto.

CANILE MORTARA. Parte la campagna ‘Per i cani di Mortara ci metto la faccia’

REGGIO CALABRIA. Se un problema non viene affrontato non esiste. Se  una criticità non si rende manifesta si può ignorare. Sotto la coltre del silenzio, Reggio Calabria per anni ha seppellito tutti i suoi scheletri più imbarazzanti, i problemi più radicati, le verità più nascoste, ma a farne le spese è sempre stato chi ci abita, uomo o animale che sia. “Noi – dicono da Dacci una zampa - ci siamo stancati di assistere impotenti a chi preferisce ignorare i problemi piuttosto che affrontarli, per questo abbiamo deciso di occupare il canile di Mortara di Pellaro. Il problema randagismo a Reggio Calabria esiste, è storico e radicato. Esiste anche una struttura di proprietà comunale che se sfruttata a  dovere, potrebbe aiutare a risolverlo. Esiste persino un gruppo di persone che ha dimostrato nei fatti di poterlo fare. Ma la risposta delle istituzioni è stata solo silenzio”. A quattordici giorni dall’inizio dell’occupazione del canile di Mortara di Pellaro, forti di numeri che testimoniano un rotondo successo dell’iniziativa – oltre sessanta cani recuperati, quattordici già affidati in adozione nel giro di due settimane, altri sei in procinto di partire per i Nord Italia, eserciti di nuovi volontari, centinaia di euro in donazioni, iniziative di appoggio, raccolta fondi e materiale promosse spontaneamente da negozianti e gestori di locali – i volontari di Dacci una zampa hanno deciso di rompere la cappa di silenzio sotto cui l’amministrazione comunale ha tentato di seppellire l’iniziativa, facendo appello alla città. “Da tempo siamo costretti a supplire alla latenza delle istituzioni, recuperando e avviando all’adozione centinaia di cani che altrimenti sarebbero stati destinati alla strada e probabilmente alla morte. Sono passati gli anni, sono cambiate le amministrazioni ma il fenomeno randagismo a Reggio Calabria è rimasto un taboo. Nessuna politica di prevenzione, nessuna campagna di sterilizzazione, zero lavoro sul territorio, nessuna struttura municipale per accogliere animali eventualmente recuperati da associazioni o privati cittadini. Noi adesso stiamo cercando di dare una risposta concreta a un problema concreto, dimostrando nei fatti come basti poco per dare alla città le risposte che da troppo tempo attende anche in merito alla questione randagismo. Ma abbiamo bisogno dei reggini perché chi è chiamato ad amministrare questa città si decida infine ad affrontare il problema”. Per questo – spiegano dall’associazione – da oggi partirà una campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta alla città, ai reggini “che da subito sono stati il nostro unico, vero, reale interlocutore”.  Da quando l’occupazione del canile è iniziata, la città – fanno sapere i volontari – “ha risposto  con uno slancio incredibile in termini di appoggio, solidarietà e sostegno concreti, grazie al quale oggi possiamo dire che una struttura costruita per la città sta dando risposte alla città e a chi ci abita. Ma per l’amministrazione comunale continuiamo ad essere invisibili. I nostri appelli cadono nel vuoto. Le nostre istanze di affidamento provvisorio della struttura senza risposta. Noi vogliamo dimostrare ai commissari che Reggio c’è, è con noi e rivendica il diritto a veder funzionare una struttura pagata con fondi pubblici, piuttosto che vederli dilapidare in miopi convenzioni con strutture private, il più delle volte inadeguate”. Per questo – dicono da Dacci una zampa – “chiediamo a chiunque sostenga la nostra iniziativa di aderire alla campagna, inviandoci una propria foto al profilo facebook #occupycanile o alla mail occupycanile@gmail.com.  Noi applicheremo una maschera grafica per testimoniare l’adesione della nostra campagna e poi toccherà a voi farla girare o metterla come foto profilo”. Questa – spiegano dall’associazione – è solo una prima iniziativa, ma serve per “dare un volto a chi ha deciso di impegnarsi in prima persona per risolvere i problemi di questa città, di urlare per rompere la cappa di silenzio, di dimostrare con azioni concrete che un diritto non è un favore ma che si può e si deve rivendicare”. E  per affermare che per i  cani di Mortara sono in tanti a dire “io ci metto la faccia”.
Dacci una Zampa Onlus

