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mercoledì 19 giugno 2013

REGGIO CALABRIA. Coppia sorpresa a rubare all’interno dell’ex supermercato QuiperTe di San Gregorio

REGGIO CALABRIA. Sventato dai carabinieri della Stazione Rosario Valanidi un furto all’interno dell’ex supermercato QuiperTe di San Gregorio. Con l’accusa di furto aggravato, i militari dell’Arma hanno tratto in Loris Morabito, reggino di 38 anni, già noto alle forze di polizia e Bianca Marcos Iolena, rumena di 19 anni. Ieri mattina, i carabinieri della Stazione Rosario Valanidi, nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati di natura predatoria, hanno effettuato un accurato controllo nelle adiacenze dell’ex supermercato, chiuso per le note vicende. Sin da subito i militari hanno intuito che vi era qualcosa di anomalo, notando intanto che uno dei cancelli utilizzati dagli addetti per accedere nei magazzini posti al livello inferiore dell’esercizio commerciale era stato lasciato aperto.
Poiché il negozio doveva essere chiuso i carabinieri hanno approfondito l’ispezione, estesa anche ai locali interni. Con grande sorpresa i militari si sono accorti che vi erano delle persone all’interno impegnate a smontare delle porte, completamente assorti nei lavori. Considerata la situazione, i militari non hanno avuto ulteriori dubbi: ci si trovava di fronte a una squadra di ladri. Immediatamente è stato bloccato Loris Morabito, sorpreso a smontare una porta in alluminio. Poiché sono stati uditi ulteriori rumori, il controllo è stato esteso anche all’interno dell’esercizio commerciale dove è stata individuata e bloccata Bianca Marcos Iolena. Nei locali interni la sorpresa maggiore. I malfattori attrezzati di tutto punto da fare invidia a qualsiasi addetto ai lavori avevano già provveduto a smontare numerosi telai per porte. Il materiale rinvenuto, tra il quale vi erano numerosi attrezzi da scasso, è stato sottoposto a sequestro.

BOVALINO. Interrogazione sul randagismo presentata dal gruppo consiliare “Nova Bovalino”

BOVALINO. Numerosi cittadini hanno presentato per iscritto un esposto al Sindaco della Città, all’Asp di Reggio Calabria - Servizio veterinario Asl Locri, alla Stazione dei carabinieri ed al dirigente del locale Commissariato di PS, segnalando e lamentando la presenza di cani randagi che stazionano all’altezza della foce del Vallone Malachia e su via Dromo I, e il pericolo che gli stessi, famelici e ormai selvatici, rappresentano per le persone, le cose e gli animali domestici. Il gruppo consiliare “Nova Bovalino”, condividendo e facendo propria l’allarmante denuncia, ha presentato un’interrogazione - a risposta scritta - al sindaco per conoscere quali provvedimenti l’Amministrazione comunale intende adottare per scongiurare il randagismo e con quali organismi e/o Istituzioni prevede di attivare una necessaria collaborazione sinergica per definire attività e soluzioni mirate alla bonifica del territorio, nel rispetto della normativa sul trattamento degli animali. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione. I sottoscritti consiglieri comunali Enrico Tramontano e Antonio Zurzolo
Premesso
che ventitre cittadini bovalinesi, in data 28 maggio 2013, hanno presentato un esposto per iscritto al Sindaco, all’Asp RC Serv. Veterinario Asl Locri, alla locale Stazione dei carabinieri e al dirigente del Commissariato di P.S. di Bovalino, segnalando una situazione critica e pericolosa dovuta allla presenza di numerosi cani randagi che, da molto tempo, stazionano nella zona sud del comune di Bovalino (Malachia, Lungomare sud, Dromo I, vallone Malachia); che, con l’approssimarsi della stagione estiva (periodo in cui la rabbia canina si trasmette e si diffonde velocemente) e con l’eccezionale mole di rifiuti nei quali i cani randagi trovano l’unica fonte di nutrimento, la situazione è destinata ad aggravarsi; che, i suddetti cani, riuniti in branco rappresentano un vero pericolo per gli uomini, le cose e gli animali domestici; che, a tutt’oggi, il problema, nonostante l’esposto inoltrato alle autorità di cui sopra, non è stato minimamente affrontato e risolto, peggiorando la già pericolosa situazione igienico- ambientale e di sicurezza.
Considerato
che la Pubblica Amministrazione risponde dei danni provocati dai cani randagi, in applicazione del principio generale del neminem laedere ex art. 2043 c.c. , qualora abbia omesso e trascurato di adottarei provvedimenti e/o cautele idonee a eliminare il grave pericolo rappresentato dai cani randagi.
Chiedono al Sindaco
di far conoscere quali provvedimenti l’Amministrazione comunale intende adottare per scongiurare il randagismo e con quali organismi e/o Istituzioni prevede di attivare una necessaria collaborazione sinergica per definire attività e soluzioni mirate alla bonifica del territorio, nel rispetto della normativa sul trattamento degli animali. Si precisa che tale iniziativa viene intrapresa esclusivamente nell’interesse della cittadinanza. Della presente interrogazione si richiede risposta scritta urgente ed iscrizione all’O.d.G. del prossimo Consiglio comunale.

ROMA. Nicola Gratteri nella task force istituita dal presidente del Consiglio Enrico Letta

Nicola Gratteri
ROMA. Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha istituito la task force per l’elaborazione di proposte in tema di lotta, anche patrimoniale, alla criminalità. L’organismo è presieduto dal segretario generale della Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, ed è composto da Magda Bianco, dirigente della Banca d’Italia; Raffaele Cantone, magistrato di Cassazione; Nicola Gratteri, procuratore aggiunto Reggio Calabria; Elisabetta Rosi, magistrato di Cassazione; Giorgio Spangher, ordinario di procedura penale.

GIOIA TAURO. Si riducono le distanze tra Shanghai e il megaporto della Piana

GIOIA TAURO. Si riducono le distanze tra Shanghai e Gioia Tauro. Dopo la sottoscrizione del gemellaggio, avvenuto lo scorso febbraio a Shanghai, tra la Port Authority di Gioia Tauro e quella di Shanghai, è stato il presidente Giovanni Grimaldi, accompagnato dal segretario generale Salvatore Silvestri, a ricevere nei propri uffici i rappresentanti della "Shanghai Municipal Transport and Port Authority". "L'obiettivo della visita - spiega una nota dell'autorità - è stato quello di continuare a percorrere la strada della cooperazione tra i due Enti, iniziata a Shanghai, per favorire e incentivare la crescita degli scambi commerciali tra Asia e Mediterraneo, utilizzando la rotta del canale di Suez. In questo primo incontro italiano, per gli ospiti cinesi è stata l'occasione per conoscere da vicino il porto di Gioia Tauro, primo hub di transhipment in Italia. A tale proposito, è stato organizzato un tour all'interno dell'area portuale per dare loro modo di vagliare le possibili opportunità di crescita da incentivare in virtù della sottoscritta collaborazione. Non a caso tra i visitatori cinesi, oltre alle personalità istituzionali, ci sono stati anche operatori di settore desiderosi di conoscere il porto dal punto di vista infrastrutturale. Nel corso del meeting, il presidente Grimaldi ha illustrato ai suoi ospiti le peculiarità dello scalo, conosciuto per la sua alta infrastrutturazione, per la professionalità delle maestranze, per i fondali profondi e per la centralità della sua posizione geografica nel Mediterraneo. Ha, quindi, descritto le prospettive di crescita relative all'area portuale e al suo retro porto".

REGGIO CALABRIA. Ventimila euro per il litorale di Melito Porto Salvo

da sx Mezzatesta, Verduci, Raffa, Di Raimondo
REGGIO CALABRIA. Continua senza soste, in vista della stagione estiva, l’attività del settore provinciale Difesa del suolo e salvaguardia delle coste che ha predisposto l’ennesimo accordo di programma per consentire interventi di manutenzione di tratti di arenile colpiti dal fenomeno erosivo. Dopo Roccella Jonica e Reggio Calabria, anche il Comune di Melito Porto Salvo potrà contare su un contributo economico pari a ventimila euro per realizzare il ripascimento parziale di un tratto di costa. La procedura è stata curata dal vicepresidente e assessore provinciale al ramo Giovanni Verduci, mentre il documento è stato firmato presso la sede di piazza Italia dal presidente Giuseppe Raffa e dal commissario del Comune ionico il viceprefetto Di Raimondo. Il Comune di Melito Porto Salvo è stato interessato, a causa delle mareggiate che si sono abbattute su tutto il litorale negli ultimi mesi, da una violenta erosione della costa tanto da comprometterne la fruibilità. I tecnici provinciali, con immediatezza, hanno svolto appositi sopralluoghi con i tecnici del comune e hanno certificato una situazione di emergenza. Nei primi giorni di giugno, presso gli uffici del dirigente provinciale Giuseppe Mezzatesta, si è tenuta una riunione tecnico-politica dove si è convenuto che, per far fronte al ripascimento, era necessario l’impegno finanziario della Provincia, considerato anche la situazione economica del Comune. A seguito dell’accordo sottoscritto, il Comune assume la competenza dell’esecuzione dei lavori fino al budget assegnato, mentre la Provincia, oltre a riservarsi ogni necessaria iniziativa di controllo e di verifica, provvederà ad erogare il finanziamento sulla base della rendicontazione predisposta dal responsabile unico del procedimento.