REGGIO CALABRIA. Ieri i precari Lsu Lpu della Calabria hanno manifestato davanti il Consiglio regionale

REGGIO CALABRIA. Ieri, le associazioni ambientaliste ed i lavoratori precari Lsu Lpu della Calabria si sono dati appuntamento sotto il Consiglio regionale per provare a risvegliare la politica calabrese, sempre più comatosa, sulla situazione della nostra regione, sia per il gravissimo problema del precariato, che per la distruzione sistematica del territorio con legiferazioni che non rientrano nelle prerogative di questa giunta regionale.I lavoratori, in particolare, hanno chiesto la stabilizzazione della loro posizione (che dura da oltre 16 anni), anche alla luce della prossima legge che prevede che, a partire dal 2016, si chiuda con la precarietà, con il risultato finale che vedrà altri lavoratori, che oggi sono diventati indispensabili per garantire i servizi nei vari comuni, buttati fuori dal lavoro ed inseriti nel circuito della disoccupazione. La delegazione, tra le proteste di Usb, è stata ricevuta dal capo di gabinetto della regione (gli assessori era ancora assenti), che come solito hanno provato anche questa volta ad imbrogliare le carte.. Infatti le risposte ai lavoratori sono state che i decreti sono già pronti per il pagamento e quindi per loro tutto a posto! Ma la Usb, a differenza delle altre sigle, conoscendo bene le cose della regione Calabria, ha tempestivamente effettuato una verifica, così il dirigente regionale è stato immediatamente smentito: i mandati di pagamento, infatti, erano fino ad ottobre, ma le disponibilità economiche coprono solo due mensilità! Così, la regione, mentre era in corso il presidio, è stata costretta in diretta, grazie a Usb, ad autorizzare la ragioneria alla modifica dei mandati, per effettuare immediatamente i pagamenti di almeno due mensilità. Questo può accontentare altri, ma non Usb, né tanto meno i lavoratori, perché non è possibile questuare ogni mese lo stipendio, l’unica cosa che ci farà stare tranquilli, è solo la stabilizzazione definitiva per tutti i precari Lsu-Lpu. Nelle more, la regione ha comunicato di aver chiesto al governo nazionale uno sforamento del patto di stabilità, per sbloccare i fondi, al fine di permettere il pagamento dei mesi successivi. Sentito telefonicamente l’assessore regionale, questi ha comunicato che a giorni ci sarà l’incontro al Mef per lo sblocco dei famosi 25 mln di €uro, che servono per pagare i precari della Calabria. Usb ha criticato decisamente questo atteggiamento, poiché è sembrato assurdo arrivare a fine luglio per avere un incontro che doveva essere fatto molto prima. In conclusione, la Usb giudica fortemente negativo il risultato minimo raggiunto (anche se ottenuto solo per l’attenzione di Usb), per cui stabilirà con i lavoratori altre scadenze, anche nel mese di agosto se loro sono disponibili, perché per noi la lotta non si fermerà fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo della stabilizzazione.

REGGIO CALABRIA. Giovedì la presentazione del libro “L'urlo di Reggio. Un progetto per la rinascita della città” di Paolo Bolano

Paolo Bolano
REGGIO CALABRIA. Giovedì alle ore 11, presso il Circolo Velico Reggio di Rada delle Mura greche, sarà presentato il libro “L'urlo di Reggio. Un progetto per la rinascita della città” di Paolo Bolano (Città del Sole Edizioni). Interverranno: Antonio Aprile (moderatore), Franco Arcidiaco, Giuseppe Caridi, Giuseppe Falcomatà, Gimo Polimeri, Giulio Tescione e Otello Profazio.
Il libro

Quand’è che una comunità di persone, come quella che vive la Calabria, è in grado di ribellarsi, alzare la testa e liberarsi dal giogo dei potenti, malapolitica e ‘ndrangheta, che la vogliono relegata in una condizione di sottosviluppo e di sudditanza? Quando sviluppa una coscienza di popolo. Il popolo lotta per avere i suoi diritti. Possiede quei valori condivisi che fanno trovare la forza necessaria per determinare i cambiamenti. Ma come si può sviluppare questa coscienza collettiva? Nell’antica ed evoluta Magna Grecia tutto il popolo andava a Teatro ed era in grado di scegliere. Nell’antica Roma e nel corso delle varie dominazioni, la plebe, quella parte della popolazione socialmente e culturalmente meno evoluta, aveva solo una coscienza individuale e non si ribellava; aveva meno diritti anche perché non sapeva di poterne rivendicare. Ancora oggi c’è una plebe cittadina che non si ribella più perché ha perso quella coscienza collettiva di popolo. Non va a Teatro. Pensa di vivere in condizioni migliori di quelle che sono, o comunque ha paura di peggiorarle, e per questo si limita troppo spesso a servire il padrone di turno. Una plebe che non si è ancora trasformata in popolo. Da questo assunto, l’autore traccia un’analisi e un percorso completo che porta attraverso la storia, ripercorsa in maniera agile e originale nei punti salienti, alla Reggio e alla Calabria di oggi, fotografando la situazione attuale sociale e politica. E sfocia in un progetto concreto che vuole essere un punto di partenza, fatto da una decina di prime proposte importanti per aprire un dibattito sul futuro della città e della regione. Si passa dall’antica Grecia ai tempi moderni, attraverso la luce del socialismo anarchico del 1864, in cui già una parte di plebe cominciava a diventare popolo. Poi il buio del fascismo che fermò la storia degli umili per altri venti anni. Quindi la ripresa dopo la fine della dittatura e della Seconda guerra mondiale. Una parte di plebe diventò popolo ma un’altra parte, consistente, no. Rimane ancora oggi plebe cittadina. Per secoli non ha avuto la forza di ribellarsi e nessun personaggio della nostra storia e della nostra politica ha saputo, o voluto, indicare la via per farla diventare "popolo". È questa che oggi dobbiamo aiutare a cambiare e questo libro vuole essere uno dei punti di partenza, per “riportare il popolo a teatro” e ampliare la Questione Meridionale allo scacchiere del Mediterraneo.
L’autore

Paolo Bolano, laureato in Lettere Moderne, giornalista professionista, regista e sceneggiatore. Ha lavorato nel cinema come aiuto-regista e regista e in televisione come autore, regista e giornalista (Rai1, Tg2 e Tg3). Ha realizzato, come inviato, centinaia di inchieste in Italia e all’estero per programmi televisivi come “A Come Agricoltura” e “Di tasca nostra”. Al Tg2 è stato coordinatore per cinque anni. Ha realizzato decine di cortometraggi e lungometraggi vincendo molti premi di qualità per la migliore regia e sceneggiatura assegnati dal Ministero delle Spettacolo. Aiuto regista nel kolossal televisivo “Mosè” con Burt Lancaster e Irene Papas. È direttore del mensile “Rinascitareggio - Periferie”. Ha scritto il libro “Operatore Media” e diretto corsi di giornalismo televisivo e regia.

REGGIO CALABRIA. Ulteriore accreditamento per l'Università per stranieri ‘Dante Alighieri’