CALABRIA – BASILICATA TIRRENICA. Al via l’operazione “Mare sicuro 2013”

REGGIO CALABRIA. Lunedì 24 giugno prenderà il via l’operazione della Guardia costiera denominata “Mare sicuro 2013” che, come ogni anno, mira a garantire il sicuro svolgimento della stagione balneare ed una corretta fruizione delle spiagge e del mare. L’operazione, disposta a livello nazionale dal Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto, nelle regioni Calabria e Basilicata tirrenica verrà coordinata dalla Direzione marittima di Reggio Calabria e vedrà la partecipazione di tutte le Capitanerie di porto della zona marittima. 250 uomini impiegati, 39 mezzi navali, 31 comandi, questi i numeri dell’attività operativa che vedrà il personale della Guardia costiera ogni giorno presente lungo le spiagge e in mare, presso gli stabilimenti balneari e nelle strutture dedicate alla nautica da diporto, nelle aree marine protette, impegnato a prevenire e reprimere gli eventuali comportamenti contrari alla disciplina di sicurezza della navigazione e della balneazione, allo scopo di impedire ogni condotta imprudente in mare e lungo le coste allo scopo di evitare incidenti e favorire una sicura e libera fruizione dei litorali.
Tali obiettivi sono strettamente connessi alla tutela e protezione dell’ambiente marino e costiero e delle risorse ittiche, attività che la Guardia costiera svolge come prioritaria per l’intero arco dell’anno e che nel periodo estivo viene ulteriormente perseguita con sempre maggiore sforzo operativo in considerazione del noto incremento delle criticità connesse con la depurazione nonché delle condotte illecite in danno dell’ambiente marino. L’operazione, che si svolge sui litorali della Calabria e della Basilicata (parte tirrenica), pari a 847 km di coste, prevede, altresì, l’impiego di pattuglie del nucleo operativo difesa mare per verifiche sulle strutture balneari e in genere sulle concessioni demaniali rilasciate dalle amministrazioni comunali, così da garantire l’utilizzo collettivo del bene spiaggia e, nel contempo, favorire il rispetto della legalità. In particolare, i controlli sono finalizzati a verificare che i titolari degli stabilimenti balneari abbiano realizzato le opere secondo i progetti approvati e non occupino una area maggiore rispetto a quella concessa a scapito della spiaggia libera riservata alla libera fruizione dei cittadini.
Le attività operative sono state precedute da un’intensa attività di prevenzione e informazione durante la quale si sono tenuti incontri con il comparto balneare, finalizzati a divulgare le significative iniziative intraprese dalla Guardia costiera per la prossima stagione balneare con il supporto delle istituzioni calabresi. In particolare, si è dato risalto all’utilizzo dell’utenza di emergenza “1530” e sono stati presentati gli aggiornamenti della disciplina della sicurezza balneare, realizzata in modo uniforme su base regionale. Tra le novità più rilevanti si evidenzia la valorizzazione della figura dell’assistente bagnante, alla quale verrà dedicata una giornata di approfondimenti operativi, con incontro presso la sede della direzione marittima di Reggio Calabria con i rappresentanti del settore. E’ stata poi confermata la metodologia dell’autoverifica (check list), effettuata a cura dei singoli operatori turistici e la divulgazione, di depliant informativi a favore dei bagnanti e, da quest’anno, anche per i diportisti. Tutto ciò al fine di far risaltare sempre più il concetto “dell’agire responsabile” in capo ai bagnanti e diportisti in sosta e in transito.
Nell’ambito dell’attività preparatoria sono stati, altresì, svolti una serie di incontri presso istituti scolastici al fine di diffondere tra i giovani studenti la cultura del mare e le regole per una fruizione sicura e rispettosa dell’ambiente delle spiagge. Oltre 10.000 gli studenti calabresi coinvolti nel progetto,che hanno partecipato con entusiasmo e interesse alle “lezioni di sicurezza in mare”. L’operazione “Mare sicuro 2013” entra così nel pieno della fase esecutiva allo scopo di rafforzare il dispositivo di sicurezza e prevenire e reprimere i comportamenti contrari alla disciplina della sicurezza della navigazione e della balneazione. Le attività operative prevedono missioni svolte utilizzando il metodo del pattugliamento mare – terra, con l’ausilio di tutti i mezzi navali a disposizione e delle autovetture di servizio. La scelta delle aree di pattugliamento è stata preceduta da un approfondita analisi sulle caratteristiche del litorale e dalla identificazione delle “aree calde” caratterizzata da maggiore presenza di bagnanti e traffico diportistico. Infine, per qualsiasi problema a mare e sulle spiagge si richiama la necessità di utilizzare il numero telefonico di emergenza 1530 (telefonata gratuita).
Nell’ambito delle iniziative per la stagione stiva si segnala altresì:
Bollino blu per il diporto
Nell’ambito delle misure volte all’incremento del livello di sicurezza della navigazione da diporto, si colloca l’iniziativa “bollino blu” contenuta nella direttiva 2013 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti riguardo allo svolgimento dei controlli sulla nautica da diporto. La direttiva ministeriale prevede, infatti, che all’atto del primo controllo effettuato in mare ad un unità da diporto venga redatto e consegnato al diportista un “verbale di operazioni compiute, e in caso di esito favorevole, venga apposto un bollino blu sullo scafo che consentirà di riconoscere l’imbarcazione come già positivamente verificata. La disciplina riguarda solo i c.d. controlli di routine riguardanti essenzialmente la verifica delle dotazioni di sicurezza e il possesso della documentazione prevista. L’iniziativa consentirà l’ottimizzazione dell’azione di vigilanza delle forze di polizia, garantendo controlli più mirati e senza duplicazioni e favorendo la navigazione dei diportisti in regola.
Apertura uffici Capitanerie di porto
Sempre nel segno della vicinanza e sostegno all’utenza diportisitca e balneare, l’iniziativa del Comando generale delle capitanerie di porto di garantire più estesi orari di apertura delle capitanerie di porto nel periodo “caldo” dal 15 luglio al 18 agosto. Il progetto prevede che gli uffici delle capitanerie di porto di maggior rilievo per l’utenza estiva restino aperti fino alle 20.00. Sarà garantita anche apertura nei festivi e prefestivi dalle 09.00 alle 18.00. L’iniziativa consentirà di rispondere concretamente alle esigenze dell’utenza balneare e diportistica in un periodo dell’anno caratterizzato da una richiesta di servizi sempre crescente. Si richiamano di seguito alcuni significativi profili riguardo a:
sicurezza della balneazione
le zone di mare riservate alla balneazione, dalle ore 8 alle ore 20, sono: quelle sino alla distanza di 150 metri dalla battigia, in presenza di spiagge, ovvero 100 metri dalla scogliera, in presenza di coste alte o a picco; le zone vietate alla balneazione sono: situate presso: le imboccature dei porti e gli ambiti portuali, in prossimità di pontili o passerelle di attracco, all’interno dei corridoi di atterraggio delle unità navali, all’interno degli specchi acquei destinati all’ancoraggio, alle foci dei fiumi, dei canali e dei collettori di scarico, nonché quelle stabilite in ordinanze emanate dalle autorità competenti. Inoltre, il bagnante deve, in relazione al proprio stato fisico e alle capacità natatorie, valutare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, in particolare le correnti, temperatura e profondità delle acque, prestando attenzione alle eventuali indicazioni ricevute dai bagnini.
sicurezza della navigazione da diporto
il conduttore di un’unità da diporto prima di iniziare la navigazione deve accertare tutte le condizioni generali di sicurezza, e tra queste che: le condimeteo siano assicurate in relazione alle caratteristiche dell’unità navale e per la navigazione che si intende effettuare; i mezzi di salvataggio, le dotazioni e i segnali di soccorso siano idonei ed efficienti, ove previsti; la quantità di carburante, per le unità a motore, sia sufficiente per la navigazione che si intende effettuare, l’assenza di acqua in sentina, considerando una riserva per eventuali imprevisti; siano prontamente disponibili i numeri telefonici di emergenza e di soccorso in mare. Prima della partenza, si consiglia di dedicare particolare attenzione alle condizioni meteorologiche, tramite emittenti radio-televisive, radio VHF/Fm canale 68, oppure rivolgendosi alla capitaneria di porto di Reggio Calabria al numero telefonico 0965/6561 o via radio VHF/Fm canale 16. Inoltre, si consiglia di informare le persone che rimangono a terra (concessionari di pontili, servizi tecnico-nautici, circoli, ecc.) circa la navigazione che si intende effettuare, il giorno e l’orario di ritorno o di arrivo ad altra destinazione. Per la navigazione da diporto, comprese le tavole a vela, si ricordano le distanze dalla costa: 200 metri dalle spiagge; 150 metri dalle scogliere a picco; 500 metri dalla costa per lo sci nautico, paracadutismo ascensionale, di piccoli gommoni trainati da unità a motore (Banana Boat ecc.); 500 metri per le moto d’acqua, che non possono navigare oltre un 1 miglio dalla costa, con l’obbligo per il conduttore di essere munito di: patente nautica, una cintura di salvataggio e un casco protettivo di tipo acquatico.
attività subacquea
il subacqueo prima di intraprendere l’attività deve tener conto del proprio stato fisico e delle capacità natatorie. Successivamente deve accertare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, in particolare le correnti, temperatura e profondità delle acque. Inoltre è consigliabile informare qualcuno che rimane a terra circa l’attività subacquea che si intende effettuare, specificando la zona di mare interessata e l’ora di previsto rientro. Il subacqueo deve segnalare la posizione in superficie a mezzo di un galleggiante sormontato da bandierina rossa con striscia trasversale bianca. Il subacqueo che utilizza apparecchi ausiliari di respirazione deve essere in possesso di idoneo brevetto e deve operare entro i limiti previsti nel medesimo. L’attività subacquea non può essere esercitata: ad una distanza superiore a 50 metri dalla verticale dell’unità navale di appoggio o dal segnalamento o della barca appoggio; ad una distanza inferiore a 1000 metri dalle imboccature dei porti e dalle navi militari; 500 metri dalle unità navali, dagli impianti di maricoltura e dalle reti da posta; negli ambiti portuali, nelle zone di mare interdette alla balneazione, ovvero in quelle interessate dalla presenza di residuati bellici, beni archeologici sommersi o da relitti di navi.
tutela della pesca sportiva
in previsione della stagione estiva, sono state aggiornate le discipline della pesca sportiva, con l’obiettivo di snellire le pratiche burocratiche e di fornire all’utenza delle regolamentazioni di agevole e uniforme (in ambito regionale) applicazione. Si rammenta che per esercitare la pesca sportiva da terra, da natante e subacquea occorre aver acquisito il relativo permesso. Gli attrezzi e i limiti di pescato sono: 5 chilogrammi al giorno di pesci, molluschi e crostacei, salvo il caso di pesce singolo di peso superiore; un esemplare al giorno di cernia; 50 esemplari al giorno di ricci di mare, con divieto di raccolta in maggio e giugno. Inoltre, sono vietate le seguenti catture: coralli, molluschi e crostacei, da parte di pescatori sportivi subacquei; esemplari sottomisura ovvero appartenenti a specie marine protette. la commercializzazione dei prodotti della pesca sportiva è sempre vietata. per la pesca ricreativa/sportiva di tonno rosso, si ricorda che è consentita solo previa acquisizione di apposito nulla-osta, nel limite di un solo esemplare al giorno per barca e con l’onere per il pescatore di comunicare all’autorità marittima l’eventuale cattura.
tutela ambientale
con l’obiettivo di contribuire a migliorare la qualità delle acque dei mari della Calabria e garantirne maggiore fruibilità nonché lo sfruttamento sostenibile delle risorse, prosegue, congiuntamente con Arpacal, la verifica delle criticità del sistema fognario e depurativo dei Comuni del litorale di competenza. L’attività svolta ha già consentito la pronta soluzione di alcune problematiche urgenti ed è finalizzata a fornire un contributo per l’individuazione di soluzioni e interventi su depuratori e rete fognaria che siano di immediata attuabilità e possano conseguire un concreto miglioramento della fruibilità del mare.
La conferenza stampa di presentazione dell’operazione “Mare sicuro 2013” è stata tenuta presso la Direzione marittima “Calabria – Basilicata tirrenica”, dal direttore marittimo, capitano di vascello Gaetano Martinez. All’incontro erano presenti i Circoli e le Associazioni nautiche/diportistiche e i titolari di stabilimenti balneari.  

CITTANOVA. Gentile (Sulpi): "L’ambulanza ha il fiato corto e mette a rischio l’ammalato"

CITTANOVA. Da circa un anno, l’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria aveva annunciato l’acquisto di nuove ambulanze e l’assunzione di personale autista. Ciò serviva a garantire il Servizio Urgenza Emergenza Medica Provinciale e, in particolare, nella Piana di Gioia Tauro.
Giuseppe Gentile
Ad oggi nulla di quanto promesso si è avverato. Di recente sono state acquisite nuove autovetture ma, di ambulanze neanche l’ombra. La Piana di Gioia Tauro aveva in dotazione e continua ad avere una sola ambulanza di proprietà. Quest’unico mezzo di soccorso ha raggiunto il ragguardevole traguardo di 430.000 chilometri percorsi e, consapevoli che nessun cittadino si sognerebbe di affrontare un viaggio medio lungo con una vettura così vissuta, si ritiene assurdo che l’Asp fa finta di non sapere e continua a comandare i propri autisti soccorritori in lungo e in largo. Non si contano più i tanti trasferimenti urgenti di ammalati cardiopatici, a rischio di vita, fatti da questa vecchia ambulanza verso la cardiochirurgia di Catanzaro, oppure quelli destinati a Reggio Calabria in Neurochirurgia o in Rianimazione in codice rosso, noncuranti dell’alto rischio di mancare la destinazione per vetustà e inaffidabilità dell’automezzo. Orbene, se le auto blu, dedicate al trasporto di importanti personaggi non si lasciano invecchiare, perché lo stesso trattamento non viene adottato alle ambulanze che trasportano l’ammalato in emergenza? Questa logica riflessione di un qualsiasi cittadino non riesce a fare breccia nei vertici aziendali e quindi la risposta che si da il buon padre di famiglia è soltanto una: chissà quale inghippo si cela dietro questa ordinaria follia!La colpa probabilmente è degli Autisti Soccorritori, dipendenti dell’Asp e in servizio sulla Piana di Gioia Tauro. Questi uomini, continuano a guidare la nonnina elegante dal fiato corto, forse perché si sono permessi di mettere in chiaro alcune pieghe del sistema e, adesso, dovrebbero subire le angherie di qualcuno convinto di poter dettare legge. Stare puniti, ma non in silenzio, senza divise (quelle in dotazione sono vecchie e lacerate), allocati in una sede che, ad essere buoni, si potrebbe definire una topaia, fare turni di servizio “imposti” al di fuori della normativa contrattuale, non lavorare nei trasferimenti programmati come i colleghi di Locri e Reggio Calabria, non avere in dotazione il telefono fisso e il fax, tutto previsto dalle normative di prevenzione e dagli ordinamenti regionali e nazionali, ma, non siamo né una sede regionale, ne nazionale, siamo purtroppo nel “Fort Apache” della Piana di Gioia Tauro. Su questi fatti non possiamo e non dobbiamo essere ottimisti. E’ bene continuare la denuncia pubblica e demandare alla Direzione Generale la dovuta risposta con interventi solerti e risolutivi, poiché non vogliamo che accada l’ennesima tragedia.
Giuseppe Gentile
segretario Generale Sulpi

ZAMBRONE. Sabato il “Calabria Fest 2013”, festa annuale di CasaPound Calabria

ZAMBRONE (VV). Si svolgerà il 22 giugno nella splendida cornice del Residence Lungomare, su uno dei tratti di costa più invidiabili della Calabria, a pochi passi da Tropea e Capo Vaticano, il Calabria Fest 2013, la festa annuale di CasaPound Calabria. Come nelle edizioni precedenti, sole, mare, musica e dibattiti caratterizzeranno questo momento di ritrovo, confronto e divertimento che costituisce lo spirito del Calabria Fest. E così, dalle coste del Tirreno catanzarese di Gizzeria, che hanno ospitato l'evento lo scorso anno, si giungerà alle meravigliose spiagge del vibonese, a chiusura di un anno particolarmente produttivo per CasaPound. In programma concerto serale e intrattenimento musicale per tutta la giornata con il Dj Set curato da Radio Bandiera Nera, mentre il pomeriggio, a partire dalle ore 18, sarà dedicato al dibattito. "Start Calabria: partiamo da qui – Iniziative e progetti per un’alternativa concreta. Suggerimenti altri lidi", questo il tema del dibattito, che vedrà confrontarsi la comunità calabrese di CasaPound con altre realtà presenti sul territorio, quali Temerariamente di Reggio Calabria, Locri Patria Nostra ma anche personalità più vicine alle istituzioni, che contribuiranno certamente a conferire un taglio più concreto alla discussione. Alla ricerca di “battaglie” auspicabilmente condivise, non tanto o non solo sul fronte politico quanto su quello dell’opinione e con l’intenzione di creare rete e proporsi come alternativa non solo sul piano ideale ma anche su quello pratico, CasaPound Calabria chiama a raccolta l’attivismo presente sul territorio regionale (e non solo) per un confronto che contribuisca ad arricchire il percorso di ciascuno. Ad arricchire il dibattito, come accennato, la presenza delle comunità militanti provenienti dal resto dello stivale, il cui contributo senza dubbio farà in modo che ulteriori spunti possano essere offerti anche dalle esperienze extra-regionali su questioni analoghe.

BOVALINO. Il Gruppo consiliare “Nova Bovalino” presenta un’interrogazione sul problema della depurazione

Antonio Zurzolo                                                                                Enrico Tramontano
BOVALINO. Il Gruppo consiliare del movimento Nova Bovalino, con un’interrogazione rivolta al sindaco e al presidente del Consiglio comunale, è intervenuto sul problema della depurazione. Di seguito il testo: i sottoscritti consiglieri comunali Enrico Tramontano e Antonio Zurzolo del gruppo consiliare “Nova Bovalino”
PREMESSO
Che nella fiumara di Careri si continuano a sversare i liquami provenienti dalle fognature comunali che, invece, dovrebbero confluire nel depuratore consortile a salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini; Che per garantire la funzionalità e la gestione del depuratore consortile con deliberazione della G.M. n. 30 del 28.02.2012 è stato approvato il Protocollo d’intesa tra i Comuni di Bianco, Benestare, Bovalino e Casignana; Che il suddetto atto, è stato sottoscritto dal Sindaco senza la preventiva autorizzazione della G.M. che lo ha ratificato in ogni sua parte; Che in tale documento si legge che il Commissario delegato per l’emergenza del territorio della Regione Calabria ha fissato le percentuali dei carichi relativi alla gestione dell’impianto nella misura del 30% per il Comune di Bianco, 16% per il Comune di Benestare e 54% per il Comune di Bovalino; Che, nella ripartizione della spesa non era stato inserito il Comune di Casignana, pertanto nel protocollo d’intesa a seguito di tale rilevata omissione la spesa veniva ripartita come di seguito: Bianco 27,66%; Bovalino 55,62%; Benestare 15,77% Casignana 0,95%; Che nonostante la popolazione del Comune di Casignana sia di 827 abitanti (Censimento 2010) è stato stabilito un contributo che tiene conto solo di 150 unità; Che, pertanto, inserendo il Comune di Casignana con una percentuale errata in difetto, diminuisce la percentuale di spesa per tutti gli altri comuni rispetto a quella stabilita dal Commissario delegato per l’emergenza del territorio della Regione Calabria, mentre incomprensibilmente quella del comune di Bovalino aumenta dal 54% al 55,62% ; Che né il Sindaco e né la Giunta del Comune di Bovalino hanno mosso ad oggi alcun rilievo in merito all’ingiustificato aumento della percentuale di spesa gravante sul Comune di Bovalino, consentendo (nel frattempo) l’ingiustificata minore spesa in capo al comune di Casignana; Che è inammissibile oltre che illegittima la possibilità di gestire un impianto di depurazione delle acque reflue con un semplice e scarno “Protocollo d’Intesa” finalizzato solo a stabilire la ripartizione delle spese e delle anticipazioni, visto che nell’assoluta indifferenza si continua a scaricare i liquami nella fiumara del “Careri”; Che è necessario per legge, attribuire ad un soggetto fisico o giuridico la titolarità della gestione dell’impianto anche al fine di ottenere le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa in materia di gestione rifiuti e trattamento delle acque reflue.
Tutto ciò premesso, si
CHIEDE
Di sapere quali provvedimenti sono stati adottati per evitare lo sversamento dei liquami fognari nella fiumara di Careri e il consequenziale e inevitabile inquinamento della acque marine; L’immediata revoca anche in via di autotutela della deliberazione della GM n. 30 del 28.02.2012 perché nulla, errata e illegittima.
SI INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE
Se esiste una delibera del Consiglio Comunale che ha stabilito la costituzione del consorzio per la gestione delle acque reflue ed ha approvato il relativo statuto. In caso di risposta affermativa, come è organizzato il Consorzio, chi è il Presidente, il Vice presidente, da chi è composto il direttivo e l’ assemblea dei consorziati, come si finanzia il consorzio, il nr. e la data del decreto del Presidente della Giunta Regionale di approvazione del consorzio e dello statuto; Con quali fondi è stato costruito il depuratore c.d. consortile e a quale comune sono stati assegnati; A quanto ammonta la spesa del comune di Bovalino per il mantenimento del depuratore cd consortile; Se è stata data esecuzione al punto 3 della Deliberazione della GM n. 30 del 28.02.2012 che ha autorizzato “l’impegno di spesa per la quota ricadente sul bilancio comunale al pertinente codice e capitolo del redigendo bilancio 2012”; Se nonostante il mancato servizio di depurazione delle acque reflue continueranno a gravare sui cittadini i relativi tributi.