REGGIO CALABRIA. Con vero orgoglio e compiacimento ho convocato questa Conferenza stampa per comunicare che l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria ha superato con un giudizio largamente positivo il secondo step di verifiche degli Organi di valutazione nazionale del sistema universitario mirato al suo definitivo accreditamento. Si legge, infatti, nel Rapporto approvato dal Consiglio direttivo dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione delle Università e della Ricerca. “L’Università per stranieri ‘Dante Alighieri’ di Reggio Calabria ha compiuto, e tuttora sta compiendo, sforzi lodevoli di adeguamento rispetto alle criticità rilevate nel precedente Rapporto…il parere è quindi positivo. In particolare, le situazioni di debolezza relative al personale sono quelle cui l’Ateneo ha meglio posto riparo. E’ in atto una politica di rinforzo della Docenza fissa, con diminuito utilizzo di personale a contratto o dipendente da altri Atenei, e si nota un riequilibrio del rapporto fra personale docente e non docente…Anche dal punto di vista della disponibilità degli spazi e dell’attrezzatura c’è un visibile miglioramento”- Nota, inoltre l’Anvur, a proposito delle disponibilità finanziarie: “Il bilancio dell’Università per Stranieri ‘Dante Alighieri’, dettagliatamente illustrato in allegato, sembra aver superato le principali criticità riscontrate nella prima visita, e punta verso un consolidamento supportato dall’appoggio degli Enti promotori e dall’aumento delle entrate per le rette e per la partecipazione a

MESSINA. Weekend con le finali del Trofeo Sicilia salto ostacoli

MESSINA. La tredicesima edizione del Trofeo Sicilia Salto Ostacoli questo fine settimana giunge alla conclusione, con la finale che si terrà sui campi del Centro Ippico La Palma nelle giornate di sabato e domenica. Con questa tappa del Trofeo, la settimana, alla fine delle competizioni si decreteranno i vincitori sommando i punteggi ottenuti in questo percorso lungo un anno agonistico. Per questa edizione verranno premiati con uno stage estivo i primi sei junior su pony e i primi sei junior su cavalli, premiazione anche per i primi tre classificati di ciascun trofeo, un riconoscimento andrà al circolo che ha partecipato con il maggior numero di atleti, infine un premio sarà riservato all’istruttore con il punteggio più alto nella classifica finale. Inoltre dalle classifiche finali delle BP100 e BP 110 verranno individuati i componenti della Squadra Siciliana e gli individuali per le Ponyadi 2014, riservata a Juniores fino a 14 anni; dalle classifiche finali delle B100 e B110 verranno scelti i qualificati per la finale nazionale del Trofeo Brevetti Esordienti e i qualificati per la finale nazionale del Trofeo Brevetti Emergenti. Le categorie C125 saranno qualificanti per i Campionati italiani Children/Pony Assoluti.

REGGIO CALABRIA. Operazione ‘Rifiuti spa 2’: 24 arresti e sequestri per un valore complessivo di 18 milioni di euro

REGGIO CALABRIA. Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros e del Comando provinciale  stanno eseguendo, in Calabria, Veneto e Francia, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del locale Tribunale, su richiesta della Procura distrettuale antimafia reggina, nei confronti di 24 indagati per associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, intestazione fittizia di beni e sottrazione di cose sottoposte a sequestro, con l’aggravante delle finalità mafiose.
video
Al centro delle indagini del Ros, le infiltrazioni della ’ndrangheta nel settore degli appalti ecologici, nel cui ambito sono stati accertati gli accordi tra le cosche reggine per la spartizione degli enormi profitti derivanti dalla gestione fraudolenta delle discariche regionali. Documentato, anche, il controllo da parte degli indagati di imprese già sequestrate alla cosca, mediante la complicità di un amministratore giudiziario, anch’egli destinatario di un provvedimento restrittivo.
video
Sul fronte patrimoniale, sono stati sottoposti a sequestro beni aziendali e quote societarie per un valore complessivo di 18 milioni di euro. Il gruppo criminale al centro dell'operazione dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale reggino è la cosca Alampi, federata con il gruppo dei Libri. Gli Alampi rappresentano da sempre una cosca 'imprenditrice', con forti interessi economici in tutta Italia e all'estero, soprattutto nel settore dei rifiuti, ma anche in altri contesti.