ROMETTA. Concluso il corso di formazione per volontari “operatori nel recupero del patrimonio culturale in emergenza” organizzato dal GIJ

LETOJANNI (ME). Concluso a Rometta, nell’ambito della giornata di protezione civile denominata “Erymata 2013”, organizzata dalla Misericordia di Spadafora in sinergia con il Gruppo Interforce Jonica e il patrocinio del Comune di Rometta, il corso di formazione per volontari “operatori nel recupero del patrimonio culturale in emergenza”. All’evento, che ha avuto luogo presso la frazione “Belvedere” di Rometta Superiore, erano presenti le locali Autorità, l’ing. Calogero Foti (Dirigente Generale del D.R.P.C. Regione Sicilia), l’ing. Bruno Manfrè (Capo Servizio D.R.P.C. Messina), l’arch. Rosario Vilardo (referente per la Soprintendenza BB.CC.AA di Messina) e il dott. Alessandro D’Angelo (Presidente del Gruppo Interforce Jonica). Dopo un briefing iniziale, nel corso del quale hanno preso la parola l'arch. Grazia Rosa Cammaroto, l’arch. Rosario Vilardo, l’arch. Giovanna Famà e la dott.ssa Paola d’Arrigo, ha avuto inizio l’esercitazione finale. Divisi in gruppi di lavoro, sotto la supervisione oltre che dei citati docenti anche degli architeti Bonfiglio e Lioti, i volontari del Gruppo Interforce Jonica (Pancrazio Di Bennardo, Letizia Franco, Rosaria Spadaro, Salvatore Palmeri, Giovanni D'Allura, Rosario Buciunì, di Radio Valle Alcantara; Stefano Morales, Rossella Todaro, Nunziata Mancuso, Tommaso Urdi, Agatino Calafiore, del Gruppo Comunale di Furci siculo; Carmelo De Luca, Rosalba Gullotto, Giuseppa Briguglio, Ernst Fichera, della Misericordia “S. Giuseppe” di Letojanni; Alessandra Tidona, Giuseppina Ruggeri, Silvana Di Mento, della Misericordia di Spadafora), del Gruppo Comunale di Santa Lucia del Mela (Antonino Campo, Francesco Trifido, Saverio Messina, Nicola Coco, Nunziata Merulla, Angelo Letizia, Valentina Villa, Angela Pinzone, Catena Toldacci, Antonino Villa, Salvatore Letizia) e dell’Associazione “Legambiente dei Peloritani” (Annamaria Fallagara, Anna Giuffrida, Angela Fallagara, Domenico Peditto, Claudia De Benedicitis, Sebastiano Rambo, Antonietta Sacca, Elena Calanna, Vincenzo Colavecchio, Antonino Morabito e Domenica Munafo) hanno proceduto al recupero di anfore, quadri, statue e libri. Vivo apprezzamento da parte delle Autorità presenti. L’ing. Calogero Foti, elogiando l’impegno e la professionalità dimostrata, ha sottolineato la necessità di perseguire forme di sinergia fra le varie realtà associative. L’ing. Bruno Manfrè, manifestando l’entusiasmo per i brillanti risultati ottenuti, ha ribadito che tale attività corsuale verrà presto riproposta allargando la partecipazione alle altre Associazioni di Volontariato di Protezione Civile della Provincia di Messina.
L’attività formativa, che ha avuto inizio lo scorso 17 febbraio presso la sede di Messina del D.R.P.C. si è svolta lungo un percorso, articolato in tre fasi (le prime due con lezioni di teoria e la terza dedicata alle esperienze sul campo e alle esercitazioni), con la trattazione di argomenti specifici di peculiare interesse: “il ruolo del volontariato nel sistema della Protezione Civile”, “il patrimonio culturale: principi e comportamenti”, “il patrimonio cartaceo: archivi e biblioteche”, “i beni storico artistici: argenti, tessuti, arredi lignei, dipinti, tele, tavole e sculture”, i beni monumentali: edifici storici civili e religiosi”, “protezione civile e schedatura: catalogazione del patrimonio, storia, modalità, modelli, beni architettonici e beni mobili”. Docenti qualificati sono stati resi disponibili sia dalla Soprintendenza BB.CC.AA di Messina, sia dal D.R.P.C. per la Provincia di Messina che dal Gruppo Interforce Jonica, al quale è stata devoluta l’organizzazione della Segreteria Didattica (ref. Rossella Todaro e Francesca Ruggeri) e della Sezione Stampa, e dal Gruppo Comunale di S. Lucia del Mela. Nel pomeriggio l’esercitazione di protezione civile, attività necessaria, come sottolineato da Giuseppe Nastasi (Governatore della Misericordia di Spadafora), per provare metodi, tecniche e procedure di impiego. Due gli scenari simulati, con l’intervento dei volontari della Misericordia di Spadafora (Ruggeri Tonino, Emanuela Gali, Vanessa Minssale, Pina Rumeno, Stefania Guerrera), di Radio Valle Alcantara (Daniele Rizzo, Gaetano Castorina), del Gruppo Comunale di Giardini Naxos (Omar Borbone, Maria Concetta Florio, Mario Spadaro, Antonina D'Amico), e delle Associazioni presenti a Rometta, quali il GIVA (coord. Alessandro Previti), l’Associazione “Mari e Monti” (coord. Giuseppe Venuto) e le Pantere (coord. Raffaele d’Amuri). Il Gruppo Interforce Jonica (GIJ - www.gruppointerforcejonica.it), ha quale fine principale il coordinamento delle organizzazioni aderenti (Gruppo Comunale di Protezione Civile di Giardini Naxos, Misericordia “S. Giuseppe” di Letojanni, Misericordia di Spadafora, Radio Valle Alcantara di Taormina, Rangers International delegazioni di Letojanni, Mongiuffi Melia e Roccafiorita, Gruppo Comunale di Furci Siculo) nell’ambito delle attività di Protezione Civile, di salvaguardia dell’ambiente naturale e antropico e di tutela dei Beni Culturali.

ROMA. Antonello De Pierro assessore alla Sicurezza?

Antonello De Pierro con l’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti
ROMA. Nella concitata e frenetica congiuntura della formazione della squadra di assessori  che andranno a costituire la giunta del neoeletto sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, da qualche giorno vari rumors, che si rincorrono nei corridoi su cui affacciano le stanze decisionali, sussurrano, per la carica di assessore alla  Sicurezza, il nome di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti e massimo emblema della lotta alla corruzione capitolina, che aveva ritirato la sua candidatura alle primarie proprio per sostenere il chirurgo-politico. Nella ridda di sussurri si inserisce con determinazione la proposta ufficiale del movimento facente capo a De Pierro, che si stringe intorno al suo presidente e chiede a gran voce a Marino la sua nomina nella costituenda compagine. Di fatto, il leader dell’Italia dei Diritti, che  attualmente figura al 34esimo posto nella classifica ufficiale dei politici italiani più amati su Facebook, con un trend di crescita che da qualche settimana oscilla permanentemente tra il 1° e il 3° posto, superando negli ultimissimi giorni lo stesso Marino, da anni combatte a favore della sicurezza dei cittadini e contro la corruzione dei vigili urbani capitolini e dei dipendenti degli uffici tecnici. Infatti secondo il numero uno del movimento nazionale “non si può garantire la sicurezza dei corpi collettivi se non si perseguono quelle cellule deviate negli organi istituzionalmente deputati a questo scopo, che si dedicano a pratiche illecite”. A tal fine da anni propone la rotazione intermunicipale dei dipendenti appartenenti a quei comparti lavorativi, che nonostante la condivisione e l’approvazione, il sindaco Alemanno non ha poi attuato, lasciando di fatto inevase quelle istanze dalle quali, secondo De Pierro, non si può prescindere per assicurare legalità e trasparenza nell’espletamento delle funzioni amministrative, in ossequio all’art. 97 della Carta costituzionale. E’ per questo che l’organizzazione extraparlamentare, auspicando che il nuovo sindaco si mostri sensibile a questo tema, insiste per la nomina del suo presidente allo scranno più alto dell’Assessorato alla Sicurezza, e già prevede in tal caso una netta inversione di rotta nelle pratiche del malaffare, che da troppo tempo ormai proliferano nel sottobosco della macchina amministrativa capitolina, danneggiando l’immagine stessa della città, quella maggioranza di dipendenti onesti e ligi al dovere e soprattutto quei cittadini che hanno la sfortuna di dover subire, loro malgrado, l’arroganza di chi esercita il potere attribuitogli ex lege, a uso e consumo proprio e degli amici degli amici, invece di renderlo espressione del buon servizio reso alla collettività. Il movimento Italia dei Diritti avvierà una petizione e aprirà una pagina Facebook per il sostegno alla nomina di cui si fa promotore, auspicando un dialogo costruttivo con Marino.

martedì 18 giugno 2013

ROCCELLA JONICA. Arrestato dai carabinieri il presunto autore dell’incidente mortale: è un giovane calciatore

Mohamed Laaribi
ROCCELLA JONICA. E' stato individuato il pirata della strada che stamattina ha stroncato la vita del ciclista sidernese Roberto Leonardo, 52 anni, di Siderno. Si tratta di un giovane ventenne marocchino, Mohamed Laaribi, calciatore, in forza alla locale squadra di calcio che milita nel campionato calabrese di Eccellenza. Il giovane atleta è stato arrestato con l'accusa di omicidio colposo ed omissione di soccorso. Roberto Leonardo, come tanti, appassionato di bicicletta, aveva deciso di mettersi in sella di buon’ora e infatti, già prima delle sette stava transitando lungo la Statale 106, quando, giunto alle porte di Roccella Jonica è stato tamponato da un veicolo che lo ha sbalzato dalla bicicletta. La caduta, fatale, ha causato la morte. A nulla infatti sono valisi i tempestivi soccorsi dei sanitari del 118 che hanno tentato una disperata rianimazione sul posto, purtroppo senza esito positivo. Appena giunti sul luogo dell’incidente i carabinieri della Stazione di Roccella Jonica, supportati dai colleghi del Nucleo radiomobile e delle Stazioni di Marina di Gioiosa Jonica e di Gioiosa Jonica, oltre a procedere ai rilievi del caso e a controllare il deflusso dei veicoli, hanno intrapreso le attività di indagine finalizzate all’identificazione dell’autore del gesto. Raccolti i primi elementi, acquisite diverse testimonianze e visionate alcune telecamere, i militari si sono messi alla ricerca di un Fiat Ducato che, per le caratteristiche e le modalità in cui si erano svolti i fatti, si è ritenuto essere il mezzo che aveva causato l’incidente. Grazie alla conoscenza del territorio, i carabinieri della Stazione di Roccella Jonica sono giunti ad identificare il giovane conducente del mezzo abitante a Marina di Gioiosa Jonica. Giunti presso la sua abitazione, ad una prima richiesta avanzata allo stesso circa i suoi movimenti nella mattinata, l’interessato prima ha tentato di fornire alcune vaghe indicazioni circa i suoi spostamenti, per poi confessare di essere l’autore dell’investimento. Portato in caserma, ha fornito ulteriori indicazioni in merito all’accaduto. Ai carabinieri, il giovane che guidava il mezzo senza essere patentato, e che circolava senza assicurazione, ha raccontato di non essersi accorto della presenza del ciclista sulla strada perchè abbagliato dal sole. Una volta a casa ha tentato di smontare il mezzo furgonato e nasconderne le parti danneggiate. I militari hanno così dichiarato in arresto il calciatore, restringendolo agli arresti domiciliari, come disposto dal magistrato di turno della Procura di Locri, Simona Ferraiuolo, in attesa di convalida del provvedimento. Il mezzo e altri oggetti ritenuti utili per le indagini sono stati sequestrati.

ROCCELLA JONICA. Fermati dalla Polstato due presunti scafisti egiziani

ROCCELA JONICA. Due egiziani di 19 e 20 anni, sono stati sottoposti a fermo dalla polizia di Stato perchè ritenuti gli scafisti dello sbarco avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorsi al porto delle Grazie. I due sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il provvedimento, adottato in base agli indizi raccolti a loro carico dal personale della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Siderno e alla luce del pericolo di fuga, è stato convalidato. Il barcone proveniente dalla Turchia, giunto nei pressi del porto con 160 migranti tra cui donne e bambini e una neonata che ha visto la luce durante l'attraversamento in mare, era stato soccorso dalla Guardia costiera prima che potesse infrangersi sugli scogli frangiflutto. Considerata la recrudescenza del fenomeno, che ha fatto registrare ben tre sbarchi di clandestini nei primi quindici giorni di questo mese, lungo il litorale ionico della provincia reggina, è auspicabile che il risultato operativo raggiunto, qualora fossero confermate le responsabilità penali dei due presunti scafisti, possa svolgere un’azione preventiva al fine di arginare il fenomeno, che ha ormai assunto proporzioni preoccupanti, anche per risvolti di carattere sociale e di pubblica sicurezza connessi alla carenza di strutture idonee ad ospitare così tanti immigrati in poco tempo.

REGGIO CALABRIA. “Calunnie e maldicenze” di Cosimo Sframeli

Cosimo Sframeli
REGGIO CALABRIA. I latini lo chiamavano “mobile volgus”: è il malessere provocato dalle calunnie, dalle prepotenze dei capetti e dei concorrenti, la maldicenza che ostacola la carriera, le piccole sevizie subite quotidianamente, il doppiogioco dell’amico. E’ un conflitto sociale senza capi, un fuoco plebeo, all’assalto contro il novellino, il più bravo, il più ambizioso. La maldicenza e la calunnia, l’invidia e il trabocchetto sono gli spasmi della violenza subalterna, necessari al mediocre come alla seppia è necessario emettere l’inchiostro per nascondersi e sfuggire nel buio all’attacco dell’animale più feroce. Non esiste persona di successo che non abbia incontrato e superato il “mobile volgus” e che, subendolo, non si sia forgiato. Benché sgradevole, stressante, doloroso e maleodorante, il “mobile volgus” è anche uno straordinario strumento di selezione, l’ordalia medievale che rende forti e seleziona i migliori, la dura strada dell’apprendistato, della fatica, della rabbia. Ricordo bene un giovane amico, che quando si inserì nel mondo del lavoro fu subito sottoposto, da capi e vicecapi, colleghi frustrati e vecchi inaciditi dall’insuccesso, ad uno stillicidio di violenze grasse e volgari, sottili e raffinate. Lo ricordo sull’orlo del panico, con il viso tirato e le mani sudate. Ma era pure arrabbiato e combattivo. Ad ogni “colpo” che gli veniva sferrato diventava un po' più bravo: per superare calunnie e violenze doveva attrezzarsi, spostare il proprio limite, dimostrare, nella professione, di essere più forte della piccola calunnia mediocre e della meschinità dei colleghi frustrati. La dialettica del resto non è fatta solo di “mobile volgus”, ci sono anche i generosi, i saggi, i simpatici, gli imprendibili fuoriclasse. Forse, senza “mobile volgus” non avremmo avuto santi, poeti e scrittori, eroi, politici illustri, imprenditori quotati, ecc. Ma, grazie a Dio, ci sono stati e ci sono. Nonostante la maldicenza, la calunnia, il dolore e la miseria.
Cosimo Sframeli

MELITO PORTO SALVO. Giovedì a Pentedattilo l’evento Viartis

MELITO PORTO SALVO. Giovedì Pentedattilo sarà animata da una serie di eventi organizzati nell’ambito del progetto Viartis - sulle Rotte Mediterranee- per l’inaugurazione delle opere d’arte contemporanea realizzate a seguito del cantiere creativo guidato da Rita Simone, Vincenzo Gioffrè, Filippo Malice e Luca Marovino, frutto della collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, Dipartimento di Architettura e Territorio dell'Università Mediterranea, Conservatorio di Musica “Francesco Cilea” e Associazione Pro-Pentedattilo onlus - Borghi solidali. Dalle 17 sino alle 22 si succederanno varie attività che renderanno il borgo particolarmente ospitale e ancora più intrigante. Un’occasione speciale organizzata per presentare l’attività di un cantiere simbolo di Viartis realizzato con la collaborazione di studenti, docenti, artisti e musicisti che con passione, impegno, competenza ed entusiasmo hanno creato opere ed eventi ispirati al luogo, alla storia e alle leggende di Pentedattilo, per esaltarne la bellezza. Uno dei momenti clou della giornata si svolgerà al tramonto. Mediante un raggio laser verrà creato un triangolo luminoso tra borgo antico, nuovo centro abitato e cimitero. Un gesto simbolico per enfatizzare il legame immateriale che esiste fra tre luoghi determinanti nella vita della comunità di Pentedattilo.
Ecco gli appuntamenti previsti:
ore 17 Presentazione finale del progetto e dei risultati - Casa della Pace, borgo antico
ore 18 Inizio percorrenza della Viartis tramite i percorsi individuati
ore 18.30 Performance musicale: quartetto di chitarre - Porta Terra, borgo antico
ore 19 Performance musicale: duo di chitarre - Sagrato della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, borgo antico
ore 19.30
Performance musicale: duo canto e chitarra a cura della mezzosoprano Tatsiana Shkurynava e del chitarrista Josef Failla che eseguiranno tre canzoni di John Dowland, una canzone popolare di Manuel de Falla e un canto tradizionale russo - Scalinata Santa Barbara, Borgo Antico
ore 20 Accensione del triangolo luminoso
ore 20.30 Degustazione di prodotti tipici a cura della Cooperativa "Sta Choriama"
ore 22 Performance musicale: Solo del Maestro Nicola Oteri - Teatro di Pentedattilo, borgo nuovo.

REGGIO CALABRIA. Veleni e misteri di Calabria: Legambiente chiede verità e giustizia