TEATRO. L'addio di Peppe Piromalli al Blu Sky per l'Officina dell'Arte

Peppe Piromalli
REGGIO CALABRIA. E' il tempo di tirare le somme e dopo 38 anni di intenso lavoro sul campo, il noto volto del gruppo Blu Sky Cabaret, Peppe Piromalli, direttore artistico e ideatore della kermesse teatrale "Cu sti chiari i luna" che, per sette sere, ha portato l'arte in periferia riunendo artisti locali e non, saluta i "vecchi" compagni di avventura e apre la porta al nuovo progetto artistico con l'Officina dell'arte. Finisce così un sodalizio con un gruppo teatrale che, per anni, ha visto l'attore reggino protagonista di tante brillanti commedie al teatro Loreto ma "inizia un inedito percorso che tirerà fuori i talenti e le professionalità di questa terra". Parola di Piromalli. "Ricordo ancora il giorno quando entrai al teatro Loreto per iniziare con un affiatato gruppo una straordinaria avventura. Con tutti gli artisti del Blu Sky ho condiviso gioie e dolori e credo che ad un certo punto della vita, si devono fare delle scelte – afferma l’attore Piromalli – Il mio addio è una decisione voluta e ben ponderata e auguro ai miei amici del Blu Sky di volare sempre in alto. E lo faremo anche noi, con i ragazzi dell’Officina dell’Arte con i quali abbiamo in mente una serie di iniziative che coinvolgeranno i talenti, le professionalità, le associazioni e le compagnie di questa città. Vogliamo riunire le varie forme di arte e dare la possibilità a chi ama questa terra di poter condividere, partecipare attivamente, creare qualcosa di bello per i nostri quartieri, per la nostra gente. Durante i sette giorni di “Cu sti chiari i luna”, il pubblico oltre a farci i complimenti per aver riqualificato un’area abbandonata, ci ha spronato ad andare avanti, a non fermarci di fronte le angherie e la stupidità di chi voleva bloccare un progetto artistico. Forse, pensavano che rubandoci i cavi o le attrezzature da lavoro, il team dell’Officina si sarebbe arreso. E invece no, noi andiamo avanti. I miei ragazzi – aggiunge ancora Piromalli – hanno lavorato notte e giorno dimostrando che, con poco e tanti sacrifici, si può realizzare un cartellone di eventi adatto per grandi e bambini. Ovviamente per i maliziosi, dico che l’esperienza con il gruppo artistico Blu Sky non sarà facile da dimenticare e per me resteranno sempre dei buoni amici ma le cose belle alla fine finiscono e ne iniziano altre ancora più belle. Ora ci rimbocchiamo le maniche per continuare a far sorridere e stupire la nostra Reggio”.

lunedì 21 luglio 2014

CANILE MORTARA. Legambinte: "Anche noi con gli amici di Dacci una zampa onlus"

REGGIO CALABRIA. "Anche noi di Legambiente siamo con gli amici di Dacci una zampa perché un canile a Reggio Calabria è davvero necessario e finalmente speriamo che anche i cani randagi di Reggio possano essere salvati e ben trattati". Anche la nota associazione ambientalista Legambiente decide di appoggiare l'occupazione del canile di Mortara di Pellaro, la struttura conclusa nel 2006, inaugurata nel 2008 e mai entrata in funzione, che i volontari dell'associazione hanno deciso di rimettere in funzione per rispondere all'emergenza in città. Una posizione espressa direttamente da Lidia Liotta, del comitato scientifico di Legambiente Calabria, durante la tappa di Goletta verde a Reggio è testimoniata anche da un video con cui l'associazione ha voluto mostrare il proprio appoggio all'iniziativa dei volontari di Dacci una zampa, che oggi festeggiano la quattordicesima adozione in quattordici giorni. A trovare casa è stato Marvel, uno dei tredici cuccioli bianchi di poco più di quaranta giorni che una mano anonima ha lasciato di fronte ai cancelli del canile a pochi giorni dall'inizio dell'occupazione. "Un nuovo successo, una nuova vita recuperata, per noi l'unica risposta da dare ai problemi degli animali e della città. Continuiamo tuttavia ad attendere risposta da chi dovrebbe amministrarci".