Nuccio Barillà
REGGIO CALABRIA. Cresce il business dell’ecomafia, l’unica industria italiana che non avverte la crisi. E si rafforzano sempre più i tristi primati calabresi sul fronte delle illegalità ambientali. Lo Stivale si conferma sul podio nella classifica generale dei reati accertati, ma anche in quelle che riguardano il ciclo del cemento e il ciclo dei rifiuti. Inoltre, Reggio Calabria e Cosenza figurano tra le prime dieci in tutte le classifiche su base provinciale. In particolare, per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti balza agli occhi il caso Vibo Valentia: ha risalito la graduatoria fino a figurare seconda provincia in Italia per numero di infrazioni, con addirittura un incremento del 120% rispetto al 2011. Dallo scioglimento del Comune di Reggio per contiguità con la ‘ndrangheta alle tante inchieste sulle infiltrazioni negli appalti pubblici passando per il caos discariche e il fallimento eclatante delle società miste di gestione dei servizi ambientali, la Calabria appare sempre più agli occhi degli osservatori come terra di scorribande e grandi affari illeciti. Anche il turismo, e cioè la vera risorsa di una terra splendida, è in mano alle cosche come testimonia l’inchiesta Metropolis della Dda di Reggio. “Quella delle ecomafie – ha dichiarato il presidente di Legambiente Calabria Francesco Falcone – è l’unica economia che continua a proliferare anche in un contesto di crisi generale. Un’economia che cavalca l’abusivismo, distrugge il territorio, drena le risorse degli appalti pubblici”. “Occorre uno scatto di reni – ha affermato Nuccio Barillà, della segreteria nazionale di Legambiente – per introdurre finalmente i reati ambientali nel codice penale e occorre un giro di vite sul fronte abusivismo edilizio, per scongiurare nuove costruzioni e spingere per le demolizioni degli ecomostri. I dati della realtà richiedono a tutti i livelli una nuova consapevolezza: le ecomafie uccidono la Bellezza, che è la risorsa più preziosa della Calabria su cui si deve costruire una nuova economia e rubano prospettive di futuro ai giovani, costretti a fuggire in mancanza di alternative fuori dai circuiti criminali. Nessuno può più restare passivo e indifferente”. Gli ambientalisti non dimenticano di adempiere al dovere della memoria e di rivendicare il diritto alla verità. Nel 1994 Legambiente presentava alla procura di Reggio l’esposto che avrebbe dato il via alla vicenda delle navi dei veleni, che si presume siano state affondate a largo delle coste calabresi, e non solo, cariche di scorie pericolose e radioattive. Una vicenda inquietante a cui si sovrappone la morte del capitano di fregata Natale De Grazia, avvenuta il 13 dicembre 1995. Giustizia e verità non sono ancora arrivate, una richiesta che diviene ancora più forte dopo l’approvazione da parte dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti di due relazioni di grande valore: quella del 5 febbraio 2013 sul caso De Grazia, e quella del 28 febbraio sul fenomeno delle “navi a perdere”, curate dal presidente Gaetano Pecorella e dall’onorevole Alessandro Bratti. “L’impegno perché sia fatta luce sulla morte di De Grazia avvenuta come denuncia la stessa Commissione per ‘causa tossica’ – aggiunge Nuccio Barillà – deve essere il primo passo in direzione dell’accertamento più ampio della verità sulle cosiddette ‘navi a perdere’ e sui possibili intrecci con altre vicende, come quelle dei traffici illegali di rifiuti in Somalia. Nello stesso tempo verità e giustizia chiediamo per i cento morti uccisi dalla fabbrica avvelenata della Marlane di Praia e per i veleni di Crotone o del Fiume Oliva nel cosentino”.

REGGIO CALABRIA. L’Agorà promuove l’incontro sul tema “Akira Kurosawa ed il mondo dei samurai”

REGGIO CALABRIA. Il Centro sportivo “La Pagoda” di via Alfonso Frangipane, ospiterà l'incontro culturale sul tema “Akira Kurosawa ed il mondo dei samurai”. La manifestazione avrà luogo giovedì 4 luglio a partire dalle ore 18 e verrà strutturata in due parti. La prima riguarderà gli aspetti storici e cinematografici riguardanti il tema, mentre la seconda tipicamente sportiva con esibizioni di kendo, kata e kumite. La manifestazione organizzata dal CIrcolo culturale L'Agorà ha ricevuto l'Alto Patrocinio dell'Ambasciata del Giappone. Dopo i saluti del presidente del sodalizio organizzatore Gianni Aiello, seguiranno gli interventi di Tonino De Pace (presidente del Circolo del cinema "Zavattini" su "Il mondo di Akira Kurosawa", Riccardo Partinico (maestro di Karate 5° dan) su "Dal Bushido agli sport di combattimento" e Gerardo Gemelli (presidente regionale Fijlkam) su "Karate Calabria nel mondo". La seconda parte della manifestazione sarà caratterizzata da una esibizione di kendo a cura di Angelo Surfaro (maestro di arti marziali, cintura nera 5 dan) e Mario Battaglia (atleta); una esibizione di kata a cura dell'atleta Marika Familari e, infine, una esibizione di kumite con Alessandra Benedetto (pluricampionessa italiana di karate) e Roberta Romanazzi (atleta). L'ingresso è gratuito ed è aperto a tutta la cittadinanza.

VIBO VALENTIA. Sequestro per equivalente eseguito dalla Finanza nei confronti di un noto imprenditore

VIBO VALENTIA. I finanzieri del locale Nucleo di polizia tributaria hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal gip del Tribunale, nei confronti di un noto imprenditore vibonese. L’attività trae origine da un controllo fiscale concluso nel mese di maggio nei confronti di una società cooperativa, nel corso del quale è stata scoperto l’omesso versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale. Nel particolare, i finanzieri hanno accertato che la Cooperativa, operante in materia ambientale, pur dichiarando per l’anno 2011 cospicui guadagni, ha omesso di versare all’Erario l’Iva incassata a titolo di sostituto d’imposta pari a 280.992 euro. Gli investigatori vibonesi hanno, pertanto, deferito il rappresentante legale della società per omesso versamento di Iva e la locale Procura della Repubblica, concordando pienamente con l’assunto investigativo proposto, ha richiesto e ottenuto dal gip l’emissione di un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca per un valore ammontante all’importo illecitamente percepito pari all’imposta non versata. Per tale motivo, le Fiamme Gialle vibonesi hanno eseguito accurate investigazioni al fine di individuare in seno al soggetto responsabile – rappresentante legale della cooperativa, i beni mobili ed immobili da sottoporre a sequestro, sia direttamente riconducibili allo stesso sia intestati a terzi, ma risultati nella sua disponibilità e proceduto in data odierna al sequestro di una lussuosa abitazione sita nel capoluogo di provincia e delle disponibilità finanziarie giacenti nei conti correnti.

REGGIO CALABRIA. “Il Sistema Reggio” inserito nella rassegna letteraria di Libera “Il sasso in bocca”

REGGIO CALABRIA. “Il Sistema Reggio” è stato inserito nella rassegna letteraria dell’associazione “Libera – Nomi e numeri contro le mafie”, dal titolo “Il sasso in bocca”. Il libro-inchiesta di Claudio Cordova, edito da Laruffa, verrà presentato venerdì 21 giugno alle 18, presso il Consiglio regionale della Calabria, all'interno della Bottega della legalità “Dodò Gabriele”. L’obiettivo dell’iniziativa di Libera è legare legalità e memoria, è dare voce, togliere simbolicamente il sasso dalla bocca a chi è obbligato a tacere, aiutati in questo dalla narrazione degli stessi scrittori. Dalla relazione di scioglimento del Comune di Reggio Calabria alle carte delle inchieste giudiziarie, dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia alle connivenze dello Stato e della società civile con il malaffare e, ancora, gli intrecci economici in riva allo Stretto, ma anche a Milano, il ruolo della massoneria e dei Servizi Segreti nelle vicende più oscure degli ultimi anni. “Il Sistema Reggio”, del giornalista Claudio Cordova per Laruffa Editore, è il primo libro-inchiesta sulla città dello Stretto che, alla luce di dati oggettivi, mostra come – dall’economia alla politica, passando per la criminalità organizzata – tutto sia, appunto “Sistema”. Un lungo lavoro di ricerca e di approfondimento sui gruppi e i grumi di potere che comanderebbero la città. Forse su Reggio Calabria è possibile immaginare una “cabina di regia” composta da entità diverse, pronte sempre a rinnovarsi, in base ai nuovi equilibri politici, economici e criminali. A partire dagli anni 2000 si sarebbero create le condizioni politiche, mafiose ed economiche perchè Reggio Calabria venisse, di fatto, inglobata dalla stessa logica dell’armonia e dell’accordo. Cordova – da giornalista attivo in città da anni – mette insieme un’opera unitaria in cui non viene risparmiato alcun settore della vita sociale reggina, portando alla luce una lunga serie di manovre oscure su cui si poggerebbe lo status quo cittadino. “Il Sistema Reggio” è una fotografia di quella che è diventata la città dal 2000, in un momento delicatissimo per la sua storia, all’indomani dello scioglimento del Comune per contiguità con la ‘ndrangheta.

REGGIO CALABRIA. Il MPL chiede l’applicazione della legge sulla parità nell’accesso agli organi esecutivi di Comuni e Provincia

REGGIO CALABRIA. Il movimento delle donne Popolari e Liberali della provincia di Reggio Calabria approva e condivide la richiesta che il consigliere provinciale Maria Alessandra Polimeno ha trasmesso al direttore generale della Provincia, per chiedere l’applicazione della legge inerente la parità di accesso alle cariche elettive e agli organi esecutivi dei comuni e delle province italiane. Una richiesta peraltro, già motivo di una mozione che la dottoressa Maria Alessandra Polimeno ha depositato presso la Presidenza del Consiglio provinciale per essere inserita all’ordine del giorno dei lavori del prossimo consiglio provinciale ed all’esame dell’Assemblea. “La Provincia di Reggio Calabria non può autonomamente sottrarsi al rispetto di norme e sentenze che impongono entro il prossimo 26 giugno – affermano le donne del Movimento dei Popolari e Liberali della Provincia di Reggio Calabria -l’adeguamento degli Statuti di Comuni e Province, così come degli Enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti promuovendo la parità effettiva di donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive di giunte e consigli comunali, nei consigli regionali e nelle commissioni nei concorsi pubblici. Da qui l’invito rivolto al Presidente dell’Amministrazione provinciale dr. Giuseppe Raffa ed al Presidente del Consiglio Antonio Eroi a disporre entro i termini indicati, così come la stessa consigliera Maria Alessandro Polimeno ha sollecitato, l’avvio delle procedure per attuare nei termini prescritti l’adeguamento normativo sancito – ricordano le donne del Movimento Popolari e Liberali – da una legge costituzionale che ha modificato e modernizzato l’art. 51 della Costituzione affinché “siano concretamente colmate le differenze esistenti tra i generi de facto, nonostante l’eguaglianza ribadita de jure”. “Non vorremmo – concludono le donne del Movimento dei Popolari Liberali - che si continuasse a perseguire un atteggiamento dilatorio che allungasse i tempi della discussione e, di conseguenza, l’applicazione di norme che riteniamo estremamente importanti volte a favorire la parità di genere nella politica, modernizzare le nostre istituzioni, rendere finalmente protagoniste le donne impegnate in politica”.

LAMEZIA TERME. Arrestato dalla Finanza un giovane pusher lametino

LAMEZIA TERME (CZ). Un giovane pusher lametino è stato arrestato dalle Fiamme Gialle per detenzione di stupefacenti. Nei giorni scorsi, nell’ambito delle attività a contrasto della circolazione di stupefacenti, intensificate in città nel periodo della festività del Santo di Padova, i finanzieri del locale Gruppo hanno perlustrato le zone notoriamente più frequentate dai giovani assuntori di “cannabis”, con l’ausilio delle unità cinofila. In tale contesto, oltre alla segnalazione al Prefetto di tre persone, risultate detenere modiche quantità di stupefacente per uso personale, è stato scoperto il giovane pusher che deteneva occultata in auto 440 grammi di sostanza, del tipo marijuana, confezionata in quattro distinti sacchetti sotto vuoto. Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e il giovane, un ventottenne senza precedenti specifici, è stato quindi tratto in arresto e tradotto presso la locale Casa circondariale.

REGGIO CALABRIA. Picchia la convivente e la minaccia davanti ai figli: reggino arrestato dai carabinieri del Norm

REGGIO CALABRIA. I carabinieri del Nucleo radiomobile hanno arrestato Natale Falduto, reggino di 37 anni, già noto alle forze di polizia, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia con l’aggravante della recidiva. L’indagine dei militari del Nucleo radiomobile parte a seguito di una denuncia per lesioni presentata da una donna reggina. I carabinieri però in sede di denuncia si sono accorti che la donna era esasperata da un quadro di situazione complessivo più grave e allarmante di quello che può scaturire da una lite violenta. La donna aveva riferito che era stata aggredita fisicamente dal convivente con calci e pugni alla testa e al corpo, a scatenare la furia dell’uomo era stato il fatto che quest’ultimo non gradiva che la convivente ricevesse a casa le sue amiche. In quella occasione la vittima aveva chiesto aiuto ad alcuni conoscenti che prontamente erano intervenuti scatenando ulteriormente la furia dell’uomo. La donna a quel punto decideva di lasciarlo ma mentre si allontanava con la sua auto, veniva inseguita dall’uomo che aveva mandato in frantumi il vetro del finestrino con un calcio rimanendo egli stesso ferito a seguito del violento gesto. Accompagnata in ospedale la donna aveva riportato delle ferite al capo giudicate guaribili in cinque giorni. Approfondendo la storia è emerso che la vittima subiva soprusi, violenze e minacce da molti anni e che quello raccontato era solo l’ultimo di una lunga serie di violenze subite. Nelle altre occasioni aveva sempre desistito all’ultimo momento dal denunciare le violenze subite per amore verso i figli e con l’intento di non turbare la “serenità familiare”. La cosa più sconvolgente che è emersa dal racconto della donna è che quest’ultima a seguito delle violenze fisiche era costretta a rivolgersi alle cure mediche e in ogni occasione aveva sempre dichiarato falsamente di essersi procurata le lesioni accidentalmente. La paura di essere uccisa addirittura frenava la donna a denunciare tutto quanto le capita ai carabinieri. Uno degli episodi più gravi che ha raccontato la vede ferita con un colpo di scopa al gomito che l’ha costretta a essere sottoposta a un mese di fisioterapia per recuperare la funzionalità dell’articolazione. Le indagini dei militari hanno consentito di ricostruire con certosina meticolosità quanto raccontato dalla donna cristallizzando e riscontrando ogni passaggio del suo racconto. E’ così emerso un quadro allarmante che ha richiesto una riflessione profonda sulla condizione che vivono alcune donne che si trovano nelle medesime condizioni inumane, in un clima di prevaricazione e sofferenze fisiche. Nel 2003 la donna aveva trovato il coraggio di sporgere querela nei confronti del convivente, purtroppo però a seguito anche delle pressioni e delle minacce subite da parte di quest’ultimo aveva successivamente rimesso la querela tentando di sminuire la gravità dell’accaduto. A seguito delle indagini dei carabinieri il sostituto procuratore Teodoro Catananti, ha avanzato richiesta di misura cautelare nei confronti del presunto responsabile, il gip Domenico Santoro, reputando gravi gli indizi di colpevolezza a carico dell’uomo e valutando sussistenti le esigenze cautelari ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Natale Falduto, con l’accusa di maltrattamenti con l’aggravante della recidiva. La misura cautelare è stata eseguita dei militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia cittadina, al comando del capitano Pantaleone Grimaldi.

lunedì 17 giugno 2013

CALANNA. Omicidio geometra comunale: è buio fitto sul movente

CALANNA. Un'esecuzione ancora senza movente quella di Domenico Princi, 41 anni, geometra comunale, ucciso a colpi di fucile mentre stava andando al lavoro. Stamani, così come faceva ormai da anni, Princi è uscito dalla sua abitazione, distante alcuni chilometri dal centro abitato di Calanna, e alla guida una Fiat Bravo stava raggiungendo il suo ufficio. Ad un chilometro di distanza dalle prime case, in località Pirarelle però, è scattato l'agguato mortale. Almeno due killer, nascosti dietro a delle lamiere poste sul ciglio della strada, hanno sparato un primo colpo di fucile caricato a pallettoni che ha raggiunto l'automobile. Il geometra, probabilmente ferito, ha inserito la retromarcia cercando di fuggire, ma poi è arrivato un secondo colpo di fucile. Princi ha quindi perso il controllo del mezzo, che si è bloccato contro un costone roccioso. Uno dei killer si è quindi avvicinato all'automobile e ha sparato il colpo di grazia. Gli autori del delitto si sono poi dileguati, probabilmente con un mezzo, facendo perdere le loro tracce. I carabinieri sono stati allertati da alcune persone che hanno udito i colpi di fucile e notato l'automobile con all'interno il cadavere. Sul posto sono intervenuti i militari del Comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno avviato immediatamente i rilievi scientifici per ricostruire la dinamica dell'agguato. Sul luogo è giunto anche il procuratore capo Federico Cafiero de Raho. Subito dopo il delitto gli investigatori hanno iniziato a sentire i familiari e gli amici di Princi per cercare di ricostruire la sua vita e per accertare se recentemente aveva avuto contrasti con qualcuno. Il delitto però sembra avvolto in una fitta nebbia e gli investigatori stanno cercando di dare risposta a molti interrogativi, principalmente sul movente. Gli inquirenti, infatti, non escludono alcuna ipotesi anche se l'attenzione si sta concentrando principalmente sull'attività professionale del geometra. L'efferatezza e la dinamica dell'omicidio fa ipotizzare che il killer conosceva le abitudini della vittima e che l'agguato è stato organizzato nei minimi dettagli. A Calanna l'omicidio del capo dell'ufficio tecnico comunale ha destato sgomento e paura. Princi, che era incensurato ed aveva interessi anche in attività commerciali, viene descritto come una persona tranquilla e sempre cordiale con tutti.