CALCIO DILETTANTI. La Villese riparte dal confermatissimo mister Nino Leonardis

ds Rocco Furfari
VILLA SAN GIOVANNI. Lo stadio Santoro riapre il sipario. Il prossimo 5 agosto, infatti, si concludono le vacanze per la compagine neroverde dei presidenti Totò Sergi ed Egidio Lavalle.  Il direttore sportivo Rocco Furfari, in un intervista esclusiva a Diabolik Calcio responsabile della pagina facebook ha dichiarato: “Confermato l'allenatore della salvezza e del bel gioco della scorsa stagione Nino Leonardis,  subentrato a Salvatore Porcino, rimane da completare la rosa”. Faranno ancora parte della Villese i portieri: De L'Acqua e Cullari, i difensori Alizzi, Giovanni Barresi, Crea, Scappatura, Lisi, Bevilacqua, i centrocampisti Nocera, Aquilino, De Maio e gli attaccanti Chirico, Centofanti e Bentivoglio. Secondo ‘radio mercato’, la villese sarebbe vicina ai centrocampisti Alampi ex Reggiomediterranea e Secondi ex Taurianovese ma non si escludono altri colpi di mercato. In ultimo, spicca il ritiro di Rachid. A tal proposito, la società e i tifosi ringraziano l’atleta per quanto ha dato ai colori neroverdi.

ROSSANO. ‘Frutta in fiore’ apre le porte all’Estate 2014

ROSSANO (CS). La 22° programmazione socio-culturale estiva apre all’insegna dei colori, dei profumi e dei sapori. E soprattutto delle novità! “Frutta in fiore” ha inaugurato gli eventi del cartellone e consacrato la riapertura delle suggestive Terrazze di Villa Labonia, nel Centro Storico. Migliaia i giovani, e i meno giovani, che lo scorso venerdì 18 luglio, hanno invaso la particolare location. Intanto, continuano le iniziative istituzionali finalizzate a migliorare e promuovere su scala territoriale e regionale l’immagine e la fruibilità della Città. Il prossimo venerdì 25 luglio, dalle ore 21.30, la Città alta sarà nuovamente protagonista con la 3° edizione de “Le piazze della musica”.
Un percorso circolare tra il sound etnico-popolare meridionale, che racchiude la grande tradizione culturale del Sud. Soddisfatto il Sindaco Giuseppe Antoniotti, che si complimenta per il lavoro svolto dagli uffici dell’assessorato al Turismo, diretto da Guglielmo Caputo. Il Centro Storico – dichiara il Primo Cittadino, che venerdì sera ha partecipato a quella che di fatto è stata la cerimonia inaugurale dell’estate rossanese - è il cuore pulsante della nostra Città. Siamo convinti di questo, abbiamo puntato e scommesso sul suo rilancio e la sua rivitalizzazione e ci stiamo riuscendo. Questo, grazie ai tanti progetti, alcuni già realizzati, molti altri in cantiere, e soprattutto grazie agli eventi socio culturali, tutti di qualità, organizzati con la collaborazione di imprenditori, privati ed associazioni. Per questo ringrazio quanti si stanno spendendo per l’ottima riuscita delle manifestazioni. In particolar modo l’assessore al Turismo Guglielmo Caputo e l’intero staff degli uffici al Turismo che, attraverso l’eccellente idea di restituire Villa Labonia, angolo affascinante e privilegiato della nostra Città, a cittadini e turisti ha introdotto un elemento di valore all’interno del già ampio e consolidato contesto della programmazione socio-culturale estiva. Intanto, fervono i preparativi per “Le piazze della musica” 2014, evento patrocinata dalla Regione Calabria e organizzato, in partnership, con l’associazione Laboratorio giovani, I Love Calabria e Informazione e Comunicazione. Sponsor ufficiale della manifestazione è l'impresa Naccarato. Piazza Steri, Piazzetta De Rosis, Piazza Toscano Mandatoriccio e Piazza Duomo. Queste le location prescelte nelle quali si esibiranno i gruppi di musica popolare “Etnikantaro” dalla Puglia, “Sona Cammanese” dalla Campania, “I Neilos” dalla Calabria e “I Malanova” dalla Sicilia. L'evento è inserito ed inaugurerà Calabriasona, circuito di festival che ruota attorno alla recente ascesa della musica popolare e prevede un calendario coordinato dei maggiori eventi dell'estate 2013 in Calabria. Sempre venerdì 25 luglio, alle ore 20.30, per arricchire e rendere ampia la proposta culturale, nel chiostro di Palazzo San Bernardino, nel Centro storico, spazio alla grande poesia d’amore. “La grande bellezza”, lettura e dialoghi di e con Francesco Fusca e Pierfranco Bruni. L’evento, promosso dall’assessorato alla Cultura, diretto da Stella Pizzuti, in collaborazione con il Centro studi musicali Giuseppe Verdi, sarà “punteggiato” dalle note di Teresa Campana (pianoforte) e Sabrina Civale (voce) e dalle proezioni video curate da Silvana Sita, presidente Aimc sezione Bisignano.