REGGIO CALABRIA. Il maresciallo capo Pasquale Azzolina Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Pasquale Azzolina
REGGIO CALABRIA. Il 17 giugno 1996, alle ore 23 circa, il vicebrigadiere Salvatore Coltello riceveva, sull’utenza della caserma, una telefonata anonima che segnalava, in località “Ponte Crasta”, la presenza di individui sospetti nei pressi di una moto Ape. Il Sovrintendente avvisava subito il comandante della Stazione, maresciallo capo Pasquale Azzolina, ed entrambi, in uniforme e con l’uno di servizio, si recavano nella località indicata. Lì notavano, nei pressi di una moto Ape, due giovani, conosciuti da loro come i fratelli D’Amato, cui uno minorenne di sedici anni, intenti a smontare e trafugare pezzi del motore dal predetto veicolo in quel luogo accantonato a seguito d’incidente stradale avvenuto il giorno prima. Alla vista dei carabinieri i due fratelli nascondevano alcuni attrezzi all’interno della propria autovettura parcheggiata affianco. Il maresciallo Azzolina procedeva al controllo dei due giovani e, constatando che dentro la loro autovettura vi erano vari pezzi di motore, decideva di accompagnarli in caserma. Li invitava a salire sul mezzo militare, condotto dal vicebrigadiere Coltello, mentre egli stesso si poneva alla guida della Ritmo, l’autovettura dei due ladri. L’invito fu accolto senza cenno di opposizione dal fratello minorenne. Di contro, Rocco D’Amato, fulmineamente, estraeva dalla cintola una pistola Beretta calibro 7.65, illegalmente detenuta e portata, ed esplodeva, da distanza ravvicinata, alcuni colpi di pistola all’indirizzo del comandante. Azzolina, benché colpito in varie parti del colpo, estraeva, velocemente, la propria pistola d’ordinanza ma, prima di poter far fuoco, era attinto da un altro proiettile che lo faceva stramazzare a terra, esamine. Il vicebrigadiere Coltello, a pochi metri, a sua volta, era colpito da un colpo di pistola esploso dalla pistola del D’Amato. L’omicida, avendo raccolto da terra la pistola d’ordinanza del Maresciallo, si dava a precipitosa fuga, alla guida della sua Ritmo, insieme al fratello minore. Il vicebrigadiere Coltello, nonostante ferito, si avvicinò al suo Comandante per cercare di poter dare aiuto. Si accorgeva, intanto, che i due, dopo aver percorso circa 200 metri, scendevano dall’autovettura e ritornavano indietro, verso di lui, con il chiaro e preciso intento di ucciderlo. Erano messi in fuga definitivamente per il ripetuto uso della pistola d’ordinanza del vicebrigadiere che sparava contro di loro. A quel punto, Coltello non poté che constatare la morte del suo Comandante. Si recava in caserma da dove, ai limiti della resistenza, riusciva a lanciare l’allarme. In seguito, i colleghi lo accompagnarono all’Ospedale di Scilla, dove fu sottoposto a intervento chirurgico. Una notte e un giorno per pensare. Poi, la resa. "Mio figlio vi aspetta". Al telefono una voce stanca. Era quello che i colleghi di Pasquale Azzolina attendevano. Sono le 17:00 di martedì. Dopo sedici ore la caccia all'uomo si era conclusa. Rocco D' Amato, venti anni appena, si consegnava nelle mani del colonnello Gennaro Niglio. E confessava: "Ho sparato al Maresciallo istintivamente, ho perso il controllo di me stesso". Contestualmente, erano recuperate le armi, una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa, usata per il delitto, e una pistola calibro 9 parabellum, in dotazione al Maresciallo e per mezzo della quale aveva tentato una coraggiosa, quanto vana, reazione di fuoco contro il suo omicida. Un delitto assurdo che lasciava orfane tre ragazze, Nadia di diciotto anni, Angela di quindici, Vanessa di sei, che si stringevano attorno alla loro mamma, Marianna Candela, una donna minuta senza più una lacrima da versare per il marito divenuto orgoglio di un paese, e che lei aveva sempre amato e sostenuto. Un atto sanguinario senza un movente plausibile e che solo per miracolo non fece un'altra vittima, il vicebrigadiere Salvatore Coltello (trentaquattro anni), padre di Sonia (otto anni) e di Federica (due anni). Il maresciallo Azzolina conosceva bene quel Rocco avviatosi su una brutta china. Più volte lo aveva ripreso, invitandolo a cambiar vita. "Cercati un lavoro", gli diceva. E lui niente. Gli piaceva vedersi additato come balordo. Lavorava su commissione. Di notte. Furti di autoradio, motori d'auto che rivendeva. Anche lunedì sera andò così. "Rocco”, gli disse il Maresciallo, “andiamo in caserma". I carabinieri non si aspettavano nessuna reazione. Solo qualche formalità e avrebbero rispedito a casa i due ragazzi. Invece, no. Fu un attimo. Il giovane estrasse l'arma dalla cintola e sparò contro Azzolina colpendolo al fianco e al torace. La morte fu immediata. Poi D'Amato puntò la pistola, alle spalle, contro il vicebrigadiere e fece fuoco. Non arrivò a finirlo e fuggì verso i crinali aspromontani. Con le poche forze rimastegli il vicebrigadiere Coltello riuscì a giungere in caserma ed avvisare i colleghi di Sinopoli, il paese vicino, ai quali raccontò i particolari della sparatoria e fornito i nomi degli assassini. Poi svenne. La casa dei D'Amato, in un baleno, fu accerchiata da centinaia di militari. Dentro, Alessandro era ancora in piedi. Si mostrò stupito quando i carabinieri gli strinsero le manette ai polsi. Poi, cedette e confessò la sua partecipazione alla sparatoria, scaricando sul fratello la responsabilità dell'omicidio. Nella mattinata, il Comandante Generale dell'Arma, Luigi Federici, giunse a Sant’Eufemia per esprimere il cordoglio dei carabinieri: "E’ una ferita profonda nel cuore dell'Arma”, disse il Generale, “e credo di tutto lo Stato". Anche il Capo dello Stato rese omaggio alla salma del Sottufficiale. Le hanno detto: "Tuo padre è stato ucciso mentre faceva il suo dovere". Ma Vanessa, con i suoi sei anni e gli occhi smarriti, si aggrappava alla madre e piangeva solo perché il suo papà non lo avrebbe rivisto mai più. Gelo e divise riempivano le stanze di quella casa, dell’alloggio di servizio, proprio accanto alla caserma, dove la famiglia del maresciallo Pasquale Azzolina, viveva da tempo. Morì per mano di un balordo. Da dodici anni rappresentava la legge in terra di mafia e aveva avuto a che fare con esponenti di spicco della 'ndrangheta. Né agguato, né imboscata, né esecuzione. "Li conosceva, li conosceva bene; due fratelli, gentarella, per questo ha allentato le difese", diceva il colonnello Gennaro Niglio, comandante provinciale dell'Arma. Ma il balordo, che aveva venti anni, che viveva di furtarelli e di piccolo spaccio, che rubava le autoradio e quando poteva un'automobile per poi smontarla e rivenderla pezzo per pezzo, che l'altra notte fu sorpreso con il fratello sedicenne proprio mentre stavano "cannibalizzando" una moto Ape incidentata e lasciata su una stradina dismessa all'inizio del paese, uccise il maresciallo e ferì il vicebrigadiere. L'incubo della trappola di mafia durò poco. Ma la tragedia rimase, tutta intera. Per le famiglie, per l'Arma, per il paese, 4500 abitanti, che la mattina ebbe una sveglia glaciale. Perché quel maresciallo, dopo tanti anni di servizio a Sant'Eufemia, era uno di loro. Le figlie, come la moglie, vivevano e condividevano la vita di quel microcosmo. L'Amministrazione comunale preparò e affisse un manifesto che rendeva bene i sentimenti della gente: "Una vicenda terribile e assurda... un atto di barbarie scaturito dall'emarginazione e dall'ignoranza ha stroncato la vita di un uomo buono nell'esercizio del suo dovere... al maresciallo Azzolina diciamo grazie... ha dato la vita per la nostra città che non lo dimenticherà". E in Municipio fu allestita la camera ardente, da dove partirono i funerali che si svolsero nella Chiesa Madre del paese, in piazza Vittorio Emanuele. Trama e attori di questa tragedia vera furono tutti noti. Il maresciallo capo Pasquale Azzolina fu decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare, alla Memoria, con la seguente motivazione: “Comandante di Stazione distaccata in territorio caratterizzato da alto indice di criminalità, veniva fatto segno – unitamente a militare dipendente ad improvvisa e violenta azione di fuoco da parte di due malviventi sorpresi in flagranza di furto. Benché colpito in più parti del corpo, con elevato coraggio e grande determinazione, tentava di reagire con l’arma in dotazione ma, colpito ancora una volta in parti vitali, si accasciava esamine al suolo. Fulgido esempio di alto senso del dovere ed elevate virtù militari, spinte fino all’estremo sacrificio. S. Eufemia d’Aspromonte (RC), 17 giugno 1996”.
Cosimo Sframeli

REGGIO CALABRIA. Tabularasa 2013: il Vuoto

REGGIO CALABRIA. Giunto quest’anno alla quarta edizione, Tabularasa, caratterizzata dall’assoluta libertà di espressione degli ospiti, è stata presentata il 16 maggio al Salone del Libro di Torino, e ha conosciuto una prestigiosa anteprima il 15 maggio scorso, affidata a Roberto Saviano e al procuratore della Repubblica, Federico Cafiero de Raho in piazza Italia. La manifestazione, organizzata nel mese di luglio in numerose piazze della provincia di Reggio Calabria dall’associazione Urba/Strill.it, propone un calendario caratterizzato da libere conversazioni che tendono ad occuparsi delle diverse declinazioni della tematica scelta per la quarta edizione di Tabularasa. È il Vuoto il tema di Tabularasa 2013. Il Vuoto, declinato nelle sue numerose accezioni, esistenziale, culturale, etica e sociale, contraddistingue il nostro tempo. L’assenza di sogni, di prospettive e visioni, rende necessaria ed improrogabile una scossa che parta dalla regione più lontana e periferica per propagarsi all’intero Paese. Tabularasa propone, in oltre trenta serate consecutive, un centinaio di ospiti illustri, conversazioni, dibattiti, monologhi, presentazioni di libri, spettacoli, concerti e proiezioni. Il Festival presenta anche cinque rassegne:
TABULARASA ALONE: una serie di monologhi per porre al centro l’individuo, la persona e le sue risorse, l’uomo solo, il performer, il concetto di “one-man show” ;
TABULARASA KIDS: workshop, laboratori interattivi e attività di reading per stimolare la lettura tra i più piccoli ed educarli a interagire con la cultura;
TABULARASA SCILLA WORLD FEST: voci suoni e visioni dal mondo nel porto di Scilla, crocevia di storia e mitologia;
TABULARASA STARCHEF: il cibo presentato da chef stellati attraverso performance degustative e sensoriali;
STRILLAERISCHIA: un premio giornalistico, promosso dal quotidiano strill.it, rivolto al giornalista che mette in gioco se stesso, al limite delle estreme conseguenze, pur di assolvere all’obbligo morale e deontologico della divulgazione delle notizie. Il premio, nato per riconoscere l’impegno profuso da giornalisti calabresi che operano nella difficile condizione di chi è soggetto a pressioni e minacce di ‘ndrangheta, da questa edizione diventa internazionale.
IL TERRITORIO
Quest’anno Tabularasa abbraccerà territori dell’intera provincia: Reggio Calabria, Gambarie d'Aspromonte, Gerace, Scilla, Gioia Tauro, Palizzi, Roccella Jonica, Rosarno, San Giorgio Morgeto, Villa San Giovanni, con l’aggiunta di una location siciliana nell’isola di Lipari. “Mentre il Paese non si occupa della Calabria, dalla Calabria è possibile occuparsi del Paese. Dalla Calabria vogliamo occuparci dell’Italia e delle sue tematiche più scottanti, al fine di offrire centralità ad un territorio abitualmente tagliato fuori dai circuiti culturali”. E’ questo il pensiero degli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti e che rappresenta la trave portante di Tabularasa.
GLI OSPITI
Umberto Ambrosoli, Pino Aprile, Arcangelo Badolati, Giuseppe Baldessarro, Eugenio Bennato, Laura Boldrini, Andrea Bouchard, Federico Cafiero de Raho, Raffaella Calandra, Lisa Colletta, Guido Crainz, Giuseppe Creazzo, Gioacchino Criaco, Fabio Cuzzola, Luca De Biase, Raffaella De Marte, Federica De Sanctis, Salvatore Di Landro, Roberto Di Palma, John Dickie, Giovanni Fasanella, Enzo Filardo, Alberto Franceschini, Luciano Gerardis, Claudio Giua, Nicola Gratteri, Tiziana Gulotta, Ferdinando Imposimato, Gabriel Kahn, Dundard Kesapli, Stefania Limiti, Giuseppe Lombardo, Guido Longo, Roberto Lucisano, Paolo Mieli, Vincenzo Montemurro, Piergiorgio Morosini, Assunta Morrone, Antonio Nicaso, Vincenzo Panico, Masal Pas Bagdadi, Chiara Patarino, Maria Perosino, Vittorio Piscitelli, Carlo Porcino, Marco Pratellesi, Rosario Priore, Sandro Provvisionato, Marisa Ranieri Panetta, Massimo Razzi, Francesco Rizzi, Antonio Rossano, Francesco Russo, Roberto Saviano, Federico Taddia, Vito Teti, James Waltson: sono tra gli ospiti del 2013.
Per aggiornamenti sul programma, e le biografie degli ospiti: http://www.tabularasafestival.com