VOLO LIBERO. Sulle rotte del grifone in deltaplano e parapendio

E' STATA pubblicata in internet l'anteprima (trailer) di un documentario naturalistico e sportivo che presenta al pubblico la vita di una specie maestosa di rapaci, i grifoni europei, in maniera assolutamente inedita ed innovativa, cioè ripresi dal deltaplano o dal parapendio. Questi due mezzi di volo libero sono la chiave interpretativa per scoprire il mondo aereo di questi uccelli che raggiungono un'apertura alare di 2,8 metri. Il progetto si propone di salvaguardare la specie facendola conoscere ad un pubblico vasto e valorizzare un bene naturale dei nostri territori. I piloti di deltaplano e parapendio hanno il privilegio di condividere con gli uccelli il medesimo ambiente e lo stesso metodo di volo, decollando da un pendio montano, volteggiando sopra le creste, planando nell'aria o volando per centinaia di chilometri. Il tutto in modo ecologico, senza rumore di motori, guadagnando quota trasportati dalle masse d'aria ascensionali create dall'irraggiamento solare del suolo, le cosiddette termiche. Il pilota di volo libero è, quindi, in grado di avvicinare e farsi avvicinare dai volatili che lo riconoscono come loro simile. Entrambi sono inseriti in modo naturale nello stesso ambiente e sottostanno ad identiche leggi nell'affrontare il volo. Promotore dell'interessante iniziativa è il triestino Davide Finzi Carraro, quarant'anni, da ventidue pilota di deltaplano e parapendio, membro dell'associazione Ali Libere di Gemona del Friuli (Udine), nella vita progettista di droni. I grifoni sono di casa in un triangolo che va dalla riserva naturale del Cornino, dall'omonimo lago, dove già da anni è in corso un progetto di conservazione e reintroduzione della specie, passando da Tolmin in Slovenia, fino all'isola di Cherso in Croazia. In questo vasto territorio il deltaplano di Davide Carraro segue il volo dei grifoni allo stato selvaggio, percorre in formazione con i rapaci lunghi tratti delle loro rotte migratorie, ed il pilota li osserva da un punto di vista privilegiato, ala ad ala. Questo stretto contatto in volo, con l'ausilio dell'interpretazione del pilota, consente di seguire e riprendere gli uccelli veleggiatori in un modo che altrimenti non sarebbe possibile e può dare ai ricercatori informazioni e spunti per studiarne il comportamento e l'intelligenza. Il documentario ci dice che l'avventura è sopra le nostre teste, a portata di mano, basta alzare lo sguardo. Seguendo il volo dei grifoni, il filmato descrive il loro modo di vivere, di interpretare l'aria, di saper scegliere dove andare e perché. Oltre al seguito di questa straordinaria avventura, Davide Finzi Carraro pensa di organizzare degli "Air Safari", cioè portare con lui in volo studiosi e turisti che vogliono condividere l'esperienza insieme ai grifoni.
Gustavo Vitali
ufficio stampa Fivl (Asc - Coni)